Il trono di spade (Tempesta di spade) – George R.R. Martin

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Ecco ci ricasco sempre, sembra che dopo mesi senza, poi ci devo ritornare, eppure lo so che questa narrazione mi porta ad esaurirmi per le mille e complicate trame per ogni vita dei personaggi del mitico trono di spade. Siamo sempre in questo mondo fantasy dove politica, intrighi, amori, tradimenti, giochi di potere e battaglie di spade, frecce, fuochi e quant’altro sono all’ordine del giorno.

Questo libro fa parte in realtà di un volume unico fatto di 2 libri, e siamo sempre lì, siamo sempre aspettando che questa guerra abbia inizio dopo che ogni essere vivente di questo mondo esplosivo vuole diventare il re del trono di spade, sono tutti a correre, viaggiare, ad incontrarsi, a cercare alleanze, a trovare un modo per diventare l’uomo più forte. Tante famiglie complottano, anche all’interno della stessa famiglia, incesti, amori tra bruti e uomini disonorati, draghi che crescono, un carnaio pazzesco mischiato a storie e aneddoti che ingigantiscono questo trono di spade, devo ammettere che più lo leggo, più mi stanco e allora mi chiedo perchè cazzo vado avanti a leggerlo, se poi penso che ci sono da leggere ancora migliaia e migliaia di pagine, non me lo so spiegare, forse ho bisogno di leggere di folletti, di cavalieri o forse sono semplicemente un pazzo da internare.

Detto questo, ho il secondo libro qui in casa pronto da leggere, ecco se vedete che ho intenzione di leggerlo, incatenatemiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!

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Tienimi il posto – Erica Mou

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Un disco che arriva piano forse timido per “l’essenzialità” ma arriva dentro al cuore che esplode di sentimenti di emozioni di chi vive distacchi fisici e astratti di chi semplicemente vive quello che gli capita.

Ogni canzone ha un mondo suo di parole di temi di melodie che hai solo voglia di riascoltarele tutte, senza avere la sensazione che ti stuferanno mai.

Oggi 17 settembre, una data che mi ricorda un compleanno indelebile sulla mia cara vecchia pelle, questo disco mi accompagna, mi culla, mi accarezza, mi abbraccia, mi stringe tra le sue note profonde di chi ha tanto da dire!
Grazie Erica!

Eh zilly non è solo punk rock rap…per fortuna!

Cobain, Montage of heck – Dvd

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Domenica grigia, nuvolosa, di pioggia, si sta a casa, ok, metto un dvd, anzi il dvd, quello di Kurt Cobain, e per due ore mi è passata davanti una vita di un ragazzo che aveva la passione dell’arte, della musica, della chitarra, di scrivere pensieri sul block notes, di scrivere canzoni e che canzoni, mentre guardavo queste immagini inedite pensavo a me che nel mio piccolo lo seguivo da casa con un mio poster, con le mie audiocassette registrate, con la mia chitarra che provavo il barrè che non veniva mai, una vita con un finale assolutamente triste ma che per molti ha fatto compagnia e ha smosso quegli anni ’90 un pò sonnolenti!

Sono immagini inedite, a volte crude, ma assolutamente piene di amore, il controverso rapporto con la moglie Love così controverso poi non era, il rapporto con la piccola frances, un papà premuroso giocherellone con la sua figliola , il kurt piccolo che intratteneva con i suoi semplici gesti una famiglia numerosa, completamente attratta da questo piccolo essere biondino!

Ok oggi si va di Nirvana, come se da 25 anni a questa parte, non lo facessi! Scorro cartelle Musica, seleziono cartella Nirvana, e senza pensare metto play sulla prima canzone…anzi no cazzo metto il vinile In Utero alla faccia della pioggia, della noia, della domenica! Fanculo!

Lo straniero – Albert Camus

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Allora non so come iniziare e dove andrò a finire, non so nulla perchè appena finito il libro mi ha lasciato quella sensazione di smarrimento perchè forse da ignorante che sono, probabilmente non ho capito e non sono riuscito a cogliere bene il significato di questo libro, ma il fatto che sono ancora a pensarci e il fatto che sto a pensare al protagonista e alla sua cazzo di vita mi fa riflettere che forse qualcosa mi ha colpito ma cosa cazzo e allora ci ripenso..

Dopo 5 ore di riflessioni inutili e ragionamenti senza un nesso logico dico che è una storia di un uomo di origini francesi che vive e lavora da impiegato ad Algeri. Si presenta assolutamente indifferente alla notizia della morte di sua madre, partecipa al funerale con un distacco quasi fastidioso, il giorno dopo amoreggia con una sua ex collega la quale è innamorata di lui e spera di potersi sposare ma lui oltre al sesso e compagnia fine a se stessa non va, ha delle amicizie che nascono per caso e senza un grande entusiasmo sembra che porti avanti questi rapporti per inerzia e poi si arriva al culmine quando spara per 4 volte ad un arabo uccidendolo. Si ritrova in carcere e sempre con indifferenza e apatia affronta il processo dove lui ammette la colpa senza voler spiegare niente, lo candannano alla pena di morte e ha una reazione solo con il cappellano che lo viene a trovare. Rifiuta le parole del prete, rifiuta la visione della chiesa, rifiuta ogni cosa che c’è, sottolinenado come l’universo intero sia indifferente alle vite degli uomini, sembra avere la consapevolezza di questa indifferenza, di questo assurdo, che ogni scelta che si prende poi si arriverà ad una fine assurda, non so forse dovrò rileggerlo, o forse mi sto impappinando!

Ma questo cazzo di uomo di origine francese che vive in Africa preso dall’indifferenza verso tutto mi ha fatto innervosire in modo incredibile! Se qualcuno lo ha letto, mi aiuti ad uscire da un tunnel dove non vedo luce!

Nel blu tra il cielo e il mare – Susan Abulhawa

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Mi dicono che che insisto a leggere libri socialmente corretti, che insisto a leggere diaspore che non hanno fine, e allora mi chiedo il perchè, perchè ho sempre desiderio di seguire i pensieri, i racconti di chi ha avuto una storia totalmente diversa dalla maggior parte che conosco, non ho ancora trovato o non ho ancora bene focalizzato il motivo, certo che qualcosa è successo e sta ancora succedendo in altri parti del mondo, la storia ed eventi drammatici li vediamo nei telegiornali e questo libro è una testimonianza, è un punto di vista di chi la storia la sta vivendo in prima persona, si vero è un romanzo, un racconto ma nei personaggi che caratteristicano la storia ci sono elementi autobiografici dell’autrice che sottolineando le condizioni di estrema difficoltà dei palestinesi, parla soprattutto di rinascita, di speranza e di vita.

Sì, è una storia palestinese, è una saga di una famiglia palestinese, sono diverse generazioni di una stessa famiglia palestinese che attraversa le vicende storiche drammatiche che scuotono tutta la regione della Palestina dal 1948 in avanti. Una famiglia che sarà costretta a fuggire dalle proprie case native per vivere nei campi profughi nella Striscia di Gaza. La bellezza di questa storia sono i caratteri delle donne di questa famiglia che sotto la guerra e la violenza degli scontri di tutti i giorni, vivono le loro emozioni, sentimenti, rinascono ogni volta, si adeguano ogni volta, e nonostante tutto, riescono a sorridere, far giocare i propri figli, a scherzare tra loro, ad organizzare feste, a vivere i propri dolori con un’umana intensità. Essere profughi sulla propria terra è qualcosa che impone all’essere umano una grande forza emotiva per affrontare la vita irreversibilmente cambiata per sempre. Il ruolo della donna è fondamentale per combattere questa condizione disperata e trovo deliziosa la nonna della famiglia, Nazmiyeh, per la sua vitalità, per il suo essere sfrontata e aperta ad ogni difficoltà che le si presenta. Nel blu tra il cielo e il mare c’è tutto, ci sono gli occhi di un bambino che guarda la sua famiglia e comunica con chi sta in terra e chi in cielo, c’è la speranza, c’è la continuità di una tradizione araba che si scontra con le vicende storiche. Un libro per capire in modo più semplice possibile, chi giunge sulle nostre terre dopo aver sfidato un destino avverso.

 “Vieni da me.

Sarò nel blu

Tra cielo e mare

Dove il tempo si ferma

E noi siamo l’eternità

Che scorre come un fiume”