La zona cieca – Chiara Gamberale

Un libro che ti innervosisce che non riesce a farti amare almeno per me, i protagonisti che sono una coppia, Lidia e Lorenzo, la prima una speaker radiofonica con un passato di problemi col suo corpo e la sua testa e lui uno scrittore narcisista, poco maturo e poco incline all’innamoramento, ma che sembra non potere fare meno di Lidia che viene però, poco rispettata da lui a livello sentimentale, entrambe però alle prese con la loro zona cieca, quella parte di noi nascosta che non conosciamo assolutamente, ma che vedono e recepiscono chi ci conosce…

Una storia che ho poco digerito perché ero combattuto a leggere questo amore a volte malato che si rincorre, in realtà è un libro che scuote può non piacere ma ti fa riflettere sulle azioni dei personaggi e fai o meglio ho fatto dei parallelismi con quello che ho vissuto io, e mi chiedo perché non ha mai voluto dirmi il perché delle cose e le ha lasciate andare senza una minima spiegazione… Sta vita maledetta ma pur sempre benedetta…

Io posso, due donne sole contro la mafia – Pif / Marco Lillo

Una storia vera, purtroppo, una storia anche complicata a livello giudiziario dove avvocati, giudici e lo stato stesso non sono ancora riusciti a dare il giusto peso di una vicenda in cui due donne, due sorelle insieme alla loro madre hanno dovuto affrontare sole l’ombra non tanto nascosta della mafia palermitana che minacciava le lore case…

Conoscono un giorno un uomo che sarà un costruttore che vuole le lore case per poi costruire appartamenti proprio dove sono situati i loro appartamenti, ma le sorelle Maria Rosa e Savina Pilliu si oppongono, non accettano nessun compromesso, pretendono di stare a vivere dove hanno sempre vissuto, questa loro opposizione durerà 30 anni di malafatte non solo da chi è invischiato con il potere mafioso, ma anche dallo stato che ad un certo momento vinti i processi le sorelle non vengono considerate neanche vittime di mafia, non ottengono nessun risarcimento perché chi deve risarcire non ha più nulla, lo stato ha sequestrato tutto gli averi del condannato legato per mafia e per di più quella somma che spetta alle sorelle, il 3% lo chiede l’agenzia delle entrate proprio alle due donne.. un paradosso in una vicenda in cui due persone hanno solo difeso la loro libertà contro soprusi mafiosi.

Le balene mangiano da sole – Rosario Pellecchia.

Quando ti dicono o meglio la mamma ti dice che tuo papà che non hai mai conosciuto come lavoro da da mangiare alle balene e poi scopri che le balene mangiano da sole… Ecco lui è un ragazzino vivace, tifoso di Cavani e del Napoli, Luca e il suo papà non lo ha ancora conosciuto e ci penserà un ragazzo adulto napoletano Genny con una cicatrice molto fresca nel cuore a riportare un po’ di luce a Luca e a lui stesso..

C’è tanto in questa storia come amicizia, avventura estiva, amori, destino beffardo, come anche la bicicletta, i rider che portano cibo a case delle persone, è una finestra che si affaccia alla vita con tutte le sue paradossali complicazioni, ma poi basta poco, la semplicità di uno sguardo, di occhi che parlano da soli per dare speranza e voglia di ricominciare, bastano due vite distanti di età con dolori forti da metabolizzare per riaccendere lo spirito per riprendere il percorso appena intrapreso che è sta maledetta vita…

Per tutto il resto dei miei sbagli – Camilla Boniardi

Preso sulla fiducia, sul fatto che a volte seguire persone via Instagram sia una bella cosa, ti ritrovi con questo libro in un momento non certo idilliaco coi sentimenti e pensi che le cose devono essere vissute nel bene e nel male, ho letto queste pagine con grande curiosità e desiderio di capire dove si sbaglia nella sfera del cuore così tanto complesso, e ho solo raggiunto la convinzione che in ogni caso sono cose vere, che capitano che a volte devi fare i conti non tanto con l’altra persona ma con te stesso, ostacolo primario fin dalla nascita!

Mi rendo conto di non aver detto nulla della storia, è una storia d’amore o tante storie d’amore, di amicizia, di vita, di adolescenza, di musica, di vissuto, le pagine scorrono leggere insieme ai ricordi della tua esperienza di vita, e niente bel libro perché l’ho trovato sincero in tutto e per tutto!

Che cosa c’è da ridere – Federico Baccomo

Questo romanzo finisce proprio a maggio ( buona festa dei lavoratori!), negli anni più neri della storia dell’uomo, come è stato il percorso dalla nascita, dell’ascesa e della fine del nazismo, in questo orrore che sembra frutto di una intuizione narrativa ma che ahimè è tutto successo, c’è spazio per l’amore, c’è spazio per la speranza, ci sono i presupposti per credere nella vita anche se la vita stessa ci nega qualsiasi sogno. E viviamo questo orrore e voglia di vivere con il protagonista, Erich, un ebreo di Berlino con una vita non certo agiata, con un padre poco affettuoso, anzi per niente, sempre triste( segnato dalla morte di sua moglie che perde la vita dando la vita ad Erich) che nel seguire dove si esibisce una certa anita scopre il desiderio di far ridere….si.. vuole diventare un comico, vuole strappare una risata a se stesso agli altri..

Ovviamente la vita di Erich è imperniata di ostacoli come in qualsiasi vita di un uomo, ma il nazismo va ben oltre ad un ostacolo, e nonostante riesca a a sviluppare la sua arte con battute sempre più fini e convincenti, si ritroverà in un campo di smistamento per Auschwitz a dover fare uno spettacalo con altri prigionieri per i suoi aguzzini..

Paradossale, assurdo far ridere a chi ti sta portando via la propria vita? questo lo pensa tutti i giorni il nostro caro amico Erich che oltre al suo progetto di far ridere, ha un altro desiderio, Anita, tedesca, cantante di cui si innamora, ma come ho detto prima, gli ostacoli sono sempre dietro l’angolo e dovrà inseguirlo questo amore fino addirittura al campo di concentramento di Auschwitz..

A maggio del 1945 nascerà proprio il figlio di Erich che attraverso la testimonianza di sua mamma Anita ricorderà per sempre la vita di Erich!

Ciao Erich!

Italiana – Giuseppe Cattozzella

Libro di profonda umanità, Libertà, natura, ribellione, forza fisica e spirituale, è la storia di una donna che cresce nei boschi, sulle montagne, nella Sila calabrese prima che l’Italia diventasse Italia unita con i Borboni fuori dopo anni di egemonia, una storia vera di chi ha dovuto affrontare una politica ambivalente prevaricante, dove chi è povero resta sempre più povero ma lotta, nonostante quasi l’impossibilità di ribaltamento, per avere quello che gli è di diritto, una storia di riscatto, ed è una bambina che cresce, che impara quanto la natura sia devastante e quanto possa essere generosa, lei è Maria Oliverio, soprannominata Ciccilla, unica donna brigante che comanda un gruppo di briganti tutti uomini nel tentativo di liberare la Calabria dalla sua immobilità secolare.

Un romanzo ma soprattutto la vita di chi non si è risparmiato nel rapporto famigliare, nel rapporto amoroso e nel rivendicare i propri diritti, ogni personaggio, uomo, donna, animale è una costruzione perfetta di un mondo che fanno potente profondo questo racconto! Da leggere subito adesso!

I tonni non nuotano in scatola – Carla Fiorentino

Il titolo mi ha catturato come del resto la scrittura dell’autrice che ci fa scoprire l’isola Carloforte, isola di infanzia della protagonista Vetta che ci torna da grande da giornalista per lavoro e per evadere da quello che lei sembra scoprire in una giacca del suo fidanzato in cui c’è una scatoletta che parrebbe contenere anelli di matrimonio, e lei vetta innamorata legata al suo ragazzo è contraria al matrimonio e quindi chiede al capo di fare un articolo di viaggi e non solo in questa isola per tra virgolette sfuggire al suo futuro..

Torno sulla scrittura, perché mi è proprio piaciuta leggera intrigante ironica incalzante sempre non banale nel descrivere sentimenti, emozioni e misteri.. si perché in questa isola ci sono misteri sui tonni, sul paese, sulle credenze, sul passato, e il romanzo è un mix di giallo rosa e non solo, i personaggi sono caratteristici nei loro carattere e si ha proprio la voglia di andare fino in fondo ai misteri di questa isola ben protetta dai suoi abitanti…

Storia della mia ansia – Daria Bignardi

Altro libro consigliatomi, e nonostante il tema delicato, sofferto, duro come può essere la scoperta di un tumore e la cura, il viaggio dentro la cura, la sofferenza tra cura e il vivere durante la cura, è un romanzo in ogni caso pieno di vita di tanti uomini e donne, di ragazzi e ragazze che stanno crescendo che vengono coinvolti nella loro quotidianità da un malessere terribile. La protagonista ha un matrimonio in crisi o comunque non va a gonfie vele, ha dei figli che vuoi o non vuoi iniziano a vivere la propria vita, e la scoperta del tumore mette in discussione tutto ma soprattutto lei la protagonista stessa, Lea.

La malattia annulla i desideri, i sogni, mette dei muri, crea una forte crisi a chi subisce questo malessere bastardo, però la vita va avanti, i rapporti continuano, e Lea si trova ad avere un marito poco affettuoso quasi non innamorato, la malattia sembra mettere a dura prova il rapporto di coppia, in realtà mette a dura prova l’amore che lei Lea ha di sé stessa, dovrà fare i conti con sé stessa, cosa ancora più complessa e complicata, dovrà forse volersi bene lei più che gli altri, dovrà pensare più a lei che agli altri, perché in fondo solo così si può, si ha il via libera ad amare il prossimo…

Città d’argento – Marco Erba

Consigliato, mi sono fatto anche attrarre dal titolo e poi divorato pagina dopo pagina in una storia come quella veramente successa nella ex Jugoslavia, in quella città che solo il suo nome, Srebrenica evoca qualcosa di oscuro anche se magari non sai bene le cose, perché mentre noi italiani intorno all’anno 1995 vivevamo le nostre vite, lì proprio vicino a noi, si consumava un’altra tragedia umana, tra serbi e bosniaci musulmani, un genocidio che veniva anche raccontato nei telegiornali ma finché non la vivi in prima persona non si ha quasi mai la prova dell’orrore che si sta vivendo.

Questo libro è una testimonianza di come poter affrontare un odio che molto spesso viene alimentato da forze esterne che però poi ti travolgono e vieni coinvolto in azioni assurde, è una storia di famiglie, di persone che hanno solo la colpa di avere una etnia diversa? Di seguire una religione diversa? Eppure per decenni e decenni queste persone tra virgolette diverse hanno convissuto in modo pacifico e armonioso lo stesso territorio aiutandosi in caso di difficoltà, ma poi l’avvento di un nazionalismo forte e dirompente sgretola in pochissimo tempo una convivenza naturale e solidale.

Attraverso i protagonisti conosciamo la storia di due famiglie che devono affrontare questo tsunami fisico psicologico politico umano e proprio attraverso i sentimenti di amore e odio dei ragazzi romanzati si scopre la soluzione al male che di colpo è piombato senza avviso nelle loro vite. Bellissimo quanto tragico, da farlo leggere a scuola per capire e comprendere l’essere umano!

Il tempo che vorrei – Fabio Volo

Regalo di natale, e via subito primo libro dell’anno, un romanzo scorrevole, scrittura immediata per temi forti come il rapporto altalenante e quasi assente col padre del protagonista Lorenzo e il tema dell’amore quello vero forse che non si capisce come fare ad amare pur sapendo di avere a fianco la donna della propria vita, in mezzo a questo turbine di emozioni, il lettore piano piano entra nella vita di Lorenzo tra passato, presente e futuro… E quel tempo che era passato diventa subito presente e futuro a seconda delle scelte, delle sensazioni che prova sto ragazzo Lorenzo!

La formazione di Lorenzo avverrà attraverso un’amicizia che lo catapulterà nel mondo dei libri e della musica, quella bella quella rock quella che resta per sempre e ho provato subito simpatia per questo protagonista un po’ impacciato ma che coi libri e dischi riesce a venirne fuori! E il rapporto col padre beh è assolutamente di una tenerezza incredibile… E non posso non ricordare il mio di papà completamente diverso da quello di Lorenzo, perché mio padre è stato sempre presente, mi ha sempre supportato, ha cercato di non farmi mancare mai nulla cambiando il suo ruolo da papà ad amico da mamma a motivatore ma il denominatore comune che ho trovato è il loro amore puro per il proprio figlio, quello è qualcosa di unico…che mi mancherà sempre ed è giusto così.