Auschwitz spiegato a mia figlia – Annette Wieviorka

 

Una madre, una figlia, il male assoluto, il nulla, i tanti perchè, senza avere le risposte, intanto gli anni passano e gli ultimi testimoni di quell’orrore salgono in cielo, rimane la storia, rimangono i libri, gli scritti di chi è sopravvissuto, rimane la memoria degli errori dell’uomo, serve leggere, serve non tanto ricordare ma smuovere quel sentimento che nasce quando si scopre cosa può fare l’uomo, dove può arrivare l’uomo, non si riuscirà mai a spiegare come si possa solamente pensare ad eliminare fisicamente un popolo per creare chissà quale cazzo di razza superiore.

La figlia chiede alla madre perchè, ma non c’è un perchè, è successo un qualcosa che può essere solo ricordato come un passato che fa parte della nostra memoria storica, ci può dare un senso al nostro futuro sempre senza mai dimenticare i tragici eventi passati.

E’ un libriccino che si legge in un’oretta, non si vuole trovare una ragionevole spiegazione ma solo smuovere le nostre coscienze, è vero, è lontano il 1942 il 1943, siamo ormai nel 2017, ma ogni tanto fa bene ricordarci cosa è successo quando ancora non eravamo nati.

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