…che Dio perdona a tutti – Pif

Fa ridere, sorridere, ci fa arrabbiare e ci fa fare anche una dura autocritica, insomma un libro leggero scorrevolissimo ma che tocca punti nevralgici del nostro vivere e tu con una compagna che ti critica che sei poco cristiano cattolico che faresti?

Arturo, il protagonista ci da la sua soluzione e cioè per 3 settimane cerca di essere il più cristiano cattolico di tutti, ma ben presto questa sua trasformazione volta a dare soddisfazione alla sua amata, risulterà assolutamente autodistruttiva o meglio ci incanalerà in un mondo com’è veramente e sotto le spoglie del buon religioso vedremo tutti i fili di una società ipocrita, corrotta, mafiosa, e poco incline ad aiutare chi di aiuto ne avrebbe bisogno..

Insomma questo pif tanto scanzonato, tanto burlone, tanto amante dei dolci con la ricotta ci dà una sberla in faccia col sorriso, si come ho detto all’inizio ci fa riflettere sui nostri comportamenti, sui nostri discorsi, sulle grandi morali di qualsiasi religione, filosofia che sia, dare agli altri senza pretendere nulla indietro sembra una vera e pesante utopia di questi giorni di immigrati, di latitanti, di politici che dicono e che non fanno….leggetelo che è pure veloce ma poi state attenti a non rimanerci male tanto Dio perdona a tutti…

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Leone – Paola Mastrocola

Questa copertina mi aveva colpito per quella pioggia, per quel bimbo, per quella panchina, per quelle mani rivolte verso il cielo e non sbagliavo cazzo non sbagliavo, una storia che fa riflettere e non poco in questi anni impazziti, frenetici, di consumismo, senza guardarsi mai dentro e chi ci sta a fianco perchè non si sa come, non c’è mai tempo per niente, si deve correre e basta…

Leone è un bimbo di soli 6 anni dei nostri tempi super tecnologici moderni con genitori separati, e proprio sua mamma un giorno si accorge che suo figlio prega, questa cosa scatena nella mamma vergogna, sensi di colpa perchè non capisce il motivo di questo pregare invece che giocare al tablet, rincorrere un pallone, no lui prega sa quasi tutte le preghiere del mondo, ma è proprio una vergogna? certo per i suoi coetanei lo è, è causa di derisione, è una situazione un pò anomala ma poi succede un diluvio e il paese è bloccato dalla pioggia, non c’è più elettricità, non si riesce a muovere con la macchina, le scuole chiudono, si sta in casa e lì scatta in tutti quel senso primitivo di chiedere aiuto, salvezza, comprensione…e quindi si inizia pregare… 

Leone prega perchè mentre la mamma lavorava, lui stava dalla nonna che gli ha insegnato a parlare con Gesù a pregare, e ora che la nonna non c’è più lui prega perchè nella preghiera trova un pò di conforto come fosse la cosa più normale di sto mondo…

Inevitabile quando leggi una storia saltare nei ricordi e i miei ricordi ora sono la mia nonna materna che mi è stata vicina quando ho perso la persona più importante della mia vita, è stata a fianco fino a 18 anni, poi mi ha lasciato correre da solo, forse sai nonna non mi vergogno a dirlo, avrei avuto ancora bisogno del tuo supporto, del tuo aiuto, della tua fondamentale presenza che a 18 anni non si capisce proprio un cazzo…

Classifica strana di dischi 2018!

Si assolutamente strana, imprevedibile, con nomi che mai avrei ascoltato eppure ancora una volta ecco “tac” sarà che in fondo sono ancora un 15enne, cmq è una classifica tutta italiana, molto pop, estremamente pop, a volte indie, a volta una trap pop ma ragazzi la mia vena rock non morirà mai, e sto aspettando chi riesce a sostituire i miei indimenticabili nirvana, per ora nessuno…

1 LOVE – Thegiornalisti. oltre ai singoli super passati in radio, c’è una canzone che mi ha conquistato Zero stare sereno. Tutto nasce da quella collaborazione tra fibra e Tommaso Paradiso e da lì la curiosità di ascoltare questo gruppo ultramelodico sentimentale e alla fine sto 2018 lo vincono loro!

2 VIVERE O MORIRE Motta. Bello, bello è un disco molto personale, molto vero, molto cantautorale evviva Francesco Motta con suoni pop indie rock che passa piacevolmente con quella voce a volte dolce a volte cruda a volte sostenuta ma sempre perfetta per cantare le mille sfaccettature della vita!

3 ROCKSTAR/POPSTAR – Sfera ebbasta. qui veramente non ci credo neppure io, che cazzo faccio, ascolto la trap?? che cazzo di testi sono?? eppure cazzo le basi, le melodie mi hanno incuriosito, pure il personaggio, sta di fatto che la canzone rockstar è la canzone che ho ascoltato di più, forse in questo anno scarno di novità dei miei preferiti, ho ascoltato questo genere così di moda, ma sto album ha dei suoni che boh, sarà discutibile il giovane trapper milanese, forse manco troppo, ma sto 2018 i numeri sono tutti dalla sua! Sono una rockstar , rockstar, rockstar, rockstar!

4 IL FUOCO IN UNA STANZA – The Zen Circus. La prima metà dell’anno dominato dai testi di Appino, poi piano piano han mollato il colpo dall’ondata pop ma restono un gruppo che sforna dischi belli, piacevoli, garanzia assoluta per questa band toscana!

5 EVERGREEN – calcutta

6 PETER PAN – Ultimo

7 PUNK – Gazzelle

8 INTERNO 7 – Piotta

9 VASCO BRONDI/ LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA live studio

10 INSTABILE/IN EQUILIBRIO – PUNKREAS

Live 2018 ce ne sono stati diversi eddie vedder con i suoi pearl jam con la sua voce che non c’era, che bastava andare al concerto dopo e sarebbe stato il concerto più bello di sempre, ma il mio cuore dice Jovanotti al forum per la sua energia infinita, per il suo entusiasmo per il suo essere stonato ed essere felice come fosse il cantante dei cantanti! W la libertà!

Novità 2018 ho ascoltato sta ondata pop italiano GALEFFI, GAZZELLE, POSTINO!

Lo stupore della notte – Piergiorgio Pulixi

Se non mi fosse stato consigliato, non avrei mai letto questo libro e avrei fatto male, anzi malissimo; Vero è un genere che non mi attira tantissimo, un mix di poliziesco, di thriller, di giallo ma assolutamente sorprendente quanto i colpi di scena, quanto la sua protagonista Rosa Lopez, una poliziotta con le palle che affronta 2 mali immortali come la ndrangheta e il terrorismo. Lei sembra tutta di ferro ma con le pagine che scorrono (che è una meraviglia), la vedremo in una veste meno rigida anzi quasi fragile anzi fragilissima, siamo a Milano, nella stazione, in centro, nell’hinterland, nelle strade di moda, ed incombe il pericolo dei pericoli: un attentato, l’attentato degli attentati ad opera forse dell’ISIS o di quel ramo estremista islamico o forse di chissà chi.

Non mi va tanto di scrivere una sorta di trama, perchè deve essere letto per coinvolgimento, per suspance, per tensione, per tema di attualità, per i personaggi, perchè ogni pagina crea mistero e curiosità. Insomma lo stupore della notte vi porterà in una visione della realtà non tanto diversa da quella che viviamo oggi o che facciamo finta di ignorare…


Carnaio – Giulio Cavalli Che schiaffo!

 

Uomini morti catapultati, lanciati, dal mare verso una città chiamata DF, prima li trovi in spiaggia, poi in strada, sui marciapiedi, vicino il parcheggio delle macchine, poi montagne di carcasse umane depositate sulla spiaggia, poi invadono completamente la città intera, uccidendo chi ci vive e te che fai? Te che faresti? Il sindaco e chi governa iniziano a costruire muri su muri per controbattere queste ondate di morti lanciati dal mare( ma dove cazzo provengono? ma chissene frega, stanno distruggendo una città), poi sfruttano questi corpi inanimati per tutto quello che può servire a chi vive: dal mangiare al vestiario, cose dell’altro mondo, cose assurde eppure questa Df prospera, si arricchisce, diventa la città più potente della terra, questi morti diventano la fonte di arricchimento da chiudersi e dividersi dal mondo intero perchè in fondo non hanno bisogno di nessuno se non di questi morti. Ma qualcosa andrà storto, qualcosa romperà questo assurdo incantesimo, questa maledetta illusione di fare a meno degli altri e sarà carnaio…

Una storia inventata ma mica tanto, una storia assurda ma mica tanto, una storia frutto di una mente bacata ma mica tanto, io ci vedo tanto e troppo di quello che succede ora, adesso, in questo istante. Mi son visto i Salvini, i Di Maio, la destra, I Renzi,  la sinistra che non c’è a trovare soluzioni, ho intravisto i Travaglio, i Vespa, I Saviano, ognuno con le loro verità, intanto che questa politica fa danni, si fa bella, perde tempo, c’è chi muore..

Fa male, uno schiaffo, è una storiella… una storiella un cazzo, si muore punto, per cosa poi?

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa – Luis Sepulveda.

Stavolta siamo nel mare, in un mondo marino, dove l’uomo ha dovuto adeguarsi alle leggi della natura con imbarcazioni sempre più evolute, però in questi ambienti c’è chi ci vive da secoli, da sempre, non ha bisogno di niente e queste sono le balene, i delfini, balenotti e via dicendo e c’è una balena enorme bianca che ha avuto un compito preciso di difendere il suo ambiente i suoi simili e ha conosciuto l’uomo, e dire che all’inizio la balena era contenta di incontrare l’uomo lo vedeva meravigliato ma poi ha conosciuto l’avidità la voglia di prendersi tutto e lì la storia prende una brutta piega…

È una favola, è una storia anche e soprattutto per adulti. Fa riflettere, il tema della natura è molto caro all’autore e anche la balena ci dà lezioni di vita…

I ragazzi hanno grandi sogni – Alì Ehsani – Francesco Casolo

 

Afghanistan, Grecia, Turchia, Venezia, Roma, 5 anni in perenne pericolo, anni di viaggi impensabili, di difficoltà estreme, perdendo davanti ai suoi occhi le persone più care, i genitori per la guerra, il fratello per un viaggio in mare andato a male, questa è la vita di Alì Ehsani, un ragazzino afghano lontano dal nostro mondo eppure mi ci sono trovato nei suoi pensieri, nelle sue paure, nelle sue insicurezze davanti ad un mondo totalmente sconosciuto.

Il libro parla della vita che affronta nei centri di accoglienza a Roma, ma si alternano i ricordi, i momenti dei 5 anni passati prima, è un ragazzo che dalla sua sfortuna trova una forza per rinascere, un bell’esempio, riusciamo entrando nella vita di Alì a comprendere i meccanismi che scattano nelle teste dei ragazzi dei centri di accoglienza, un meccanismo è quello del fallimento, del non essere compreso, di non deludere la propria famiglia e quando non ce la fai più si intraprende la strada più facile, quella della illegalità, dei soldi facili, una strada che apparentemente sembra quella giusta ma ti porta dritto in carcere ed entrare in un circolo vizioso in cui anche se non sei un delinquente poi lo vuoi essere perchè sei alla frutta, se no c’è il meccanismo che scatta in Alì ed è quello di ritenersi fortunato, di trovare un modo di rinascere, studiando, lavorando, cercando una indipendenza che sembra non arrivare mai, ma con ostinazione poi piano piano si conquista.

E’ un ragazzino afghano che ci da una lezione di vita a noi stronzi che abbiamo tutto ma che in realtà ci manca tanto di quella forza di quel coraggio, di quel buon senso che ha permesso al protagonista di questa storia di poter uscire dal tunnel della sopravvivenza e riuscire a vivere con dignità.

C’è tanta speranza e positività in questa vita non certo fortunata, certo con le parole siamo capaci tutti, ma lui Alì Ehsani è riuscito coi fatti ad intraprendere un percorso luminoso nonostante il buio pesto!

Grazie!

Heidi – Francesco Muzzopappa

 

Son tornato, son tornato! Mi sa che questo è stato il periodo più lungo quasi 2 mesi senza leggere un libro, incredibile, quanto mi mancava l’odore della carta, le parole scritte, la copertina, sfogliare pagine, e come ogni volta quando ho una crisi di lettura, ho bisogno di un libro, di una storia che in qualche modo mi possa mettere il sorriso, e lui Francesco Muzzopappa è una garanzia di commedia reale tra sorrisi, riflessioni e anche tenerezza, si perchè Heidi è nuovo modo di vedere la realtà di un padre colpito evidentemente da demenza senile e chiama sua figlia, Chiara, la protagonista di questo romanzo, Heidi e quella capretta con lo sfondo verde in copertina è garanzia di una storia che tocca le corde sensibili del lettore!

Siamo a Milano, quella frenetica, quella in cui si lavora e basta, dove si fanno straordinari e si torna a casa dopo 10 ore di lavoro senza aver visto la luce del giorno e Chiara è una direttrice di casting di programmi surreali quasi trash, è al limite della sopportazione di questo ambiente soprattutto dovuto da un capo chiamato Yeti che sembra peggio del miglior Hitler di sempre; in tutto questo trambusto lavorativo c’è una parte non poco importante il padre che viene cacciato dall’istituto in cui stava per comportamenti troppo forti ed è costretta a trovare una soluzione per curare e seguire il suo papà, e qui arriverà Thomas…

Scrittura leggera, coinvolgente che mostrerà questo rapporto padre e figlia alle prese con la vita quotidiana, e quando si tratta di questi temi delicati, profondi Zilly si scioglie sempre e poi se è accompagnato con il sorriso si fa bingo! Bello!

 

 

W l’Umbria! Alla ricerca della verità – Roberto Nini

 

Son partito per le vacanze con un libro da leggere e son tornato senza leggere il libro portato e ho preso e letto questo estasiato quando ero on the road in Umbria con la pioggia fastidiosa e mi sono imbattuto nella piccola e graziosa cittadina di Narni, ma più precisamente mi sono imbattuto nei sotterranei di Narni…

Avete presente quando ci sono quelle giornate in cui col tempo ballerino ti domandi ma cosa facciamo? dove andiamo? Che palle la pioggia? Ecco quel giorno lì, il mood era quello ma non sapevo che da lì a poche ore sarei stato a bocca a aperta ad ascoltare la storia incredibile che si cela sotto Narni…

Infatti appena entrati in Narni con il tempo piovoso chiediamo cosa si può visitare e subito la risposta è stata: “andate a vedere i sotterranei con la guida non ve ne pentirete..” Andiamo e c’era un sacco di gente, complice anche la pioggia ma già così c’era la sensazione che avevamo azzeccato una cosa giusta..

Beh non voglio annoiarvi, ma questo libro racconta tutto ciò che ho visto ed ascoltato quel pomeriggio, e la cosa che più mi ha sorpreso è la passione, la dedizione di queste persone, speleologi, che soprattutto nel loro tempo libero hanno fatto di tutto per scoprire cosa potesse nascondersi dietro a delle piante che casualmente si son trovati lì con una porta con architrave in mattoni ostruita da detriti…

Non è un romanzo, è un viaggio di questi sei speleologi che passo dopo passo entreranno nelle viscere della città scoprendo cose strabilianti come la sala dell’inquisizione voluta dalla chiesa, la prigione della Santa Inquisizione e soprattutto chi ha lasciato testimonianza attraverso simboli, parole e disegni nella cella della prigione situata accanto alla stanza delle torture.

Per arrivare a queste verità che ancora oggi non sono state tutte scoperte, perchè la sensazione è che la storia, il passato ha lasciato tanto tantissimo in quei sotterranei, c’è voluta assoluta dedizione, ma anche coincidenze strane, assoluta fortuna nell’incrociare persone che potevano dare una mano alla ricerca della verità…

L’Umbria è una bellissima regione da andarci per scoprire posti bellissimi, per mangiare e bere divinamente e per sentirsi anche parte di un mondo così tanto bistrattato ma con le sue più incredibili storie!

 

 

 

 

Giaguari invisibili – Rocco Civitarese

 

Non mi ha fatto impazzire questa storia ma mi ha tanto ricordato il mio periodo post liceo scientifico vissuto dai protagonisti di questo libro e ho trovato molto realistico e veritiero gli animi, le attitudini, i pensieri, i desideri di questi personaggi, da Pietro a Davide, da Anna a Giustino e tutti gli altri.

Si entra in quella fase dopo le superiori dove le carte vengono rimescolate e ognuno di noi sceglie una strada per diventare adulti, invece in quel periodo fine maturità a settembre ottobre sei in un limbo in cui vivi tutto in pieno, le vacanze, gli amori, l’estate, le serate, e mi ha fatto ricordare quell’istante esatto in cui esco dall’aula appena finito l’esame orale della maturità e ci sono i miei compagni ad aspettarmi fuori e lancio in aria la cartella con una violenza inaudita che la cartella anzi lo zaino si sfascia! Il pomeriggio stesso con due macchine andammo a Jesolo senza prenotare nulla, alcol ed erba e discoteca, la notte a dormire in spiaggia o meglio a prendere il freddo più assassino che c’era e il giorno dopo subito di ritorno a Milano, spensieratezza, trasgressione, libertà, amore hanno colorato quei due miei mesi estivi!

E grazie a questi giaguari invisibili mi è tornato quel flash indelebile di quei ragazzi che avevano gli artigli ma non sempre li tiravano fuori!