Santa mamma – Giulio Cavalli

 

Che dire, ogni volta che mi domando perchè leggo e continuo a leggere in modo a volte così “convulso” e confusionario la risposta sta quando leggo “Santa mamma”, c’è tutto, vita, sofferenza, gioia, disperazione, finzione, paura di essere poi chi?, voglia di ricominciare, sorpresa che forse non siamo soli nel nostro dolore, che in fondo tutti abbiamo dei buchi dei vuoti con cui lottiamo o cerchiamo di dimenticare, genitori, figli, figli e genitori ma che poi la trama sarebbe la storia di un bimbo adottato a tre anni di età in una famiglia che gli da tutto, poi si scopre per caso “eroe” della legalità lasciando tutto quello che faceva prima per fare il clown in un circo da 4 soldi, si ritrova a  vivere sotto scorta e la sua vita viene di nuovo scombussolata dalla scoperta di un fratello che lo smuoverà a tappare quei buchi che combattiamo fin dalla nascita. Ma a parte questo, il tutto è un romanzo che parla di noi, dello stesso scrittore, di tutti noi lettori, ho avuto la sensazione in alcuni passaggi che parlasse pure della mia vita e dei miei cazzo di buchi scusate il termine.

Ho sempre detto che non sono bravo a spiegare un libro, ma questo libro non deve essere spiegato ma assolutamente letto per entrare ognuno nella propria esistenza e fare i conti con i propri demoni o problemi che siano e aprire altre fragilità che ci rendono unici e comunque sia belli.

Un titolo che tocca le mie corde e che un giorno proverò a raccontare anche se a nessuno frega, io sento sempre più il bisogno di gridare!

«Sì, ma nessuno si mette a leggere i tuoi miseri vizi privati. Nessuno si prende la briga di capire i tuoi drammi così patetici. La tua grandezza era solo la grandezza dei tuoi nemici. Non del fratello matto o delle tue paturnie».

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La vendetta dei nani – Markus Heitz

 

Quanto tempo, ma quanto tempo, incredibile, penso siano passate 3 settimane con in mezzo la Pasqua, Pasquetta e questo bellissimo ma grigio 25 aprile, quanto tempo soprattutto per leggere questo libro, voi direte, un libro fantasy, leggero, pieno di cose inventate, fila liscio, invece è stata più dura del solito, siamo sempre in quel mondo dei nani che è la terra nascosta ma cosa c’è al di là della terra nascosta, in questo terzo libro ne vengono fuori di ogni. Ma come dicevo ho fatto una fatica immane, 600 pagine lunghissime se non per le ultime 60 pagine divorate in un ‘oretta, il finale è assolutamente intrigante perchè ti costringe a prendere il seguito, apre troppi scenari in sospeso. Insomma mi è piaciuto o no? Insomma boh, ma la fine mi ripaga di 3 settimane di sofferenza sempre per una questione di una sensazione di allungare la brodaglia ma poi quando si arriva al sodo mi prende e va dritto alla curiosità del lettore, il protagonista nano Tungdil si innamora, si disannomara e si rinnamora, combatte, perde, entra in una fase di instabilità per poi rinascere ricombattendo coi suoi valori di sempre, ci sono le stirpi dei nani, che sono ben 5, ci sono gli elfi, amici o nemici dei nani? I nani si divideranno, nuovi mostri, nuovi nemici, nuovi maghi o magie, la difficoltà seria di convivere tra umani, nani, elfi, umani, poi mi domando se è solo un fantasy o qualcosa di reale c’è, se pensi alle guerre di oggi, ai migranti, ai bambini che muoiono, alle dittature, pensi se quel nano che si crede imperatore di tutti i nani che odia a prescindere gli elfi sia solo una invenzione letteraria o in qualche modo è una realtà che nel nostro mondo attuale c’è ed esiste?

Tornando alla saga dei nani, ovvio che comprerò il seguito che è “il destino dei nani”, ma ora assolutamente voglio uscire dalla terra nascosta dei nani per rituffarmi nel mio mondo, ma sarà meglio o peggio?  Mah!!

Lui è tornato – Timur Vermes

 

 

Adolf Hitler si risveglia 66 anni dopo in quel bunker che ora non c’è più, adesso c’è un campetto di calcio, si sveglia con la sua divisa con la sua ferrea mentalità degli anni 40, con le sue folli idee, insomma quell’adolf Hitler che abbiamo studiato nei libri alla conquista dell’Europa, sterminando ebrei e non solo, conducendo invasioni su invasioni per mantenere integra la razza ariana riappare nei nostri anni…

Un romanzo assolutamente originale che impone diverse riflessioni sulle problematiche attuali del nostro tecnologico moderno democratico mondo.

Hitler 66 anni dopo sente ancora la vocazione la provvidenza, sente che la sua Germania abbia bisogno di una guida, di un comandante che la porti lontano dalle paure che l’avvolgono. Sente il dovere di continuare il progetto misteriosamente fallito decenni prima. Osserva Berlino, il suo popolo alle prese con le nuove tecnologie, la nuova televisione, internet, le pubblicità, le nuove guerre, il rapporto con gli stranieri e si rende conto che il suo intuito non aveva sbagliato. La Merkel la definisce “una donna tozza che infonde lo stesso ottimismo di un salice piangente”. Hitler per la seconda volta nella sua esistenza si sente il vero punto di riferimento per un paese completamente destabilizzato.

Ovviamente la gente che lo incontra non crede che sia il vero Hitler, ma un attore, un comico talmente abile che verrà alla ribalta in un programma televisivo di successo. Da qui si mescola realtà commedia scherzo e porterà il corso della storia a verità paradossali!

E se non fosse mai andato via, se non fosse mai morto insomma se qualcosa di quest’uomo che al solo pronunciare il nome mette i brividi fosse ancora presente nei nostri giorni??? eh si brividi ma brividi reali per la successioni di fatti eventi che ogni giorno accadono…