Carnaio – Giulio Cavalli Che schiaffo!

 

Uomini morti catapultati, lanciati, dal mare verso una città chiamata DF, prima li trovi in spiaggia, poi in strada, sui marciapiedi, vicino il parcheggio delle macchine, poi montagne di carcasse umane depositate sulla spiaggia, poi invadono completamente la città intera, uccidendo chi ci vive e te che fai? Te che faresti? Il sindaco e chi governa iniziano a costruire muri su muri per controbattere queste ondate di morti lanciati dal mare( ma dove cazzo provengono? ma chissene frega, stanno distruggendo una città), poi sfruttano questi corpi inanimati per tutto quello che può servire a chi vive: dal mangiare al vestiario, cose dell’altro mondo, cose assurde eppure questa Df prospera, si arricchisce, diventa la città più potente della terra, questi morti diventano la fonte di arricchimento da chiudersi e dividersi dal mondo intero perchè in fondo non hanno bisogno di nessuno se non di questi morti. Ma qualcosa andrà storto, qualcosa romperà questo assurdo incantesimo, questa maledetta illusione di fare a meno degli altri e sarà carnaio…

Una storia inventata ma mica tanto, una storia assurda ma mica tanto, una storia frutto di una mente bacata ma mica tanto, io ci vedo tanto e troppo di quello che succede ora, adesso, in questo istante. Mi son visto i Salvini, i Di Maio, la destra, I Renzi,  la sinistra che non c’è a trovare soluzioni, ho intravisto i Travaglio, i Vespa, I Saviano, ognuno con le loro verità, intanto che questa politica fa danni, si fa bella, perde tempo, c’è chi muore..

Fa male, uno schiaffo, è una storiella… una storiella un cazzo, si muore punto, per cosa poi?

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa – Luis Sepulveda.

Stavolta siamo nel mare, in un mondo marino, dove l’uomo ha dovuto adeguarsi alle leggi della natura con imbarcazioni sempre più evolute, però in questi ambienti c’è chi ci vive da secoli, da sempre, non ha bisogno di niente e queste sono le balene, i delfini, balenotti e via dicendo e c’è una balena enorme bianca che ha avuto un compito preciso di difendere il suo ambiente i suoi simili e ha conosciuto l’uomo, e dire che all’inizio la balena era contenta di incontrare l’uomo lo vedeva meravigliato ma poi ha conosciuto l’avidità la voglia di prendersi tutto e lì la storia prende una brutta piega…

È una favola, è una storia anche e soprattutto per adulti. Fa riflettere, il tema della natura è molto caro all’autore e anche la balena ci dà lezioni di vita…

I ragazzi hanno grandi sogni – Alì Ehsani – Francesco Casolo

 

Afghanistan, Grecia, Turchia, Venezia, Roma, 5 anni in perenne pericolo, anni di viaggi impensabili, di difficoltà estreme, perdendo davanti ai suoi occhi le persone più care, i genitori per la guerra, il fratello per un viaggio in mare andato a male, questa è la vita di Alì Ehsani, un ragazzino afghano lontano dal nostro mondo eppure mi ci sono trovato nei suoi pensieri, nelle sue paure, nelle sue insicurezze davanti ad un mondo totalmente sconosciuto.

Il libro parla della vita che affronta nei centri di accoglienza a Roma, ma si alternano i ricordi, i momenti dei 5 anni passati prima, è un ragazzo che dalla sua sfortuna trova una forza per rinascere, un bell’esempio, riusciamo entrando nella vita di Alì a comprendere i meccanismi che scattano nelle teste dei ragazzi dei centri di accoglienza, un meccanismo è quello del fallimento, del non essere compreso, di non deludere la propria famiglia e quando non ce la fai più si intraprende la strada più facile, quella della illegalità, dei soldi facili, una strada che apparentemente sembra quella giusta ma ti porta dritto in carcere ed entrare in un circolo vizioso in cui anche se non sei un delinquente poi lo vuoi essere perchè sei alla frutta, se no c’è il meccanismo che scatta in Alì ed è quello di ritenersi fortunato, di trovare un modo di rinascere, studiando, lavorando, cercando una indipendenza che sembra non arrivare mai, ma con ostinazione poi piano piano si conquista.

E’ un ragazzino afghano che ci da una lezione di vita a noi stronzi che abbiamo tutto ma che in realtà ci manca tanto di quella forza di quel coraggio, di quel buon senso che ha permesso al protagonista di questa storia di poter uscire dal tunnel della sopravvivenza e riuscire a vivere con dignità.

C’è tanta speranza e positività in questa vita non certo fortunata, certo con le parole siamo capaci tutti, ma lui Alì Ehsani è riuscito coi fatti ad intraprendere un percorso luminoso nonostante il buio pesto!

Grazie!

Heidi – Francesco Muzzopappa

 

Son tornato, son tornato! Mi sa che questo è stato il periodo più lungo quasi 2 mesi senza leggere un libro, incredibile, quanto mi mancava l’odore della carta, le parole scritte, la copertina, sfogliare pagine, e come ogni volta quando ho una crisi di lettura, ho bisogno di un libro, di una storia che in qualche modo mi possa mettere il sorriso, e lui Francesco Muzzopappa è una garanzia di commedia reale tra sorrisi, riflessioni e anche tenerezza, si perchè Heidi è nuovo modo di vedere la realtà di un padre colpito evidentemente da demenza senile e chiama sua figlia, Chiara, la protagonista di questo romanzo, Heidi e quella capretta con lo sfondo verde in copertina è garanzia di una storia che tocca le corde sensibili del lettore!

Siamo a Milano, quella frenetica, quella in cui si lavora e basta, dove si fanno straordinari e si torna a casa dopo 10 ore di lavoro senza aver visto la luce del giorno e Chiara è una direttrice di casting di programmi surreali quasi trash, è al limite della sopportazione di questo ambiente soprattutto dovuto da un capo chiamato Yeti che sembra peggio del miglior Hitler di sempre; in tutto questo trambusto lavorativo c’è una parte non poco importante il padre che viene cacciato dall’istituto in cui stava per comportamenti troppo forti ed è costretta a trovare una soluzione per curare e seguire il suo papà, e qui arriverà Thomas…

Scrittura leggera, coinvolgente che mostrerà questo rapporto padre e figlia alle prese con la vita quotidiana, e quando si tratta di questi temi delicati, profondi Zilly si scioglie sempre e poi se è accompagnato con il sorriso si fa bingo! Bello!