I ragazzi hanno grandi sogni – Alì Ehsani – Francesco Casolo

 

Afghanistan, Grecia, Turchia, Venezia, Roma, 5 anni in perenne pericolo, anni di viaggi impensabili, di difficoltà estreme, perdendo davanti ai suoi occhi le persone più care, i genitori per la guerra, il fratello per un viaggio in mare andato a male, questa è la vita di Alì Ehsani, un ragazzino afghano lontano dal nostro mondo eppure mi ci sono trovato nei suoi pensieri, nelle sue paure, nelle sue insicurezze davanti ad un mondo totalmente sconosciuto.

Il libro parla della vita che affronta nei centri di accoglienza a Roma, ma si alternano i ricordi, i momenti dei 5 anni passati prima, è un ragazzo che dalla sua sfortuna trova una forza per rinascere, un bell’esempio, riusciamo entrando nella vita di Alì a comprendere i meccanismi che scattano nelle teste dei ragazzi dei centri di accoglienza, un meccanismo è quello del fallimento, del non essere compreso, di non deludere la propria famiglia e quando non ce la fai più si intraprende la strada più facile, quella della illegalità, dei soldi facili, una strada che apparentemente sembra quella giusta ma ti porta dritto in carcere ed entrare in un circolo vizioso in cui anche se non sei un delinquente poi lo vuoi essere perchè sei alla frutta, se no c’è il meccanismo che scatta in Alì ed è quello di ritenersi fortunato, di trovare un modo di rinascere, studiando, lavorando, cercando una indipendenza che sembra non arrivare mai, ma con ostinazione poi piano piano si conquista.

E’ un ragazzino afghano che ci da una lezione di vita a noi stronzi che abbiamo tutto ma che in realtà ci manca tanto di quella forza di quel coraggio, di quel buon senso che ha permesso al protagonista di questa storia di poter uscire dal tunnel della sopravvivenza e riuscire a vivere con dignità.

C’è tanta speranza e positività in questa vita non certo fortunata, certo con le parole siamo capaci tutti, ma lui Alì Ehsani è riuscito coi fatti ad intraprendere un percorso luminoso nonostante il buio pesto!

Grazie!

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Heidi – Francesco Muzzopappa

 

Son tornato, son tornato! Mi sa che questo è stato il periodo più lungo quasi 2 mesi senza leggere un libro, incredibile, quanto mi mancava l’odore della carta, le parole scritte, la copertina, sfogliare pagine, e come ogni volta quando ho una crisi di lettura, ho bisogno di un libro, di una storia che in qualche modo mi possa mettere il sorriso, e lui Francesco Muzzopappa è una garanzia di commedia reale tra sorrisi, riflessioni e anche tenerezza, si perchè Heidi è nuovo modo di vedere la realtà di un padre colpito evidentemente da demenza senile e chiama sua figlia, Chiara, la protagonista di questo romanzo, Heidi e quella capretta con lo sfondo verde in copertina è garanzia di una storia che tocca le corde sensibili del lettore!

Siamo a Milano, quella frenetica, quella in cui si lavora e basta, dove si fanno straordinari e si torna a casa dopo 10 ore di lavoro senza aver visto la luce del giorno e Chiara è una direttrice di casting di programmi surreali quasi trash, è al limite della sopportazione di questo ambiente soprattutto dovuto da un capo chiamato Yeti che sembra peggio del miglior Hitler di sempre; in tutto questo trambusto lavorativo c’è una parte non poco importante il padre che viene cacciato dall’istituto in cui stava per comportamenti troppo forti ed è costretta a trovare una soluzione per curare e seguire il suo papà, e qui arriverà Thomas…

Scrittura leggera, coinvolgente che mostrerà questo rapporto padre e figlia alle prese con la vita quotidiana, e quando si tratta di questi temi delicati, profondi Zilly si scioglie sempre e poi se è accompagnato con il sorriso si fa bingo! Bello!

 

 

W l’Umbria! Alla ricerca della verità – Roberto Nini

 

Son partito per le vacanze con un libro da leggere e son tornato senza leggere il libro portato e ho preso e letto questo estasiato quando ero on the road in Umbria con la pioggia fastidiosa e mi sono imbattuto nella piccola e graziosa cittadina di Narni, ma più precisamente mi sono imbattuto nei sotterranei di Narni…

Avete presente quando ci sono quelle giornate in cui col tempo ballerino ti domandi ma cosa facciamo? dove andiamo? Che palle la pioggia? Ecco quel giorno lì, il mood era quello ma non sapevo che da lì a poche ore sarei stato a bocca a aperta ad ascoltare la storia incredibile che si cela sotto Narni…

Infatti appena entrati in Narni con il tempo piovoso chiediamo cosa si può visitare e subito la risposta è stata: “andate a vedere i sotterranei con la guida non ve ne pentirete..” Andiamo e c’era un sacco di gente, complice anche la pioggia ma già così c’era la sensazione che avevamo azzeccato una cosa giusta..

Beh non voglio annoiarvi, ma questo libro racconta tutto ciò che ho visto ed ascoltato quel pomeriggio, e la cosa che più mi ha sorpreso è la passione, la dedizione di queste persone, speleologi, che soprattutto nel loro tempo libero hanno fatto di tutto per scoprire cosa potesse nascondersi dietro a delle piante che casualmente si son trovati lì con una porta con architrave in mattoni ostruita da detriti…

Non è un romanzo, è un viaggio di questi sei speleologi che passo dopo passo entreranno nelle viscere della città scoprendo cose strabilianti come la sala dell’inquisizione voluta dalla chiesa, la prigione della Santa Inquisizione e soprattutto chi ha lasciato testimonianza attraverso simboli, parole e disegni nella cella della prigione situata accanto alla stanza delle torture.

Per arrivare a queste verità che ancora oggi non sono state tutte scoperte, perchè la sensazione è che la storia, il passato ha lasciato tanto tantissimo in quei sotterranei, c’è voluta assoluta dedizione, ma anche coincidenze strane, assoluta fortuna nell’incrociare persone che potevano dare una mano alla ricerca della verità…

L’Umbria è una bellissima regione da andarci per scoprire posti bellissimi, per mangiare e bere divinamente e per sentirsi anche parte di un mondo così tanto bistrattato ma con le sue più incredibili storie!

 

 

 

 

Giaguari invisibili – Rocco Civitarese

 

Non mi ha fatto impazzire questa storia ma mi ha tanto ricordato il mio periodo post liceo scientifico vissuto dai protagonisti di questo libro e ho trovato molto realistico e veritiero gli animi, le attitudini, i pensieri, i desideri di questi personaggi, da Pietro a Davide, da Anna a Giustino e tutti gli altri.

Si entra in quella fase dopo le superiori dove le carte vengono rimescolate e ognuno di noi sceglie una strada per diventare adulti, invece in quel periodo fine maturità a settembre ottobre sei in un limbo in cui vivi tutto in pieno, le vacanze, gli amori, l’estate, le serate, e mi ha fatto ricordare quell’istante esatto in cui esco dall’aula appena finito l’esame orale della maturità e ci sono i miei compagni ad aspettarmi fuori e lancio in aria la cartella con una violenza inaudita che la cartella anzi lo zaino si sfascia! Il pomeriggio stesso con due macchine andammo a Jesolo senza prenotare nulla, alcol ed erba e discoteca, la notte a dormire in spiaggia o meglio a prendere il freddo più assassino che c’era e il giorno dopo subito di ritorno a Milano, spensieratezza, trasgressione, libertà, amore hanno colorato quei due miei mesi estivi!

E grazie a questi giaguari invisibili mi è tornato quel flash indelebile di quei ragazzi che avevano gli artigli ma non sempre li tiravano fuori!

Manhattan Beach – Jennifer Egan

 

L’ho sentito spesso questo titolo nelle ultime settimane e anche l’autrice, poi avevo visto una video recensione del ragazzo fortunato Lorenzo molto entusiasta e alla fine per vie traverse me lo sono ritrovato tra le mani e senza pensarci mi sono buttato in questo romanzo tornando negli anni ’30 ’40 a New York con la seconda guerra mondiale in ebollizione…

Ci sono tanti elementi che compongono questo libro dalle navi ai palombari, dalla mafia alla guerra, tutti accomunati dall’acqua che tiene nascosto e poi scopre i mille segreti di uomini e donne che vivono un momento storico molto forte.

Anna e la sua famiglia sono assolutamente i protagonisti del romanzo, Anna è una donna che vuole diventare palombara,  lavoro rigorosamente maschile, e la sua insistenza e volontà la porterà lontano, Anna ha una sorella con una forte disabilità fisica che crea tensione nella famiglia, il padre, infatti, abbandonerà moglie e figlie e non si saprà più nulla se non verso la fine del romanzo. Anna dovrà affrontare il passato del padre e si imbatterà in un boss malavitoso per il quale il padre lavorò. Insomma sta povera fanciulla dovrà sudare le famose sette camicie per trovare un pò di serenità.

Bello ma non mi ha fatto impazzire come Jovanotti, sarà il caldo, le vacanze che non arrivano più ma in alcuni punti mi sono un pò perso ma rimane un romanzo scritto decisamente bene e l’acqua fa sempre tornare a galla quello che non vuoi più vedere…

 

 

Le ragazze non hanno paura – Alessandro Q. Ferrari

 

Vista di sfuggita la presentazione di questo libro, ho apprezzato il porsi semplice e naturale dell’autore che mi ha convinto ad entrare nel suo mondo, nel mondo di queste ragazze che non hanno paura, tra le quali non ci sono solo ragazze ma c’è anche un certo Mario che ci farà vivere le sensazioni, i pensieri, i sentimenti di ragazze che si affacciano per la prima volta nel mondo adulto adolescenziale.

Mario, vittima di bullismo nella sua scuola, viene mandato da sua madre preoccupatissima, nel periodo delle vacanze estive a Castelnero, paesino del Piemonte nella casa della zia. Ritorna in modo quasi costante nei nuovi romanzi degli ultimi anni il tema dell’estate, dei ragazzi tredicenni, avventure, e soprattutto la scoperta di se stessi attraverso quello che la vita fa capitare.

Si troverà ad innamorarsi, a fare parte di una banda di ragazzine, a scontrarsi con altre bande, a vivere per la prima volta senza la mamma vicino, a guardare in faccia la morte e a ricordarla, ad entrare in un mondo quasi fantasy, sembra di essere ad un certo punto in un bosco magico, sembra che esista un altro mondo, loro lo chiamano il sottomondo, quasi quasi ci credo ma poi ecco che torni alla realtà, alla capacità delle ragazze di aver anche paura ma di affrontarla , di andare avanti, di trovare sempre una luce e si conclude la storia con una lettera di lei che gli scrive:” Il mondo non è di nessuno, lo sapevi? Eppure, proprio per questo, credo possiamo prendercelo noi e farci quello che vogliamo, basta che sia qualcosa di bello. Lei avrebbe saputo che cosa farci, lo so. Ma tocca a noi. Mario. Noi siamo vivi.Credici, io ci credo.”

Finale pieno di forza e di speranza nonostante questa terra maledetta!

 

In fuga con la zia – Miriam Toews

Come può un libro essere così divertente, ironico, tra virgolette sorridente, se nello stesso tempo è di una profondità unica, è di una drammaticità senza respiro, è di una sofferenza reale, la risposta è la storia di questi personaggi bellissimi, tenerissimi, a volte deboli e a volte fortissimi che sono i nipoti Logan, Thebes, la zia Hattie e la mamma Min.

Min è la sorella di Hattie e da quando è nata ha dei disturbi psichiatrici non indifferenti, il marito di Min non ce la fa a combattere e a convivere con questi sali e scendi di lei che l’abbandona, lasciando anche i due figli piccoli. Ma per fortuna c’è la zia, c’è Hattie che non sta passando un buon momento con il suo lui e decide di tornare dalla sorella e nipoti.

Nel ritrovarli Hattie sente l’esigenza di scoprire e trovare il loro padre perchè la situazione a casa non è più gestibile con la mamma che ha sempre bisogno di qualcuno. Ed ecco che si inventa il viaggio con i due nipoti. E’ un viaggio non solo fisico, dal Canada andranno in California e al confine col Messico ma è un viaggio di testa, di spirito, di conoscenza, di vita, di dolore.

Io mi sono letteralmente affezionato alla piccola Thebes, 11 anni, parla in continuazione, si porta dietro un dizionario e ad ogni parola che non sa va a vedere il suo significato, da piccola ha subito un intervento alla testa e sfortuna vuole che un pezzo di bisturi le si è incastrato dentro la testa, e pensa a come potrà toglierselo, un mix di tenerezza, vivacità e naturalezza che travolge in pieno la zia che poco per volta comprende cosa conta di più in questa vita maledetta. Logan il fratello di Thebes ha 15 anni, è più complicato, più aggressivo, più ribelle, si capisce che soffre per la separazione del papà eppure si fa carico di sua sorella e la mamma, ha la fissa del basket, è un ragazzino che si sta affacciando nell’adolescenza e le premesse non sono certo facili.

Si tifa per loro fino alla fine, fino all’ultima pagina e quando finisce l’ultima pagina ci si sente un pò soli senza quei personaggi che mostrano il bello e il brutto della nostra vita..

 

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino – Christiane F.

 

Da 20 anni che inseguivo questo libro, ma perchè poi? e all’improvviso così ,me lo sono trovato in una bancarella a milano tra mille altri vecchi libri, la copertina era ben tenuta e mi sono detto” e’ arrivato il momento!”.

Storia vera, un colpo duro allo stomaco da non avere fiato, da non credersi, da maledire eppure a sta ragazza vuoi (almeno io) che possa sopravvivere o meglio che possa uscire da un tunnel dal quale non riesce proprio ad uscire. E’ un maledetto diario dell’orrore, sono gli anni ’70, anzi sono gli anni in cui sono nato, e proprio lì vicino a Berlino cresceva una ragazzina in una famiglia piena di problemi di vita quotidiana, quanto è importante la famiglia, mi son detto, cazzo, la famiglia è alla base di tutto, certo anche dove nasci è importante, se non hai nulla intorno, in qualche modo cadi, se non hai la forza di andare via, i genitori sono la base della crescita dei figli, se il padre è violento e subisci violenza fisica, psicologica, la tua infanzia ed adolescenza è influenzata sicuramente, e questa ragazza, Christiane F. ci racconta come è stata dura il suo passare degli anni senza genitori, in mezzo ad altri bambini nella stessa sua condizione; arriva la noia, l’apatia, la voglia di essere proprio assente, la voglia di farsi male, di evadere, di trasgredire in un luogo quasi senza futuro, parliamo di Berlino degli anni ’70 appunto.

A 13 anni cerchi di essere più grande di quello che sei, è umano, tutti hanno avuto questa voglia incontenibile, e ce l’ha avuta pure Christiane F. che di nascosto iniziava andare ad una discoteca che sentiva spesso nominare, era la meta degli adolescenti per eccellenza, poi ci vai e scopri che non c’è proprio niente, solo musica assordante e tanta droga vecchia e nuova che veniva assunta da tutti i ragazzi del locale. Una volta rifiuti, la seconda anche poi inizi a provare uno spinello, un cilum, poi l’alcol e si scopre un mondo all’interno del mondo solito, sembra un ponte per la salvezza, appunto sembra.

A 13 anni io giocavo al computer e giocavo a basket, e non uscivo mai alla sera se non in estate che scendevo nel mio cortile a giocare con gli spruzzini messi dal portinaio per rinfrescare il giardino del condominio. Mentre lei si drogava piano piano step dopo step dall’erba, alle pasticche per poi sniffare eroina mentre i suoi amici, coetaeni già si bucavano…

Questione di carattere, di famiglia, di stimoli, di sentimenti, eh si sentimenti…anche lei si innamora, peccato che sti ragazzi a 13/14 anni sono già nel tunnel senza luce, sta eroina è proprio devastante, irreversibile, non si torna più indietro, e poi sta eroina costa, alla faccia, ti riduce una merda, e costa pure tanto, e qui il gioco o meglio l’orrore si moltiplica, perchè i ragazzini a 13/14 anni non hanno soldi, non hanno un lavoro, i genitori sono assenti e allora tocca inventarsi un modo per fare soldi e quindi si ruba, si vende le cose che si ha in casa ma soprattutto si fanno le marchette, insomma si prostituisce, e l’orrore diventa realtà quotidiana, prima si ha la sensazione che si possa smettere quando si vuole poi si arriva al terrore di non avere i soldi a sufficienza per avere la pera appena svegli la mattina.

Una vita autodistruttiva, eppure lei ha provato ben sei volte a smettere a disintossicarsi, sembrava potesse funzionare, ma bastava quell’attimo di essere soli che subito si riandava in quello zoo in cui era casa con la c maiuscola, dove prostituzione e spaccio era devastante, dove i ragazzi di sempre come detlef, Stella erano lì alla presa di questo maledetto circolo vizioso,i bagni erano sporchi e occupati da giovanissimi con le siringhe nelle braccia, un cazzo di inferno, quell’inferno di Dante sembra la fotografia reale di quei tempi. La madre ha provato mille volte e più a cercare una soluzione per lei, ma lei ci ricascava sempre, ha provato anche il padre con il suo atteggiamento rigido ma niente, poteva essere pulita una settimana due, ma poi l’angoscia tornava, alla fine lei arriva anche a pensare al “buco finale” quello della morte, l’overdose che ha ucciso anche delle sue amiche, ma per fortuna come soluzione estrema la madre la porta dai suoi parenti ad amburgo, cambiando luogo si sperava che potesse arrivare la svolta che c’è stata in qualche modo perchè ora ha 56 anni, è ancora viva, con un corpo e uno spirito forse ancora troppo segnato dal passato, ma è ancora lì a raccontare la sua storia.

Oggi ci sono altre droghe, ma i meccanismi che portano i ragazzini alla droga è sempre la stessa, la noia, pochi stimoli, assenza della famiglia, e molto altro. Ma non trovate che oggi si parla poco di droga? Come se non ci fosse o come se fosse qualcosa che c’è che fa parte della nostra vita, quindi quasi poco rilevante. Ecco perchè ho trovato questa storia, questo libro, questo orrore ancora molto attuale e utile per capire noi nel mondo.

La mafia uccide solo d’estate – secondo capitolo

 

Niente, volevo solo dire che non esiste solo netflix, sky, amazon ma ci sono produzioni che possono far riflettere, commuovere, ricordare, raccontare il nostro passato, e  questa è una serie tv che ogni volta che la guardo, mi colpisce e sta seconda stagione ne è stata la conferma,  perchè parla di mafia in modo diretto, chiaro, semplice, prendendo in giro i grandi boss di casa nostra, tutto raccontato, visto da un bambino di 10 anni che si trova a vivere la guerra di mafia di cosa nostra a sua insaputa e senza volerlo, e il punto di vista di un ragazzino colpisce, il confine tra il bene e il male sembra così netto ma poi entri dentro la vita di una semplice famiglia siciliana a Palermo e questo confine non sembra così netto, c’è sempre l’amore, c’è sempre la nostra vita fatta di cose stupide, belle, brutte, profonde e poi c’è quella cosa invisibile che si insidia nella legalità e crea in ognuno di noi smarrimento, ci vuole coraggio, ci vuole una scuola presente, ci vuole cultura, ci vuole una famiglia che trasmetta sani valori, ci vuole l’innocenza, anche l’ingenuità e il non aver paura di niente dei bambini e assolutamente ci vuole che si veda questa serie che ricorda uomini e donne valorosi che hanno combattuto questa piaga che sembra non morire mai.

Il cardellino – Donna Tartt

 

Non ero sparito, non sono neanche andato via ( o quasi, mi sono fatto 5 giorni al mare) e non stavo neanche in quei periodi di noia, era solamente colpa di questo libro, di queste 892 pagine, di questo dipinto, il cardellino e del suo piccolo protagonista Theo che lo conosciamo piccolo e lo lasciamo abbastanza grande per scegliere il suo futuro nonostante la vita…

Un bellissimo romanzo che passa diversi generi; drammatico, di formazione, thriller ed un finale degno di un saggio, certo è che le 892 pagine non aiutano nell’apprezzarlo nella sua totalità, forse, dico forse, ma questo tomone mette a dura prova il lettore (tempo e dedizione su tutto), ma la scorrevolezza, la concatenazione di eventi che si sviluppano attorno ai personaggi ben delineati, ben studiati e ben curati fan si che le 892 pagine le si affrontano con meno paura e più passano le pagine più hai la convinzione di una storia memorabile che non vuoi mollare mai.

L’inizio è travolgente figlio e mamma e i loro problemi di vita quotidiana, poi un attentato terroristico nel museo in cui mamma e figlio stanno visitando danno il la ad una storia non certo banale e noiosa, la mamma perde la vita e il figlio, Theo tredicenne si trova da solo ad affrontare tutti e tutto, la vita. Sarà il quadro a rilanciare ogni volta la trama, ci sarà un amore forte che non si concretizza per una ragazza( anche a lei la vita non fa sconti), ci sarà la ricomparsa di un padre che lo aveva abbandonato per problemi di soldi e alcol, ci sarà un amico, anzi il migliore amico con un padre non modello, ci sarà la droga, la caduta, la rinascita e in questo viaggio di formazione si ritorna al punto di partenza domandandosi se vale sempre la pena nonostante la vita sia così meschina, lo vediamo crescere, lo vediamo cascarci ogni volta come fosse la prima volta, lo vediamo maturato nonostante il pessimismo che cova dentro di lui.

Non credevo proprio che questo libro potesse piacermi, io dell’autrice Donna Tartt avevo letto il suo secondo romanzo e non mi era piaciuto per niente, ma questo mi ha coinvolto proprio, come una serie tv, che non vedi l’ora di sapere cosa succede nella prossima puntata, come un romanzo thriller perchè poi questo quadro, il cardellino che sopravvive all’attentato terroristico grazie al protagonista che se lo tiene per sè(nel ricordo di sua mamma) farà il giro del mondo, passerà in mani sbagliate e metterà ogni volta in grave pericolo Theo e i suoi amici. La parte finale è meno pregna di accadimenti sconvolgenti ma ti fa riflettere su cosa è per il protagonista e non solo, la vita. Quella cosa che sta tra la realtà e l’illusione che stimola a continuare a crederci sempre, ho avuto proprio la sensazione di leggere 4 libri in uno. Bello assolutamente! Per chi ha pazienza e tempo, iniziate andarlo a leggere. Subito, senza se e senza ma!