Enzo Gianmaria Napolillo – Le tartarughe tornano sempre

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La copertina e il titolo di questo libro valgono i soldi spesi, il contenuto, poi, confermano il mio istinto assassino nel prendere dallo scaffale un oggetto senza sapere cosa, chi, come e perchè. E’ sostanzialmente una grande, intensa storia d’amore vissuta fin da piccoli intrecciata con la realtà dura e cruda dell’isola di Lampedusa che si affaccia e guarda la terra immensa dell’Africa. Lui, isolano e lei milanese si ritrovano sempre ogni estate proprio lì in quell’sola, a vivere il loro rapporto che è da subito forte intenso e amoroso, ma da una delle giornate più belle che passano insieme al mare vedono e si scontrano con una realtà disarmante: uomini, donne, bambini che scappano dalle proprie terre e cercano salvezza proprio lì a Lampedusa. Vedono una scena che rimarrà fissa nella loro vita che condizionerà il loro cammino di crescita, che li porterà a dividersi tante volte quante quelle di rincontrarsi. Vedere morire un ragazzo della loro età crea in animi giovani come Giulia e Salvatore una sensibilità che più delle volte non viene capita e recepita, ma attraverso il dolore di una morte che non si vorrebbe mai vedere cercano di aiutare, di far presente un problema che oggi come oggi è sempre più grande.

Un libro che si batte contro pregiudizi, contro chi non vede l’eguale diritto di chi vuole solo poter vivere come noi, non è facile, ci facciamo più volte sopraffare da spiriti di chi non vuole vedere oltre, certo in tutta questa immigrazione c’è anche del marcio, c’è, in alcuni casi, disagi che vanno ad aumentare il caos che c’è nel paese di chi li accoglie, si deve trovare una cazzo di soluzione, per forza, ma non possiamo essere ciechi, non si può più fare finta di nulla, e non è certo l’odio, il razzismo, il “mandiamoli a casa” che si può risolvere una situazione che si aggrava sempre di più.

Proprio ieri vicino casa mia, degli immigrati, rifugiati o profughi che siano hanno protestato bloccando uno dei nodi stradali più trafficati di Milano chiedendo un documento per potere andare via, questo ha creato prima di tutto un caos totale di traffico, un intervento della polizia, un caos mediatico e soprattutto hanno ringalluzito tutti quelli che come la lega pensano che dobbiamo mandarli via, cacciarli via e che si arrangino nel loro paese. Io penso e lo ripeto con l’odio non si fa nulla, dovremmo chiedere alle istituzioni con insistenza una soluzione ma vera e concreta. Lo so ho detto tutto e niente… cazzo..

“…che male e bene non hanno distinzioni così nette, che non esistono un noi e un loro, ma solo persone.”

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10 pensieri su “Enzo Gianmaria Napolillo – Le tartarughe tornano sempre

  1. Purtroppo viviamo in una grande ignoranza…c’è chi ci fa campagne elettorali su queste tragedie…via gli immigrati, ci rubano il lavoro….e così via…ma poi sta gente lo sa da dove arrivano? Scappano da paesi in guerra, dalla disperazione…mica vengono a fare una vacanza! Vabbè detto questo bella “recensione”😊

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    • Grazie!
      Il fatto è che chi li vuole mandare a casa afferma che la maggioranza non scappano da una guerra che dovrebbero stare nel loro paese a combattere che sono solo clandestini e davanti a queste considerazioni io almeno mi deprimo.

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      • A volte mi sembra di essere un extraterrestre a pensarla diversamente, perchè non si riesce a comprendere il culo di essere nati in un paese che per ora nel bene e nel male ti dà da vivere in modo dignitoso? Ho già in mente le risposte: ma perché non pensi invece agli italiani che non ce la fanno. Ipocrisia perché noi italiani odiamo il nostro vicino di casa figurati il resto! Detto questo c’è da dire che mentre in altri paesi se ne fottono in modo aperto dell’immigrazione vedi Inghilterra o Svezia o che noi coi nostri pregiudizi qualcosa facciamo ma ahimè non può bastare.

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      • Beh non è che se ne fottono…hanno fatto politiche diverse. …qua si tratta di persone che scappano da situazioni che noi non ce le immaginiamo neanche…a tal proposito su fb ho letto un post di un’operatrice di emergency che andrebbe fatta leggere a tutti. Purtroppo l’ignoranza è una brutta malattia alla quale non vi è cura!

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