La masseria delle allodole – Antonia Arslan

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E’ paradossale ma questo libro nonostante il tema forte, importante, triste, a volte negato come il genocidio armeno, è semplicemente incantevole, sarà la narrazione scorrevole, fluida, sarà che non è un libro che condanna ma che racconta i fatti nel suo vero evolversi, sarà che in alcuni momenti le descrizioni di momenti, di paesaggi è poesia io mi son fatto proprio coinvolgere da questa famiglia armena nelle loro faccende quotidiane, ahimè, non certo gioiose tra 1914 e il 1916.

E’ la storia, dunque, di una famiglia, anzi della famiglia dell’autrice del libro, viene ricostruita le origini, dai nonni per arrivare alle generazioni successive, (una parte della famiglia è in Italia e una parte è nell’Anatolia) attraverso un periodo storico non certo facile da affrontare come la prima guerra mondiale e come la questione armena in Turchia.  Ma non è solo la storia di una famiglia perchè con il suo modo di scrivere, anticipando futuri eventi in arrivo, si racconta la scomparsa di un intero popolo, appunto quello armeno.

E’ un libro assolutamente da leggere, per conoscere le follie dell’uomo che ancora oggi sono presenti. E’ un libro che fa parte di una trilogia e neanche a dirlo ho già comprato il seguito “La strada di Smirne”, infatti in questo primo romanzo vediamo la deportazione degli armeni che vengono letteralmente cacciati dalle loro terre, case, un viaggio massacrante, in pochi riusciranno a sopravvivere grazie anche all’umanità e alla voglia di riscatto di mendicanti, di lamentatrici greche e di preti legati alla famiglia Arslan… quindi ora sotto con l’altro libro… concludo come ho iniziato ribadendo il paradosso di dire bello un libro che tratta una tragedia come il genocidio, ma la scrittrice è stata brava a coinvolgere emotivamente il lettore negli accadimenti successi.

“In quella lontana solare giornata di maggio lei e i suoi familiari, piccoli e grandi, tutti son stati giudicati, e trovati colpevoli di esistere: e Dio si è velato.”

 

 

 

 

 

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8 pensieri su “La masseria delle allodole – Antonia Arslan

      • Sì, è il titolo. E l’ultimo pensiero è l’ultimo pensiero nella testa di un uomo che sta morendo, ed è un pensiero lungo lungo lungo che percorre tutto il libro con tutta la storia del genocidio armeno in forma di fiaba. All’inizio ti sembrerà di non capire niente, non sai chi sia il figlio, chi il padre, chi il nonno, ma dura solo poche pagine, poi i fili si dipanano e diventa tutto chiaro.

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  1. Pingback: La strada di Smirne – Antonia Arslan | zillyfree

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