Romanzo criminale – Giancarlo De Cataldo

 

Libanese, Freddo, Dandi, Bufalo, Trentadanari, il nero, il secco, Ricotta, Botola, il nercio, er sorcio, Fierlocchio, Scrocchiazeppi non è una squadra di ragazzini di periferia di calcio, ma è una vera e crudele organizzazione criminale che ambiva letteralmente comandare Roma tra gli anni settanta e ottanta. Insomma la banda della magliana…

Dalle origini fino alla fine di questa banda che percorre anni veramente drammatici per l’Italia come stato democratico alle prese con le brigate rosse, con una politica corrotta e con la mafia siciliana e la camorra napoletana a fare da padroni nel vuoto statale di quegli anni economicamente “brillanti”.

E’ un romanzo ma è storia vera, e nonostante ormai siano passati diversi anni le cose non sembrano cambiate; nel descrivere l’ascesa di questi giovani criminali (che se ne infischiano della politica ma che alla fine verranno inglobati nelle trame losche di palazzo), vengono in risalto gli stretti legami che intercorrono tra stato, criminalità, polizia corrotta, servizi segreti deviati, imprenditoria, è una vera e una continua guerra tra bande per avere il potere e il comando assoluto sulla droga, prostituzione e gioco d’azzardo.

Il Libanese, il Freddo il Dandi sono ragazzi, senza lavoro, senza nessuno stimolo se non quello di rubare, spacciare, che hanno come modello cosa nostra insomma sono giovani senza motivazioni che vogliono tutto e subito e rischiano la vita ogni minuto della loro esistenza; leggendo questo libro a me viene voglia di tutto tranne che organizzare una struttura malavitosa perchè fanno una vita rinchiusa, nascosta, senza poter dormire tranquilli mai, e allora perchè hanno scelto di fare questa vita? Non avevano alternative? Erano stufi? e poi di cosa? Questi libri mi fanno pensare molto, queste storie mi fanno riflettere tantissimo perchè mi fanno capire quanto possa contare la famiglia, la realtà in cui nasci e vivi, le persone che incontri e frequenti e basta un attimo per trovarti nel buio più totale e quanto sia difficile poter affrontare una situazione più grande di te. Mi viene in mente sempre Peppino Impastato, il suo coraggio, la sua determinazione, la sua voglia di cambiare le cose per la giustizia quella giusta per tutti nessuno escluso.

Ora come un italiano medio mi guarderò la serie tv che dicono sia molto bella. Ma in realtà di bello non c’è proprio un cazzo…

 

 

 

 

 

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