Cadrò, sognando di volare – Fabio Genovesi

È stata una sorpresa, primo non sapevo che fosse uscito un nuovo romanzo di Fabio Genovesi( uno dei miei autori preferiti di oggi), secondo non sapevo che parlasse di pantani anche se dalla copertina qualche spunto poteva e doveva darmelo( la bandiera del pirata che sventola nel cielo aaah che ricordi!), fatto sta che nonostante un momento mio privato e di tutti pieno di ansia, Sono riuscito a leggerlo e ad avere un po’ di stimoli per un futuro non certo roseo..

Tutto è in quell’anno, il 1998, in quell’estate magica anche per chi non è poi così tanto appassionato di ciclismo, il giovane Fabio deve raggiungere i suoi amici a Siviglia per una vacanza di alcol feste ragazze, insomma quelle vacanze che progetti da una vita con grandi sogni ed invece riceve una lettera che deve iniziare a fare l’obiettore in un ex convento sperduto tra i monti dove vivono due preti..diciamo abbastanza stravaganti o quanto meno particolari..

Non volevo scrivere la trama ma vedo che lo sto facendo nonostante ero partito di non scrivere nulla sulla trama, comunque questo Fabio si troverà a fare i conti con questi due preti soprattutto con don basagni il quale ha una grande passione per il ciclismo e si troveranno a seguire insieme in tv con grande entusiasmo le gesta di Marco Pantani al giro d’Italia e al tour de france..

Marco Pantani per me rappresenta una forza che supera l’impossibile, ha avuto un sacco di disavventure ma tornava e ritornava e poi arriva il 1998 e vince i due giri più difficili dell’anno per poi l’anno dopo cadere ancora fermato per un valore più alto del normale nel sangue, ma rimane e rimarrà eterno il suo attaccare, il suo soffrire e farne la sua qualità migliore, il suo ora o mai più, il suo istinto apparentemente suicida ma alla fine vincente, ed in questo romanzo si respira tutto questo e molto di più attraverso due personaggi lontani anni luce ma così vicini nelle loro scelte sbagliate di vita, niente da fare, a me piace sto Fabio sia lo scrittore sia il protagonista che poi sono la stessa cosa forse..

Inutile fare finta di niente, ma il ciclismo quel 1998 quel pantani quel vedere la tv in piedi ad ogni scatto di pantani quel commentare ogni tappa mi ricorda papà, vedeva tutte le tappe che fosse pianura o montagna, a volte si addormentava, a volte mi chiedeva ma domani mica faranno riposo? oppure mi diceva ma Nibali non ce la fa è troppo dura la salita.. quanto cazzo manchi papà!

e

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