Nel mare ci sono i coccodrilli – Fabio Geda

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Siamo sempre alle solite, un pensiero che corre, che mi corre spesso tra le strade che attraverso, tra la gente che incontro, tra chi lavora, tra chi sta sulle strade per chiedere dei centesimi, tra chi lotta e chi non gliene frega nulla, il pensiero è sempre quello ma la merito sta cazzo di fortuna e leggendo questo libro rimango senza risposte e aumenta la stima per chi prova a vivere, a vivere davvero.

Enaiatollah Akbari racconta, attraverso Fabio Geda, la sua vita, il suo percorso, il suo viaggio, la sua sopravvivenza, la sua voglia di qualcosa di migliore, nato in una terra come l’Afghanistan zona di guerra, di violenza, di telebani che impongono la loro verità e la loro legge. Il padre muore in un agguato perdendo della merce di chi ora chiede la testa del figlio, la madre riesce a mandarlo in Pakistan, a sua insaputa per dargli un futuro migliore di quello che stava per avverarsi.

Ecco a 10 anni mi trovavo a giocare tra lego, playmobil e palla da calciare, mentre Enaiatollah Akbari si trova solo senza genitori in un paese che non conosce in Pakistan. Da qui inizia un incredibile viaggio fisico di sofferenza, mentale per trovare uno scopo che possa portarlo lontano da un presente nero.

Lavorerà tra clandestini, arriverà in Turchia tra clandestini, verrà rispedito in Afghanistan per due volte tra clandestini, ma non si arrende e decide di andare sempre oltre camminando di notte, viaggiando in camion dove non c’è posto che per 5 persone e ce ne sono venti, avrà cmq fortuna a trovare persone che lo aiuteranno nel suo viaggio irreale andando dopo la Turchia in Grecia ed infine in Italia tra Venezia, Roma e Torino.

Nel mare ci sono coccodrilli e mentre io l’ho letto sui libri, Enaiatollah lo ha dovuto constatare sulla sua pelle fin troppo giovane, coccodrilli come uomini che ti vogliono derubare non solo di soldi ma anche della tua esistenza, coccodrilli come la natura stessa che non guarda in faccia nessuno sotto il sole, sotto la pioggia o nel mare.

Un libro da leggere, fa bene nonostante sia un argomento duro da affrontare.

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Bocca di lupa – Stefania Diedolo

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Tutto nasce per caso, ma che poi alla fine tanto per caso non è mai forse…tre giorni prima di conoscere, di aver il libro in mano e abbracciare la mia amica blogger Stefania Diedolo ero andato per la classica gita fuori porta a Sarnico sul lago d’iseo, ho mangiato pesci di lago e mi sono fatto una gran bella camminata attorno, guardando con sorpresa quell’isola che sta proprio al centro del lago, domandandomi come un bambino di 5 anni che misteri ci possano essere lì in mezzo all’acqua!

Bene questo romanzo è proprio ambientato in quella l’isola lacustre di grandi suggestioni naturali chiamata Montisola, particolarmente cara alla scrittrice perché ha una casa di famiglia proprio lì. La casualità vuole che io quest’estate sono stato una settimana in Sicilia a fontane bianche vicino Siracusa stando in posti fantastici come il centro di Siracusa, Ortigia, Avola, Noto, Portopalo di Capo Passero, luoghi in cui una delle protagoniste assolute del libro, Anna, ha passato le sue vacanze. Detto questo io mi sono fatto coinvolgere totalmente dal romanzo perché conoscere o quanto meno avere una idea precisa di dove i protagonisti di una storia vivono, soffrono, piangono, amano è per me essenziale!

Rapito dai posti del lago e dalla Sicilia ho letto con grande curiosità le vite dei personaggi che sono 2 donne che si sono amate molto con due nomi non proprio femminili come Enea ed Andrea come se volesse concentrare il tutto sui loro sentimenti sulle loro emozioni che non ha sesso, è qualcosa che va al di là anche del reale, a fianco all’amore di Enea ed Andrea(la quale non c’è più a causa di un tumore al livello fisico ma totalmente viva ed esistente nell’aria e nei pensieri) c’è un altro amore anche questo non dei più classici tra un fratello Pietro ed una sorella Anna che ho nominato sopra. La loro storia si intreccerà con quella di Enea dando al romanzo anche un tocco di giallo di thriller che porterà a verità incredibili!

Forse non ho praticamente detto nulla, ma assoluamente ti coinvolge perché ti fa entrare nella vita di questi personaggi dall’infanzia fino all’età adulta attraverso un diario, attraverso segreti, attraverso foto, attraverso emozioni, attraverso parole che arrivano!

Vi lascio con una canzone che mi ricorda l’amore universale di Enea ed Andrea!

https://www.youtube.com/watch?v=oJM3YRHAN6E

Arrivano i pagliacci – Chiara Gamberale

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Essere affezionato alla protagonista della storia che leggi e fermarsi un attimo e pensare alle proprie vicissitudini familiari, ricordandone i colori, odori, profumi della casa in cui sei nato, vissuto e continui a vivere, vuol dire solo che il libro ti è piaciuto e in qualche modo ti è entrato dentro!

Lei si chiama Allegra Lunare, una ragazza di 20 anni, che decide di cambiare rotta e cambiare casa e lascia tra virgolette in eredità ai nuovi inquilini che andranno ad abitare nella sua casa una lunga lettera in cui racconta la storia di 20 anni vissuti proprio in questo suo appartamento.

Attraverso questa lettera conosceremo tutta la famiglia di Allegra dal papà filosofo alla mamma stravagante americana, dal fratello con la sindrome di down alle due bellissime amiche adriana e Matilde, da Zuellen, amica del cuore e non solo di Allegra al suo grande ipotetico amore Leonardo e infine dalla sua nonna paterna tanto antipatica a Vera, amante e seconda moglie del suo papà.

Allegra scrive, racconta della sua famiglia attraverso gli oggetti della casa, infatti ogni capitolo del libro è un nome di una cosa come i quadri, la laurea, il tappeto, le ali di cartapesta, la porta dello studio, la locandina e via dicendo descrivendo così tutte le vicende che l’hanno portato poi ad arrivare ai suoi vent’anni. Lei ci vuole far sapere che ha 20 anni ora, che il suo film preferito è dirty dancing che non leggerà mai Proust, che diventerà un’attrice, che ha perso la sua verginità a 16 anni, che lasciare quella casa sarà difficile.

E io dico grazie ad Allegra perché nel leggerla ho ricordato alcune cose della mia casa, una fra tutte è assolutamente e senza ombra di dubbio, quell’adesivo piccolo e ormai consumato, attaccato sulla parete della cucina vicino al frigo. Quell’adesivo è fumettato, è un tifoso buffo della Roma che canta Grazie Roma. Quell’adesivo lo attaccò mia mamma 30 anni fa quando la Roma vinse il suo secondo scudetto e mia mamma era proprio felice e io la vorrò sempre ricordare così!

Grazie Allegra, tanto prima o poi arrivano i pagliacci..

Una piacevole sorpresa!

image Un lunedì sera di ottobre a milano vicino ai navigli, un posto accogliente, un incontro, tante persone che non si conoscono, tanti lettori, tante lettrici, tanti bloggers, tante vite, un libro da raccontare, da condividere, un sorriso di soddisfazione, di sincera gratitudine, un applauso tanti applausi, una foto, la promessa di risalutarci non via social network ma di persona perché in fondo non siamo solo virtuali ma siamo carne ossa sangue e tutto questo insieme ad un sorprendente raggio di sole coi tacchi si proprio in una sera ancora calda di fine ottobre, si proprio nella vecchia e grigia Milano.

Gregor – La profezia del tempo

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Ho a casa una colonna di libri da leggere che non vi dico, ma passeggiando in una libreria, guardando qua e là autori, titoli, copertine rigide, meno rigide, mi son ritrovato senza saperlo questa novità uscita il 30 settembre(non ne ero proprio a conoscenza) che luccicava di viola vicino alla sezione libri per ragazzi…….cazzoooooo il quinto e ahimè ultimo libro di Gregor di Suzanne Collins(per intenderci quella di Hunger Games) e che ve lo dico a faaa preso, letto e sistemato vicino agli altri 4 episodi!!

Ora se volete saperne di più di questo Gregor, bambino di 11 anni, di New York che ormai ne ha un bel po’ di più vi rimando a quello che ho scritto mesi addietro, posso solo continuare a ripetere che questa saga mi ha entusiasmato da subito e pensare che questo sia il capitolo finale mi spiace parecchio anche perché la conclusione la volevo diversa(sono in fondo un romanticone)!!!!

La profezia del tempo, come in ogni profezia affrontata, indica quale destino aspetta il sottomondo e soprattutto che esito avrà la guerra ormai esplosa tra Ratti e umani per la conquista della città Regalia, capitale del sottomondo. I protagonisti oltre a Gregor è sicuramente Ripred un gigantesco ratto che lotta a fianco gli umani, il quale metterà in dubbio la veridicità di tutte le profezie create secoli fa da sandwich umano che conquistò regalia territorio in origine appartenente a delle specie di talpe chiamate ruspe…

Gregor affronterà l’amore per Luxa, la paura di perdere la propria famiglia, i ricordi passati nel sottomondo e soprattutto affronterà in una battaglia all’ultimo sangue il flagello, il re dei ratti.

Il ritorno a casa nel sopramondo, provocherà in gregor una forte emotiva instabilità spirituale in cui rifletterà sulla guerra, su come uomini così ratti, pipistrelli, talpe possano convivere senza odio, se è necessaria la violenza e sul tempo che cmq sia inesorabilmente passa…

Qualcuno con cui correre – David Grossman

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Si corre, non si smette di correre, si corre per qualcuno e si corre con qualcuno e lo si fa con forza, con volontà, con desiderio quando si scopre che il senso di tutto sta nell’affrontare la vita con una persona accanto.

E’ una storia che ha come protagonisti 2 bambini, Assaf che lavorando per l’estate in municipio a Gerusalemme ha il compito di trovare i proprietari di una cagna di nome Dinka, questa ricerca lo porterà ad intraprendere una vera e non facile avventura in cui passo dopo passo scoprirà che la padrona di Dinka è una bambina di nome Tamar, la quale scappa da casa per ritrovare il fratello tossicodipendente che si allontanò dalla famiglia per andare a suonare per le strade di Gerusalemme per conto di una associazione illegale.

E’ un romanzo che tocca vari temi come l’adolescenza, il rapporto genitori e figli, il mondo della droga, l’arte di strada, la musica, l’amore, gli affetti, la solitudine, dove i piani temporali sono sfasati, non sono lineari e il lettore metterà poco per volta i pezzi della vicenda nel suo giusto ordine, conoscendo i tre protagonisti Assaf, Dinka e Tamar.

Assolutamente da leggere perché coinvolge fin da subito questa corsa di assaf con il cane che lo guida per le vie della città in cerca di cosa non si sa.

I protagonisti hanno una gran sensibilità e proprio nelle maggiori difficoltà riescono a trovare la forza e il coraggio di saltare i grandi ostacoli, Tamar mette da parte il suo grande sogno di diventare una cantante per cercare di salvare il fratello perso nella droga e Assaf ha questa volontà a terminare la sua corsa nonostante i tanti pericoli che deve affrontare.

E ora di mettersi a correre nonostante i 40!!!!

Le rockstar non sono morte – Valerio Piperata

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Sfogliando le prime pagine avevo letto “a tutti quelli che hanno una band” bene ero già in cassa a comprare il libro… eh si io come l’autore di questo romanzo ho o forse avevo una band, 4 ragazzi, 4 vite che si incontravano una volta a settimana in sala prove per suonare covers dei nirvana, red hot chili peppers, afterhours, foo fighters, ma soprattutto suonavamo i pezzi nostri, parlo al passato perché son 2 anni che ci siamo fermati ma non per litigi ma per mancanza di tempo per alcuni componenti, ma questa è un’altra storia che magari racconterò in un altro post!

Beh questo libro è la storia di un ragazzo che non sa suonare ma che vuol diventare una rockstar, vuole sfondare nel mondo della musica perché lui parla ogni sera con il dio del rock e proprio quest’ultimo lo incoraggia a provarci. Quindi prima cosa deve pensare a quale strumento associarsi e pensa che la batteria sia perfetta per lui e così inizia ad andare a lezioni per imparare tralasciando la scuola, seconda cosa trovare i componenti del suo futuro gruppo e dopo varie vicissitudini troverà Pannocchia, Trota e Tommaso e formeranno il gruppo chiamato I VECCHI.

Entreremo nel mondo della musica e delle difficoltà ad emergere, nel mondo dei locali che non ti pagano se non una cena a base di pasta e nel mondo di chi si spaccia per manager superprofessionista e risulterà invece un classico cialtrone. A fianco a questi mondi ci sarà l’amore per una ragazza, la sconfitta nel non riuscire ad emergere e il sogno che non morirà certo dopo questa sconfitta…

Un libro leggero, divertente, si legge piacevolmente forse un po’ corto ma delinea perfettamente gli inizi di chi vuole suonare in una band!

L’attentatrice – Yasmina Khadra

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Letto tutto di un fiato quasi, Amin, un arabo naturalizzato israeliano che diventa medico di grande successo a Tel Aviv, si trova coinvolto in un attentato vicino all’ospedale esattamente in un ristorante dove perdono la vita 17 persone. La kamikaze che si fa esplodere è la moglie di Amin ignaro di tutto….

Infatti a questo medico cadranno tutte le proprie certezze di un matrimonio che sembrava perfetto, di una vita che sembrava una bella rivincita e inizierà un viaggio alla ricerca di mille verità prima fra tutte capire perché sua moglie ha scelto di togliersi la vita in nome di cosa.

Una ricerca che lo porterà a Betlemme, a Jenin luoghi molto pericolosi in cui si scontrerà il pensiero di chi non riconosce la violenza, il togliersi la vita come soluzione e di chi non avendo più una vita, una patria, una terra su cui vivere, cerca di morire per dare speranza e vita a chi insegue la propria libertà.

Mi ha colpito molto il dialogo tra Amin e il palestinese terrorista che cerca di far capire al primo il perché delle sue azioni violente il perché dopo aver vissuto in modo disperato cieco e nudo si cerca solo di morire degnamente.

Amin non riesce a vivere la propria vita da medico dimenticandosi che il terrorismo è lì a due passi, dimenticandosi delle propri radici dei propri ricordi, gli eventi esterni entrano in modo irreversibile dentro il suo corpo e il suo spirito.

“Perché l’unica lotta nella quale credo, e che meriterebbe davvero che si versi il sangue, è quella del chirurgo che sono, far rinascere la vita lì dove la morte ha scelto di agire.”

“La vita di un uomo vale molto di più di un sacrificio, per quanto supremo possa essere, perché la più grande, la più giusta, la più nobile delle cause sulla Terra è il diritto alla vita…”

Se ti abbraccio non aver paura – Fulvio Ervas

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Un papà, un figlio autistico, un’estate, un viaggio, una moto, 2 zaini, due continenti, Stati Uniti, Sud America, una storia vera e il resto viene da sé.

Lo consiglio a tutti di leggerlo e tenerlo sempre in vista nella vostra libreria perché vi apre e vi avvicina a mondi così lontani apparentemente ma così vicini a noi.

L’autismo è un mondo in cui più delle volte viene proibito di fare cose, di evitare di farne altre, il papà Franco sembra voglia rompere questo schema rigido e forse stufo di seguire terapie, stufo di illudersi in nuovi metodi di studio, decide di fare un viaggio pazzesco lui e suo figlio Andrea con una moto in continenti lontanissimi da dove vivono.

Sembra una ricerca della libertà perduta, mi sono immaginato nel leggere questa storia i due protagonisti sulla moto che sfrecciano veloci in queste strade deserte di dimenticarsi dei problemi e agguantare con la propria pelle, con la propria forza e con la loro assoluta difficoltà questa libertà!

Un viaggio fantastico pieno di dolore, di amore, di sorprese, di assoluta imprevedibilità che la vita da, un viaggio che parte da Miami, attraversa l’america  per New Orleans, Santa Fè, Denver, Las Vegas per poi arrivare a Los Angeles, decidere di andare in Messico per finire in Brasile.

Un viaggio dove nella prima parte negli Stati Uniti, paese ultra sviluppato ultra avanzato ultra per tutto, il problema dell’autismo è riconosciuto, è conosciuto ed è rispettato si ma si sente che il problema è di chi lo ha e viene poco accettato, mentre in sud america(dove povertà e sottosviluppo fanno da padroni) in mezzo agli Indios, l’autismo è visto come quasi una caratteristica di una persona, una diversità si ma assolutamente in grado di poter vivere ed essere il capo di un gruppo di ragazzi, infatti andrea vivrà insieme per diversi giorni con ragazzi che lo vedono come capo gruppo.

Un libro che ti toglie respiro per l’autenticità della storia, del rapporto papà figlio e della bellezza di andrea. Vi lascio con sto video e poi andatelo a comprare adesso subito.