Bianca come il latte, rossa come il sangue – Alessandro D’avenia

alessandro-d-avenia

E’ un romanzo che si concentra su due colori, su una malattia, su un amore o meglio sull’amore, sull’adolescenza, sulla scuola, sull’esistenza o meno di Dio, insomma sulla vita che deve essere vissuta.

Forse dovrei rileggerlo 2 volte per cercare di capire tutti i possibili significati che lo scrittore vuole dare al lettore, io però mi concentro su quello che mi ha lasciato dopo aver finito di leggere i ringraziamenti finali, e cioè un sorriso pieno di voglia di crescere e di imparare e dire che ho 40 anni e qualcosa avrò imparato, ma dalla casualità della vita, non si finisce mai di imparare e soprattutto poi si finisce di imparare, da chi ha la metà dei tuoi anni, perché si, Leo, protagonista di questa storia, ha 16 anni, ha il bianco come la paura, l’insicurezza, quello che non conosce e poi ha il rosso come Beatrice, come l’amore, come quello che lo fa sentire vivo.

Nel corso di un anno scolastico Leo vive l’amore, la morte, la malattia, il tradimento, la sorpresa e la scoperta di un amore nato passo dopo passo, ed impara che il bianco e il rosso sono necessari per crescere, per rinascere da batoste che la vita da ad ognuno di noi.

Mi piace il rapporto che si instaura tra Leo e il suo insegnante di storia e filosofia, “il sognatore” nel quale alla fine è proprio l’insegnante a ringraziare il suo alunno per il coraggio mostrato nell’affrontare l’adolescenza, un’età assolutamente delicata nel percorso di un uomo.

Annunci

Guerra e pace – FABRI FIBRA

fabri_fibra_guerra_e_pace

Disco d’oro, ora disco di platino, uno dei dischi più venduti del 2013(sta nei primi venti degli album appunto più venduti in Italia) e udite udite è il CD che ho ascoltato di più nel 2013.

Ma come zilly tu sei un fottuto punker bassista fan dei nirvana e poi ascolti un rapper italiano che è diventato commerciale si è venduto che dice solo parolacce? Si fabri fibra mi piace x i testi x le metriche x le basi, mi piace e condivido molto i suoi pensieri che non sono superficiali, che non sono solo parolacce anzi tra le rime si nasconde un ragazzo che si interessa di tutte le problematiche che uno può affrontare nella vita a volte con rime crude, a volte con doppi sensi, a volte con basi dance, a volte con una semplice base basso batteria.

É un disco dove si balla, dove si pensa, dove ci si svaga, la mia preferita è “voce” per testo e musica, belle le collaborazioni con neffa ed elisa, un bel lento se lento si può definire “guerra e pace” , direi proprio che è un album che si ascolta, riascolta e si riascolta ancora! Mille parole mille doppi sensi mille pensieri, questo fabri fibra regge alla grandissima l’onda devastante nuova della scena rap italiana che tra l’altro lui supporta!

14 febbraio 2014

images

10 anni fa, era un sabato come un altro, per chi non doveva festeggiare il san valentino, ci siamo ritrovati alla solita ora, solito posto, il 27, solita domanda:”dove si va stasera?”  e per rompere la noia degli stessi locali, decidemmo di andare in un locale “fuoriporta”.Ricordo tanta nebbia, locale mezzo vuoto, una birra media ordinata e i soliti discorsi, quando all’improvviso sui televisori attaccati sulle pareti del locale, mandarono la notizia della scomparsa di Marco Pantani…

E ora sono passati proprio 10 anni…e la mancanza di un personaggio minuscolo, fragile, sofferente, sorridente, romagnolo, vincente, perdente, vincitore di giro d’italia e tour nello stesso anno è tanta!!

Il ciclismo in questi anni non ha più trovato quell’entusiasmo, quella voglia di seguirlo e di difenderlo come quando c’era il pirata, eh si perché avrà avuto pure quel cazzo di ematocrito alto, ma lui sulle salite era poesia, era fantasia, era da stare in piedi attaccati ai monitor delle tv e gridare dai cazzo dai, oh ogni salita tentava sempre di volare anche dopo incidenti gravi, anche dopo che lo hanno fermato x mesi a stare a casa e anche dopo ogni sua sconfitta ci riprovava sempre perché stava nel suo dna.

E ora passano tutte le immagini di quelle corse vinte, stravinte, sofferte, strasofferte come quella cazzo di tappa al tour del ’98 il Galibier, noi eravamo al bar di un villaggio a caorle con tedeschi a fianco a vedere e godere increduli l’impresa leggendaria, montagna dopo montagna mi scendevano lacrime di ammirazione, di emozione con l’urlo finale liberatorio di vittoria: era maglia gialla!!!!Il giorno dopo stesso bar, stessi noi, stessi tedeschi, stesse sedie, stesso televisore, e questa volta era Ullrich che doveva fare l’impresa, ma Marco Pantani fu incollato alla sua ruota fino alla fine e con grossa soddisfazione gridavamo di gioia di fronte ai tifosi tedeschi che avevano capito che quel piccolo, minuscolo, fragile omino avrebbe vinto il Tour!!

Mi rimane un suo poster, una bandana regalata da un mio caro amico e un pensiero fisso che era un fuoriclasse, uno che dava emozioni nel suo faticare perché si vedeva, si sentiva in quelle giornate di caldo, di pioggia, di freddo, e faceva il culo sulle salite a Indurain, Ullrich e Amstrong, ho nominato 3 ciclisti mondiali e su tre, due erano dopati fino al buco del culo, scusate il francesismo, ma chi meritava più rispetto, più gloria, più onore era proprio quell’omino minuscolo ma con un grandissimo cuore! W Pantani

40 anni

Pronti, partenza via… direbbe quel rapper italiano che mi piace un sacco ma che in molti ritengono sia diventato commerciale… vabbè sono già partito male, sono già alla terza riga e non ho ancora detto un cazzo.. ma cazzo si può dire nei blog? ma a proposito cosa cazzo è un blog? Io non lo so proprio, non ho la più pallida idea di come si usa se non per scrivere come sto facendo ora… Cmq sono nel mio 40esimo anno e un amico mio mi ha detto “zilly devi fare qualcosa… fai un disco, scrivi un libro, fai un film, ma fai qualcosa” beh caro amico mio, non so fare nulla di tutto ciò, ma mi piace un sacco suonare e scrivere qualche canzone dopo strazianti delusioni d’amore, mi piace un sacco leggere e vedere film fantasy drammatici e grandi thriller e ho riscoperto il vinile come oggetto fantastico anche se ho un giradischi scarso come l’inter(meglio non aprire la parentesi calcistica và). Mi rendo conto che non ho detto ancora nulla ma cmq mi son detto “cià apro un cazzo di blog e metto giù qualche mie impressioni sui dischi che ascolto, su film che vedo, su libri che leggo con la speranza che qualche cristiano legga e si possa scambiare opinioni in merito..” Mo direte che non ho un cazzo da fare ma ogni tanto condividere passioni con altre persone mi rende più vivo o forse sono entrato nei quaranta e sono praticamente fottuto…boh nn mi costa nulla(nel caso proverò davvero a fare un disco o a scrivere un libro) e vi lascio con un gruppo che mi ha spinto ad imparare a fare qualche accordo con la chitarra più che altro a strimpellare!

THE ZEN CIRCUS – canzoni contro la natura

The-Zen-Circus-canzoni-contro-natura-cd-cover

21 gennaio 2014 arrivato, esce il nuovo lavoro degli zen, e io come uno dei miglior fan dopo il lavoro, me lo sono comprato, scartato, ascoltato, letto e riascoltato. Dovrei aspettare un paio di giorni per avere una idea più chiara, ma già dopo 2 ascolti posso dare le mie prime impressioni su questo bel disco del trio appino ufo e karim.

Album in pieno stile zen circus, già ma qual è lo stile zen circus, forse un rock che viaggia sui binari punk rock folk con testi mai banali dove si sente (almeno lo sento io e magari sbaglio clamorosamente ma mi piace forse vederla così) come in “viva” uno spirito anarchico contro politica di destra sinistra 5 stelle uno spirito di un uomo che prova a vivere con quello che ha senza tanti se e tanti magari ma con tanti vaffanculo o come in “albero di tiglio”  uno spirito quanto meno critico sulla figura di dio disegnata con riff rock alternativi(chissà che voglio dire poi con sti riff rock alternativi ma fa figo), a me piace assai “No way” la canzone x musica e testi che preferisco dell’album bella leggera cruda dritta al punto arricchito dal finalone parlato tra ufo e Giorgio canali dove il primo chiede al secondo cosa ne pensa della canzone e Mr canali senza mezzi termini dice “fa cagare come tutto l’album” più bestemmione che rende l’idea dell’animo e dello spirito degli zen scanzonato anarchico crudo vero. a metà marzo vado sicuro all’alcatraz a cantarmi queste canzoni contro la natura che mi terranno compagnia in questo inizio 2014. fanculo! ah se mai mi capitasse di incontrarli gli chiederei cosa ne pensano di Ligabue no perché in “Postumia” e in “Viva” sento qualche riferimento testuale al liga ma sbaglierò sicuro!