Fortuna – Nicolò Govoni

Il secondo di fila che leggo e non si sbaglia mai, stavolta però Nicolò Govoni ha scritto un vero e proprio romanzo, una storia ispirata, comunque sia, alla realtà attuale su gestione di persone in fuga, e alla sua esperienza vissuta da essere umano in prima linea, e ne viene fuori una speranza viva e solida per cambiare un mondo che per il momento non è al passo con le esigenze di tutti gli esseri umani…

Mettiamo che ci sia una crisi civile politica sociale economica, proprio a casa nostra, dove vuoi o non vuoi devi scappare, fuggire letteralmente dal tuo abitato di sempre, e in questo viaggio disperato trovi due persone che ti sono vicine, anche non volendo, in questo inferno e vai in un posto che detta da tutti è il posto della salvezza, è un’isola della speranza, gestita da una piattaforma digitale, chiamata fortuna che apparentemente ti rida quello che ti hanno appena tolto, ma al momento che entri dentro ti accorgi dal primo istante che non solo quello che ti han tolto lo riavrai mai più ma è pericolosamente minacciata la tua dignità di essere umano…

Ci sono tre personaggi, entrambi protagonisti di questa storia, una nonna che sembra pensare solo a salvare la proprio pelle, un ragazzino Hans con un passato dolorosissimo e una ragazza juju che crescerà in questo viaggio di inferno dove arriverà a credere in sè stessa in una situazione di disperazione quasi irreversibile..

Come dice l’autore stesso, in questo romanzo c’è tutto il suo vissuto di volontario e non solo, c’è la volontà di comunicare la voglia e la possibilità di cambiare, c’è la consapevolezza di quanto sia tutto difficile, di quanti problemi ostacolano progetti di solidarietà dalla corruzione alla mafia, ma si respira l’assoluta certezza di dare umanità a chi, per colpe altrui, non ce l’ha…

Bianco come dio – Nicolò Govoni

Quasi due mesi senza leggere, una autentica agonia, nonostante l’attrazione spasmodica dei libri, dei libri in arrivo, delle librerie, delle presentazioni, sembrava che non mi andasse più, ci è voluto questo libro, ci è voluto Nicolò Govoni a farmi apprezzare la bellezza della vita, in questo caso la bellezza di leggere una storia dove c’è tanta sofferenza, c’è tanta crudeltà, c’è tanto menefreghismo eppure in questo buio di una realtà che esiste come la povertà, la sfortuna di nascere in un posto del mondo dove sei dimenticato da tutti, nasce la voglia di prendere in mano la vita e darne un senso pieno, soprattutto per chi vuole intraprendere la strada del volontariato, e lui Nicolò Govoni è un esempio di umanità straripante, insieme ovviamente ai bambini che sono il cuore pulsante di tutto!

In Italia mancava qualcosa alla sua vita, è dovuto andare in posti dove non c’è niente neanche a volte l’acqua, ed lì che ha trovato la pienezza della sua vita, aiutare un solo bambino, a costruire una casa una scuola per chi non ha niente lo ha fatto diventare uomo e soprattutto realizzato, perché dare una vera e solida speranza a bambini senza futuro è qualcosa di inspiegabile che lo fa sentire vivo e parte del mondo che non regala niente a nessuno, è una storia piccola e universale dove si intravedono dei principi fondamentali per chi vuole davvero fare volontariato, perché fare volontariato fa bene agli altri ma fa molto di più a chi lo fa, perché si impara a sorridere da chi il sorriso non lo perde neanche quando il futuro non c’è, non è contemplato, caro Nicolò è il tuo secondo libro che leggo e ogni volta mi sento piccolo e incredulo per tutte le volte che mi lamento per un amore non pervenuto, per il lavoro che stanca, per mille altre cavolate, la vita ha un colore che molto spesso dimentichiamo, grazie per la tua umanità che prima o poi vincerà su tutto..