Il grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald

2015-03-27 18.21.38

Oh quest’anno sono già a quota tre di classici, o la mia testa si è fulminata per colpa di breaking bad(maledetto te, che me lo hai suggerito!) oppure davvero, sempre con fatica, con lentezza e inspiegabile diffidenza mi sono avvicinato al mondo, alla sezione dei classici! Ed in questo caso ad un personaggio, protagonista americano del primo novecento che devo dire non mi è assolutamente dispiaciuto!!

Sembrerebbe una sorta di autobiografia dello scrittore, o comunque luoghi, viaggi e i mondi che si respirano in questo romanzo fanno parte della vita dell’autore Francis Scott Fitzgerald. Il grande Gatsby è una storia piena, c’è passione, amore, illusione, voglia di un passato che non torna, sentimento, gelosia, sfarzo, successo, ma soprattutto, almeno credo per me, c’è tantissima solitudine di un uomo Jay Gatsby, nonostante una vita apparentemente da favola, fatta di feste, ricchezza, donne, belle macchine.

La storia, ambientata sulla costa settentrionale di Long Island, vicino New York, viene raccontata da Nick, lavora in borsa, vive in uno modesto villino, conduce una vita modesta, tranquilla, diciamo il contrario del suo vicino di casa, il signor Gatsby che rappresenta proprio il mondo opposto, ma tra i due nasce subito un feeling, una intesa, una stima reciproca, soprattutto per la particolare sensibilità di Gatsby per la vita, per i sogni.

La cosa che accomuna i due è anche la cugina di Nick, Daisy, il vero unico amore di Gatsby, il quale si innamora di lei prima della prima guerra mondiale, si promettono amore eterno, ma quando Jay parte per la guerra, Daisy sposa un altro uomo, e alla fine della guerra Gatsby nonostante la delusione,nonostante siano passati cinque anni, tenterà di riconquistarla.

Questo Gatsby che viene presentato all’inizio in piedi, in una sera, solo, davanti alla villa, che tende le braccia verso la luce verde che brillava nella notte è misterioso, e nonostante la sua casa è sempre piena di gente per le sfarzose feste che organizza, non è ben voluto dalle persone, per la sua ricchezza, per le voci che girano sul suo controverso passato come il contrabbando, è un uomo fondamentalmente solo con il suo sogno d’amore che però al lettore, e a Nick lo fanno vedere in una luce più romantica, niente è più importante del suo sentimento che porterà fino alla fine, non ci sarà reggia, macchina, ricchezza che tenga!

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L’esercito delle cose inutili – Paola Mastrocola

2015-03-23 10.31.20

Quando leggo un libro che mi hanno regalato, non so perchè, lo leggo sempre con molta attenzione, con più cura, con più passione, come se contenesse segreti, scoperte, emozioni ineguagliabili e se poi chi racconta la storia è un asino che si descrive vecchio, con la schiena curva, ex isolano, randagio, adottato che incontra su un ciglio di una strada un libro che parla che lo porta in un paese infinito, fantastico, pieno di cose inutili, beh la cosa mi intriga ancora di più!!

Questo asino si chiama Raimond ed è in una fase della sua vita in cui le forze ed energia mancano, essendo di età avanzata, non può più fare il lavoro di sempre, portare pesi enormi, e viene scaricato come animale randagio a finire i suoi giorni, ma incontra questo libro e lì sarà la svolta della sua vita apparentemente finita, scoprirà un milione di cose inutili in questo paese chiamato Variponti, ma l’unica cosa che lo appassionerà sulle mille cose che gli vengono presentate dal guardare la luna a piantare primule, a mille altre attività sarà leggere, sarà imparare a leggere e a scoprire il valore delle parole.

Questa improvvisa inaspettata passione lo porterà a scoprire i contenuti di tante lettere che riceveva da quando era a Variponti e qui scopriamo un altro personaggio, questa volta umano, questa volta un pò più reale, un bambino di nome Guglielmo che inizia a scrivere la sua vita a Raimond, l’asino adottato dai genitori di Guglielmo.

Scopriremo tante cose di questo bambino che trova in Raimond un modo per sfogare i suoi piccoli grandi problemi tra i quali il bullo della scuola che lo prende in giro e lo tratta male anche fisicamente. E proprio qui mi sono visto in un film cartone animato della Walt Disney in cui vedi tanti personaggi strambi, colorati, simpatici, forse inutili che aiuteranno l’asino Raimond a trovare la scuola di Guglielmo e dare una lezione a questo bambino bullo. Tutto viene scritto come fosse una guerra, in realtà sarà una grande festa, piena di tanti avvenimenti giocosi, di musica in cui finalmente Guglielmo e Raimond si incontreranno per la loro prima e unica volta! L’asino e il bambino (insieme a noi lettori direi)scopriranno da questo incontro il valore di non arrendersi, di non subire i torti subiti, di essere combattivi non solo nella scherma ma anche quando siamo privi di spada, di far valere le proprie opinioni, di farsi coraggio ed uscire dal guscio che noi ci costruiamo, di accettare che una parte di vita è trascorsa, andata ma non è finita che ci sono altre tante avventure da compiere, che non è stato nulla il nostro passare, che è servito in qualche modo anche solo per il semplice fatto di sentirsi vivi per poco tempo.

Come i protagonisti così i lettori e quindi me medesimo usciamo da questo racconto con la consapevolezza che anche dalle cose inutili troviamo uno stimolo di qualcosa di inaspettato e quindi di buono…

Breaking Bad!!!

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Allora, se sto leggendo un filo di meno rispetto ai mesi scorsi, è colpa di sta cazzo di serie tv, ho dovuto per forza vederla tutta cioè sono 5 stagioni in cui l’ultima ha diversi episodi in più e durano molto di più…in totale sono 64 puntate, ripeto 64 puntate, ma cazzo a volte mi rincoglionisco proprio, ma ormai l’ho polverizzata tutta e posso tornare a fare una vita normale fatta di libri e dischi…

Però non potevo non scrivere 2 righe in proposito… W.W. cioè Walter White è il protagonista di questa serie, un padre di famiglia, un laureato in chimica, insegnante di chimica alle scuole superiori, un uomo rispettabilissimo, molto intelligente, un uomo che ama la famiglia, due figli, una brava moglie, una vita apparentemente normalissima, ad un certo punto gli viene diagnosticato il cancro ad un polmone e qui boom, avete presente boom, cioè inizia la vera scalata esponenziale di una vita di un uomo che per il bene della sua famiglia diventerà il massimo esponente nella lavorazione della metanfetamina, una droga sintetica nuova moderna pura quasi al cento per cento. Eh si questo omino che ha poco da vivere con le conoscenze assolute sulla chimica e sulla sua intelligenza riesce a creare una droga che non esiste sul mercato…

Questo boom crea dinamiche, trame, colpi di scena che a me hanno tenuto come uno scemo attaccato allo schermo per settimane, non faccio spoiler, e non scriverò nulla della storia in sè, ma gli attori, il regista, la scenografia mi sembrano di grande qualità per una serie che ha riscosso un notevole successo, quindi non dico nulla di così sconvolgente. Ci sono tanti temi toccati tra tutti la droga ovviamente e le sue conseguenze rovinose per chi la usa e per chi la distribuisce, chi manovra il tutto è diabolico, sa come muoversi, è spietato, prevede le mosse prima dei suoi avversari, e vedere che un uomo normale con una vita normale, attraverso la sua disperazione e la sua intelligenza riesca inseririsi in questa malavita, riuscendo tra l’altro a primeggiare come nessuno prima mai, crea curiosità, suspance, voglia di vedere fino a dove si può arrivare! Certo ed è prevedibile che non finirà proprio benissimo o forse si anzi se proprio (per forza?) si doveva concludere la serie direi che non c’è stato finale migliore.

Se fosse stato per me, sarei andato avanti ancora, i personaggi e storie ce n’erano per allungare ma meglio così che posso tornare ai miei amati libri…. Ciao W.W.

Lorenzo 2015 CC. – Jovanotti

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Mi ricordo era l’anno 1992, ero a Riccione, precisamente ero sul letto di una stanza di un hotel a 2 stelle, e nel registratore suonava Lorenzo 1992… e ricordo quella sensazione positiva che cresceva ad ascoltare canzone dopo canzone e ora che mi ritrovo nel 2015 con in mano un nuovo cd doppio 30 canzoni, con una copertina di un supereroe umano, vestito con una camicia hawaiana e corazza sopra, la sensazione positiva autentica del 1992 non si è smaltita, gli anni sono aumentati in modo esponenziale, ma l’entusiasmo per le novità, per l’umanità, per la musica è rimasta più viva che mai!

Trenta canzoni, tanta musica, tanta musica suonata, del rocknroll, della dance music, del sano pop, tanta gratitudine, tanto entusiasmo, tanto caos ma di quello positivo, direi tanto tanto tanto, tanto amore, tante parole dedicate, tanti passi da ballare, tanta fantasia da tuffarci dentro senza pensarci, tanti colori da riempire le giornate intense e monotone della vita, tanta africa, tanta vita, tanta forza, tanta vitalità, tanti suoni dal mondo, tanto ritmo, tanto che poi dici non è che ha esagerato, tanta sperimentazione, innovazione, tanto rumore che fa bene che fa male, tanto che se non ti piaceva prima magari non ti piacerà pure adesso, tanto che lo so che lo ascolterò e lo terrò con cura con tutti gli altri album che ha fatto come fosse il primo o l’ultimo, tanto lo so che anche se non verrà considerato il disco dei dischi, sarà comunque un immenso e multicolore affresco musicale di un giovane ragazzo, ora uomo padre marito e artista che guarda sempre più avanti di tanti altri!

Alle radici del male – Roberto Costantini

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Il secondo libro della trilogia di Roberto Costantini è un prequel( un antefatto del primo libro “io sono il male”), un lungo viaggio nel passato del protagonista, il commissario Balistreri cinico, quasi insensibile alle vite degli altri, menefreghista ma assolutamente umano con emozioni e sentimenti che non riesce a nascondere e dimenticare.

Un viaggio che inizia negli anni ’60 in Libia dove si narra l’adolescenza del giovane Balistreri, della sua amicizia e patto di sangue con coetanei italiani e arabi, della sua testa calda a risolvere i problemi o situazioni da affrontare e di un misterioso omicidio che sarà la chiave di tutto dopo che sarà costretto a fuggire da Tripoli con il colpo di stato messo in atto da Gheddafi, aiutato da uomini politici italiani e di chiesa importanti tra i quali pure il padre di Balistreri..

E’ un libro che affonda proprio nelle radici socio politiche storiche della Libia e dell’Italia, della Libia colonizzata, di una terra dell’Africa, preda di italiani senza scrupoli, che sfruttano in tutti i modi queste zone per guadagnare soldi, ricchezza senza avere un minimo di morale e di dignità, mescolandosi con la malavita e con la mafia. Lo scrittore sembra dare più valore alla LIbia, certamente indietro economicamente e tecnologicamente ma molto più libera, più viva e più trasparente di un’Italia che fin dagli anni ’60 si è sporcata di loschi affari, di tradimenti e di falsi valori per raggiungere l’arricchimento personale di chi governa.

La prima parte è tutta incentrata sulla Libia, Tripoli creando lo scenario e i vari colpi di scena che vedranno Roma, Palermo luoghi principali della seconda parte del libro. Mi è piaciuto molto, nonostante forse le 700 pagine siano, un attimo, tantine, ma son pagine che servono per delineare al meglio il quadro e per spiegare il più possibile le mille trame che corrono tra passato, presente e futuro. Ripeto mi è piaciuto, ma alla fine non si rivela o non si riesce a capire chi abbia ucciso la madre del nostro commissario, tutto rimandato al terzo capitolo della trilogia che tra l’altro ho già nella mia pila di libri da leggere… Il male non dimentica…

“L’Italia di oggi è governata da una classe politica che è nata tradendo il proprio paese durante una guerra. E da quel vostro esempio tutti gli italiani hanno imparato che la convenienza personale viene prima della lealtà.”

Kitchen – Banana Yoshimoto

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Eccomi per la seconda volta dentro un mondo nuovo, pieno, profondo, diverso da usi, costumi, abitudini e quant’altro e per la seconda volta a parlare bene di uno scrittore, in questo caso scrittrice, giapponese; ogni parola, ogni pensiero, ogni storia, ogni descrizione è carica di sensibilità, forza, leggerezza che cattura, che stimola che ti parla di argomenti non certo facili come l’abbandono, l’omosessualità, la morte, il sentirsi solo, il trovare uno spunto da cui ripartire.

Questo libro è saltato fuori tra le mie mani, grazie ad un gruppo di lettura, conosciuto tra le varie forme di social network tipo facebook e lo stesso blog, gruppo formato da persone amanti dei libri che han deciso di leggere insieme, io compreso, nel mese di febbraio, questo primo lavoro di Banana Yoshimoto.

Il libro è diviso in 3 parti e sostanzialmente sono due storie, e sono storie che, come dicevo, affrontano con molta naturalezza e semplicità, il tema della morte, dell’essere orfani, di dover ricominciare da capo, dell’amore, dell’abitudine, della cucina come luogo dove stare a vivere, sono sempre ragazzi al centro del racconto, giovani, che vivono momenti critici della propria esistenza. Una ragazza vive la morte, in modo continuo, perdendo i suoi genitori, nonni, e la sua, tra virgolette seconda mamma, scoprendo, dopo, i suoi sentimenti, quello che ha provato e quello che proverà, attraverso il classico periodo di tristezza e desolazione, capendo che ci può essere un inizio di una nuova vita anche attraverso la ferita della perdita dei propri cari.

Proprio ieri pomeriggio alcune ragazze del gruppo di lettura si son trovate in una videochat di google per parlare a voce di questo libro e hanno messo in evidenza le tematiche del libro evidenziando anche il rammarico che questo libro è fondamentalmente composto da due storie, e avrebbero voluto che la prima storia continuasse andando avanti nell’evoluzione del rapporto dei due ragazzi protagonisti del primo racconto. Questo fa capire come ha appassionato Banana Yoshimoto con poche pagine i lettori e lettrici. Descrizioni di luoghi, di situazioni che rimandano ad un sentimento ad una emozione ad un ricordo, questo per me, è stato l’asso vincente! Una delle ragazze ha poi, sottolineato, come la cucina, intesa come il mondo dove regna il cibo, dove si mangia, dove si prepara da mangiare sia un modo per rinascere, un aspetto positivo e non visto (il cibo) come cosa negativa.

Spero di poter riuscire a partecipare la prossima volta a questa videoconferenza perchè non solo si parla del libro letto ma si scopre un pò i mondi e i gusti di chi come te ha la tua stessa passione!