Quando, siamo liberi?

Applausi al vincitore!

Papillon

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Quando non senti il bisogno di convincere un altro, quando non cerchi di cambiarlo e condizionarlo.

Quando l’espressione di te stesso non necessità di permesso e approvazione, ma – al tempo stesso – non limita l’espressione e l’azione altrui.

Ma è soprattutto l’avversità e il non piegarsi ad essa, sempre nel rispetto di ció che ho detto prima, a evitarci di commettere l’errore.

Quale? Quello di crederci oppressi e defraudati, mentre invece siamo solo degli egoisti, arroganti e prepotenti.

Voglio dire, che è nelle idee e nel sacrificio fatto per esse, il vero significato di  libertà.

Perché, secondo me, la libertà è come la fede: devi averla nella coscienza, prima di declamarla o brandirla come una spada.

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Se la vita che salvi è la tua – Fabio Geda

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Questo libro pescato per caso, per pura curiosità racchiude un sacco di argomenti, di tematiche con quella domanda classica che ci facciamo sempre e comunque chi cazzo siamo noi (ops)??

Attraverso Andrea Luna, insegnante di storia dell’arte precario ci immergeremo in crisi matrimoniali, in fughe, in dipinti che si rivelano assolute scoperte o prese di coscienza, in famiglie caritatevoli, in clandestini che cercano di scappare o di tornare, in deserti dove la vita è così vicina alla morte, in viaggi lunghi quasi interminabili per trovare se stessi, per trovare quella felicità tanto desiderata.

Ho fatto fatica a leggerlo ma pagina dopo pagina capivo questo percorso tormentato e tortuoso del protagonista che parte dall’aborto spontaneo all’ottava settimana di sua moglie, che crea una depressione e crisi nella coppia, percorso che si tramuta in fuga da parte di Andrea Luna che decide di farsi una minivacanza a New York per staccare, ma risulterà un vero e proprio distacco dal matrimonio(starà via un anno!) e dalla sua vita di tutti i giorni trasformandosi in un classico clochard salvato da una famiglia che gli vorrà bene.

Questa sua identità perduta lo coinvolgerà a rifarsi una vita diverse volte per poi decidere di ritornare definitivamente in america da clandestino attraversando il deserto rischiando la propria vita.

Io?

Si tu

Cosa?

Tu. Chi sei tu?

Michelle Cohen Corasanti – Come il vento tra i mandorli

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Perde una sorellina, dopo poco perde un’altra sorella, perde la casa con i suoi ricordi per andare a vivere in una tenda con dietro un mandorlo, il padre viene accusato di terrorismo ingiustamente e viene imprigionato per 14 anni, un lavoro ultra-sottopagato, dolori su dolori ma quello che non perde il palestinese Ichmad è il suo talento per la matematica per la fisica, non perde la spensieratezza salendo sul mandorlo(guardava insieme a suo fratello ebrei ed arabi lavorare), non perde la speranza di una soluzione pacifica, di una collaborazione tra palestinesi e israeliani.

Tutte le sue disgrazie sono provocate dall’esercito militare israeliano che dalla fine della seconda guerra mondiale toglie terra e case ai palestinesi che si difendono come possono attraverso azioni di ribellioni giudicate dagli israeliani atti terroristici.

La salvezza di questo piccolo palestinese che è costretto a crescere in fretta lavorando e costruendo case per gli israeliani è la sua vocazione per la matematica e fisica che lo porterà a studiare in una università israeliana e a vincere una borsa di studio. L’essere palestinese si scontrerà con la paura e l’intransigenza di un docente israeliano (guarda caso chiamato Sharon) ma la sua lealtà, il suo talento convincerà lo stesso insegnante a ricredersi e a collaborare per un nuovo progetto che si rivelerà importante così importante che vinceranno il premio Nobel per la fisica.

Un libro di un dolore fortissimo ma di una speranza ancora più forte dove si sottolinea la forza del dialogo rispetto alla violenza anche quando si perde l’ultima speranza di sognare. Segue il corso della storia, segue la vita del piccolo Ichmad che cresce, segue la speranza, segue l’odio, segue l’amore, segue la rassegnazione, segue il terrore, segue la voglia di resistere e risegue la speranza.

La scrittrice è una americana ebrea che dopo diversi anni in Israele, fonda un’associazione per incentivare il dialogo tra palestinesi ed israeliani attraverso musica e letteratura.

“non si può vivere di rabbia, figlio mio”

“Se ci vendichiamo delle loro azioni, saremo come loro, ma se li perdoniamo, saremo migliori.”

Il buio oltre la siepe – Harper Lee

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Una storia ambientata in America, in Alabama, a Maycombe intorno agli anni 1930, la schiavitù era stata abolita ma non era stata abolita mentalmente dai bianchi il fatto di sentirsi superiori, il disprezzo per il diverso, per gli uomini di colore. Tema fin troppo attuale, ahimè, ancora nel 2014.

Una storia raccontata dalla piccola Scout, figlia di un uomo bianco antirazzista avvocato, il signor Atticus, che sarà incaricato di difendere un uomo di colore, accusato ingiustamente, di violenza carnale su una ragazza bianca(in realtà picchiata dal padre considerato da sempre un vero delinquente balordo). La difesa del padre in questo caso porterà a capire quanta indifferenza, quanto razzismo c’è nella scuola in cui vanno i suoi figli. Scout essendo ancora piccola, (inizia le scuole elementari), non capisce questa avversione nei suoi confronti, solo per essere la figlia di un padre che difende un uomo di colore. In tutta questa vicenda c’è Boo Radley, un ragazzo che abita vicino a casa di Scout, il quale non esce mai di casa, questo modo di vivere porterà curiosità e paura a tutti i vicini, per non sapere cosa fa tutto il giorno chiuso in casa.

Il buio oltre la siepe è un titolo che avvolge tutto il romanzo, il non conoscere crea paura e diffidenza, stare nei propri ranghi crea divisione e pregiudizi, essere convinti delle proprie idee porta solo ignoranza, cercare di andare oltre alla siepe dove apparentemente c’è buio è la speranza della scrittrice.

Scout(bimba di 6 anni)  parlando con Jem( suo fratello 10 anni) ” No, Jem, io credo che la gente sia di un tipo solo: gente e basta!” Jem risponde ” E’ quello che pensavo anch’io quando avevo la tua età…ma se gli uomini sono di un tipo solo, come ti spieghi che non vanno mai d’accordo tra loro? Se son tutti eguali, perché passano la vita a disprezzarsi a vicenda?”

Quanto hanno ragione…

16 settembre – le luci della centrale elettrica

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Una sera, cioè ieri sera, Milano, un palco, una festa, un concerto, un gruppo, le luci della centrale elettrica, c’è chi chiederà chi sono?, ma c’era un sacco di gente, un cantante, vasco, ma non il blasco, meglio direi, più giovane, più fantasioso, più speranzoso, più saltellante, ospiti, musicisti, amici, costellazioni, dischi, vinili, ragazze tatuate, telefonini che taggavano, birra, seconda birra, terza birra, foto, sorrisi, grida, cori, microfoni, violini, la terra, la luna, l’emilia, io e te, il carroponte, una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà, i nostri occhi di criptonite, versi, canzoni, che tornano che ritornano, un bellissimo ricordo. buonanotte.

Palestina – Costantino Filidoro

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Mi direte ancora Palestina ancora Israele ma che palleeee!! Ma non ci posso fare nulla, continuo nella mia ricerca amatoriale, senza fretta e senza altri fini, di conoscere sempre di più le controverse e rocambolesche vicende di un territorio diviso da due popoli.

Questo libro parla soprattutto del dialogo infinitamente interrotto per un milione di motivi tra Israele e Palestina da fine anni ’80 ad inizio 2000.
Europa e Stati Uniti han cercato di fare da mediazione per trovare luogo e discussione di un accordo di pace in questi anni, ma la difficoltà nel provare a far dialogare 2 popoli da sempre nemici era dovuta anche da eventi esterni a volte neanche voluti dalle due parti che incidevano enormemente sulla diplomazia e sulla opinione pubblica mondiale,  uno fra tutti l’invasione da parte dell’Iraq di saddam Hussein del Kuwait. Questo attacco creò un vero caos diplomatico internazionale perché se da una parte tutti i paesi arabi, Israele condannavano questa azione dall’altra parte Arafat, uomo più rappresentativo della organizzazione per la liberazione palestinese si mostrava a favore del dittatore iracheno molto sensibile alla causa palestinese. Questo fu uno dei tanti eventi che pesavano sul dialogo palestina israele.

Se da una parte rivendicavano la proclamazione di uno stato indipendente palestinese trattando anche i territori occupati e la situazione dei profughi, dall’altra parte c’era una forte convinzione di far rimanere le cose come stavano, sviluppando le colonie in territori occupati per la giusta causa israeliana e per avere una sicurezza maggiore di fronte al terrorismo sempre più evidente.

Nonostante tutto comunque i negoziati,  i dialoghi continueranno per arrivare ad accettare una autonomia palestinese per arrivare ad un cessate il fuoco ma risulta tutt’ora troppo fragile troppo poco per poter affermare che ci siano i presupposti per la pace, soprattutto ora dove stati uniti ed europa sono privi di idee nuove sul mondo medio orientale.

Educazione siberiana – Nicolai Lilin

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E’ una storia vera nella quale si va a conoscenza di un mondo ormai scomparso ma che ai tempi era devastante, era assolutamente rigido e imponente, era decisivo per la crescita dei giovani. Questo mondo era il mondo degli Urka siberiani, comunità assolutamente criminale, fatta da criminali, regolata da leggi criminali, comunità deportata da Stalin al confine con l’attuale Moldavia, più precisamente in una zona chiamata Transnistria, classica terra di nessuno.

La transnistria è una regione che si è autoproclamata indipendente nel 1990, ma non è riconosciuta da nessun governo o stato. Questo porta una netta divisione tra militari che cercano di imporsi in questa terra e chi ci vive. E chi ci vive è Nicolai Lilin che racconta la sua infanzia, adolescenza e maturità in questa comunità siberiana criminale fatte da leggi, comportamenti, educazione che se non vengono rispettati, vieni brutalmente espulso.

Il paradosso è che questa educazione criminale(conoscenza delle armi, dei tatuaggi, del linguaggio, del comprtamento) viene definita onesta perché difende i deboli dagli oppressori( stato, poliziotti, mafia e criminali che non rispettano le leggi della comunità), insomma non stanno alle regole e ai giochi di chi comanda queste terre di nessuno, si va proprio a conoscere le mafie russe potenti forti, le grandi rivalità tra bande, l’odio tra i mafiosi georgiani, ucraini e armeni attraverso le vicende vissute dello scrittore.

Questo libro non mi ha fatto impazzire a livello narrativo, ma assolutamente mi ha aperto nuove conoscenze e nuove possibili letture sulla storia della Russia delle sue divisioni territoriali e delle sue vicende storiche.

Ora ha scritto altri due libri che sono il  seguito di questo romanzo, li leggerò? curiosità di sapere che fine fa il nostro giovane siberiano che l’ho lasciato in una cella militare c’è, hmm vedremo..

Israele, Palestina – Alain Gresh

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non scriverò una cazzo di trama o una cazzo di recensione o una cazzo di cosa, ho avuto la semplice e forte esigenza di saperne di più di questa infinita atroce guerra tra due popoli con le sue radici, con le sue evoluzioni nel corso del tempo, con le sue opinioni discordanti, con le sue credenze, con le sue speranze di pace, con il suo odio per chi ti caccia e con la paura fottuta di trovarsi in un nuovo drammatico genocidio.

Il mio intento è quello di saperne abbastanza per avere una posizione su questo conflitto, ma per ora ho solo notizie e considerazioni fatte da entrambe le parti in causa, e quindi andrò avanti ad informarmi, a capire se ne sarò in grado.

Questo libro che sposa senza nascondersi la causa palestinese ha un pregio, quello di trovare basi solide ed incontrovertibili per affrontare più oggettivamente possibile la discussione infinita tra Palestine ed Israele, e cercare uno sbocco a questa tragedia senza fine.

La cosa che accomuna i due popoli è la paura e la sofferenza patita nella loro storia, la paura di sentirsi uno straniero nel paese natale e la paura dell’antisemitismo. Tragedie causate dall’uomo. Che orrore.

Abitavamo in un bosco di querce – Marilena Guglielmi

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A volte, i libri sono uno specchio di quello che senti, di quello che vivi, di quello che vuoi sapere, di quello che non sai e sta succedendo proprio lì vicino a te…ecco questo ebook l’ho scoperto così per sapere, per capire un mondo speciale di bimbi che non parlano, che si isolano, che giocano da soli, che strillano se non indossano lo stesso vestito, se non hanno lo stesso peluche con sé. E’ un mondo quello dell’autismo così complesso che ancora oggi, penso, non sia così chiaro e preciso, forse perché ogni bimbo ha una percezione della realtà così soggettiva che si possono, si, individuare i sintomi ma poi ogni caso è proprio una storia a sé(ma è una mia personalissima opinione).

Questa storia è semplicemente unica perché è poesia, è speranza, è dolore, è sogno, è forza, è amore, è incubo, è incertezza, è vita.

un uomo e una donna si innamorano, voglia di un figlio, figlio che non arriva per problemi di lei, poi così arriva Marco inaspettatamente con tanto dolore fisico, ma nasce cresce, il rapporto tra lui e lei inizia a vacillare, cosa che si accentua con la nascita del secondo figlio Giovanni, parto senza dolori. Lui se ne va, lasciando lei con 2 figli piccoli, Giovanni non parla e casualmente gli viene diagnosticato un problema serio, visite, specialisti, problemi, sintomi di autismo, il ritorno di lui, lotta di genitori contro un problema più grande di loro.

La speranza vive e non muore mai, si combatte ma sarà Giovanni che con l’amore dei suoi genitori e soprattutto di suo fratello riuscirà ad affacciarsi alla realtà senza paure e timori.

Spero che succederà anche a te!

 

American Psycho – Bret Easton Ellis

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Mi son detto…proviamo a leggere un genere di romanzo un po’ horror un po’ crudo un po’ forte un po’ psycho… Ma non mi aspettavo tutto questo sangue, tutta questa violenza, tutto questo sesso mischiato alla follia pura di una mente umana degli anni ’80 ’90 ma io aggiungerei una mente malata dell’uomo contemporaneo… Più volevo smettere di leggerlo, più volevo vedere dove si voleva arrivare e più volevo bocciare in pieno questo libro, più ora posso capire il successo che ha avuto, nonostante non ci siano termini spazio temporali precisi, non c’è una trama ben definita e il linguaggio non sempre perfetto ma forse la traduzione non è allineata con lo scrivere dell’autore.

Patrick Bateman è il nostro “eroe” positivo e negativo, o forse è il nostro non “eroe”(non posso definire eroe uno che ammazza a caso persone, diciamo che è un attimo ironico), mi sono perso, dicevo Patrick Bateman è un giovane ricco, lavora a Wall Street, maniaco del fisico(in palestra tutti i giorni), di vestiti(e molto critico sull’abbigliamento degli altri), di belle donne(fidanzato ma ovviamente ha mille avventure con escort e non), di sesso(non può farne a meno), di ristoranti super lussuosi(va in crisi quando non riesce a prenotare nel ristorante più in della città), di droga(soprattutto di cocaina) talmente maniaco che diventa folle come se la sua mente impazzisca e per venirne fuori da questo stato ipnotico uccide barboni, prostitute, bambini, ragazze abbordate, colleghi, nei modi più atroci che si possa pensare.

In queste pagine piene di descrizioni violente, sanguinarie e a volte raccapriccianti, troviamo la vita di tutti i giorni fatti di aperitivi, cene in locali lussuosi dove la superficialità viene esaltata alle stelle, dove conta l’apparire che ovviamente l’essere, dove un abito armani e la limousine sono principi fondamentali per una vita degna di essere vissuta, ci troviamo davvero dove ci si annulla per primeggiare, dove non c’è esistenza, dove ci si deve fare di coca, dove, per forza di cose, impazzisci, torturi e uccidi..

Ora questo stronzo maniaco malato la fa sempre franca(la polizia non lo becca mai ma è possibile??), mi domando se fosse frutto della sua mente tutti gli omicidi commessi????

Unica che resta fuori da questo mondo perverso, è la segretaria di Patrick Bateman, ma ha un piccolo neo ma proprio piccolo, è follemente innamorata di Patrick Bateman……… ma cazzo!!!!