Edicolashow Fiore e Lorèèè

A proposito di 40 anni, questi sono dei super quarantenni, superartisti e mi sembrano superamici!

Sarà che Lorenzo lo seguo da sempre e Fiorello mi strappa sempre sorrisi, Questo video mi fa mori!!!!

E’ da vederlo nn c’è da commentare nulla!!!

Bella fioreee e Loreeee

Annunci

Tutta colpa della neve – Virginia Bramati

41dEYmPBKdL__

Questo è il classico libro che si legge a san valentino, un colpo di fulmine, un innamoramento, prima passione, primi problemi, incomprensioni che portano ad una rottura apparente e poi un anello con scritto “tutta copa della neve”!

La protagonista, Annalisa Molinari, detta Sassi, 26 anni, studia per diventare avvocato anzi per diventare magistrato, vive con altri 2 ragazzi Francesco e Federica che poi sono i suoi migliori amici, a Milano in via Plinio. Ha un passato attraverso il quale si concentra tutta la storia, un passato che è suo padre accusato di truffa e morto in carcere per infarto, questa cicatrice è indelebile, tanto indelebile che vuole indagare sulle effettive colpe del padre e di chi l’ha difeso e così che conoscerà Max Bauser, titolare di uno degli studi legali più importanti in Italia e nel mondo, e per colpa della neve ci sarà il primo dialogo tra lei e questo avvocato e ci sarà una trama di vicende che porteranno a conoscersi, ad amarsi, ad odiarsi, a litigarci, a sentirne la mancanza l’uno dell’altro e all’anello finale!

Un racconto che si legge in scioltezza in leggerezza con il sorriso, si un libro da leggere a san valentino… Zilly vatti a fare una birra e guardare i sederi delle cameriere… va….

La collina – Andrea Delogu Andrea Cedrola

hqdefault

La collina è un posto, una idea, una possibile salvezza, un paradiso/inferno, un altro mondo, un bellissimo progetto in cui tutto viene ribaltato, in cui l’uomo fa i conti con sé stesso, in cui si capisce come sia difficile gestire il rapporto essere umano e tossicodipendenza, in cui da una nobile aspirazione si possa arrivare a delle tragedie.

La collina è una comunità voluta da Riccardo Mannoni per salvare o per tentare di salvare i ragazzi che non ce la fanno ad uscire dal tunnel della droga.

La collina è raccontata da una bambina che ha vissuto dall’interno questo mondo, i suoi genitori infatti sono extossicodipendenti che lavorono in questa comunità per uscire da questa drammatica dipendenza, e proprio qui che i suoi genitori si conoscono, si innamorano e concepiscono proprio lei che dal suo punto di vista di bambina, vedrà tutti i meccanismi che si creano nella collina.

E’ una storia di una famiglia che combatte la droga, combatte i propri demoni, che combatte chi in teoria la vuole aiutare, è una storia in cui il bene e il male si scambiano continuamente il ruolo, perché l’ideatore di questo progetto, Riccardo Mannoni,  si troverà ad avere consensi, poteri molto grandi in cui alla fine sarà difficile gestire l’integrità morale della comunità, uomo amato e temuto perché imponeva i suoi metodi forti che risulteranno quanto meno dubbiosi.

E’ un romanzo basato su una storia vera e scritto da chi ha vissuto in prima persona l’esperienza narrata, fa riflettere, fa pensare,  mi fa tenerezza infinita il legame che si crea tra la comunità e la bambina, la quale non vuole staccarsi perché in fondo la sua infanzia è stata felice, perché non esiste casa migliore che la collina, poi sarà il suo papà a dare una svolta alla vita sua e della famiglia.

Una testimonianza assolutamente da leggere!

Versilia rock city – Fabio Genovesi

Versilia-rock-city-200x297

Dopo aver letto “Esche vive” era d’obbligo andare avanti a scovare tutti i mondi pensati da Fabio Genovesi e questo “Versilia rock city” mi è piaciuto dal suo stesso titolo (essendo io, un rocker sognatore fallito) e dalla sua copertina che si lega benissimo con l’inizio del romanzo molto accattivante e molto vero nel distinguere tra chi ci vive tutto l’anno in un paese di mare e chi vive una vacanza in un paese di mare.

In questa storia dove non c’è un finale definitivo ma ci sono tante riflessioni, dubbi, voglie di riscatto di rivincite; ci sono 4 mondi, 4 personaggi, 4 vite che come in “esche vive” sembrano così lontane e distanti e poi sono lì, si incrociano, si vivono come se fosse normale.

Mario di Forte dei Marmi è un ex deejay quasi famoso ha toccato vari posti d’Italia x suonare i suoi dischi per poi trovarsi per 3 anni a vivere internato a casa, Renato di Forte dei Marmi è un ragazzo che cerca fortuna a Milano inventandosi un lavoro organizzando finti viaggi per clienti che non possono permettersi di spendere soldi, poi c’è Roberta con un suo lavoro, con tutti che la vogliono, perché brava, perché bella si trova a vivere un rapporto che in qualche modo destabilizza la sua vita e chi la destabilizza è proprio lui, Nello sempre di Forte dei Marmi ex tossicodipendente sognatore, fan dei motorhead (gruppo rock metal che lo carica nei momenti di crisi) che si scopre padre di un bimbo brutto che suona malissimo il flauto, preso in giro dai suoi compagni di scuola.

Ho sorriso, ho pensato e mi son affezionato a questo bimbo che chiede al padre se può chiamarlo babbo o papà o con il proprio nome…

A te! 19 MARZO 2014

Un sole immenso per un dolore infinito

che ci ha unito x tutta questa dannata vita

come un tatuaggio, orgoglioso di mostrarlo

a chi ci vuole bene, a chi ci tiene

Auguri a te che non hai mai esitato

di mostrarti per quello che sei per quello che dai

magari goffo magari un po’ diffidente

ma così autentico da farmi credere nell’amore.

Un sole immenso per un abbraccio inaspettato

che ci ha riempito per quello che poteva

il vuoto che c’è, il vuoto che ci sarà

senza chiedere niente, senza pretendere

Il miglio verde – Stephen King

wpid-20140317_122433.jpg

Si, si non l’ho mai visto il film, sempre voluto vederlo, ma mai visto finora e allora ho pensato bene di comprarmi il libro ed addentrarmi nel penitenziario di stato a Cold Mountain attraverso le parole e la mia fantasia.

E’ una storia incredibile quasi surreale, magica piena di colpi di scena in cui John Coffey, il signor Jingles e Paul sono i protagonisti assoluti di questo racconto scritto ad episodi poi raccolto in unico romanzo.

Attraverso, quindi, le figure di un ragazzone grosso di colore, di un topolino giocoliere, i detenuti del blocco “E”,  il capo con le sue guardie del penitenziario si intrecciano i vari eventi che toccano diversi temi come la pena di morte( la sedia elettrica “Old Sparky”), come il razzismo (uccidere un negro è sempre meglio che uccidere un bianco, imbarazzante come pensiero!), come la colpevolezza o l’innocenza dei detenuti, come il rapporto che si instaura tra detenuto e guardia del carcere e come il male possa esistere nell’essere umano tramutandosi in drammatiche morti di innocenti.

Il miglio Verde è un corridoio lungo rivestito da linoleum verde che attraversa il blocco E in cui ci sono diverse celle per i detenuti e finisce, diciamo, alla tanto odiata, temuta stanza della old sparky. questo è il percorso che fanno i mille assassini che vanno a morire sulla sedia elettrica e tra questi mille c’è questo ragazzone di colore che forse tanto assassino non è stato…

In tutto questo marasma di uomini posseduti dal male, dal bene, dalla violenza, dal miracolo, c’è un topolino, il signor Jingles che farà compagnia il Blocco E,  soprattutto per un detenuto francese  e soprattutto per chi scriverà questa esperienza vissuta in prima persona.

Alcatraz 13/03/2014 il circo zen live!

wpid-20140313_220542.jpg

Dopo una splendida giornata di sole, ci si ritrova alle 20,11 davanti all’Alcatraz (locale di mille avventure, di poghi, di serate, di mille concerti passati  fin dagli inizi del santo 2000).

Panino e birra nel bar a fianco, si parla di calcio (c’era juve fiorentina alle 21!), di prossimi live da vedere, del proprio cane, del lavoro e di ragazze e poi ” dai oh entriamo?”

Entrando, si capisce subito che il mitico Alcatraz sarebbe stato sold out o quanto meno sarebbe stato stracolmo di gente( molti giovani ma noi alzavamo sicuramente la media dell’età!)

Non chiedetemi la scaletta, perché la memoria è quella che è, ma sicuramente Ufo Karim e Appino hanno attraversato con i loro strumenti pieni di energia, tutti i loro dischi in modo scanzonato, irriverente e divertente. Si vedeva nei loro visi voglia di scherzare, di divertirsi, di far divertire, di suonare davanti ad un’Alcatraz strapieno!

Mi è piaciuto un sacco l’esecuzione ” aprirò un bar”, e con “Viva” e “Postumia” ho saltellato dimenticando che i 40 anni sono ahimè arrivati… Il pubblico ha cantato tutte le canzoni come era ovvio che fosse, ma l’ho visto pieno di goduria nell’urlare 20 anni, andate tutti affanculo, l’egoista e figlio di puttana!

Son tornato a casa pieno di adrenalina, contento nonostante la mia sveglia sarebbe suonata alle 5 ma questa è la forza è la magia della musica, della musica live del circo Zen!

La vita di Pi – il film

vita di pi

Entusiasta del libro e dopo averlo finito, il giorno dopo, ho acquistato il dvd sapendo del successo avuto nei cinema e successo avuto come premiazioni ricevute.

Una storia complicata da riprodurre come film, una favola difficile da immaginare attraverso immagini, suoni; eppure la sensazione è positiva rispecchia il romanzo, rispecchia anche tutto quello che mi ha suscitato leggendo il libro.

I primi 30 minuti sono forse un po’ lenti per chi non ha letto il romanzo, ma sono obbligatori per capire l’importanza del protagonista nel suo credo in Dio, e nel rapporto con gli animali.

Si perché in questo film viene trattato il rapporto impensabile tra uomo e animale o meglio bestia, tutto il percorso che Pi fa con la tigre nel trovare una sorta di convivenza è ben interpretato o meglio bene raffigurato, mi piace a livello di immagini le lotte tra iena, orango e tigre con Pi assolutamente inerme alla scena.

Mi fanno impazzire i migliaia di suricati incontrati in una isola sperduta nell’oceano pacifico che non fanno una piega di fronte ad un umano e una tigre e mi ha colpito il mondo animale marino ben rappresentato così vario così incredibilmente  affascinante.

Mi sarebbe piaciuto che Richard Parker si fosse girato prima di entrare nella foresta…

Costellazioni – Le luci della centrale elettrica

le-luci-della-centrale-elettrica-musica-costellazioni

Era da tempo che non mi capitava quella sensazione di contentezza e di convinzione dopo aver ascoltato un cd appena comprato. Costellazioni è un album pieno di belle cose, di musica, di parole, di atmosfere e di mondi in cui vieni assolutamente rapito.

Ho preso il formato cd (anche perché non ho la più pallida idea se esista la versione vinile di questo disco) e già dalla confezione vengo colpito come dalla copertina, dai colori, dalle immagini, dalle figure femminili che appaiano tra i testi delle 15 canzoni che contengono il cd.

Eh si son 15 canzoni, non sono mica poche, sono 15 mondi, 15 atmosfere dove già dal primo ascolto mi son trovato a perdermi in modo positivo, senza stare tanto ad interpretare o a scovare i significati che Vasco Brondi ha voluto dare anche perché è bello anche farsi trasportare dalla musicalità  e questo album mi da la sensazione di freschezza, di novità e di grande naturalezza.  Mi piace un sacco il ritornello melodico di le ragazze stanno bene “forse si trattava affrontare quello che verrà come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà”,  mi piace l’energia in “firmamento”e tutte le storie e i pensieri in “Punk sentimentale” o “una guerra lampo pop” ma ripeto ogni pezzo di questo lavoro ha il suo perché!

Definire il genere di suono non è mai bello e non è mai facile, posso solamente dire che tocca varie sfaccettature della musica indie pop soft rock con una personalità unica. Magari ho detto tutto e niente, certo è che Costellazioni è proprio un bel disco!

Perdersi – Lisa Genova

perdersi

Leggere un libro è come leggere una storia nuova, diversa, che non conosci e mentre guardavo tra i milioni di libri tutti ben ordinati in una Mondadori a Milano, mi colpì questa farfalla verde come copertina e lo presi istintivamente con la consapevolezza che la storia era forte era drammatica, parla del morbo di Alzheimer.

La protagonista, Alice, docente, ricercatrice sulla materia della psicologia conoscitiva e sul linguaggio, ha una vita piena di traguardi, di successi, una bella famiglia con 3 figli e poi all’improvviso (forse non così all’improvviso, perché qualche sintomo lo aveva avvertito come di dimenticanze di date di lezioni e addirittura perdersi nella sua città) le viene diagnosticato il morbo dell’Alzheimer.

La vita cambia per lei e per chi le è accanto per il suo lavoro per la famiglia, un vero enorme stravolgimento in cui lo spirito e il corpo fisico non vanno d’accordo con la mente. La mente perde pezzi e il mondo intorno inizia essere sconosciuto , non ha la percezione dei ricordi,delle immagini,dei collegamenti tra un oggetto e il suo valore.

Lei lotta come può con medicinali, con il suo blackberry usato come promemoria, parlando con chi ha il suo stesso problema, con l’amore dei famigliari, con quella farfalla che ciò che rimane di sua madre e sua sorella morte in un incidente..

Farà un discorso in un convegno di questa malattia dell’ Alzheimer nel quale mi è piaciuto questo passaggio “I miei ieri stanno scomparendo, i miei domani sono incerti, e allora per cosa vivo? Vivo giorno per giorno. Vivo nel presente. Uno di questi domani dimenticherò di essere stata qui davanti a voi a tenere questo discorso. Ma solo perché dimenticherò non vuol dire che l’oggi non conta”.

Si vero è un libro triste, drammatico, ma leggere i libri è anche questo un modo per imparare, crescere come in questa storia in cui nella più grande difficoltà si trova sempre un modo per andare avanti, per non arrendersi, per combattere.