L’ultima riga delle favole – Massimo Gramellini

2015-01-28 19.06.14

Questo è un regalino inaspettato e quando si tratta di libri, diventa super apprezzato, era l’ultimo della pila di libri da leggere, ma è diventato il primo per curiosità e per affetto!

Metti un ragazzo che non ha il coraggio di vivere fino in fondo, dove perde l’opportunità di creare una storia d’amore con una lei conosciuta per caso ad una conferenza, metti che questo ragazzo che si chiama tomàs viene assalito da malviventi vicino alla riva del mare e cadendo in acqua, il tempo si fermi e  il nostro tomàs, entra in una fantasiosa terme dell’anima in cui inizia un percorso alla ricerca di se stesso, dell’amore, della guarigione, di valori perduti attraverso personaggi strani, divertenti e saggi che lo aiuteranno, che lo stimoleranno, che lo tormenteranno.

Leggendolo ho trovato della mia insicurezza, delle mie paure che incontro durante la vita di tutti i giorni e a volte una favola come questa nonostante si tratti appunto di favola, può rivelarsi più significativa, più importante di tante altre cose perchè credere nelle favole si scopre o si rivaluta la forza dell’amore e del cuore!

Vero è che mi sarei aspettato di trovare la spiegazione dell’ultima riga delle favole ma forse non si può sapere ma bisogna, forse, cercare dentro di noi!

Una lettura che mi è piaciuta a metà perché a volte mi sono perso in una sorta di elenco di frasi e consigli, ma è un viaggio molto interessante che consiglio a tutti di fare prima o poi!

“la rovina non sta nell’errore che commetti, ma nella scusa con cui cerchi di nasconderlo.”

“Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo”

Il trono di Spade (secondo libro) di George R.R. Martin

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Eccoci qua, cazzo, finalmente, direi, dopo quasi tre settimane, ho finito il secondo librone di 921 pagine di questo assurdo, intricato, complicato, misterioso, curioso e imprevedibile trono di spade. Da queste prime parole forse si può intuire che non è stato facile finirlo, ma la trama, il territorio e i due milioni di personaggi confermano quello che di buono ho trovato nel primo libro!

Stavolta siamo immersi nel caos più totale perché quando il re muore, poi il re che tiene sette regni, Robert Baratheon, tutti per un motivo od un altro lo vogliono diventare per soldi, fama, potere e successo. Ed ecco che vengono a incrociarsi 4 situazioni, la prima è ad Approdo del re dove è collocato il trono di spade e la famiglia Lannister proclama re il figlio del re morto, joffrey, un quindecenne senza pietà, nato da un incesto. Questo viene guidato dalla regina e madre di Joffrey, Cersei, la seconda situazione è a Grande inverno, situato al nord, dove il figlio del primo cavaliere del re morto, si proclama Re del nord e spettante di diritto al trono di spade Robb Stark, terza situazione i fratelli del re Stannis e Renley tutte e due vogliosi di possedere lo scettro del trono, una quarta situazione ma non ultima è Daenerys, la regina dei draghi che vuole vendicare la morte del padre ucciso proprio dal re appena morto. Al nord più a nord che si può invece si concretizza una minaccia misteriosa di bruti e di forze oscure che alla notiza della morte del re, vogliono impadronirsi dei sette regni, insomma un casino totale.

Il libro come il primo è diviso in capitoli con il titolo del nome del personaggio protagonista in quel capitolo, questo però mi ha fatto un po’ perdere l’orientamento, cioè un personaggio che leggi per un po’ di pagine poi non lo incontri più per tante pagine dopo e poi quando ritorni su quel personaggio, almeno io, non mi ricordavo più cosa era successo prima e quindi dovevo tornare a rileggere per ritrovarmi, questo ha influito un po’ negativamente sulla lettura, strano perché nel primo libro non ho avuto sta difficoltà(sarà la vecchiaa incombente??!). Poi magari in alcune situazioni ha allungato le cose e quindi mi sono perso via!

Però alla fine le battaglie, i dialoghi, i colpi di scena e le mille avventure mi hanno spinto e incuriosito a leggere fino all’ultima pagina e soprattutto ora mi trovo a dover assolutamente comprare l’altro tomo che segue(più di 1100 pagine, aggiungerei cazzo!) perché devo assolutamente scoprire se riesce a fuggire Arya dal castello di Harrenhal, dove andrà Bran Stark con il suo castello in fiamme, se Tyrion si rimetterà in sesto dopo aver subito ferite importanti in guerra e cosa escogiterà contro la sorella, se lo sterminatore di Re viene ucciso da Catelyn e mille altre cose ancora!!! Aiutooooooooo

Buon primo compleanno, carissimo e bastardo zillyfree!

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Nel mentre che sto per finire il secondo librone di trono di spade (una fatica stavolta, lungo e a volte mi perdo nelle mille pagine), il caro amico WordPress mi ricorda che circa un anno fa mi iscrivevo ed iniziavo a muovere i primi passi nel mio unico e imprevedibile blog, idea consigliata da un mio amico.

Mi son accorto che nel tempo il blog ha avuto trasformazioni, evoluzioni,  involuzioni, che cmq sia rispecchiavano un pò  il mio caos dentro di me!

Da un blog di dischi siamo passati a un blog di libri con qualche eccezione in un anno in cui il libro mi ha incantato per la sua sorprendente magia. In un anno, ho conosciuto tante persone virtuali, alcune reali, ho scoperto di non essere solo, di non essere l’unico a trovare simpatica e rilassante questa parentesi in cui confluire un pò quello che su altri social network non hai voglia di condividere.

Attraverso il blog, ho visto e letto un anno da un punto di vista tutto nuovo, conoscendo pregi, difetti, amori nati, infranti, scoppiati, libri, arrabbiature, speranze, provocazioni, uomini, donne, poesie, collaborazioni, foto, immagini, maschere, brevi racconti, il sesso scritto e fatto in mille forme, ragazze che parlano di calcio e ragazzi che parlano di sentimenti e mille altre cose ancora!

Buon primo compleanno Zillyfree, che tu sia sempre quello che vuoi essere a volte banale, ripetitivo, o a volte divertente, sarcastico, sentimentale, serio, idiota, demenziale, insomma libero di fare un po’ quel cazzo che vuoi!

Libri, libri, libri e libri

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L’anno appena passato è stato un anno pieno di libri che mi ha aperto un mondo variegato di tante storie, di tanti dolori, di amori, di intrighi polizieschi, di uomini, di bambini, di donne, di ragazzini, di verità, di bugie, di cavalieri, di guerre, di speranze, di sogni, di fantasia e potrei andare avanti all’infinito. il 2014 mi ha confermato, insomma, che avere un libro a portata di mano è come avere una specie di portale che ti teletrasporta e per quelle ore che sei assorto nelle parole sei incantato e attratto dai racconti veri, di fantasia o storici che siano!

Non so perché ma mettere giù una potenziale classifica dei libri letti, non mi viene tanto da fare, ma sicuramente se dovessi, senza tanto pensarci, dire 4 libri che mi sono rimasti impressi nel 2014 beh allora direi senza dubbio:

Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella (storia vera, Africa, dramma, speranza, amore, un libro che fa bene al cuore)

Se ti abbraccio, non aver paura di Fulvio Ervas (altrettanto storia vera direi epica, resa speciale da un padre e figlio immensi!)

Arrivano i pagliacci di Chiara Gamberale (La protagonista è splendida e vera nel raccontarci le sue emozioni attraverso pezzi di casa ormai non sua, ti affezioni in una pagina!)

La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker ( quasi 800 pagine, stregato per una settimana, colpi di scena e segreti, menù perfetto!)

E pure quest’anno proverò a leggere tanto, certo che leggere un libro ogni settimana sarà dura, durissima ma sicuramente il mio “salto nelle librerie” lo farò sempre, il mio libro lo acquisterò sempre, non c’è cosa più bella che leggere ed emozionarsi attraverso delle parole. Quest’anno ho voluto iniziare, come si vede dalla foto, da un librone esattamente dal secondo librone del trono di spade di 900 pagine, non so quando lo finirò, certo è che gli intrighi, le battaglie, e la moltitudine dei personaggi mi hanno già conquistato!!

Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avena

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Inizio questo 2015 con il scrivere di un libro assolutamente intenso, tragico, emotivo, affascinante, drammatico, speranzoso, inquietante, pieno di vita e pieno di frasi o pensieri da trascrivere e farli leggere a chi vuoi bene, a chi ti sta accanto.

Una storia di un sorriso, di andare a testa alta, di sacrifici, di dare prospettive, di potere scegliere e non di non poter scegliere, di bambini, di adolescenti, di chi vive rassegnato e di chi vive senza arrendersi mai, di poter amare nonostante le difficoltà crude della vita.

E’ la storia vera di Padre Pino Puglisi, prete e insegnante del liceo classico Vittorio Emanuele II a Palermo, dove c’è bellezza, mare, posti incantevoli in mezzo a luoghi simili all’inferno come la crudeltà della mafia, l’assenza di valori, di speranza e di scelte. Con Federico scopriamo come un ragazzo della Palermo bene, amante di libri e di letteratura non sia assolutamente a conoscenza di quartieri poveri e abbandonati come il quartiere Brancaccio, ed è proprio Don Pino, essendo suo insegnante, a coinvolgerlo ed addentrarlo, nell’intento di aiutare i bambini del quartiere, a dargli una speranza.

Il vero scopo di Don Pino Puglisi non era quello di far entrare i bambini in Chiesa ma bensì in una scuola che non esisteva materialmente e cercava in tutti i modi di avere dal comune il via libera per poter utilizzare un pezzo di terra che veniva clandestinamente utilizzato dalla mafia per i suoi loschi affari dallo spaccio di droga alla prostituzione. I bambini sono, per Puglisi (tra virgolette) il materiale per creare un futuro migliore, essendo loro pieni di vita e speranza e dargli una scuola era il suo obbiettivo, insegnava di andare a testa alta, di guardare, di essere responsabili di quello che si è e di quello che succede intorno, lottava con la parola e con il sorriso.

Quel suo sorriso che sorprese il suo assassino è il fulcro di tutto, perché quel sorriso scardinerà la coscienza del mafioso, darà una svolta, una speranza nonostante il dramma della perdita di un uomo tanto amato in quel quartiere.

La bellezza di questo romanzo sta nei suoi personaggi compresi i bambini, nell’amore che scoprirà Federico, nell’avere la percezione di essere nelle strade di Palermo con il suo porto, con il suo mare, con la sua luce, con le sue chiese e purtroppo con le sue ombre del quartiere Brancaccio, con le azioni malavitose di chi fa le cose perché devono essere fatte.

Vi lascio con delle frasi in realtà ci sarebbero da menzionare intere pagine di questo bellissimo romanzo!

“…Le cose investite di troppa luce proiettano altrettanta ombra, ogni luce ha il suo lutto, ogni porto il suo naufragio. Però i ragazzi non vedono l’ombra, preferiscono ignorarla.”

“Le domande dei bambini gli son rimaste, perché  è debole come loro, ha paura come loro, sogna come loro, si fida come loro, dimentica subito come loro, non si dà per vinto come loro. solo in una cosa è diverso: non ignora la morte, come loro.”

” Ci sono posti dove l’inferno non può arrivare, neanche nell’inferno.”

“Che i matti sono quelli che amano. Amare puoi sempre, questo è il paradiso. Finchè non ti viene tolta la capacità di amare, Federico, potrai sempre fare qualcosa. L’inferno è perdere anche la libertà di amare.”

 “..forse più che attraversare il mare è duro resistere a terra, senza rinunciare alla vastità che il mare ti ha ficcato nel cuore.”

Leggetelo!