Lo strano caso dell’apprendista libraia – Deborah Meyler

image

 

Volevo staccare un pò da libri impegnati, libri che t’impongono una riflessione, una presa di coscienza,  ma nello stesso tempo volevo un libro che parlasse di libri, librai, librerie e mi son fatto attrarre da questo titolo e così un giorno l’ho preso senza neanche leggere più di tanto la trama.

Una storia che scivole bene, leggera, semplice, ma l’ho trovata, per i miei modestissimi gusti personali e forse pure banali, troppo leggera e semplice, una trama senza un finale, quasi già letta da qualche parte con una protagonista, Esme, che non mi ha appassionato per le sue vicende personali e sentimentali ma solo per il luogo di lavoro in cui solo per caso inizia a frequentare e cioè una libreria di nome “La civetta”piccola, quasi disordinata (ma diventa un pregio più che un difetto) con tanti libri usati, alcuni di prima edizione e tante storie da catalogare e da prezzare, un luogo in cui si ritrovano tante persone in cerca di un libro, di un autore, di una chiacchiera e di un pò di compagnia. Insomma una libreria che ai nostri tempi si fa fatica a trovare che però a me farebbe un immenso piacere conoscere e frequentare!

Quindi tra un Hemingway e uno Shakespeare, tra uno scaffale di libri di psicologia e uno di fotografia si conoscono alcuni personaggi della storia che però ripeto non mi hanno fatto sussultare, non mi hanno coinvolto ma ho iniziato a pensare all’assenza di librerie nella zona in cui vivo, ma è possibile che in tre paesi attaccati a Milano non ci sia una cazzo di vetrina piena di libri?? Quanto vorrei domani alzarmi e andare ad aprire una libreria, magari piccola, magari disordinata, magari senza un futuro d’oro ma pieno di vita dentro!

 

Annunci

17 pensieri su “Lo strano caso dell’apprendista libraia – Deborah Meyler

  1. Se ti piacciono i libri che parlano di libri devi assolutamente leggere questo:
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2008/10/20/lombra_del_vento.html (se capiti in un momento in cui il cannocchiale è in modalità eclissi, riprova più tardi).
    Il kindle è una mano santa in viaggio e in vacanza, che non devi portarti dietro quintali di carta, e se sei al mare e piove per dieci giorni di fila hai da leggere quanto vuoi, e se invece hai una vacanza talmente intensa da non leggere più di dieci pagine, non hai il rammatico di esserti portato dietro il peso di dieci libri per niente. Però a casa non c’è niente che possa uguagliare la sensazione della carta tra le dita, lo sfogliare, l’impercettibile ma non inesistente profumo della carta…

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...