Fottitore o fottuto? La paranza dei bambini – Roberto Saviano

 

Non capisco perchè su questo libro ci deve essere intorno tanta polemica o comunque  della critica verso Saviano invece di cogliere la sua essenza che è una realtà che c’è, non è che non c’è e non siamo lontani dall’Italia, ci siamo proprio dentro, a Napoli e non si racconta di 20 anni fa, si racconta di adesso, di oggi, di questo momento preciso; a me pare molto sterile la polemica nel dire che” si parla male senza motivazione di Napoli quando invece ne si dovrebbe parlare in un altro modo.” Facciamo che la realtà che descrive Saviano sia circoscritta a poche zone della città, vi sembra normale che i nuovi gestori di droga prostituzione di camorra siano bambini o comunque ragazzini? Vi pare normale che un bambino a 10 anni abbia già chiaro cosa voglia fare, abbandonando la scuola per intraprendere strade assolutamente illegali pericolose direi mortali per cosa poi? per ottenere successo soldi fama, tutto e subito? Non credo che l’intento di Saviano sia di mortificare una città ma bensì di salvarla da un’ondata criminale giovanile che vuole prendere possesso della città stessa. Molti criticano affermando “perchè non viene qui lui a Napoli a risolvere i problemi”, credo che lui descriva una situazione e mette anche in rilievo quali possono essere i punti per poter contrastare questo male: uno tra tutti la scuola, una rivalutazione della scuola per incanalare meglio i giovani pensieri che si affacciano al mondo adulto.

Questo libro è un romanzo, non è un libro inchiesta, è assolutamente una storia di fantasia ma radicata nella storia odierna attuale di Napoli, si parla di ragazzini che a 13, 14 15 anni iniziano ad avvicinarsi allo spaccio di droga, ai clan camorristici; mi ha fatto specie poi come un bambino o ragazzino anche 18enne abbia già chiaro le varie realtà dei boss, le varie zone gestite dai clan, le complicate relazioni che intercorrono tra le famiglie che gestiscono un vero e proprio potere.

Io a 15 anni giocavo al pc o tutt’al più mi facevo una partita di pallone nel cortile sotto casa mia, i miei sogni restavano quelli di un bambino che vuole diventare giocatore di pallone o di basket. Ma non mi è mai sfiorata per la testa l’idea di poter diventare ricco attraverso un pistola. Credo faccia pensare, credo debba far pensare, credo invece di criticare Saviano si debba pensare seriamente a contrastare questa corrente giovanile e proprio perchè giovanile quindi non ancora cresciuta ancora più pericolosa, perchè se crescono con valori totalmente sballati è certo che poi si arriva a situazioni sempre più radicali e paradossali.

Un libro di soprannomi di ragazzini che vogliono fare gli adulti come Dentino, Briatò, Dumbo, Maraja, Biscottino, Drone, Tucano e altri, mi hanno fatto anche tenerezza perchè nella loro violenza c’è quella paura di rimanere fuori dal mondo, di rimanere indietro nonostante c’è in loro la sensazione che qualcosa di sbagliato ci sia, ma vale molto di più essere un “fottitore” che essere un “fottuto”… Una distinzione tra i due termini che già all’età di 10 anni è fin troppo chiara!

 

 

 

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