L’isola misteriosa – Jules Vernes

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Dopo 2 settimane son riuscito a finire questo libro, che avevo nella mia rovinosa e vecchia mini libreria da almeno 30 anni…. un libro che non mi ha lasciato molto, non mi ha colpito la trama anche se scoprire e sapere la storia di Capitan Nemo è stato molto curioso ed interessante, un libro che nonostante un mio giudizio conclusivo negativo è pieno di ricordi di persone di un tempo lontano vissuto e quindi un libro che tengo gelosamente nel mio scaffale…

La storia è quella di 5 uomini al tempo della guerra di secessione americana che scappano via con una mongolfiera ma il maltempo li trascinerà in una isola non segnata da nessuna cartina nell’oceano pacifico, da qui iniziano le avventure per sopravvivere, per superare mille ostacoli, finendo con Capitan Nemo. ( Non c’entra nulla, il post precedente parlavo di lost, beh lost è influenzato da questo romanzo di avventura di fine 1800).

Il formato di questo libro è abbastanza particolare, ha una copertina rigida, solida, ruvida con rilievi, rossa fuoco, sembra che emana qualche potere (si datemi del pazzo), ha 432 pagine di storia, il suo prezzo è di 16000 lire e rende il tutto molto carino ed intrigante, ed è soprattutto un regalo che mi ha fatto una mia zia che non c’è più da tantissimi anni…una zia austrica che temevo un pò da piccolo per il suo modo severo e rigido di porsi con la vita, eppure dopo 30 anni, riprendendo questo suo regalo, questo suo libro, un sorriso e una lacrima si “appoggiano” nel mio vecchio cuore!

Un bacio a te!

LOST (serie tv)

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Ebbene si, mi sono sparato 6 stagioni di lost, ogni stagione di media ha 20 episodi, ogni episodio dura 40 minuti, gli episodi finali quasi un’ora, praticamente una vita a vedere lost, si mi son totalmente rincoglionito, tra l’altro per colpa di lost( quante volte sto dicendo lost?!) ho rallentato pure le mie sante e sacre letture, e coincidenza vuole il libro che sto leggendo ora è ” L’isola misteriosa ” di Junes Verne( non mi sta per niente piacendo tra l’altro), perchè coincidenza vuole? perchè Lost è ambientato in un’isola dispersa e dimenticata da tutti e tutto….

Ma cosa cazzo è Lost? principalmente è una serie tv, e guai andare dietro alle serie tv, perchè se ti prendono, la tua vita è incentrata nel vedere la puntata dopo quella appena vista… Perde il confronto con un’altra serie vista pochi mesi fa e cioè ” Breakin bad “, ma gli episodi di Lost sono un tutto un colpo di scena, un segreto unico, una scoperta inaspettata che ti travolge nel vortice di dire va bene andiamo avanti…

Praticamente un aereo precipita su quest’isola dispersa, un puntino sull’oceano, un’isola che vive da 2000 anni, che ha dei segreti che sopravvivono da 2000 anni e proprio lì iniziano le avventure dei malcapitati passeggeri Jack, Jane, Sawyer, Sahid, Hurley, Jin, Sun, Clair e mille altre personaggi che hanno la consapevolezza di dover sopravvivere su un’isola apparentemente incontaminata e disabitata e soprattutto la consapevolezza di non essere più ritrovati e salvati…

Ora che ho finito di vederlo tutto è come essermi tolto un peso aaaaaaah, certo è che mi faceva compagnia alla sera quando non uscivo e mi sparavo due episodi, ora però devo finire il libro di Verne, quello si che è un mattone sembra non finire mai…

Voi che fareste su un’isola sperduta senza niente e nessun tipo di aiuto, io che dipendo dallo smartphone dalla mattina alla sera avrei serie anzi serissime difficoltààà!!!

Stelle nere – Ryszard Kapuscinski

Stelle nere

Scoperto per caso, attratto dal titolo, incuriosito dallo scrittore polacco( sentito parlare ma ahimè non ho mai letto nulla) ho comprato al volo questo piccolo libro, piccolo solo per le dimensioni, ma grande per i contenuti originali, ironici, polemici, contenuti scritti negli anni ’60 ’70 ma assolutamente attuali e per chi ha letto come me il Congo di Van Reybrouck contenuti necessari per integrare al meglio la complessa, immensa, complicata storia dei paesi dell’Africa, in particolare del Congo e del Ghana.

Sono una raccolta di pensieri, è un reportage, è una testimonianza di un giornalista che si reca in Congo e in Ghana con tutti i pericoli che soprattutto in quei tempi c’erano e chiacchiera, parla, discute con le persone del posto, disegnando attraverso sue sensazioni uomini politici e non solo di chi voleva il proprio paese libero dal colonialismo occidentale europeo.

Viene alla luce come in questi paesi africani il pensiero razzista coloniale era dominante, in alcune pagine si parla anche di una influenza forte del comunismo del marxismo come strumento di indipendenza con tratti a volte ironici e satirici. Un libro leggero, scorrevole dove vediamo l’africa vissuta e vista dagli stessi nativi del posto e non dai coloni. Credo che sicuramente andrò alla ricerca di altri libri di questo autore polacco perchè nonostante possa essere anche fin troppo ironico mi sembra uno scrittore che volesse descrivere solo quello che vedeva e e viveva senza aver paura di nulla!

Gomorra – Roberto Saviano

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Una vespa, un ragazzo napoletano, le strade di Napoli e dintorni, seguirle, incrociare storie, volti, uomini, donne, ragazzini, agguati, omicidi, non dare nulla per scontato, studiare le inchieste, guardare processi e farsi una propria opinione e capire che la camorra non è invisibile, che esiste, che è forte, è potente, è mondiale, è cruda, è nel sangue di chi vive in Campania e non solo, di chi non riesce ad avere le parole per descrivere una realtà ben radicata e di chi invece le parole le ha e vuole combattere questo cancro grazie proprio alle parole, alla verità, al comunicare, a capire come nascono le interazioni tra camorra e moda, tra camorra e guerra, tra camorra e lo smaltimento dei rifiuti, la camorra e il narcotraffico, la camorra e la vita che stiamo vivendo; tutto questo è Gomorra, e a raccontarlo è Roberto Saviano.

Inutile scrivere quello che roberto Saviano porta alla luce, perchè si deve leggerlo, si deve rimanere esterrefatti si deve rimanere colpiti  per capire come il male, a volte, si trasforma in bene in un territorio che è l’Italia, sta da noi, dove disoccupazione, povertà e rassegnazione sono alle stelle, dove un kalashnikov(come azz si scrive) è una speranza, dove un giubbotto antiproiettile è un motivo di vanto, dove ragazzini iniziano la loro carriera malavitosa, osservando la zona di spaccio, dove l’organizzazione criminale copre ogni aspetto della vita sociale.

Attraverso numeri, traduzioni di processi ed inchieste salta all’occhio come il ruolo dei clan della camorra ha un potere assoluto non solo a livello regionale e nazionale ma a livello mondiale o quasi, a pensare che hanno il totale controllo o comunque tutto il traffico di droga ed armi passa nelle loro mani.

In tutta questa immondizia, in tutto questo sangue, in tutta questa follia si trovano esempi di chi ha voluto dire basta testimoniando ed comunicando, parlando non di menzogne ma di verità fin troppe volte taciute; per me queste persone sono speciali, hanno un dono che è il coraggio che non è facile potere avere, io mi rendo conto che se tu nasci in quese terre contaminate da violenza, rifiuti tossici, faide, droga è difficilissimo uscirne pulito e soprattutto come fai a dire no ad una vita già segnata in partenza.

” Così succede che le persone che ti girano vicino si sentano in difficoltà si sentono scoperte dallo sguardo di chi ha rinunciato alle regole della vita stessa, che loro hanno totalmente accettato. Hanno accettato senza vergogna, perchè tutto sommato così deve andare, perchè è così che è sempre andato, è perchè non si può mutare tutto con le proprie forze e quindi è meglio risparmiarle e mettersi in carreggiata e vivere come è concesso di vivere.”

Il finale è speranza, almeno voglio che sia per forza così, l’unico modo per potere dare un senso a questo vivere è conoscere tutti i meccanismi dei clan, sapere e capire i loro investimenti in tutti campi e così facendo, opporsi alla camorra può diventare un atteggiamento reale e possibile.

Che botta!