La morte del padre – Karl Ove Knausgard

2015-04-21 19.18.38

Da molto che gironzolava questo libro, da molto che mi chiamava, tutto poi arricchito dal fatto che l’anno scorso è stato un vero successo letterario, ristampato dalla feltrinelli, cosa che non sapevo questo romanzo è il primo di sei volumi( in totale sono 3600 pagine, ripeto tremilaseicento pagine), un successo clamoroso in Norvegia(Karl ove knausgard è appunto norvegese) che poi si è esteso un pò in tutto il mondo arrivando qui tra le mie mani che hanno seguito i consigli appassionati di lettori estasiati da questa assoluta e semplice autobiografia.

Eh si è una autobiografia, è una narrazione di una famiglia come tante in Norvegia, in un paese sperduto tra mare, montagne, neve e freddo. L’autore si racconta, e racconta della propria famiglia con una semplicità disarmante, le prime 40 pagine sono per me le più belle, ti incuriosisce e ti fa entrare “senza se e senza ma” nella sua infanzia, adolescenza con flash temporali continui per arrivare a quello che è il tema dominante, la morte di suo padre e tutto quello che viene dopo.

Se l’inizio mi ha sorpreso in modo incredibile, il proseguire mi ha lasciato un pò troppo perplesso, perchè come dicevo è un’autobiografia, entriamo in una vita quotidiana di una famiglia, dove vengono descritte le più banali delle azioni di tutti i giorni, dalla colazione al pranzo, dalla spesa ad una serata tra amici. Sembra di essere davvero l’occhio del grande fratello che segue i protagonisti anche quando vanno a pisciare… alla lunga mi è sembrato pesantuccio, ma chi sono io per dire ciò, è una mia sensazione, dato che è un successo letterario del momento, non avrò colto il tutto, però secondo me 500 pagine sono state per me troppe, poi comunque si affrontano temi forti come la morte, alcolismo, il rapporto padre e figlio, la crescita dei figli, non è tutto poi così banale anzi nella assenza di trama c’è la vita stessa, ma avrai sfoltito un pò e se penso che ci sono altri cinque volumi, mi viene un attimo da dire alt che faccio. Ma sapete che vi dico che quando uscirà il secondo volume, guarderò la copertina, lo aprirò, e mi sa proprio che lo comprerò…si vero son proprio un paradosso, ma ripeto l’inizio del libro mi è piaciuto ha un suo perchè e nonostante la noia nel finirlo, andrò avanti a leggerlo per sapere della nonna che è rimasta sola dopo la morte di suo figlio, a sapere le donne che ha avuto lo scrittore, a vedere dove andrà a finire sto manoscritto pensato per suo padre, ecc..ecc..

“Neanche il dolore più grande lascia tracce quando viene vissuto in modo così sconvolgente e duraturo, e non perchè i sentimenti si siano irrigiditi o congelati ma perchè rimangono silenziosi e immobili, come l’acqua di uno stagno.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...