Storia della mia ansia – Daria Bignardi

Altro libro consigliatomi, e nonostante il tema delicato, sofferto, duro come può essere la scoperta di un tumore e la cura, il viaggio dentro la cura, la sofferenza tra cura e il vivere durante la cura, è un romanzo in ogni caso pieno di vita di tanti uomini e donne, di ragazzi e ragazze che stanno crescendo che vengono coinvolti nella loro quotidianità da un malessere terribile. La protagonista ha un matrimonio in crisi o comunque non va a gonfie vele, ha dei figli che vuoi o non vuoi iniziano a vivere la propria vita, e la scoperta del tumore mette in discussione tutto ma soprattutto lei la protagonista stessa, Lea.

La malattia annulla i desideri, i sogni, mette dei muri, crea una forte crisi a chi subisce questo malessere bastardo, però la vita va avanti, i rapporti continuano, e Lea si trova ad avere un marito poco affettuoso quasi non innamorato, la malattia sembra mettere a dura prova il rapporto di coppia, in realtà mette a dura prova l’amore che lei Lea ha di sé stessa, dovrà fare i conti con sé stessa, cosa ancora più complessa e complicata, dovrà forse volersi bene lei più che gli altri, dovrà pensare più a lei che agli altri, perché in fondo solo così si può, si ha il via libera ad amare il prossimo…

Città d’argento – Marco Erba

Consigliato, mi sono fatto anche attrarre dal titolo e poi divorato pagina dopo pagina in una storia come quella veramente successa nella ex Jugoslavia, in quella città che solo il suo nome, Srebrenica evoca qualcosa di oscuro anche se magari non sai bene le cose, perché mentre noi italiani intorno all’anno 1995 vivevamo le nostre vite, lì proprio vicino a noi, si consumava un’altra tragedia umana, tra serbi e bosniaci musulmani, un genocidio che veniva anche raccontato nei telegiornali ma finché non la vivi in prima persona non si ha quasi mai la prova dell’orrore che si sta vivendo.

Questo libro è una testimonianza di come poter affrontare un odio che molto spesso viene alimentato da forze esterne che però poi ti travolgono e vieni coinvolto in azioni assurde, è una storia di famiglie, di persone che hanno solo la colpa di avere una etnia diversa? Di seguire una religione diversa? Eppure per decenni e decenni queste persone tra virgolette diverse hanno convissuto in modo pacifico e armonioso lo stesso territorio aiutandosi in caso di difficoltà, ma poi l’avvento di un nazionalismo forte e dirompente sgretola in pochissimo tempo una convivenza naturale e solidale.

Attraverso i protagonisti conosciamo la storia di due famiglie che devono affrontare questo tsunami fisico psicologico politico umano e proprio attraverso i sentimenti di amore e odio dei ragazzi romanzati si scopre la soluzione al male che di colpo è piombato senza avviso nelle loro vite. Bellissimo quanto tragico, da farlo leggere a scuola per capire e comprendere l’essere umano!

Il tempo che vorrei – Fabio Volo

Regalo di natale, e via subito primo libro dell’anno, un romanzo scorrevole, scrittura immediata per temi forti come il rapporto altalenante e quasi assente col padre del protagonista Lorenzo e il tema dell’amore quello vero forse che non si capisce come fare ad amare pur sapendo di avere a fianco la donna della propria vita, in mezzo a questo turbine di emozioni, il lettore piano piano entra nella vita di Lorenzo tra passato, presente e futuro… E quel tempo che era passato diventa subito presente e futuro a seconda delle scelte, delle sensazioni che prova sto ragazzo Lorenzo!

La formazione di Lorenzo avverrà attraverso un’amicizia che lo catapulterà nel mondo dei libri e della musica, quella bella quella rock quella che resta per sempre e ho provato subito simpatia per questo protagonista un po’ impacciato ma che coi libri e dischi riesce a venirne fuori! E il rapporto col padre beh è assolutamente di una tenerezza incredibile… E non posso non ricordare il mio di papà completamente diverso da quello di Lorenzo, perché mio padre è stato sempre presente, mi ha sempre supportato, ha cercato di non farmi mancare mai nulla cambiando il suo ruolo da papà ad amico da mamma a motivatore ma il denominatore comune che ho trovato è il loro amore puro per il proprio figlio, quello è qualcosa di unico…che mi mancherà sempre ed è giusto così.