Libri letti 2015

LIBRI2015

 

Siamo arrivati alla fine dell’anno anche per i libri, per i miei libri, per i libri che ho letto, constato in primis che continua questa mia passione di leggere, perchè si ho sempre paura che mi viene meno la voglia di sfogliare e leggere libri, libroni, libricini, invece no, sempre durante le 365 giornate di questo 2015 ho dedicato delle ore, per me, preziosissime ad aprire il portale della fantasia e viaggiare in questi mondi colorati, vivi, tristi, forti, drammatici, ironici. E ora penso quali libri mi han più colpito del 2015…

“L’alveare” di Giuseppe Catozzella – è un libro inchiesta, parla del mio paese, parla della Lombardia, parla delle mie strade e soprattutto parla di ‘ndrangheta così invisibile quanto così incorporato nella nostra vita sociale e non. Libro che mi ha colpito emotivamente.

“Le tartarughe tornano sempre” di Enzo Gianmaria Napolillo – libro letto nel periodo più complicato per l’immigrazione, per la gestione dell’immigrazione, una storia che fa riflettere, sperare e maledire tutti!

“Congo” di David di  Van de Reybrouck – cazzo che libro! certo è un tomone di oltre 600 pagine, ma è scritto e fatto bene, ricostruisce la storia del Congo, attraverso le persone che han vissuto in prima persona il Congo, altro libro che consiglio soprattutto a chi vuole capire come va il mondo oggi, ieri e domani.

“Ciò che inferno non è” di Alessandro D’Avenia – primo libro letto del 2015, divorato in poco tempo per com’è scritto, per la storia vera di questo prete contro la mafia, per il luogo dove è ambientato, Palermo, bellissima città contrapposta al malessere alla malavita dell’uomo.

“un uomo” di Oriana Fallaci – libro che mi han consigliato, partito con diffidenza mi son fatto conquistare dall’intensità della storia e della scrittura della Fallaci.

Poi io nominerei tutti gli altri che ho letto, perchè ogni libro comunque sia, ti lascia qualcosa e vivi con un qualcosa in più!

Ragazzi Buon anno, non spero in un anno migliore ma spero in uno zilly diverso e migliore!

 

 

Classifiche 2015 Dischi, musica e quant’altro!

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Come ogni anno mi guardo indietro e penso ai dischi che ho ascoltato in questo anno che sta per finire, ai cd, agli mp3, su spotify, su itunes, digitali non digitali, concerti, live, quest’anno niente vinili ma ho una gran voglia di vinili, e faccio la mia classifica 2015 dei dischi usciti appunto nel 2015 scoprendo che sto diventando sempre più un cazzone rappettaro pop, non capisco, in fondo sono o non sono un bassista punk rocknroll?? hmm la classifica 2015 è impietosa, dice che sto diventando un pò troppo mieloso, sarà la vecchiaia o meglio la maturità che sta invadendo il corpo di zilly?

1 Lorenzo 2015 cc – Jovanotti ( disco con un sacco di pezzi ascoltato in modo costante, ho avuto mille perplessità sul primo singolo “sabato” per poi ballarlo scatenato a san siro, “gli immortali” su tutti e tutto, “l’estate addosso” con la collaborazione di Vasco Brondi è la mia canzone estiva altro che bangkok roma milano e sta cippa, “ragazza magica ” canzone allegra e sentimentale che mi ha ricordato un raggio di sole, “pieno di vita”, “musica” canzoni da radio, “insieme” è la canzone che secondo il mio odiato Galaxy S5 è la canzone che ho ascoltato di più tra le 680 canzoni che ho dentro,  dopo anni e anni di stima infinita per Lorenzo ecco che mi vince la mia classifica personale per la prima volta e ora è nei palazzetti dopo gli stadi a movimentare la sua tribù che diventa sempre più numerosa, daje lorè!

2 Il bello di essere brutti – JAX (un album che ha spaccato in termini di vendite, dischi di platino come noccioline, e personalmente disco che mi ha subito stregato molto orecchiabile, con una vena rock non perdendo mai il rap, bei suoni, bei testi, si sta sulle montagne russe e via, col tempo forse perde la forza iniziale, ma è un album che ho consumato per bene. Ora spero che jax stia un pò fuori dalle scene, perchè lo vedo dappertutto sempre in tv, che riprenda fiato e faccia un altro album bello carico come questo!

3) Squallor – Fabri Fibra ( dicono il miglior disco rap italiano dell’anno, lo confermo io, album super rap, con basi super stilose e non certo orecchiabili, fan fatica ad entrare in quelle dell’italiano medio che ha poco digerito questo disco, certo uscito senza promozioni, senza radio, senza tv senza avvisare un cane di un cane, ha raggiunto con gran fatica ma con grande merito il disco d’oro, è stato per me il cd più ascoltato in macchina, arriva terzo dopo una lotta infinita per arrivare primo, si è arreso ma forse per me è il vincitore morale di questo 2015!

4) Grande accordo animale – Appino (finalmente un album indie rock, si perchè io arrivo da quella scena lì, ma non so perchè ascolto rap e pop bah, cmq secondo album per appino, cantante degli zen circus, un album più intimo o forse no, più soft o forse no, sta di fatto che mi ha colpito da subito fin dalla prima canzone Ulisse e mi ha convinto ad andarlo vedere suonare ben 2 volte e devo dire che è sempre un piacere sia in veste di solista che in veste del super gruppo indie rock!

5) Tienimi il posto – Erica Mou ( che disco! preso con poca convinzione per poi esserne completamente avvolto dalle noti dolci ma mai banali di erica che si conferma una cantautrice giovane talentuosa che non si piega alle melodie commerciali ma segue la melodia del suo cuore! Lei è la novità più bella del 2015!

6) Pop up – Luca Carboni

7) Andrà tutto bene – Nesli

8) L’abitudine di tornare – Carmen Consoli

9) Endkadenz vol.1 – Verdena

10) De Gregori canta Bob Dylan – Francesco De Gregori

 

Miglior Live – Jovanotti San Siro

Novità non 2015   Nadàr Solo

Dvd musicale e non. Cobain, Montage of neck.

Premio speciale ma anche delusione dell’anno è sicuramente il cd Montage of neck – the home  recording  Kurt Cobain. Unico straniero in tutte queste classifiche del 2015, delusione perchè son registrazioni intime sue personali che forse non era il caso di pubblicarle, ma il ricordo di kurt cobain rimarrà indelebile, quindi w kurt w i Nirvana e mi domando ma ci sarà mai un gruppo straniero che riuscirà a conquistarmi come fecero i Nirvana??

Chi manda le onde – Fabio Genovesi

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Questo avvicinarsi al Natale mi fa rallentare un sacco le letture, tra salmoni, tartine e un miliardo di altra roba gastronomica torno a casa stanco che faccio fatica a leggere, ma per Fabio Genovesi sembra esserci un feeling tra il mio io instabile ed i suoi racconti che nonostante appunto il mondo gastronomico da mettere sugli scaffali natalizi, ho letto abbastanza velocemente il suo ultimo lavoro “Chi manda le onde”.

Siamo in Toscana, a Forte dei Marmi, siamo in Versilia, siamo in una terra bagnata dal mare che avvolge, aspetta, conosce, attende, scalda, custodisce gioie, dolori segreti di esseri umani fortunati di viverci accanto tra i quali troviamo Sandro 40enne(come me), senza una propria famiglia (come me) senza un lavoro( no quello ce l’ho, ho appunto le tartine e salmoni da caricare) che assieme ai suoi amici Martino e Rambo rappresentano quel mondo provinciale rassegnato senza futuro che guardano la loro forte dei marmi, presa da assalto da milanesi e russi.

La vita di Sandro verrà, quanto meno, accesa da una bimba bianca (albina) Luna e un bambino radioattivo (arriva da Chernobyl) Zot, i due si conoscono a scuola e son bersagliati con battute poco carine e scherzi dai loro compagni.

L’ironia di Fabio Genovesi è inconfondibile, e attraverso i personaggi non protagonisti nasce tutta la storia, mi viene ancora da ridere a pensare al racconto del sogno erotico fatto dal nonno Zot di fronte ai due bambini, ma c’è anche una parte triste di una scomparsa improvvisa di una persona vitale per Luna e sua mamma, insomma un romanzo che tocca vari piani dell’emotività, forse io, se dovessi consigliare un libro di Fabio Genovesi, citerei sempre e comunque “Esche vive”, ma per chi ha letto i suoi libri, questo non può scappare tra le mani!

“La vita è un temporale, è una burrasca, E’ una tempesta di schiaffi, con dentro ogni tanto, per sbaglio, una carezza.”

 

 

Il cavaliere e la morte – Leonardo Sciascia

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Nel pensare come modificare, o ad ampliare o fare insomma qualcosa per la mia libreria mi sono immerso nella polvere che più polvere non si poteva essere e sono arrivato ad uno scaffale pieno di fumetti e libri di scuola, tra i quali ho pescato questo piccolo libriccino di leonardo Sciascia dal titolo che mi ha attirato tra ricordi e curiosità: Il cavaliere e la morte.

Leggo che la prima edizione è del 1988 e mi accorgo come mi capita spesso quanto un libro scritto 30 anni prima sia così attuale oggi, assolutamente realistico nei pensieri e nelle tematiche di potere e di criminalità.

Siamo di fronte ad un dipinto “il cavaliere, la morte e il diavolo” di Durer, luogo dove il protagonista del racconto “Vice” passa il tempo a scoprire i colpevoli di delitti, di malaffari che affliggono l’Italia.

Questo commissario di polizia che indaga sulla morte di un avvocato ha il sensore fin da subito di chi possa essere il mandante di questo omicidio, il problema è che va a scontrarsi con una realtà più grande di lui, perchè il presunto colpevole è un potente industriale, Aurispa. Non avendo prove certe, deve indagare seguendo il suo istinto, andando contro anche al suo capo convinto che la pista da seguire sia una organizzazione terroristica rivoluzionara che risulterà una pista falsa, nata per depistare e per coprire altri omicidi futuri.

Il protagonista è malato, ha un cancro, ma la stessa società italiana è malata, corrotta, queste due cose son fortemente evidenziate fino alla morte del commissario colpito a morte da una pistola di chi aveva capito di essere scoperto.

Un libro con diverse citazioni a Ungaretti, Pirandello, Tolstoj, un libro che in poche pagine da un quadro anche colto di una realtà così vicina a noi! La polvere respirata per acciuffare questo racconto ne valsa proprio la pena!

 

«Occorre che ci sia il diavolo perché l’acqua santa sia santa»

 

Fai bei sogni – Massimo Gramellini

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Ecco, fatto… riletto.. si perchè questo “specchio” lo lessi tipo 3 anni fa in versione ebook, poi me lo hanno regalato in versione cartacea e devo dire che rileggerlo per la seconda volta è ancora più bello perchè è incredibilmente vero, perchè è proprio lo specchio delle mie emozioni che ho provato e che continuo a provare…

Se si vuole sapere qualcosa di me, beh leggere questo libro aiuta, la storia non è uguale alla mia ma assolutamente simile a tante altre di noi e le azioni, i sentimenti, le emozioni sono quelle identiche scritte nel libro, di un bambino che ha perso l’amore più grande e solo con il tempo capirà la concreta perdita, ma lotterà tra mille domande, paure, dubbi, mostri insieme a suo papà che dovrà a sua volta stravolgere la propria esistenza per dare più amore possibile alla cosa che ha di più caro al mondo.

Una domanda che mi son sempre chiesto e continuo a chiedere come sarei stato se ci fosse stata lei…beh sicuramente diverso, forse pure migliore, ma come insegna anche questo racconto, non dobbiamo sentirsi vittime o fare le vittime, il dolore deve essere capovolto, deve essere sfruttato in senso positivo per conoscere il nostro io più nascosto, forse solo con questa sofferenza immane si potrà veramente ad arrivare a conoscere noi stessi e vivere; certo non è facile ma leggendo questo libro non posso che sentirmi fortunato di aver avuto delle persone fantastiche accanto come mia nonna Clelia, Zia Lella e sicuramente mio padre, classico milanese burbero, diffidente, interista, poco incline ai lavori manuali ma con un cuore più grande al mondo, Grazie(con la G più grande che c’è) davvero!

Una delle cose che mi ha toccato di più nel protagonista che poi è lo stesso Massimo Gramellini, è che dopo la morte della sua mamma lui comunque sia, l’aspettava da un momento all’altro che apparisse, beh che dire quante volte mi è capitato!

“Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.”

 

Togliatti – Giorgio Bocca

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Ce l’ho fatta, dopo settimane son riuscito a finire di leggere questo libro, un incrocio tra biografia, saggio, inchiesta, aneddoti, valutazioni di uno scrittore giornalista, in questo caso, storico come Giorgio Bocca su Palmiro Togliatti.

Vi chiederete perchè ho pescato dal cilindro magico questo librone di 600 pagine, un vero tomone, un vero incubo a guardare quante pagine (in realtà è un librone molto interessante che ricostruisce la vita, la storia di un uomo politico intellettuale che ha attraversato le due guerre mondiali, la guerra fredda, Stalin e il dopo Stalin), il motivo di questa mia scelta di lettura deriva dal mio passato ex universitario, ebbene si, ho provato senza finire, ahimè, l’università, mi ero iscritto alla facoltà di scienze politiche e mi ero appassionato molto all’esame di storia contemporanea in cui fui affascinato dai movimenti operai nati dopo la grande guerra con a capo le idee di Gramsci e poi di Togliatti, il ricordo di questo mio interesse è ancora vivo tutt’ora che passando in una libreria ho visto questa copertina con sto titolone semplice “Togliatti” di Giorgio Bocca, senza neanche pensarci lo presi!

E’ un libro molto criticato perchè per diversi intellettuali, storici dà una visione da un punto di vista non pro togliatti, invece ho notato come l’analisi sia molto dettagliata e molto equilibrata certo non è un libro di venerazione al capo del partito comunista italiano, ma a me sembra che nel tracciare tutti gli errori possibili fatti nella carriera politica, si delinea un uomo che ha cercato di seguire principi nobili come la solidarietà, la giustizia e la speranza di trovare una soluzione a più persone possibili.

Ho sempre avuto molta diffidenza sul comunismo e sul partito comunista come partito che dovesse guidare l’Italia, perchè come si legge anche in questo libro ci sono troppe e profonde contraddizioni interne che non danno forza, unicità e che mostrano soprattutto debolezze ma sicuramente Palmiro Togliatti ci credeva, e ha cercato in tutto l’arco della sua vita politica di risolvere i problemi con moderazione, saggezza modificando anche il suo pensiero che poteva destabilizzare i suoi compagni ma era un cambiamento di pensiero destato da una conoscenza approfondita di come le cose e il mondo si stava evolvendo od involvendo. La sua esperienza estera in Russia è stata determinante, penalizzante ma sicuramente molto affascinante! Un libro per chi ha voglia di attraversare la nostra storia italiana dal punto di vista di chi ha voluto bene al nostro paese con i suoi pregi e difetti.

 

 

Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà – Luis Sepùlveda

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E’ da un pò che non scrivo, colpa soprattutto di un libro lungo, anche se interessante, che mi tiene molto impegnato, ma ho fatto una eccezione per staccare dalla biografia storica che ho da un pò di tempo e mi son voluto regalare e leggere l’ultima fiaba di luis sepùlveda che come al solito si legge con tanta leggerezza e semplicità e ti fa apprezzare proprio le cose semplici della vita ma che poi tanto semplici noi essere umani dell’età più tecnologica di sempre non riusciamo a comprendere fino in fondo!

Siamo a sud del Cile, terra dei “mapuche” tradotto Gente della terra, un cane e un cucciolo d’uomo vivono la loro infanzia insieme con le tradizioni dei mapuche, della natura ma vengono separati dalla cattiveria umana, dall’ambizione umana, dal voler imporsi umano, una fiaba che si legge in poco tempo lasciandoci dentro le riflessioni forse più ovvie ma ripeto tanto ovvie nei nostri tempi non sono mai, come il rispetto di ciò che ci circonda, il valore dell’esistenza, e ci da l’assoluta conferma che la fedeltà tra un uomo ed un cane è unica e vera.

Certo, uno potrà pensare che è un racconto scontato, banale fin troppo semplice, ma rimarcare al lettore la gioia di vivere, apprezzare le cose che la natura e il mondo intorno a noi ci da non è mai così banale anzi dà conforto e un senso di piacevolezza che a volte dimentichiamo troppo spesso!

 

“Insieme imparammo dal vecchio Wenchulaf che la vita va accolta con gratitudine”