Senza parole

 

Per caso ho trovato questo piccolo libriccino (allegato di un corriere della sera anni ’90) nella vecchia casa di mio zio mentre sistemavo la sala un pò sottosopra, per caso ho visto che c’erano dei libri su una vecchia mensola e caso vuole che mi son ritrovato in mano questa raccolta di interviste a Giovanni Falcone, proprio subito dopo aver letto il libro del giudice Giuseppe Ayala.

Quello che mi colpisce in maniera viscerale è la competenza, la professionalità, la determinazione, la passione, la totale conoscenza nei minimi particolari di una struttura organizzativa criminale. Sto parlando, ovviamente di Giovanni Falcone. Si legge nelle sue parole proprio quanto studio, quanta attenzione ha riservato per Cosa Nostra, quanto interesse a debellare un male indistruttibile per molti ma non per lui, perchè come dice lui stesso la mafia è un fenomeno umano che nasce, si sviluppa e muore. Ma per far morire cosa nostra c’è bisogno di quello che lui non ha potuto avere e cioè lo Stato. Nelle sue parole si capisce quante cose aveva scoperto e stava scoprendo grazie ai suoi metodi, alla sua costanza, all’aiuto che ha potuto avere attraverso i pentiti, un magistrato assolutamente diverso dagli altri, perchè lui è siciliano, lui è di Palermo, lui ha vissuto nei quartieri dove sono nati i boss più pericolosi di Cosa Nostra, sa parlare con i mafiosi, i pentiti, sa i significati di espressioni linguistiche usate dai capifamiglie, sa dare per così dire rispetto a questo male che purtroppo sembra che si rigeneri sempre, nel senso che non lo sottovaluta, lo studia, lo analizza fino a comprendere i meccanismi che portano a certe azioni. La storia ci insegna che la Sicilia è un’isola conquistata da stranieri da sempre e il nativo siciliano è costretto a rinchiudersi, a crearsi una sua realtà parallela a quella che vive fino a quando c’è l’unità d’Italia, ma pure con l’unità d’italia, con la fine delle due guerre mondiali la Sicilia è lontana, è guidata non dallo stato ma da uno stato parallelo invisibile, ma non è mai in antitesi anzi quasi in collaborazione con lo Stato stesso e per questo, come aveva intuito Falcone difficile da combattere.

Ma nonostante il valore assoluto ed incontrovertibile di questo uomo, servitore dello Stato è stato sempre ostacolato, è stato sempre messo in dubbio per qualsiasi cosa e giuro leggere queste interviste alla luce di quello che poi è stato e che comunque sta accadendo ancora mi fa rabbia, perdere uomini come lui e mille altri che hanno collaborato con lui è un cazzo di vero dolore.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...