Le parrocchie di Regalpetra – Leonardo Sciascia

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E’ sicuramente un caso che io finisca questo libro proprio oggi 9 maggio, si perchè proprio il 9 maggio del 1978 veniva ucciso dalla mafia Peppino Impastato che ha avuto il coraggio attraverso un microfono di una radio, attraverso la sua ironia e grande forza d’animo di denunciare e ridicolizzare quotidianamente un potente capo mafioso che comandava letteralmente il paese Cinisi vicino Palermo.

Regalpetra potrebbe essere Cinisi, solo che Regalpetra di Leonardo Sciascia è un paese di fantasia, un paese che sta al confine con il vero paese di Sciascia, Racalmuto. Siamo in Sicilia, e si racconta le origini storiche politiche sociali di questo paese che tanto inventato non è, è una cronaca molto dettagliata della vita che si respira e che si vive dal 1700 fino al dopo della seconda guerra mondiale.

Si parte dalle origini storiche dai barboni per poi sottolineare come il popolo fosse sottomesso al volere dei proprietari terrieri, entriamo nei circoli dei galantuomini nei loro discorsi politici ed elettorali e gogliardici sulle donne; osserviamo i sindaci e commissari che si son susseguiti uno dopo l’altro salvaguardando una piccola minoranza del paese; arriviamo nei luoghi sacri delle parrocchie anche loro influenzate da chi aveva un potere concreto; ci sciogliamo a seguire le lezioni scolastiche di un maestro che più di tutti capisce quanta povertà ci sia tra le famiglie di Regalpetra dove la fame è prima di tutto, che c’è bisogno di fare dei lavoretti per portare a casa del pane, dove la scuola risulta essere solo una perdita di tempo contro una vita che non sembra regalare gioia; si racconta delle manovre politiche all’interno di un paese allo sbando tra democristiani, comunisti, fascisti, postfascisti e liberali e si parla dei lavoratori, delle condizioni pessime di salute dei lavoratori come i salinari e zolfatari, persone non considerate e non tutelate da chi ha il dovere invece di farlo.

In questo quadro non certo idilliaco dove si denuncia la povertà, uno stato di degrado in quasi tutti i campi della vita sociale e politica non si perde la speranza, una speranza che si basa sull’istruzione, sulla consapevolezza di un potere corrotto, sull’impegno civile di uscire da uno stato di povertà per emergere non seguendo strade di illegalità.

In questo Peppino Impastato è stato un maestro, un ragazzo di un coraggio inaudito, non dobbiamo dimenticare il suo intento il suo volere; Leonardo Sciascia dal canto suo ci racconta con una naturalezza incredibile come la mafia nasce, si sviluppa, cresce e si espande, abbiamo degli esempi più che validi non sprechiamoli.

“Altrove gente che lavora con le braccia ha già conquistato speranza serena fiducia; qui non c’è dignità e non c’è speranza se non si sta seduti dietro ad un tavolo e con la penna in mano. E dopo secoli di oscuri sforzi, basta un piccolo urto per ruzzolare dalle scale del mondo, un vortice di scale, un incubo.”

 

 

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