Il mare dove non si tocca – Fabio Genoevesi

 

Io da qualche parte ma ahimè non so dove siano, ho una centinaia di fogli a righe su cui ho scritto tutta o quasi tutta la mia adolescenza tra confessioni, sofferenze, entusiasmi, vittorie, sconfitte, sensazioni, impressioni, e proprio questo libro di Fabio Genovesi mi ha fatto ricordare attraverso il suo protagonista, guarda caso, Fabio, la mia crescita tra alti e bassi dalle scuole elementari fino alle superiori e più.

Si, questo libro parla di un ragazzino, parla dal suo punto di vista, parla di quello che gli capita intorno partendo in primis dalla sua numerosa famiglia, bella, unica ma assolutamente particolare perchè avere tanti zii che si considerano per lui dei veri e propri nonni è quanto meno strano, al rapporto con i suoi coetaeni, con la scuola, con i suoi pochi amici, con quello che può essere il suo primo amore fino a vivere un dramma che lo porterà a crescere forse più in fretta, o forse no.

Il mare dove non si tocca è proprio quella sensazione lì, quando ti buttano in acqua e tu non sei capace di nuotare, sei solo con il tuo corpo ad affrontare il mare, o la vita in figura retorica, la paura che abbiamo quando viviamo una situazione in cui stare a galla sembra un’impresa, ecco il mare dove non si tocca è quella roba lì, serve per crescere, andare avanti, ad apprezzare la vita, i giorni che si susseguono, e te sei costretto ad imparare sempre cose nuove per godere di tutto quello che ti arriva nel bene e nel male.

“E questo mare dove non si tocca” ce lo spiega a suo modo un ragazzino di 6 anni che cresce va a scuola, elementari, medie, trova difficoltà con i suoi coetanei, è quasi sempre escluso dalle feste, insomma ha sempre un gran casino da affrontare un pò come noi adulti che a volte o direi spesso ci troviamo in situazioni che sembrano impossibili da superare e poi arriva un momento che si trova quella forza per andare avanti.

Un libro ironico, perchè fabio Genoevesi non ha lasciato da parte il suo modo assolutamente divertente di descrivere situazioni ma nello stesso tempo si soffre per gli accadimenti che succedono al piccolo e grande protagonista. La storia di Fabio è la storia di chi legge in fondo perchè nelle parole del bambino almeno io mi sono rivisto nei banchi a scuola, mi sono rivisto nelle pause di ricreazione in cui cercavi lo sguardo della ragazzina che ti piaceva, mi sono rivisto anche nel dolore che la vita ti costringe ad affrontare, alle difficoltà e alle prese in giro con i tuoi compagni di scuole e al di fuori.

Un libro che parla di vita, di noi con parole che fanno sorridere e ricordare!

Bravo Fabio! Tutte e due ovviamente!

“Perchè imparare le cose della vita è come svuotare il mare con un bicchiere: prima di cominciare ti sembra un’impresa difficile, ma se ti fai coraggio e ci provi, allora capisci che è proprio impossibile.”

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