La strada di Smirne – Antonia Arslan

 

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Come fossi stregato, ho preso in mano subito il seguito del libro che ho scritto qualcosa qui https://zillyfree.wordpress.com/2016/01/06/la-masseria-delle-allodole-antonia-arslan/ e ho proseguito il viaggio di questi uomini, donne e bambini, esausti, svuotati da una esperienza tragica come essere cacciati dal proprio paese, avendo una colpa di essere di una minoranza…

Una parte dei protagonisti, e diciamo quello che resta della famiglia della scrittrice si salva andando a vivere senza poche difficoltà dallo zio Yerwant in Italia, mentre chi ha salvato quest’ultimi cercano di lasciarsi alle spalle il passato, per ricostruirsi una vita trasferendo l’orfanatrofio armeno da Aleppo alla città greca sul mare, Smirne. Ismene è una delle protagoniste, è una lamentatrice greca, è una persona cara e devota alla famiglia Arslan, avrà presagi funesti ma fino alla fine aiuterà i bambini armeni a fuggire per dare a loro una vita dignitosa.  C’è chi torna nella piccola città dove ci fu la tragedia per far rinascere un paese ormai morto e distrutto dalle devastazioni turche, ma proprio quando sembra tutto tornare alla normalità, ogni speranza di una vita serena si frantuma in pochi attimi a causa dell’esercito turco che si è ricostituito e pronto ad imporre di nuovo la sua forza e il suo spirito nazionalistico.

La bellezza di questo romanzo, di questa trilogia che sto leggendo che sto vivendo sta proprio in quello che la stessa autrice dice alla fine nei suoi ringraziamenti: ” vorrei sommessamente ricordare, un romanzo è l’opera di un cantastorie innamorato, non indaga la storia, ma amorosamente racconta le verosimili storie dei suoi personaggi.”

 

“..e devono sopportare il peso di essere superstiti, carichi della memoria delle madri, delle nonne, di tutte le donne scomparse lungo le strade della deportazione, portando con sè tutto il calore dei loro piccoli mondi.”

“Ma angeli corruschi incrociavano le spade scintillanti sopra quel cielo sereno, intercettando la luce delle stelle di Ionia. Proteggevano un’illusione, e piangevano l’oscuro futuro di tutte quelle creature fiduciose.”

 

 

 

 

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