Peter Pan – James Matthew Barrie

Con la fine delle vacanze sono andato nell’isola che non c’è con questo bambino di nome Peter Pan, che è molto amato lì in questo luogo fantastico magico dai bambini e non solo, eppure questo Peter Pan è pieno di contraddizioni che mi ci rivedo pure io a 48 anni, no no guai Peter Pan, tu sarai sempre un bambino, ma seguendo le tue storie le tue avventure e anche le tue emozioni c’è tanta spensieratezza quanta tanta malinconia, il fatto è che dovrebbe essere una storia di fantasia con le fate, con le ombre, coi bimbi che volano e poi ti trovi a leggere gioie dolori sofferenze sogni speranze della vita reale, quindi caro Peter Pan vorrei chiederti quando torni dal tuo mondo che non c’è, io la finestra la lascio aperta, mi svegli, attento che sono sordo quindi devi farti sentire per bene, mi insegni a volare e vengo a fare questo viaggio con te che poi è un viaggio alla ricerca di noi stessi che per mille impercettibili motivi ci perdiamo nei nostri dubbi più nascosti! Ci stai? Ti aspetto e in attesa sorrido un po’, nonostante tutto!

Sono felice, dove ho sbagliato? – Diego De Silva

Ritrovare l’avvocato Malinconico è sempre una vera goduria, un mix esplosivo di ironia e battute al vetriolo che rendono la lettura sorridente dalla prima pagina, sono di parte perchè questo personaggio è il mio amico di una vita piena di imprevisti assurdi, ma con la sua autonalisi catastrofica e irriverente affronta le mille disavventure come se niente fosse…

E dire che questa volta il povero avvocato dovrà affrontare una cliente con una stravagante proposta, una causa che porta a delle vere e proprie minacce, la nascita del suo nipotino, il futuro di suo figlio e il suo socio Benny, un mondo a parte!

In tutto questo marasma di problemi, difficoltà, di ansie, di stress, di contraddizioni con il mondo intero, si arriva senza se senza ma a percepire una felicità che arriva senza chiedere permesso e ti chiedi anzi si chiede il mio amico avvocato se c’è qualcosa di sbagliato in tutto quello che sente…

Un romanzo leggero, certo, da leggere sotto l’ombrellone, in montagna all’ombra di un albero gigante, ma proprio questa leggerezza, irriverenza, ironia, ti porta inevitabilmente a riflettere sulle tue cose, sulla tua di vita, e caro il mio Malinconico, forse dovrei iniziare anche io a scrivere le mie mille emozioni che la vita mi presenta, in ogni instante, in ogni incontro, in ogni imprevisto!

Torna presto Avvocato!

Solo è il coraggio, Giovanni Falcone il romanzo – Roberto Saviano

L’ho appena finito, e le sensazioni sono molteplici, vorrei un attimo fermarmi, ma ho deciso di buttare subito qualche mio pensiero, si sa di Falcone, della storia e tutto, quello che invece non si sa o che si respira in questo romanzo, è la grande paura di un uomo che veniva visto non bene nel suo stesso ambiente tra magistrati, nella politica, nel giornalismo, aveva nemici ovunque, ma quella stessa sua paura, quel saper convivere con la paura era proprio il coraggio di affrontare e di capire una cosa gigantesca invisibile che stava tra magistratura, politica, economia, giornalismo, vita sociale, un vero cancro nella vita di tutti giorni che non riguardava solo la Sicilia, ma tutta l’Italia.

C’è un lavoro dietro molto importante di Roberto Saviano, c’è una ricostruzione dettagliata di alcuni frammenti della vita di Giovanni Falcone, soprattutto del lavoro svolto dal magistrato per dare un quasi scacco matto alla mafia, ma la cosa che rende la lettura unica è che tutto questo studio/lavoro dettagliato e accurato attraverso la narrativa, la scrittura scorrevole semplice puntuale dell’autore diventa vita reale, diventa più accessibile ai nostri occhi, al nostro sentire dentro, da un fatto accaduto, da un numero si riesce a cogliere aspetti reali di vita di uomini e donne che vivono la stessa nostra vita, uomini e donne che combattono un male eterno, un male che rende l’uomo solo, sempre di più, e di questa storia epica incredibile rimane l’incredulità ma soprattutto il coraggio, nonostante la solitudine, nonostante i presagi, le previsioni, nonostante le morti una dietro l’altra vicino al protagonista, rimane un coraggio che ancora adesso splende nonostante tutto…

Senza salutare nessuno – Silvia Dai Prà

E’ una storia, che però non rivela tutto, perchè si tende a non dire, a chiudersi in silenzio per sopravvivere e per non far si che il ricordo possa intaccare sul presente, la scrittrice indaga sulla sua famiglia, sui nonni, su una storia mai raccontata, si parla di foibe, si va nelle terre di confine tra Italia, Ex Jugoslavia, si entra in un periodo storico sicuramente non felice per gli esseri umani, il nazismo, il fascismo, il comunismo, la seconda guerra mondiale, il post seconda guerra mondiale, ideali che si contrappongono con uomini e donne che hanno la colpa di vivere in terre di confine dove si evidenzia quanto male ha prodotto la politica di uno e la politica dell’altro, perchè sono terre che fino alla fine della seconda guerra mondiale sono controllate e governate rigidamente dai regimi fascisti nazisti che poi però devono fare i conti con l’opposizione dell’ondata comunista che arriva sia dall’interno dell’italia che dall’esterno e in questo caso dalla Jugoslavia di Tito, che vuole riprendere terre perse in passato riprendendo croazia , slovenia e cercano di prendere le terre italiane di Venezia Giulia, Istria, Fiume, con un obbiettivo unico considerare nemici del popolo i fascisti, nazisti, gli italiani non comunisti, o chi aveva qualcosa a che fare con la destra di quel tempo, e qui vengono torturati e gettati nelle foibe, tanti uomini e donne e il silenzio di questa storia è in ogni caso assordante..

Tutto nasce da un desiderio di conoscere, di capire, di indagare dell’autrice sulla sua famiglia, di sua nonna, ma se chiede direttamente a sua nonna, la risposta è un silenzio incomprensibile, e dopo anni dalla morte della nonna, nasce questa ricerca, questo libro che vuole dare un volto e una dignità a persone che sono state coinvolte purtroppo in una vicenda che divide che poco se ne parla ma che sicuramente ha fatto tanti morti in nome di cosa poi, a me sembra inspiegabile, il libro ha una sua connotazione storica, si sente il dolore e il peso del ricordo e delle vicende, ma è nello stesso tempo leggero nella sua stesura, mi piace il verso che cita la scrittrice, di Ungaretti: “Cessate d’uccidere i morti, non gridate più.” Si è il momento della memoria, del ricordo e sperare sempre in un futuro migliore.

Il cuore è un organo – Francesca Michielin

Non ne sapevo nulla, ho visto copertina e autrice e ho detto si lo prendo, senza sapere nulla, così di istinto, e devo dire che è stata una bella scoperta, piacevole, leggera ma piena di riflessioni che ti lasciano alla fine del libro con tanti spunti da dibattere!

Ci sono donne protagoniste, la musica che salva e riempie, il cuore che soffre e rinasce e la vita che non ti fa sconti, mai.

La musica come l’amore come la vita è uno spazio aperto profondo dove per godere dei benefici devi essere se stesso soprattutto con le proprie fragilità, anzi devi sapere accettare i propri limiti per potere entrare in armonia con il proprio cuore, con l’amore, con la vita, si respira il fatto che per vivere un amore, una passione, un’amicizia devi essere te stesso senza finzioni, devi creare un luogo di rispetto per tutto quello che ti circonda e a volte succede che per capire alcune cose è la vita stessa che ti mette di fronte a cose irreversibili e tu devi, a tuo malgrado, trovare lo spazio per uscire a vivere in pieno tutto quello che c’è da potere ancora fare…e finalmente rinascere!

Una persona alla volta – Gino Strada

“L’utopia è solo qualcosa che non c’è” diceva Gino Strada, lui che insieme al suo team è riuscito a trasformare un progetto di idee in una realtà concreta e solida come Emergency, e tutta la sua vita che leggiamo in questo libro emotivo e forte è stata improntata sulla passione che lo ha portato anche per caso ma forse più per la curiosità, nelle guerre di oggi, quelle più attuali in Bosnia, in Pakistan, in Afghanistan, in Somalia, e mentre prendeva coscienza delle atrocità che affrontava con le sue stesse mani che tentavano di salvare il salvabile da chi aveva bisogno, sentiva sempre più insistente dentro lui la richiesta quasi scontata forse ( forse perchè ancora oggi nel 2022 siamo di fronte a diverse guerre, addirittura pure una che potrebbe innescare reazioni su reazioni pensando all’Ucraina) dell’abolizione della guerra, del diritto per tutti della salute.

il libro scorre veloce, troppo, si entra nel viaggio personale di Gino Strada, e si capisce come nasca, cresca questo suo no netto senza se senza ma alla guerra, ti fa riflettere perchè le cose che dice non sono scontate, le ha vissute in prima persona, non è un pacifista solo a parole, è un no alla guerra convinto e sentito per la sua esperienza sul campo, ha vissuto senza che lo volesse la guerra, lui si che sa cosa vuol dire essere in guerra, le sue mani sono state la dimostrazione del suo pensiero al no a tutte le armi, alla produzione di armi ( terribile pensare alle mine antiuomo create per attrarre bambini, terribile!!), a tutte le guerre, al pensiero che la salute viene prima del santo profitto, eppure caro Gino Strada io che la penso come te, mi chiedo, e te lo chiedo ora che ci guardi da lassù se non ci fosse una difesa militare, se non ci fossero queste armi che dovrebbero servire più per prevenire e difendere come si salverebbe il mondo? Perchè se da un giorno all’altro arriva un pazzo e vuole conquistare mezzo mondo, calpestando tutti i diritti del mondo come faremmo, certo è che se si vieterebbe di produrre armi di costruire arsenali bellici se l’uomo si rendesse conto che la guerra le armi non fanno parte della vita di un essere umano, forse quella frase “L’utopia è solo qualcosa che non c’è” potrebbe essere uno stimolo per diventare uomini come te, caro Gino Strada…

Donna d’onore – Sveva Casati Modigliani

Sono riuscito a finire questo romanzo, bello e abbastanza intrigante, nonostante la mia oramai incontrovertibile lentezza, di solito quando si fa fatica a leggere un libro è sinonimo che la storia non ti prende, ma devo dire invece, che mi faccio distrarre da troppe cose e probabilmente fai questo fai quell’altro il libro viene messo all’angolo ma mai abbandonato proprio perché la storia l’ambientazione, il tema mi cattura sempre!

Si parla di mafia, si parla di una donna protagonista in una realtà dominata da uomini di potere, si distingue per bellezza, per carattere istintivo forte e per un innata voglia di soddisfare i desideri più nascosti, tutto nasce da un reporter che ha una fonte e questa fonte è in Sicilia e da lì si inizia a conoscere questa famiglia originaria siciliana che poi si stabilisce in America, a New York e con giochi narrativi spazio temporali entriamo nel passato e nel presente delle famiglie coinvolte per il potere ed è proprio da dire che non è mai come sembra ed è attuale perché le logiche mafiose sono forse invisibili ma ben solide all’interno della politica, dell’economia e delle relazioni sociali…

Le avventure di Oliver Twist – Charles DIckens

Libro che ho sempre inseguito, ma non mi sono mai deciso di leggere, ma sentivo una forte attrazione per questa storia, ci è voluto l’intervento di una mia cara amica per farmelo trovare tra le mani questo romanzo e via mi sono addentrato in quella Londra cupa, un pò losca in un ospizio di orfani, periodo instabile come il 1830, e niente ti affezioni subito a questo bimbo che ha perso i genitori prima di nascere, che non ha neanche una identità certa e che viene sfruttato e maltrattato..

La storia, la trama la conoscono quasi tutti, quello che mi ha colpito è la scrittura, la formazione, la crescita di Oliver che da uno stato precario finirà per riscattarsi, vedremo il bene e il male, vedremo tanti personaggi scegliere chi il bene e chi il male, e soprattutto chi sceglie il male, truffando, rubando al prossimo non avrà un futuro sicuramente roseo anzi, e chi sceglie il bene all’inizio penserà di aver sbagliato tutto perchè troverà tanti ostacoli ma forse grazie a questi lo porterà a condurre una vita più dignitosa…

Vorrei scrivere una storia così, piena di significato, con descrizioni minuziose per respirare l’atmosfera della storia, per stare vicino al protagonista grazie alla forza della scrittura, ma finchè non inzio a mettere giù qualche riga sarà solo un bel desiderio!

Comunque siamo un pò tutti Oliver Twist, solo più fortunati, forse, forse no o forse assolutamente si..

Le nostre imperfezioni – Luca Trapanese

Il 2022 inizia così con un libro, anzi con un regalo di Natale, ed è un’autentica bomba al cuore, si scava molto dentro di noi, si vuole dare una convinzione dove convinzione, speranza in teoria non esistono, perchè sembra tutto nero o comunque è tutto nero, ed è proprio lì che dobbiamo coltivare la speranza ed è proprio lì che può arrivare l’inaspettato e cioè luce e voglia di rinascere e vivere..

Seguiamo le vicissitudini di un ragazzo Livio, portato ad aiutare il prossimo che lascia la vita agiata della sua famiglia per seguire percorsi di volontariato e ben altro, ma poi succede quello che non avevi programmato, un amore, anzi l’Amore e lì ricomincia una nuova vita, non certo facile, anzi difficile complicata con tante sofferenze e dolori a fianco a tante gioie…

Scorre veloce fino alle ultime e amare pagine che sono un nuovo inizio, una gioia più grande nonostante tutto, “non ci si sbarazza di una perdita ma la si vive”, non c’entra nulla con tutto il libro ma tutte queste pagine mi rimandano a mio padre, che lo vivo in ogni mia espressione, gioia, dolore, errore e sorriso, spero di riuscire a coltivare intatta quella speranza che a volte è un piccolo lume e a volte si accende di colpo come questa giornata fredda ma di un sole che manco a giugno…

Il sale della terra – Jeanine Cummins

Il sale della terra – Jeanine Cummins

Ultimo libro del 2021, che conferma la mia difficoltà a leggere tanti libri come facevo pochi anni fa, ma questo romanzo è tante cose, ha tanti spunti per cui vale la pena leggerlo, prima di tutto è una storia che ti porta via per un attimo da questo momento attuale incredibile che stiamo vivendo, ma restando in ogni caso attuale come l’immigrazione, perchè se ci pensate ok ci sarà il covid, ci sarà la malegestione di questa pandemia tra tamponi, cure e altro, ma gli altri problemi gravi che attanagliano il mondo non scompaiono, anzi si rafforzano, o comunque ci sono, poi c’è il narcotraffico e ci sono mondi, paesi, zone di questa terra dove vivere è quasi impossibile e l’autrice ci porta nel Messico, ci porta al confine con gli Stati Uniti, ci porta a vivere una famiglia che viene decimata dalle logiche del narcotraffico e seguire il loro viaggio della speranza mai vinte..

Si sono un piccolo figlio, genio della geografia e sua madre, che gestisce una libreria che un bel giorno si ritrovano ad avere tutta la famiglia ammazzata, per un articolo che il loro padre/marito scrive al suo giornale smascherando il capo dei capi dell’organizzazione criminale, e dall’avere tutto si ritrovano madre e figlio in una corsa contro il tempo per sfuggire ad un destino che sembra segnato e per fare ciò devono scappare e andare a nord negli stati uniti..

una storia di avventura, di coraggio, di dolore che ti tiene in apprensione, dove si evidenzia che quelle persone che scappano, che cercano una casa dove stare, sono uguali a noi, sono essere umani come noi che non hanno nulla di diverso se non uno sfortunato destino..