A un cerbiatto somiglia il mio amore – David Grossman

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A volte sentire parlare di guerre, di morti, di conflitti, di bombe, di tregue, di pace che non c’è ti fa un attimo pensare e cerchi di capire, cerchi di informarti e guardando qua e là tra librerie, internet, forum mi sono imbattuto in questo scrittore israeliano David Grossman il quale ha scritto diversi libri di grande successo e mi son detto prima o poi leggerò qualcosa.

Così per caso, passo in una libreria, ad alassio, e chiedo informazioni su questo autore, mi giro e vedo in versione non tascabile ma ultramegatascabile “a un cerbiatto somiglia il mio amore”, colpito dal formato minuscolo, non certo dalle 1147 pagine scritte in piccolo(piccolissimo) ok lo prendo, lo compro e lo metto nella tasca del mio costume..

E’ un libro a tratti lento, impegnativo, dove una piccola disattenzione perdi il filo del discorso, perché cambia in continuazione il soggetto della narrazione, ma più avevo queste sensazioni più avevo voglia di capirlo, di leggerlo, mi coinvolgeva nonostante una narrazione che saltava ogni riferimento spazio temporale e la curiosità e la voglia di capire fino in fondo le paure, i sentimenti e le scelte dei protagonisti è stata tanta!

E’ una storia di amicizia, di rispetto, di assoluto amore tra due ragazzi Avram e Ilan, e una ragazza Orah che si conoscono da piccoli in un ospedale militare israeliano durante un ricovero che continuano a frequentarsi poi per tutta la vita avendo come sfondo crudo la guerra..

Orah si è appena separata da Ilan dal quale ha avuto un figlio, Adam, e un altro figlio lo ha avuto da Avram, Ofer il quale il giorno prima di congedarsi dall’esercito, decide di offrirsi volontario per una missione di cui è incerta la durata ed esito.

Qui inizia un viaggio incredibile introspettivo, di avventura, di conoscenza, di riflessione, di rivelazione di orah la madre che decide di scappare, di allontanarsi da casa, per evitare che qualcuno dell’esercito, potesse portargli la notizia della eventuale morte del figlio. Questo viaggio lo farà con Avram che lo rivede dopo anni, un uomo distrutto e influenzato nel corpo e nello spirito da un periodo di prigionia e tortura durante la guerra con l’Egitto.

In questo cammino di Avram e Orah, fatto di zaini, tende e soprattutto parole, il lettore scoprirà mille retroscena che riguardano i due ragazzi ed ovviamente Ilan. Vite segnate assolutamente dal conflitto infinito Palestina-Israele che in qualche modo influenza i modi di pensare, di agire di ogni personaggio del libro.

E’ un amore di una mamma che cerca di proteggere il figlio in guerra, ricordandolo in tutto e per tutto rivelandolo al padre che non ha mai conosciuto. La mia sensazione finale è che c’è speranza, c’è voglia di ricominciare, c’è amore nonostante una guerra sempre lì dietro l’angolo a ricordare la dura realtà… 

 

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