La perfezione non è di questo mondo – Daniela Mattalia

 

La mia consigliatrice di libri mi ha suggerito 2 dolcissimi vecchietti, una ragazza e un ragazzo, due fantasmi e un cane. L’intreccio di questi vite fanno la perfezione non è di questo mondo! Un affresco di scene quotidiane di uomini e donne alle prese con i loro problemi, con i loro ricordi, con i propri fantasmi, con le proprie paure tanto che poi ti affezioni ai personaggi!

Il mondo dei giovani e il mondo degli anziani si incrociano, si aiutano, si completano nonostante una differenza di età grande ma è più forte la sensibilità e la voglia di prendersi cura dell’altro che a volte manca in questa maledetta e bella terra!

Scorrevole, semplice, ironico, strappa sorrisi per me sotto l’ombrellone questo piccolo affresco di vita è perfetto!!

Radio Aut – Peppino e i suoi compagni

 

Ogni tanto è sano leggere o rileggere o quanto meno sapere che ci sono vite belle, non facili, semplici, forti, volenterose, impegnate; danno, almeno a me, un sollievo nel pensare che in questo mondo siamo circondati anche da uomini e donne di una gran forza intellettuale e civile da prendere assolutamente esempio: insomma Peppino Impastato.

E’ un libriccino piccolo che traccia attraverso le testimonianze delle sue parole e dei suoi compagni un impegno politico civile sociale. La radio fu fondamentale negli anni ’77 ’78 perchè era un mezzo che poteva arrivare a molte persone e creare quella controinformazione giusta più bilanciata rispetto a quella cosidetta di regime di governo. Aveva creato questa radio, radio Aut in cui si alternavano notiziari internazionali, nazionali, regionali e quelli di paese come Cinisi a programmi totalmente musicali e programmi a prendere proprio per i fondelli la mafia, si la mafia che a quei tempi era già scandaloso dire mafia, perchè molti non credevano che ci fosse la mafia, era una parola da non dire quasi, beh Peppino Impastato attraverso ricerche, documentazioni, riviste, numeri ha tracciato uno scenario politico e non solo inquietante ma reale, assolutamente veritiero, mostrandolo attraverso mostre fotografiche, manifestazioni e trasmissioni radiofoniche. Non ci stava a vedere il suo paese cadere sotto l’egemonia di organizzazioni criminali che tramavano nel buio, che tramavano con la politica di governo. Era un ragazzo molto motivato soprattutto cercava di coinvolgere più persone possibili nei suoi progetti.

Oggi come oggi avremmo bisogno di Peppino Impastato, del suo coraggio, del suo spirito civile sociale perchè saremo pure nel 2017 ma le cose da cambiare sono tante come negli anni di Peppino nostro!

 

Senza coda – Marco Missiroli

 

 

Un bambino, un gran cacciatore di lucertole e i suoi amici Luigi e il buon vecchio giardiniere Nino che asseconda le fantasie di un bambino che deve affrontare il buio della sua famiglia, un padre violento, autoritario e la mamma vittima del carattere del marito.

Si chiama Pietro, questo bambino, ed ha l’età di chi dovrebbe giocare si con le lucertole correre, giocare con il pallone ma lui prega il Gesù bambino che possa il padre essere più buono e che la madre non abbia più nessun livido e poi prega perchè non vuole andare dall’amico misterioso del padre, Carmine.

Entriamo nell’infanzia di un bambino in modo brutale, netto, c’è l’ombra della mafia, cosa oscura per i bambini, ma pietro che è ancora nell’età di non sapere bene la differenza tra bene e male arriverà a capire il senso della cattiveria, della perdita e del lutto.

Inizio forse lento, forse più che lento delicato e fantasioso per avventurarci nell’infanzia difficile di un bambino poi però prende la narrazione che corre su vari binari, insomma un libro che ti tiene incollato alle pagine fino alle ultime speranze di Pietro!

 

Romanzo criminale – Giancarlo De Cataldo

 

Libanese, Freddo, Dandi, Bufalo, Trentadanari, il nero, il secco, Ricotta, Botola, il nercio, er sorcio, Fierlocchio, Scrocchiazeppi non è una squadra di ragazzini di periferia di calcio, ma è una vera e crudele organizzazione criminale che ambiva letteralmente comandare Roma tra gli anni settanta e ottanta. Insomma la banda della magliana…

Dalle origini fino alla fine di questa banda che percorre anni veramente drammatici per l’Italia come stato democratico alle prese con le brigate rosse, con una politica corrotta e con la mafia siciliana e la camorra napoletana a fare da padroni nel vuoto statale di quegli anni economicamente “brillanti”.

E’ un romanzo ma è storia vera, e nonostante ormai siano passati diversi anni le cose non sembrano cambiate; nel descrivere l’ascesa di questi giovani criminali (che se ne infischiano della politica ma che alla fine verranno inglobati nelle trame losche di palazzo), vengono in risalto gli stretti legami che intercorrono tra stato, criminalità, polizia corrotta, servizi segreti deviati, imprenditoria, è una vera e una continua guerra tra bande per avere il potere e il comando assoluto sulla droga, prostituzione e gioco d’azzardo.

Il Libanese, il Freddo il Dandi sono ragazzi, senza lavoro, senza nessuno stimolo se non quello di rubare, spacciare, che hanno come modello cosa nostra insomma sono giovani senza motivazioni che vogliono tutto e subito e rischiano la vita ogni minuto della loro esistenza; leggendo questo libro a me viene voglia di tutto tranne che organizzare una struttura malavitosa perchè fanno una vita rinchiusa, nascosta, senza poter dormire tranquilli mai, e allora perchè hanno scelto di fare questa vita? Non avevano alternative? Erano stufi? e poi di cosa? Questi libri mi fanno pensare molto, queste storie mi fanno riflettere tantissimo perchè mi fanno capire quanto possa contare la famiglia, la realtà in cui nasci e vivi, le persone che incontri e frequenti e basta un attimo per trovarti nel buio più totale e quanto sia difficile poter affrontare una situazione più grande di te. Mi viene in mente sempre Peppino Impastato, il suo coraggio, la sua determinazione, la sua voglia di cambiare le cose per la giustizia quella giusta per tutti nessuno escluso.

Ora come un italiano medio mi guarderò la serie tv che dicono sia molto bella. Ma in realtà di bello non c’è proprio un cazzo…