Cose che nessuno sa – Alessandro D’Avenia 


Son in treno con tutte quelle immagini che mi passano veloci davanti guardando il finestrino e come non si fa a non avere un libro a portata di mano, e niente son riuscito a finire un altro libro di Alessandro D’Avenia, un’altra storia che mi ha coinvolto soprattutto relazionando quello ho letto a quello che sono in questa vita che è piena di misteri, dubbi, paure, domande appunto di cose che nessuna sa.

Abbiamo sempre quelle domande che non sai mai rispondere tipo cosa ci faccio al mondo, dio esiste, perché succedono disastri naturali o mille altre ancora, bene Alessandro D’Avenia cerca di affrontare queste tematiche attraverso i personaggi di questa intensa storia che son di generazioni diversa dalla nonna al professore dai genitori all’amica con unico comune denominatore: Margherita ragazzina di 14 anni, protagonista assoluta che ci porterà a vedere la vita con le sue ombre ma con più amore e  più comprensione per l’essere umano. 

Una storia che si raccoglie in una conchiglia in cui dentro c’è la vita, quella perla sinonimo di bellezza nata da dolori, imperfezioni, fallimenti. Ci si commuove, ci si rattrista ma c’è tanta speranza da crederci sempre nonostante la vita è così tenebrosa, a volte.

“La bellezza nasce dai limiti, sempre.”

“Ridevano, ridevano e ridevano nel modo più semplice che ha la vita quando smette di prendersi troppo sul serio.”

“Io non ci tengo a essere felici, io preferisco la vita, con le sue ombre. La felicità è una schifezza se non le insegni a vivere.”

“Perché ogni cosa bella troppo spesso è quel che resta di un naufragio.”

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Forse non è la felicità – Fast animals and slow kids

 

Quando ti aspetti una cosa e poi ti arriva tutt’altro e ti piace e ti piace davvero nonostante senti le ferite di sempre gridare come la prima volta, questa è la sensazione che ho ascoltando questo disco, il loro quarto lavoro, per me il loro primo disco acquistato( gli altri li ho scaricati, o il magico spotify o via dicendo, mica si offenderanno?!) e sono sempre più soddisfatto ad ogni ascolto, ah scusate loro sono i Fast animals and slow kids, sento già i punti interrogativi dire “chiiiiiii??!!?” beh un gruppo italianissimo di Perugia ( cazzo non ci sono mai stato, sarà pure ora di farci una visititina), son di perugia e sono assolutamente ragazzi energetici ma soprattutto nel loro ultimo album sono vivi di ciò che li circonda di ciò che sentono nella loro pelle e sottopelle, di ciò che respirano e lo fanno con tanta semplicità e unicità che rendono ogni canzone una scoperta. Dicevo della sorpresa nel sentire le canzoni che me le aspettavo assolutamente super chitarrose indie punk rock, invece sento non solo questo ma una splendida complessità di suoni con aggiunta di una tastiera che riempono la loro musica in modo quasi perfetto perchè niente è perfetto almeno qui! si sente la malinconia che la vita ti da e musica e parole insieme colorano i pensieri di questi ragazzi che hanno solo una gran voglia di suonare e di resistere in questa maledetta terra! Bravi!

“Forse non è la felicità ciò che voglio, ma un percorso per raggiungerla….”

Auschwitz spiegato a mia figlia – Annette Wieviorka

 

Una madre, una figlia, il male assoluto, il nulla, i tanti perchè, senza avere le risposte, intanto gli anni passano e gli ultimi testimoni di quell’orrore salgono in cielo, rimane la storia, rimangono i libri, gli scritti di chi è sopravvissuto, rimane la memoria degli errori dell’uomo, serve leggere, serve non tanto ricordare ma smuovere quel sentimento che nasce quando si scopre cosa può fare l’uomo, dove può arrivare l’uomo, non si riuscirà mai a spiegare come si possa solamente pensare ad eliminare fisicamente un popolo per creare chissà quale cazzo di razza superiore.

La figlia chiede alla madre perchè, ma non c’è un perchè, è successo un qualcosa che può essere solo ricordato come un passato che fa parte della nostra memoria storica, ci può dare un senso al nostro futuro sempre senza mai dimenticare i tragici eventi passati.

E’ un libriccino che si legge in un’oretta, non si vuole trovare una ragionevole spiegazione ma solo smuovere le nostre coscienze, è vero, è lontano il 1942 il 1943, siamo ormai nel 2017, ma ogni tanto fa bene ricordarci cosa è successo quando ancora non eravamo nati.

W Stefano Benni – Pane e tempesta

 

Si entra in un mondo immaginario, fantastico, reale, fantasioso e non ne vuoi uscire più perchè è un mondo pieno di personaggi incredibili, comici, goffi, inventati, veri, multicolori, assolutamente irreverenti e simpatici da volerli bene fin dalla prima presentazione del primo personaggio che è il nonno Stregone..

Siamo a Montelfo ma potremmo essere nel nostro paese nativo in cui tutti conoscono tutti, dove tutti hanno delle storie da raccontare che rappresentano quello che siamo stati e che siamo. Comicità, ironia ma anche amare verità ci mettono davanti ad un paese che è soggetto ai cambiamenti moderni che non sempre sono sintomo di benessere, di progresso.

Questi fantastici uomini e donne di Montelfo si nutrono di pane e tempesta perchè grazie ai loro ricordi, esperienze affrontano la vita senza timore, sfidando regressione economica, epidemie planetarie, tempi climatici avversi, non è facile anzi è molto dura ma per chi ha vissuto di “pane e tempesta” niente è impossibile.

C’è consapevolezza di tempi difficili, ma la speranza non muore mai, l’unione fa la forza ci si rimbocca le maniche e via. Un libro che ti lascia stampato il sorriso in faccia per tutte le sue 248 pagine, facendoti riflettere sulle cose che ti accadono intorno.

Ora mi tocca leggere “Bar sport” e tutti i libri di Stefano Benni, sì, grande pecca non avevo ancora letto nulla di lui, rimedierò al più presto!

 

 

La guerra dei nani – Markus Heitz

 

 

Il lavoro stavolta ha frenato molto la mia costanza di leggere nel senso che dopo lavoro tornavo a casa che ero talmente stanco che era dura leggere più di venti o trenta pagine al giorno anche si tratta dei miei amati cavernicoli ops nani! Questo libro fa parte della saga che ho iniziato a leggere con “Le cinque stirpi”e a distanza di due mesi ho sentito proprio la necessità di rientrare nella terra nascosta ed occuparmi degli affari di nani, elfi, albi e forze oscure!

Questo secondo capitolo è, per me, molto più coinvolgente e non ho trovato “lentezza” che invece ho letto in altre recensioni, stavolta si va nel vivo, si iniziano a capire come queste cinque stirpi si relazionano tra loro con un nemico comune esterno, forte, oscuro. I terzi che sarebbero la terza stirpe dei nani, coloro i quali non hanno nessun rapporto con tutti gli altri nani, decidono attraverso inganni, intrighi e tranelli di volersi impadronire della terra nascosta, cercando di creare zizzanie tra uomini e nani.

Il protagonista è sempre Tungdil che non solo dovrà combattere i suoi stessi nani, gli albi, gli orchi, ma dovrà lottare fino alla fine per un amore che sembra non si possa realizzare per mille problematiche che succedono in questo rocambolesco capitolo dei nani.

Sì devo dire che mi è piaciuto anche perchè c’è un pò più di politica di intrghi, di rimescolamento di carte, di nemici che diventano temporanei amici, e si delinea sempre di più la storia di questi popoli, certo che manca ancora all’appello tutto ciò che sta al di fuori della terra nascosta…. e come per magia taac comprato… “la vendetta dei nani” il terzo libro!