Acciaio – Silvia Avallone

acciaio

Piombino, via Stalingrado, grossi casermoni riservati agli operai che lavorano all’acciaieria che sta proprio vicino, il mare di fianco e ad una centinaia di metri il paradiso, l’isola d’Elba, isola invasa da turisti milanesi, tedeschi, romani, isola che rimane un sogno per chi sta dall’altra parte in via Stalingrado…

Son stato affascinato dalla descrizione dei luoghi, dei paesaggi di contrasto tra acciaio e mare, tra case enormi in declino e la spiaggia, tra l’acciaieria ancora funzionante e quella che poco per volta viene smantellata, e in questi microcosmi ci sono i cortili pieni di bambini che rincorrono un pallone, una ragazza madre che torna dalla spesa, adolescenti che vanno e vengono dalle scuole, rumori di motorini, urla di padri verso i figli, c’è un bar in cui si aggregano pensionati, operai, ragazzi in cerca di un futuro, di coca, di amore, spensieratezza e di voglia di andare all’isola d’Elba.

Principalmente la storia di 2 ragazze che stanno entrando nell’adolescenza in cui il corpo cambia, i punti di vista cambiano, i desideri e le voglie cambiano. Hanno dei padri certo  che non facilitano il cambiamento che sta avvenendo in loro, infatti uno è violento e l’altro è un classico uomo di mali affari.

Anna e Francesca raccontano come non è facile crescere, come non è facile vivere le proprie emozioni e attraverso la loro amicizia controversa si avvicendano tutte le avventure dei personaggi che ruotano intorno alle due ragazze.

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