Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

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Che dire.. se mai dovessi fare un regalo per il prossimo natale ad una persona a cui tengo non avrei dubbi, regalerei la storia vera e ahimè drammatica, raccontata da Giuseppe Catozzella, di Samia, una ragazza somala di Mogadiscio, paese martoriato da una guerra civile interna nella quale anno dopo anno prende più potere il movimento integralista fondamentalista islamico che tutt’ora impone la proprio legge di divieto su quasi tutto.

Samia ha un talento, corre e corre veloce, e vince quasi tutte le gare al punto tale che viene notata dal comitato olimpico somalo che le propone di partecipare alle olimpiadi di pechino nel 2008. Era il suo sogno da sempre, non aveva mai smesso di crederci, nonostante la povertà in cui viveva, nonostante la guerra che dilaniava il suo paese che le vietava perfino di andare in spiaggia al mare zona maledetta di spari di mortai e nonostante l’obbligo di portare veli e non uscire alla sera.

Per curiosità ho visto la gara di Samia su youtube a Pechino alle olimpiadi del 2008, arrivò ultima, gracile e magra, con la fascia in testa regalata da suo padre e con la sua maglietta larga. Ma questa sua partecipazione fece scalpore e successo, perché per la prima volta una ragazza somala si presentava senza veli, fu intervistata da molti giornalisti, ma lei era indispettita e arrabbiata infatti diceva “perché intervistate me che sono arrivata ultima, mi intervisterete alle prossime olimpiadi che arriverò prima!” La sua determinazione era fuori dal comune, sapeva qual era il suo obbiettivo e non c’era nulla che la poteva fermare.

Al ritorno da Pechino però le cose peggiorarono invece che migliorare perché ovviamente gli integralisti islamici la guardavano con occhi accusatori, dovette allenarsi con il burka, di notte sempre di nascosto.

La situazione precipitò con una verità lacerante confessatale dal suo migliore amico di sempre Alì, che fu un tempo il suo allenatore oltre che confidente con il quale aveva condiviso tutto perfino il bagno. E decide di intraprendere il viaggio e cercare di arrivare da sua sorella Hodan che era scappata anni prima in Europa. Samia, Alì e Hodan sono i 3 pilastri di questo romanzo.

Il viaggio risulterà una esperienza disumana, drammatica che porterà attraversare Etiopia, Sudan, il deserto Sahara e Libia per arrivare al mar Mediterraneo che divide l’africa dall’Italia, la salvezza. Si pensa sempre che tutti quei poveri uomini, donne e bambini che arrivano a Lampedusa fanno un viaggio su un gommone e basta in realtà quel pezzo di mare è solo l’ultima parte del viaggio. Il prima è ancora più agghiacciante.

Questo libro ti fa capire la fortuna di essere nati in un territorio in cui abbiamo la libertà di potersi esprimere, di inseguire i sogni senza ostacoli, di non scappare, di vivere in modo dignitoso, ti rendi conto che vite come quella di Samia sono le nostre vite moltiplicate per otto in una, mi son sentito piccolo e fin troppo superficiale.

Samia ha inseguito la proprio la libertà, era felice perché aveva un sogno e ci insegna di non aver paura di avere un sogno!

“Un’incredibile immersione in un soffice cuore variopinto che è l’amore universale, in cui i colori differenti non sono altro che le diverse toppe con cui è rammendato il respiro del mondo”

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