Il cuore è un organo – Francesca Michielin

Non ne sapevo nulla, ho visto copertina e autrice e ho detto si lo prendo, senza sapere nulla, così di istinto, e devo dire che è stata una bella scoperta, piacevole, leggera ma piena di riflessioni che ti lasciano alla fine del libro con tanti spunti da dibattere!

Ci sono donne protagoniste, la musica che salva e riempie, il cuore che soffre e rinasce e la vita che non ti fa sconti, mai.

La musica come l’amore come la vita è uno spazio aperto profondo dove per godere dei benefici devi essere se stesso soprattutto con le proprie fragilità, anzi devi sapere accettare i propri limiti per potere entrare in armonia con il proprio cuore, con l’amore, con la vita, si respira il fatto che per vivere un amore, una passione, un’amicizia devi essere te stesso senza finzioni, devi creare un luogo di rispetto per tutto quello che ti circonda e a volte succede che per capire alcune cose è la vita stessa che ti mette di fronte a cose irreversibili e tu devi, a tuo malgrado, trovare lo spazio per uscire a vivere in pieno tutto quello che c’è da potere ancora fare…e finalmente rinascere!

Una persona alla volta – Gino Strada

“L’utopia è solo qualcosa che non c’è” diceva Gino Strada, lui che insieme al suo team è riuscito a trasformare un progetto di idee in una realtà concreta e solida come Emergency, e tutta la sua vita che leggiamo in questo libro emotivo e forte è stata improntata sulla passione che lo ha portato anche per caso ma forse più per la curiosità, nelle guerre di oggi, quelle più attuali in Bosnia, in Pakistan, in Afghanistan, in Somalia, e mentre prendeva coscienza delle atrocità che affrontava con le sue stesse mani che tentavano di salvare il salvabile da chi aveva bisogno, sentiva sempre più insistente dentro lui la richiesta quasi scontata forse ( forse perchè ancora oggi nel 2022 siamo di fronte a diverse guerre, addirittura pure una che potrebbe innescare reazioni su reazioni pensando all’Ucraina) dell’abolizione della guerra, del diritto per tutti della salute.

il libro scorre veloce, troppo, si entra nel viaggio personale di Gino Strada, e si capisce come nasca, cresca questo suo no netto senza se senza ma alla guerra, ti fa riflettere perchè le cose che dice non sono scontate, le ha vissute in prima persona, non è un pacifista solo a parole, è un no alla guerra convinto e sentito per la sua esperienza sul campo, ha vissuto senza che lo volesse la guerra, lui si che sa cosa vuol dire essere in guerra, le sue mani sono state la dimostrazione del suo pensiero al no a tutte le armi, alla produzione di armi ( terribile pensare alle mine antiuomo create per attrarre bambini, terribile!!), a tutte le guerre, al pensiero che la salute viene prima del santo profitto, eppure caro Gino Strada io che la penso come te, mi chiedo, e te lo chiedo ora che ci guardi da lassù se non ci fosse una difesa militare, se non ci fossero queste armi che dovrebbero servire più per prevenire e difendere come si salverebbe il mondo? Perchè se da un giorno all’altro arriva un pazzo e vuole conquistare mezzo mondo, calpestando tutti i diritti del mondo come faremmo, certo è che se si vieterebbe di produrre armi di costruire arsenali bellici se l’uomo si rendesse conto che la guerra le armi non fanno parte della vita di un essere umano, forse quella frase “L’utopia è solo qualcosa che non c’è” potrebbe essere uno stimolo per diventare uomini come te, caro Gino Strada…