Il poeta – Michael Connelly

 

Nonostante non sia un fan dei gialli, dei thriller mi ritrovo nel 2018 a leggere un secondo libro( e credo che non sarà l’ultimo) di questo genere ad alta tensione, e questo è proprio un thrillerone, certo è che se non fosse stato per un mio amico non mi sarei mai imbattutto in questo poeta, direi pure maledetto..

Il fratello del protagonista di questa storia si è apparentemente suicidato, apparentemente perchè il protagonista, un giornalista che scrive di morti e dintorni non crede assolutamente a questo suicidio, per lui è un omicidio, da qui parte la trama che però non vado a raccontare…

Si legge molto bene, scorrevole, forse in alcuni punti a me risulta un pò contorto, ma sembra di vedere quei film di Hollywood pieno di colpi di scena, di segreti e fino alla fine il poeta, il serial killer non ha una identità anzi sembra una poi un’altra e poi un’altra ancora, insomma il lettore viene rapito dagli eventi del caso fino all’ultima pagina, chiedendosi ma sarà morto?

 

 

 

 

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La frontiera – Alessandro Leogrande

 

E poi arrivano questi racconti, questi libri e per un momento tutto si ferma, ma si sa che tutto si muove e si va avanti sempre, tutto scorre, si continua lasciandoci alle spalle dolori, emozioni, sofferenze, tragedie, si prosegue con assoluta indifferenza a tutto, si deve andare, ma ripeto poi arrivano questi racconti, questi libri e ci raccontano di una frontiera, di una linea che divide, una linea che anche lei si muove, cambia posizione, ma stacca il mondo in due parti, il mondo diciamo occidentale quello diciamo moderno, diciamo quello ricco, diciamo quello tecnologico e consumistico da un mondo distrutto da guerre, persecuzioni, dittature, povertà senza un benchè minimo di democrazia. Questa linea è la frontiera che si muove a secondo degli eventi geopolitici in corso costituita da puntini da migliaia di puntini che cercano di andare dall’altra parte per salvarsi, per sopravvivere, per illudersi, per trovare una minima dignità, questa frontiera è fatta da uomini, da storie, la maggior parte tragiche, di uomini, donne, anche bambini che scappano che nonostante l’esito sia impossibile loro piuttosto che stare dove stanno provano ad uscire dal tunnel e trovare una luce una speranza, una frontiera che gli possa dare motivo di continuare.

Ci sono ancora oggi segni inequivocabili dei disastri del colonialismo italiano, carceri, e posti usati ai tempi del colonialismo, ora riusati come carceri per i profughi che cercano di scappare. Ci sono storie nelle storie che ti rimandano indietro e al presente, ci sono viaggi incredibili, disumani di persone che spendono migliaia di euro per stare in viaggio mesi e mesi per poi morire o rischiare di morire nel mar mediterraneo, alle coste di Lampedusa, c’è chi ce la fa o meglio chi riesce a sopravvivere a questi interminali viaggi della morte e grazie ai loro racconti si può dare una idea di cosa stia succedendo dall’altra parte del mondo, in Eritrea, in Libia, in Somalia, in Turchia, in Siria e altri ancora.

Si parla di uomini come noi, come me, come voi ma che stanno dall’altra parte, si porta all’attenzione degli ultimi di chi ha tutto contro, di chi ha subito violenze senza avere nessuna colpa si cerca di dare un volto a chi un volto ha paura di mostrare. Non vi chiedete mai che cazzo di fortuna avete avuto a nascere, crescere in paesi liberi ancora democratici(non so dopo il 4 marzo che succederà), cerco solo di capire perchè io si e altri purtroppo no.

Invece mi date del buonista del cazzo che devo ospitarli io a casa mia perchè sono un buonista del cazzo.  Solo quello sapete dire e basta.