Diario di una talpa – Paola Mastrocola

Paradossale leggere un libro che parla del lockdown appena stato, mentre in Lombardia inizierà un coprifuoco dalle 23 alle 5 proprio ora, un libro che parla anche di uscita da una situazione di chiusura forzata e proprio in questi giorni entriamo nella seconda famigerata e prevista seconda ondata di corona virus, un libro che raccoglie pensieri, angosce, preoccupazioni, riflessioni della talpa che sta in ognuno di noi, e io sto vivendo in prima persona la quarantena, il virus, il decorso, la mala organizzazione di tutto questo virus che crea senza tanti fronzoli.

Credo sia un bellissimo diario in ogni caso, di una esigenza estrema in una situazione così diversa e unica in cui un essere umano si possa trovare. Come si fa a governare un virus? Un virus che non conosciamo? Come si affronta? È giusto aver chiuso tutto? È giusto poi aver riaperto con il contagocce? E ora dove andremo finire che i contagi sono aumentati così rapidamente? Siamo divisi su tutto, siamo preoccupati, vediamo le nostre piccole certezze fatte di giri al parco uscite con amici, viaggi, svanire per un virus che sembra costringerci a stare a casa, ad isolarci, ripeto fa strano leggere un libro appena uscito in luglio e vivere ora la sensazione di tornare alla chiusura di tutto.

Cara talpa aiutaci tu a stare più sereni e ad affrontare una situazione che si evolve in negativo ahimè giorno dopo giorno.

Il bambino nascosto -Roberto Andò

La mia quarantena controversa si è un po’ addolcita o meglio si è ammorbidita con questa storia ambientata a Napoli, nelle strade belle e malgestite dalle stesse persone che ci vivono. Un maestro di piano, molto criptico, molto sedentario, che attraverso la cultura della poesia cerca di evadere dalla quotidianità fatta di noia, ama un uomo, e cerca di stare lontano dalla sua famiglia di origine, ma la sua vita ben scandita dai suoi ritmi viene stravolta da un bambino, Ciro che proviene, suo malgrado, da una famiglia di camorra, con tutte le sue conseguenze di ragazzino spaccone, cresciuto troppo in fretta e in una delle sue rapine crea un clamoroso intoppo tra famiglie che gestiscono il potere nei quartieri napoletani e l’istinto del bambino è quello di rifugiarsi nella casa del maestro Gabriele…

Questi due personaggi Ciro e Gabriele si scontrano si odiano si conoscono fino ad instaurare quasi un rapporto di padre e figlio, il maestro di piano non ha astuzia abilità e spirito da battagliare contro forze più temibili di lui, ma il suo animo porta Ciro ad essere il bambino che finora non è stato, questo atteggiamento questa sensazione di protezione è vitale per Ciro che cercherà di stare lontano dalla sua famiglia aiutando lo stesso maestro.

Una storia piena di poesia di cultura di musica ma anche contrassegnata da malavita ignoranza furbizia e nonostante il finale va verso il male verso chi abusa di un potere che non dovrebbe esserci, vive la speranza che tutto non è perduto, che quello che è stato può essere da esempio per cambiare lo status delle cose.