Teste matte – Guido Lombardi e Salvatore Striano

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Napoli, Quartieri spagnoli, ragazzini, furti, scippi, droga, cocaina, camorra, una bella città, clan, uomini chiusi in casa, donne in difesa dei loro uomini, boss, spie, vedette, galera, polizia corrotta, pistole, mitra, Kalashinkov, morti, feriti, spaccio, bische, estorsioni, insomma tutto e di più, un vero e proprio inferno nel quale però ci devi vivere, ci devi convivere e ci devi soprattutto sopravvivere; un romanzo scritto a quattro mani con esperienze diverse che danno alla luce ad una realtà ormai forse conosciuta, non si vuole nè denunciare, nè esaltare, si vuole affermare il diritto di potercela fare, nonostante il marciume intorno che crea dipendenza e rassegnazione, teste matte erano o sono ragazzini che hanno conosciuto fin da subito le regole della camorra, ci hanno convissuto e nell’imparare le logiche e meccanismi di questa realtà paradossale, assurda, cercano di contrapporsi, di opporsi, di primeggiare e di cancellare il sistema di dominio dei boss che facevano il bello e il cattivo tempo in tutta Napoli.

I protagonisti son due guappi, due giovincelli, due ragazzini che si affacciano all’adolescenza, sono due cugini, Sasà e Totò, attraverso la loro crescita, apprendiamo le regole di una vita crudele ma necesseria se viene vista all’interno di quella realtà in cui persone oneste e non sono costrette a fare i conti con la malavita più assassina e spietata che c’è. Questi ragazzini impugnano pistole, spacciano cocaina, rubano orologi d’oro come fosse una cosa sana e giusta, poi però iniziano a scontrarsi con un sistema gigantesco e crudele e hanno la forza e il coraggio di ribellarsi, a vincere inizialmente una guerra che dura 2 anni. Loro per vie assolutamente illegali creano un gruppo per battere la camorra, ma la corruzione, la truffa, la voglia di accomulare soldi su soldi in ogni campo possibile è infinita, è inesorabile, Totò e Sasà sono stanchi di fare una vita di ansia, di paure, intravedono e capiscono che fuori da quel cancro c’è un mondo onesto, di fatica forse duro ma un mondo che non porta alla morte e alla galera.

Un libro che fa rabbia per le cose che succedono e ogni volta che leggo di camorra non posso che rabbrividire per quanta crudeltà ci sia nella mente degli uomini; la via più facile è quasi sempre quella sbagliata, è quella che rovina l’esistenza di una persona e i due cuginetti lo imparano sulla propria pelle e chissà quanta altra gente ancora oggi è sottomessa a queste regole folli dell’uomo.

 

 

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