Eureka street – Rober Mcliam Wilson

 

Consiglio di lettura di chi ama tutto quello che è libro e dintorni, e niente sulla fiducia preso, comprato e in un attimo mi sono trovato in una città molto amata dallo scrittore, Belfast, nella quale c’è tutta la vita che puoi respirare, amicizia, amore, violenza, dolore, lavoro, sogni, politica, manifestazioni, bombe, protestanti, cattolici, divisioni politiche sociali ma in tutto questo caos nasce, sopravvive, rimane una storia di amicizia tra due persone completamente diverse forse, essì uno protestante, l’altro cattolico, uno grassottello bruttarello e l’altro un bel figliolo, uno molto chiuso, silenzioso e l’altro più aperto a quello che succede eppure in eureka street quella storia è autentica, vera come quella città dilaniata da bombe rivendicazioni violenze, ma di notte sembra essere ancora più bella con tutte quelle storie di chi la abita perchè in fondo “tutte le storie sono storie d’amore”( il libro inizia proprio così!)

Volevo mettere alcune frasi di questo splendido libro, ma fate prima leggerlo tutto, ci sono 2 capitoli che rimarrete a bocca aperta, lo scoppio di una bomba in un bar e Belfast di notte, rimarrete rapiti da emozioni diverse ma almeno io sono rimasto stupito come la parola possa dare una forma a sensazioni, emozioni che non si possono toccare ma solo sentire!

Che bellissima dichiarazione d’amore per una città e per la vita!

(La mia Eureka Street è il lungotram, un giorno ve lo racconterò ma devo ancora leggere migliaia di libri per poterlo scrivere!)

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Chissà!

Chissà in questa bella piazza quanti incontri ci sono stati, molto belli, alcuni magari spiacevoli e altri invece da ricordare

Chissà quanti pensieri hanno riempito questa piazza piena di gente in cerca di tutto e in cerca di niente, pensieri di speranza, di rassegnazione e di semplice voglia di esserci.

E poi ci sono storie da raccontare lunghe almeno 15 anni e basta questa bellissima piazza per azzerare tutto e sorridere anche dei “guai”, almeno per poche ore..

Fanculo al razzismo! La ferrovia sotterranea – Colson Whitehead

 

La ferrovia sotterranea è uno strumento di salvezza, un modo per sopravvivere, una autentica speranza ma perchè? Siamo nella prima metà dell’ottocento in America ed era normale che chi nasceva bianco avesse una vita agiata o quanto meno una vita degna di essere chiamata così e chi nasceva di colore non avesse libertà, nasceva schiavo di qualcuno, che poi diventava schiavo di qualcun’altro, era soggetto alle più deprovevoli condizioni di sopravvivenza, fin dalla nascita chi aveva questa “colpa indegna” di avere la pelle scura subiva un trattamento disumano: violenza, maltrattamenti, schiavitù, soprusi.

La ferrovia sotterranea è però come ho detto una speranza, non è solo male, non è solo storie di uomini, donne, bambini, bambine che provano a vivere nonostante tutto contro, non puoi sfuggire a questo modo di pensare, devi solo adeguarti al pensiero dominante di chi è convinto di poter sottomettere per una differenza di colore di pelle, questa ferrovia sotterranea è creata da chi non la pensa così e in qualche modo dà coraggio per affrontare l’inverosimile.

Il bianco nel romanzo ha anche paura dei neri perchè alla fine quest’ultimi sono anche numericamente di più, e più hanno paura e più aumenta la violenza e la schiavitù. In questa storia seguiremo le vicende di una famiglia di donne: nonna, figlia e nipote, l’ultima è la protagonista, Cora,  che continua a scappare, a crederci, a disilludersi, per poi scappare, crederci e riscappare nuovamente, incontrando persone nella stessa sua condizione. Non smetterà mai di provarci fino a raggiungere forse ma dico forse un pò di pace.

Ma io mi chiedo oggi come siamo messi a razzismo? come siamo messi con l’integrazione tra culture diverse , come siamo messi?

Io direi proprio male. Vero non c’è più la schiavitù, ma la diversità è ancora oggi una cosa quasi intollerante. Ahimè.

Ben vengano questi libri  forse forti, duri ma che fanno riflettere ancora oggi nel 2017.