La Mafia, la Sicilia, e Leonardo Sciascia – Angelo Lo Verme

image

 

Eppure non devo fare nessuna tesina, laurea, conseguire nessun titolo di studio, non è neanche un consiglio suggeritomi da nessuno, è semplicemente curiosità, sapere, indagare, confrontare le mie paure, dubbi con chi ha studiato e ne sa più di te per capire la realtà che ci circonda. Non sono siciliano, ma simpatizzo molto con i siciliani per il loro modo di essere, si dice che la mafia stia in Sicilia, ma l’intento di Sciascia era quello di far comprendere a molti che questo tipo di rapporto losco invisibile e paradossale che si instaura tra Stato, imprenditori e popolo è assolutamente comparabile in tutte le parti del mondo. Certo in Sicilia per caratteristiche geografiche, storiche, sociali ha avuto una impronta forte, rigida, resistente ancora ad oggi dove la coscienza civile è molto più estesa a tutti i livelli sociali, per fortuna!

Un libro che consiglio a tutti perchè dà delle basi per capire la nascita della mentalità mafiosa e poi della mafia intesa come organizzazione criminale intenta a perseguire il dominio a tutti i livelli del territorio, utilizzando le nozioni storiche della Sicilia prima e dopo l’unità d’Italia e indagando attraverso Sciascia e le sue opere il popolo siciliano che lotta chi più chi meno contro l’arretratezza economica, culturale della regione.

La mia curiosità, il mio interesse o comunque quello che mi spinge ad affrontare questi argomenti è sempre la stessa domanda e sarà troppo banale e forse infantile; ma mi domando spesso se fossi nato in un quartiere in cui c’era povertà, non c’era lavoro, la scuola era un optional, la violenza dettava leggi sulla vita in generale come mi sarei comportato? il primo capitolo di questo libro è “sopraffatti o sopraffattori?” dove spiega come il popolo era costretto a stare o dalla parte del debole e quindi subire o difendersi e per poi attaccare per poter vivere in modo dignitoso. Non c’era spazio per il bene comune, per uno sviluppo inteso come un progredire e migliorare insieme ma solo difendere e accrescere il benessere personale a discapito di molte altre persone. Mi accorgo di parlare al passato ma la cosa non è assolutamente passata anzi vive ancora pericolasamente tra noi, basta poco per cadere, ma basta poco anche per poter individuare altre vie di fuga, cerchiamole, troviamole e soprattutto insieme!

“Con la propria terra d’origine si diviene un tutt’uno e si finisce per amarla nonostante tutto e col desiderare per essa prosperità e pace. Ed è facile associare il nome Sciascia alla Sicilia, che egli amava per quello che desiderava divenisse… Egli ne ha parlato come chi parla delle malattie e degli acciacchi del proprio corpo, nella speranza che un buon medico possa prescrivergli la terapia adatta… col desiderio che i lettori, nel prendere coscienza dei mali che affliggono la propria terra, possano trovare una cura efficace.”

 

 

 

 

Il cavaliere d’inverno – Paullina Simons

Paulla

 

C’è voluto un pò di tempo per finire questo libro, sono 697 pagine scritte in piccolo, un libro d’amore, un libro storico, un libro che fa parte di una trilogia incentrata sulla storia d’amore di Tatiana e Alexander, nata a Leningrado nel momento in cui Hitler dichiara guerra alla Russia, siamo nel 1941..

Di questo romanzo mi ha intrigato la cornice storica, non so perchè fin dal liceo ho sempre avuto curiosità sulle vicende storiche dei popoli, sulle guerre, i motivi , le alleanze tra gli stati, l’europa che nasce, che si evolve che combatte, insomma mi è sempre piaciuta la storia al contrario della matematica, mio tallone d’achille! Sono uscito fuori tema ma chisse ne frega, era per sottolineare che siamo nel 1941 in un momento importante, drammatico e tragico dove la Germania di Hitler invade la Russia, patria del comunismo di Stalin.

Siamo a Leningrado e nonostante il freddo, il gelo, la guerra, le conseguenze della guerra come la mancanza di viveri per tutta la popolazione c’è lo spazio per innamorarsi e vivere un amore all’inizio anche segreto, ma forte, vero, appassionante, carnale. Un libro diciamo rosa, perchè se non fosse appunto che stiamo in mezzo alla seconda guerra mondiale è la storia di due giovani che si innamorano ad una fermata del tram a Leningrado..

Dicevo che è abbastanza lungo ma è molto scorrevole, ma l’ho trovato in alcune parti troppo lento, o forse sono io troppo freddo per non commuovermi a questa storia fatta di sacrifici, sofferenze ma anche momenti intensi e sorprendenti. Una scrittrice russa che non parla bene di Stalin, del comunismo rigido imposto in quegli anni fa riflettere e fa anche pensare che nonostante una forte schiacciante ideologia si possa vivere una vera storia d’amore.

Ma Zilly ti è piaciuto sto libro o no?? booh la prima parte l’ho divorata poi ho stentato e al pensiero che ci siano altri due libri da 700 pagine non impazzisco dalla gioiaaaa! Infatti ora il dilemma è (dato che gli altri 2 libri li ho, sono qui che mi guardano) vado avanti a leggere di tatiana e Alexander o no? Mi sa che mi sono già risposto!!

 

Felicia Impastato (Film)

Una madre un figlio la sicilia e il male intorno, la mafia e il silenzio

una radio, verità sputate senza paure, un coraggio che si tramuta in morte

l’amore di una mamma che difende i suoi figli in strada, in tribunale, ovunque

Una mamma che non si darà pace fino a quando i colpevoli della morte di suo figlio non saranno condannati.

Una mamma che lotta contro un sistema corrotto, contro chi dovrebbe aiutare invece fa di tutto per non arrivare alla verità.

Esempio straordinario di coraggio, di vita e di speranza.

Da vedere per non dimenticare mai.

 

 

Le parrocchie di Regalpetra – Leonardo Sciascia

image

 

E’ sicuramente un caso che io finisca questo libro proprio oggi 9 maggio, si perchè proprio il 9 maggio del 1978 veniva ucciso dalla mafia Peppino Impastato che ha avuto il coraggio attraverso un microfono di una radio, attraverso la sua ironia e grande forza d’animo di denunciare e ridicolizzare quotidianamente un potente capo mafioso che comandava letteralmente il paese Cinisi vicino Palermo.

Regalpetra potrebbe essere Cinisi, solo che Regalpetra di Leonardo Sciascia è un paese di fantasia, un paese che sta al confine con il vero paese di Sciascia, Racalmuto. Siamo in Sicilia, e si racconta le origini storiche politiche sociali di questo paese che tanto inventato non è, è una cronaca molto dettagliata della vita che si respira e che si vive dal 1700 fino al dopo della seconda guerra mondiale.

Si parte dalle origini storiche dai barboni per poi sottolineare come il popolo fosse sottomesso al volere dei proprietari terrieri, entriamo nei circoli dei galantuomini nei loro discorsi politici ed elettorali e gogliardici sulle donne; osserviamo i sindaci e commissari che si son susseguiti uno dopo l’altro salvaguardando una piccola minoranza del paese; arriviamo nei luoghi sacri delle parrocchie anche loro influenzate da chi aveva un potere concreto; ci sciogliamo a seguire le lezioni scolastiche di un maestro che più di tutti capisce quanta povertà ci sia tra le famiglie di Regalpetra dove la fame è prima di tutto, che c’è bisogno di fare dei lavoretti per portare a casa del pane, dove la scuola risulta essere solo una perdita di tempo contro una vita che non sembra regalare gioia; si racconta delle manovre politiche all’interno di un paese allo sbando tra democristiani, comunisti, fascisti, postfascisti e liberali e si parla dei lavoratori, delle condizioni pessime di salute dei lavoratori come i salinari e zolfatari, persone non considerate e non tutelate da chi ha il dovere invece di farlo.

In questo quadro non certo idilliaco dove si denuncia la povertà, uno stato di degrado in quasi tutti i campi della vita sociale e politica non si perde la speranza, una speranza che si basa sull’istruzione, sulla consapevolezza di un potere corrotto, sull’impegno civile di uscire da uno stato di povertà per emergere non seguendo strade di illegalità.

In questo Peppino Impastato è stato un maestro, un ragazzo di un coraggio inaudito, non dobbiamo dimenticare il suo intento il suo volere; Leonardo Sciascia dal canto suo ci racconta con una naturalezza incredibile come la mafia nasce, si sviluppa, cresce e si espande, abbiamo degli esempi più che validi non sprechiamoli.

“Altrove gente che lavora con le braccia ha già conquistato speranza serena fiducia; qui non c’è dignità e non c’è speranza se non si sta seduti dietro ad un tavolo e con la penna in mano. E dopo secoli di oscuri sforzi, basta un piccolo urto per ruzzolare dalle scale del mondo, un vortice di scale, un incubo.”

 

 

Mio fratello rincorre i dinosauri – Giacomo Mazzariol

image

 

Non ne sapevo nulla perchè di questa storia se n’era parlato in televisione, sui giornali, perchè su youtube c’è uno stupendo video che ha avuto un sacco di visualizzioni ma fino poco tempo fa non ne ero a conoscenza, ma poi nel mio solito abituale giro tra i libri dopo il turno di lavoro, vengo catturato ed ipnotizzato dal titolo di un libro dalla copertina verde: mio fratello rincorre i dinosauri. Amore a prima vista!

Si cresce in una famiglia con mamma e papà e due sorelle ed un desiderio viscerale di avere un fratello e poi quel tanto desiderio arriva e si chiama Giovanni. Ma Giovanni ha un cromosoma in più, ha una diversità difficilmente comprensibile per un ragazzino che ancora deve crescere, un fratellino con la sindrome down comporta avere una sensibilità e maturità che devono crescere prima del tempo forse, e in questo libro Giacomo lo descrive molto bene, racconta la sua vita, la sua adolescenza a fianco al fratello, la scoperta del fratello, dal desiderio al rifiuto, dalla speranaza alla vergogna, sulla propria pelle sente il soffio inesorabile della vita che accarezza e taglia allo stesso tempo. Ma è un ragazzino che va alle medie poi alle superiori e attraverso le esperienze quotidiane capirà la grandezza, la forza, i superpoteri del fratello diverso si ma unico per la vitalità, per l’amore per la vita.

Giovanni rincorre i dinosauri e il resto non conta più, è un mondo fantastico pieno di colori e si trova a suo agio nel suo mondo, non importa che gli altri ridano di lui, perchè chi ci perde non è lui ma chi deride di lui, è libero, è sè stesso, senza freni, a volte magari troppo, ma si sente perfetto così com’è, senza pensare ai giudizi degli altri. Cazzo questa è una lezione che ancora io devo imparare, un libro che ti fa sorridere piangere, sorridere, piangere, maledire e alla fine ancora sorridere e commuovere! W Giovanni W chi con la sua diversità da supereroe ci colpisce e ci sveglia dal torpore nel quale ci infiliamo troppo spesso e ci sentiamo colpevolmente vittime di chissà cazzo cosa!

“La musica stava facendo quello che sa fare meglio: eliminare le differenze. Pensai che davanti a due amplificatori siamo tutti uguali. La musica entra nei corpi e i corpi reagiscono.”

“Giò era tutto, ma più di ogni altra cosa era libertà. Lui era libero in tutti i modo in cui avrei voluto essere libero io. Giò era tornato a essere il mio supereroe. E non avrebbe più smesso di stupirmi.”

Qui c’è il video che dicevo all’inizio!