Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway

2015-02-11 10.48.18

Come dicevo nell’ultimo post leggendo “L’alchimista” scopro che il nome del protagonista di Paulo Coelho è ripreso dal libro in questione, infatti il vecchio si chiama Santiago, e così senza pensarci due volte, finito il lavoro, vado direttamente in libreria e ho preso questo piccolo libriccino, inserito tra i classici moderni!

Si parla molto di pesca, di tecniche, di lenze, di fiocine di tutto un mondo che certo non è un mondo al quale sono attratto, ma la storia, l’avventura del vecchio ti trascina, ti porta a leggere fino l’ultima pagina, questo vecchio quindi si chiama Santiago ed è un pescatore, sembrerebbe proprio vecchio dalla descrizione dell’aspetto fisico, ma ha occhi ancora brillanti, si vede il mare attraverso i suoi occhi, Santiago ogni giorno va a pescare insieme ad un ragazzo di nome Manolin, ma dopo 40 giorni senza pescare nulla, i genitori del ragazzo lo obbligano a lasciare il vecchio considerato, un uomo sfortunato, il ragazzo, però, che ha vissuto con lui giornate intere è legato al vecchio, e lo aiuterà, comunque, a portare tutti gli strumenti di pesca nonostante non pescano più insieme, il ragazzo si rattrista a vedere Santiago che ogni giorno torna con la sua barca senza nessun pesce pescato, segno di tenerci a quest’uomo.

Il vecchio non si perde d’animo e nonostante ottantaquattro giorni senza pescare nulla, riprende il mare da solo, e con coraggio e forza ci riprova, un uomo, avanti con l’età, la sua barca, il desiderio e la speranza di pescare per poter vivere e far mangiare altri uomini, Cuba, il mare, pieno di insidie, di fortune e sfortune, la natura, la solitudine, il rapporto conflittuale e non tra uomo e natura, e attraverso esperienza, arguzia, intelligenza riuscirà a pescare un pesce enorme, gigantesco, dovrà lottare per vincere questa partita, si perché il pesce che è un Marlin lungo 5 metri e mezzo abbocca all’amo di Santiago , ma sarà una vera impresa ad ucciderlo ci vorranno 2 giorni in cui lo stesso pesce porterà a largo Santiago, iniziando un rapporto tra uomo e il pesce, di sfida, di rispetto, alla fine avrà la meglio il vecchio, ma da una incredibile vittoria si cela una pesante sconfitta del ritorno a casa, perché questo pesce ucciso, pescato sarà preda da pescecani che lo divoreranno.

Si dice che Hemingway negasse assolutamente che questa storia fosse una storia di allegorie e simbolismi, forse se lo dice l’autore stesso sarà di certo così, è, però, evidente che si possano tirare fuori tanti temi come ho detto prima, dal rapporto uomo natura, al non perdersi d’animo mai, dal coraggio all’affrontare la vita con forza, i pensieri di chi si sente vinto o vittorioso, la fragilità dell’uomo di fronte al mare, il parlare da soli ad alta voce e l’entusiasmo/piacere di parlare con una persona che ti vuole bene. un libro che si legge in poche ore che ti fa affezionare al vecchio e al suo mondo.

“La pesca mi uccide proprio come mi dà da vivere”

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2 pensieri su “Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway

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