Cookies (che cazzo di titolo).

Scusate, vi rubo 56 secondi del vostro tempo, ma cosa cazzo sono sti cazzo di cookies del cazzo che se non fai come dicono ti fanno multe salate da chi poi e perchè dovrei pagare io, utente sfigato che scrive in santa pace le sue cazzate, banners non banners, privacy non privacy è possibile che non ci sia soluzione a ste cose che non capisco un cazzo, io tra l’altro non ci guadagno un cazzo, ho messo troppi cazzo, ma che cazzo di diavoleria è questa? Mi potete dare qualche informazione in più per la mia povera ignoranza. mo non è che piango se dovessi chiudere sto blog, ma mi spiace perdere tutte le cose scritte per cosa? per dei cookies ma cazzo.

La notte del pipistrello – Silvana Sanna

notte del pipistrello

E’ stato un compleanno bello e molto vario e nelle sorprese ho trovato pure un kindle, un lettore kindle, chi me lo ha regalato sa che io preferisco l’odore della carta, la copertina colorata da toccare, le pagine da sfogliare, ma ha voluto lo stesso rischiare e sfidarmi perchè in effetti tra non molto, io non avrò una casa ma un luogo di libri tra un letto e una tv e un bagno.

Tra i vari titoli che ho tra gli ebook c’è questo “la notte del pipistrello”, e ho colto la palla al balzo per leggerlo, sono tre storie, tre racconti assolutamente scorrevoli e brevi, dove si tratta il tema del diverso attraverso tre figure maschili e tre figure femminili che ti fanno commuovere.

L’essere diverso è sempre stato da sempre un vero caos soprattutto da chi l’affronta da piccolino, di solito chi ha qualcosa che lo rende inevitabilmente diverso è molto sensibile e molte volte è anche più paziente e capisce che il mondo che gli sta attorno poco lo riesce ad integrare. Chi non parla, chi si isola, chi ha un difetto fisico evidente, chi ha un ritardo nello sviluppo è sempre soggetto, ahimè, a scherzi, a battutte poco felici, ad atteggiamenti che dividono più che unire, questo porta avere situazioni difficili in famiglie che si trovano ad affrontare una situazione assolutamente di diversità ma non perchè stiamo parlando di diversità non si può vivere lo stesso un amore, una gioia, una vita come chi ha avuto più fortuna.

Questi tre racconti non li ho scelti a caso, perchè come ho già detto una volta, vivo da esterno una situazione che si avvicina molto a quelle lette, e i problemi sono veramente tanti, ma nel mio piccolo posso dirvi che basta niente per dare un sorriso, basta essere consapevoli della diversità e viverla come normalità, oggi c’è ancora tanta ignoranza ma credo che più se ne parla più siamo consci che ci sono tanti mondi mondi speciali da accogliere senza fare tante rivoluzioni, se non intendete per rivoluzione un sorriso!

40+1

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Una settimana di vacanza, finita, o almeno quasi, treno, gente che parte, controllori, barboni, gente losca, belle ragazze con zaini più grandi di loro, compleanno, virus intestinale, Roma, amica, cugina, farmacia, casa, cane, lavoro, manzo pazzo meglio pasta in bianco, amici che si trasformano in fratelli, angolo social, Palestina, medicine, parenti, ricordi, vite vissute, storie, legami, cena a roma in compagnia , poi mare, sole, pallone, Spagna,  sabbia, giocare, barbecue, semifinale, birra, ansia, rassegnazione, Ronaldo,  un tempo da non buttare, pareggio, si soffre ma neanche tanto, si va a Berlino, gioia, ne prenderemo 5 ma si va a Berlino,  intanto accoglienza bolognese incredibile da sogno, improvviso, speciale, senza fiato, da rifare anche se sarà irripetibile, birra e pizza, canzoni, abbracci, baci mentre i giovani fumano cannoni, portici che ci proteggono, muretti che ascoltano, ultima sera che se ne va, ritorno con pioggia, malinconia, regali in arrivo, che cazzo di fortuna ho. Grazie a chi ha condiviso il mio 40 più un anno. Ok ora si ritorna a leggere anche se sono ancora tramortito..

Una banda di idioti – John Kennedy Toole

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Capita, a volte, di parlare con colleghi non solo di lavoro, di donne, di milf, di calcio e in questo periodo di expo ma anche di libri, di storie, di racconti ed è saltato fuori questo romanzo ironico, sarcastico e la curiosità mia è stata forte da comprarlo e leggerlo quasi subito, nonostante una pila infinita di libri ancora da leggere!

Il libro fu pubblicato dopo il suicidio dell’autore, grazie al volere, alla tenacia della madre e dopo neanche un anno dalla pubblicazione(1980) diventò un clamoroso successo inaspettato.

Siamo negli anni sessanta, siamo a New Orleans, siamo di fronte ad un personaggio senza precedenti, di costituzione fisica enorme, direi proprio grasso, consumatore di hot dog a qualsiasi ora del giorno, con un berretto verde con le orecchie, con dei baffi all’insù, con vestiti non certo eleganti, Ignatius Reilly è un ragazzo trentenne che vive con la madre, ha studiato tantissimo, ma è viziato, svogliato, scontroso, nullafaciente, ha una visione del mondo delle cose e delle persone alquanto bizzarra e distorta, il suo rapporto con la madre è distruttivo, quasi fastidioso per quanto lui sia pigro e concentrato sulle sue cose e cioè sul suo diario in cui scrive tutto ciò che gli viene in mente in relazione a quello che vive con il sogno, un giorno, di poter pubblicare i suoi scritti. Tutto inizierà con la madre che costringerà il nostro Ignatius a cercarsi un lavoro…lui e il lavoro sono due cose opposte…

Intorno a questo fantastico ragazzotto geniale e pazzo, ci sono una serie di persone o meglio di idioti che arricchiscono e completano un mondo ben conosciuto e percepito dallo scrittore; partendo proprio dalla madre Irene anche lei non certo, una figura materna stabile ed equilibrata, alla vicina di casa Annie, una signora che non sopporta nessun rumore che proviene dalla stanza di Ignatius, al poliziotto Mancuso, un uomo un pò sfortunatello alle prese con una società allo sfascio più totale, al “negro” jones (il mio preferito) con il quale si può capire ed avveritre le diseguaglianze razziali, sociali, lavorative per arrivare ai signori Levy, una famiglia bizzarra che sono a capo di una ditta che produce pantaloni, senza dimenticare la ragazza storica di Ignatius Myrna, una ragazza dedita alla politica e a progetti alquanto strampalati.

Libro che consiglio a tutti, perchè fa sorridere per la sua ironia, il suo sarcasmo e sicuramente in questa banda di idioti ci sarà almeno uno che vi piacerà da morire!

Jane Eyre – C.Bronte

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Mi sono imbattutto in questo libro, in questa bambina che diventa donna, in questa vita inglese anni ‘800 grazie al gruppo di facebook di lettura che per il mese di marzo, mese contraddistinto dalla festa della donna, ha proposto di leggere questo romanzo molto forte e conosciuto, un classico che continua a riscuotere successo ancora oggi (per la cronaca da bravo ignorante che sono, se non per il titolo, non ne sapevo nulla, quanta pubblicità positiva mi faccio eh!!).

Io, essendo un lettore, appunto, abbastanza ignorante e sbrigativo, ho trovato difficile la lettura per una questione di tempistica, cioè in alcune parti del libro ho poco digerito la lentezza nel descrivere le situazioni e le varie fasi di vita della nosta Jane Eyre.

Detto questo, però, la storia in sè è molto accattivante e stimola la curiosità, è la storia di una povera orfanella che viene cresciuta nella casa di una zia non certo affettuosa nei suoi riguardi, ma che già dall’infanzia si contraddistingue per la sua caparbietà, per la sua voglia di indipendenza e per la sua voglia di libertà. Jane Eyre passa una infanzia e adolescenza brusca, dura, senza quell’amore quasi ovvio che dovrebbero avere i bambini piccoli. La sua crescita continua in un istituto anch’esso duro dove educazione e rigidità ne fanno da padrone, ma Jane Eyre impara soffre e sopporta e la sua personalità viene sempre più fuori confrontandosi con le persone intorno a lei.

L’evento fondamentale del romanzo è l’incontro di Jane con il suo futuro datore di lavoro Edward Rochester, la loro passione, il loro amore, una ragazza povera, umile, senza famiglia a fianco ad un uomo ricco, agiato, scontroso, volubile, voluto da tutti, una fanciulla e un uomo di due strati sociali diversi in cui fin dal primo incontro non si sente la disparità di due mondi opposti ma si intravede la parità tra le due persone, soprattutto da parte di lei che non si fa soggezionare dal ruolo di lui, stuzzicandolo con anche battute non certo positive sul suo aspetto fisico.

Jane Eyre è una bambina che cresce, che conosce la sofferenza, il sacrificio senza mai però perdere la speranza di trovare la via per emergere, diventa una brava istruttrice, governante, non si piange addosso( e forse è una di quelle donne che potrebbe, avendo avuto una vita non facile), segue in modo rigoroso i suoi principi morali andando contro se stessa, perchè pur amando il signor Rochester, scoperto un segreto del passato di lui, se ne va, ma la sua caparbietà, la sua splendida personalità verrà premiata. Capisco, pensando alla protagonista, quanto possa essere amato questo libro, soprattutto leggendo il rapporto che si instaura tra lei ed Edward Rochester, dove quest’ultimo è assolutamente affascinato dalla forza di carattere di lei.