Giaguari invisibili – Rocco Civitarese

 

Non mi ha fatto impazzire questa storia ma mi ha tanto ricordato il mio periodo post liceo scientifico vissuto dai protagonisti di questo libro e ho trovato molto realistico e veritiero gli animi, le attitudini, i pensieri, i desideri di questi personaggi, da Pietro a Davide, da Anna a Giustino e tutti gli altri.

Si entra in quella fase dopo le superiori dove le carte vengono rimescolate e ognuno di noi sceglie una strada per diventare adulti, invece in quel periodo fine maturità a settembre ottobre sei in un limbo in cui vivi tutto in pieno, le vacanze, gli amori, l’estate, le serate, e mi ha fatto ricordare quell’istante esatto in cui esco dall’aula appena finito l’esame orale della maturità e ci sono i miei compagni ad aspettarmi fuori e lancio in aria la cartella con una violenza inaudita che la cartella anzi lo zaino si sfascia! Il pomeriggio stesso con due macchine andammo a Jesolo senza prenotare nulla, alcol ed erba e discoteca, la notte a dormire in spiaggia o meglio a prendere il freddo più assassino che c’era e il giorno dopo subito di ritorno a Milano, spensieratezza, trasgressione, libertà, amore hanno colorato quei due miei mesi estivi!

E grazie a questi giaguari invisibili mi è tornato quel flash indelebile di quei ragazzi che avevano gli artigli ma non sempre li tiravano fuori!

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Manhattan Beach – Jennifer Egan

 

L’ho sentito spesso questo titolo nelle ultime settimane e anche l’autrice, poi avevo visto una video recensione del ragazzo fortunato Lorenzo molto entusiasta e alla fine per vie traverse me lo sono ritrovato tra le mani e senza pensarci mi sono buttato in questo romanzo tornando negli anni ’30 ’40 a New York con la seconda guerra mondiale in ebollizione…

Ci sono tanti elementi che compongono questo libro dalle navi ai palombari, dalla mafia alla guerra, tutti accomunati dall’acqua che tiene nascosto e poi scopre i mille segreti di uomini e donne che vivono un momento storico molto forte.

Anna e la sua famiglia sono assolutamente i protagonisti del romanzo, Anna è una donna che vuole diventare palombara,  lavoro rigorosamente maschile, e la sua insistenza e volontà la porterà lontano, Anna ha una sorella con una forte disabilità fisica che crea tensione nella famiglia, il padre, infatti, abbandonerà moglie e figlie e non si saprà più nulla se non verso la fine del romanzo. Anna dovrà affrontare il passato del padre e si imbatterà in un boss malavitoso per il quale il padre lavorò. Insomma sta povera fanciulla dovrà sudare le famose sette camicie per trovare un pò di serenità.

Bello ma non mi ha fatto impazzire come Jovanotti, sarà il caldo, le vacanze che non arrivano più ma in alcuni punti mi sono un pò perso ma rimane un romanzo scritto decisamente bene e l’acqua fa sempre tornare a galla quello che non vuoi più vedere…

 

 

Le ragazze non hanno paura – Alessandro Q. Ferrari

 

Vista di sfuggita la presentazione di questo libro, ho apprezzato il porsi semplice e naturale dell’autore che mi ha convinto ad entrare nel suo mondo, nel mondo di queste ragazze che non hanno paura, tra le quali non ci sono solo ragazze ma c’è anche un certo Mario che ci farà vivere le sensazioni, i pensieri, i sentimenti di ragazze che si affacciano per la prima volta nel mondo adulto adolescenziale.

Mario, vittima di bullismo nella sua scuola, viene mandato da sua madre preoccupatissima, nel periodo delle vacanze estive a Castelnero, paesino del Piemonte nella casa della zia. Ritorna in modo quasi costante nei nuovi romanzi degli ultimi anni il tema dell’estate, dei ragazzi tredicenni, avventure, e soprattutto la scoperta di se stessi attraverso quello che la vita fa capitare.

Si troverà ad innamorarsi, a fare parte di una banda di ragazzine, a scontrarsi con altre bande, a vivere per la prima volta senza la mamma vicino, a guardare in faccia la morte e a ricordarla, ad entrare in un mondo quasi fantasy, sembra di essere ad un certo punto in un bosco magico, sembra che esista un altro mondo, loro lo chiamano il sottomondo, quasi quasi ci credo ma poi ecco che torni alla realtà, alla capacità delle ragazze di aver anche paura ma di affrontarla , di andare avanti, di trovare sempre una luce e si conclude la storia con una lettera di lei che gli scrive:” Il mondo non è di nessuno, lo sapevi? Eppure, proprio per questo, credo possiamo prendercelo noi e farci quello che vogliamo, basta che sia qualcosa di bello. Lei avrebbe saputo che cosa farci, lo so. Ma tocca a noi. Mario. Noi siamo vivi.Credici, io ci credo.”

Finale pieno di forza e di speranza nonostante questa terra maledetta!

 

In fuga con la zia – Miriam Toews

Come può un libro essere così divertente, ironico, tra virgolette sorridente, se nello stesso tempo è di una profondità unica, è di una drammaticità senza respiro, è di una sofferenza reale, la risposta è la storia di questi personaggi bellissimi, tenerissimi, a volte deboli e a volte fortissimi che sono i nipoti Logan, Thebes, la zia Hattie e la mamma Min.

Min è la sorella di Hattie e da quando è nata ha dei disturbi psichiatrici non indifferenti, il marito di Min non ce la fa a combattere e a convivere con questi sali e scendi di lei che l’abbandona, lasciando anche i due figli piccoli. Ma per fortuna c’è la zia, c’è Hattie che non sta passando un buon momento con il suo lui e decide di tornare dalla sorella e nipoti.

Nel ritrovarli Hattie sente l’esigenza di scoprire e trovare il loro padre perchè la situazione a casa non è più gestibile con la mamma che ha sempre bisogno di qualcuno. Ed ecco che si inventa il viaggio con i due nipoti. E’ un viaggio non solo fisico, dal Canada andranno in California e al confine col Messico ma è un viaggio di testa, di spirito, di conoscenza, di vita, di dolore.

Io mi sono letteralmente affezionato alla piccola Thebes, 11 anni, parla in continuazione, si porta dietro un dizionario e ad ogni parola che non sa va a vedere il suo significato, da piccola ha subito un intervento alla testa e sfortuna vuole che un pezzo di bisturi le si è incastrato dentro la testa, e pensa a come potrà toglierselo, un mix di tenerezza, vivacità e naturalezza che travolge in pieno la zia che poco per volta comprende cosa conta di più in questa vita maledetta. Logan il fratello di Thebes ha 15 anni, è più complicato, più aggressivo, più ribelle, si capisce che soffre per la separazione del papà eppure si fa carico di sua sorella e la mamma, ha la fissa del basket, è un ragazzino che si sta affacciando nell’adolescenza e le premesse non sono certo facili.

Si tifa per loro fino alla fine, fino all’ultima pagina e quando finisce l’ultima pagina ci si sente un pò soli senza quei personaggi che mostrano il bello e il brutto della nostra vita..

 

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino – Christiane F.

 

Da 20 anni che inseguivo questo libro, ma perchè poi? e all’improvviso così ,me lo sono trovato in una bancarella a milano tra mille altri vecchi libri, la copertina era ben tenuta e mi sono detto” e’ arrivato il momento!”.

Storia vera, un colpo duro allo stomaco da non avere fiato, da non credersi, da maledire eppure a sta ragazza vuoi (almeno io) che possa sopravvivere o meglio che possa uscire da un tunnel dal quale non riesce proprio ad uscire. E’ un maledetto diario dell’orrore, sono gli anni ’70, anzi sono gli anni in cui sono nato, e proprio lì vicino a Berlino cresceva una ragazzina in una famiglia piena di problemi di vita quotidiana, quanto è importante la famiglia, mi son detto, cazzo, la famiglia è alla base di tutto, certo anche dove nasci è importante, se non hai nulla intorno, in qualche modo cadi, se non hai la forza di andare via, i genitori sono la base della crescita dei figli, se il padre è violento e subisci violenza fisica, psicologica, la tua infanzia ed adolescenza è influenzata sicuramente, e questa ragazza, Christiane F. ci racconta come è stata dura il suo passare degli anni senza genitori, in mezzo ad altri bambini nella stessa sua condizione; arriva la noia, l’apatia, la voglia di essere proprio assente, la voglia di farsi male, di evadere, di trasgredire in un luogo quasi senza futuro, parliamo di Berlino degli anni ’70 appunto.

A 13 anni cerchi di essere più grande di quello che sei, è umano, tutti hanno avuto questa voglia incontenibile, e ce l’ha avuta pure Christiane F. che di nascosto iniziava andare ad una discoteca che sentiva spesso nominare, era la meta degli adolescenti per eccellenza, poi ci vai e scopri che non c’è proprio niente, solo musica assordante e tanta droga vecchia e nuova che veniva assunta da tutti i ragazzi del locale. Una volta rifiuti, la seconda anche poi inizi a provare uno spinello, un cilum, poi l’alcol e si scopre un mondo all’interno del mondo solito, sembra un ponte per la salvezza, appunto sembra.

A 13 anni io giocavo al computer e giocavo a basket, e non uscivo mai alla sera se non in estate che scendevo nel mio cortile a giocare con gli spruzzini messi dal portinaio per rinfrescare il giardino del condominio. Mentre lei si drogava piano piano step dopo step dall’erba, alle pasticche per poi sniffare eroina mentre i suoi amici, coetaeni già si bucavano…

Questione di carattere, di famiglia, di stimoli, di sentimenti, eh si sentimenti…anche lei si innamora, peccato che sti ragazzi a 13/14 anni sono già nel tunnel senza luce, sta eroina è proprio devastante, irreversibile, non si torna più indietro, e poi sta eroina costa, alla faccia, ti riduce una merda, e costa pure tanto, e qui il gioco o meglio l’orrore si moltiplica, perchè i ragazzini a 13/14 anni non hanno soldi, non hanno un lavoro, i genitori sono assenti e allora tocca inventarsi un modo per fare soldi e quindi si ruba, si vende le cose che si ha in casa ma soprattutto si fanno le marchette, insomma si prostituisce, e l’orrore diventa realtà quotidiana, prima si ha la sensazione che si possa smettere quando si vuole poi si arriva al terrore di non avere i soldi a sufficienza per avere la pera appena svegli la mattina.

Una vita autodistruttiva, eppure lei ha provato ben sei volte a smettere a disintossicarsi, sembrava potesse funzionare, ma bastava quell’attimo di essere soli che subito si riandava in quello zoo in cui era casa con la c maiuscola, dove prostituzione e spaccio era devastante, dove i ragazzi di sempre come detlef, Stella erano lì alla presa di questo maledetto circolo vizioso,i bagni erano sporchi e occupati da giovanissimi con le siringhe nelle braccia, un cazzo di inferno, quell’inferno di Dante sembra la fotografia reale di quei tempi. La madre ha provato mille volte e più a cercare una soluzione per lei, ma lei ci ricascava sempre, ha provato anche il padre con il suo atteggiamento rigido ma niente, poteva essere pulita una settimana due, ma poi l’angoscia tornava, alla fine lei arriva anche a pensare al “buco finale” quello della morte, l’overdose che ha ucciso anche delle sue amiche, ma per fortuna come soluzione estrema la madre la porta dai suoi parenti ad amburgo, cambiando luogo si sperava che potesse arrivare la svolta che c’è stata in qualche modo perchè ora ha 56 anni, è ancora viva, con un corpo e uno spirito forse ancora troppo segnato dal passato, ma è ancora lì a raccontare la sua storia.

Oggi ci sono altre droghe, ma i meccanismi che portano i ragazzini alla droga è sempre la stessa, la noia, pochi stimoli, assenza della famiglia, e molto altro. Ma non trovate che oggi si parla poco di droga? Come se non ci fosse o come se fosse qualcosa che c’è che fa parte della nostra vita, quindi quasi poco rilevante. Ecco perchè ho trovato questa storia, questo libro, questo orrore ancora molto attuale e utile per capire noi nel mondo.

La mafia uccide solo d’estate – secondo capitolo

 

Niente, volevo solo dire che non esiste solo netflix, sky, amazon ma ci sono produzioni che possono far riflettere, commuovere, ricordare, raccontare il nostro passato, e  questa è una serie tv che ogni volta che la guardo, mi colpisce e sta seconda stagione ne è stata la conferma,  perchè parla di mafia in modo diretto, chiaro, semplice, prendendo in giro i grandi boss di casa nostra, tutto raccontato, visto da un bambino di 10 anni che si trova a vivere la guerra di mafia di cosa nostra a sua insaputa e senza volerlo, e il punto di vista di un ragazzino colpisce, il confine tra il bene e il male sembra così netto ma poi entri dentro la vita di una semplice famiglia siciliana a Palermo e questo confine non sembra così netto, c’è sempre l’amore, c’è sempre la nostra vita fatta di cose stupide, belle, brutte, profonde e poi c’è quella cosa invisibile che si insidia nella legalità e crea in ognuno di noi smarrimento, ci vuole coraggio, ci vuole una scuola presente, ci vuole cultura, ci vuole una famiglia che trasmetta sani valori, ci vuole l’innocenza, anche l’ingenuità e il non aver paura di niente dei bambini e assolutamente ci vuole che si veda questa serie che ricorda uomini e donne valorosi che hanno combattuto questa piaga che sembra non morire mai.

Il cardellino – Donna Tartt

 

Non ero sparito, non sono neanche andato via ( o quasi, mi sono fatto 5 giorni al mare) e non stavo neanche in quei periodi di noia, era solamente colpa di questo libro, di queste 892 pagine, di questo dipinto, il cardellino e del suo piccolo protagonista Theo che lo conosciamo piccolo e lo lasciamo abbastanza grande per scegliere il suo futuro nonostante la vita…

Un bellissimo romanzo che passa diversi generi; drammatico, di formazione, thriller ed un finale degno di un saggio, certo è che le 892 pagine non aiutano nell’apprezzarlo nella sua totalità, forse, dico forse, ma questo tomone mette a dura prova il lettore (tempo e dedizione su tutto), ma la scorrevolezza, la concatenazione di eventi che si sviluppano attorno ai personaggi ben delineati, ben studiati e ben curati fan si che le 892 pagine le si affrontano con meno paura e più passano le pagine più hai la convinzione di una storia memorabile che non vuoi mollare mai.

L’inizio è travolgente figlio e mamma e i loro problemi di vita quotidiana, poi un attentato terroristico nel museo in cui mamma e figlio stanno visitando danno il la ad una storia non certo banale e noiosa, la mamma perde la vita e il figlio, Theo tredicenne si trova da solo ad affrontare tutti e tutto, la vita. Sarà il quadro a rilanciare ogni volta la trama, ci sarà un amore forte che non si concretizza per una ragazza( anche a lei la vita non fa sconti), ci sarà la ricomparsa di un padre che lo aveva abbandonato per problemi di soldi e alcol, ci sarà un amico, anzi il migliore amico con un padre non modello, ci sarà la droga, la caduta, la rinascita e in questo viaggio di formazione si ritorna al punto di partenza domandandosi se vale sempre la pena nonostante la vita sia così meschina, lo vediamo crescere, lo vediamo cascarci ogni volta come fosse la prima volta, lo vediamo maturato nonostante il pessimismo che cova dentro di lui.

Non credevo proprio che questo libro potesse piacermi, io dell’autrice Donna Tartt avevo letto il suo secondo romanzo e non mi era piaciuto per niente, ma questo mi ha coinvolto proprio, come una serie tv, che non vedi l’ora di sapere cosa succede nella prossima puntata, come un romanzo thriller perchè poi questo quadro, il cardellino che sopravvive all’attentato terroristico grazie al protagonista che se lo tiene per sè(nel ricordo di sua mamma) farà il giro del mondo, passerà in mani sbagliate e metterà ogni volta in grave pericolo Theo e i suoi amici. La parte finale è meno pregna di accadimenti sconvolgenti ma ti fa riflettere su cosa è per il protagonista e non solo, la vita. Quella cosa che sta tra la realtà e l’illusione che stimola a continuare a crederci sempre, ho avuto proprio la sensazione di leggere 4 libri in uno. Bello assolutamente! Per chi ha pazienza e tempo, iniziate andarlo a leggere. Subito, senza se e senza ma!

Nessuno ci può insegnare ad essere chi siamo!! E tu splendi – Giuseppe Catozzella

Estate, bambini che trascorrono l’estate nelle terre dei genitori al sud, guardare il mondo dal punto di vista di un bambino che deve crescere che ha appena perso la mamma, un dolore che si consuma dentro insieme alla sua sorellina, un dolore come un cane che ti abbaia dentro che ti morde ma che tieni stretto ebbene in questa estate al sud sulle montagne della Lucania il piccolo protagonista Pietro inizierà a prendere coscienza di quello che è lui , scoprendo il tradimento, l’ingiustizia, la morte e la paura dello straniero.

Già lo straniero… pensate in un piccolo paese sperduto tra le montagne dove nessuno viene da fuori e molti, invece, escono da quel paese, si viene a sapere che c’è una piccola famiglia di stranieri che bivacca in una torre abbandonata. Questa è una bomba per il paese che viene messo sotto sopra da questa notizia, si intuisce l’arretratezza, l’ignoranza e la malavita che circola in questo piccolo borgo rurale, si respira l’atteggiamento passivo degli abitanti, la rassegnazione, la rabbia che però fa da contrapposizione all’animo di Pietro che attraverso questi eventi cresce e capisce o percepisce una verità assoluta: ognuno ha diritto di splendere e che nessuno ci può insegnare ad essere chi siamo, non si può splendere se non si conoscono i propri limiti, quindi crescere è questo passaggio nel diventare grandi.

Caro Pietro hai solo 11 anni e hai un’intera vita davanti da attraversare e conoscere ma mi hai insegnato un sacco di cose, quello splendore che siamo lo cerco ogni giorno con fatica ma ci provo ogni giorno! Salutami la tua sorellina Nina e fammi sapere come ti va!

” I destinati a essere morti non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece, Gennariello.” Pier Paolo Pasolini

Il cerchio – Dave Eggers

 

Voi che fareste se foste sempre ripresi da una videocamera che apre le porte al mondo intero? Sareste più corretti, onesti? più umani? meno stronzi? più altruisti? ci sarebbero meno omicidi? o comunque riusciremmo in fretta e con prove certe a trovare i colpevoli di qualsiasi tipo di crimine commesso? Forse si, ci atteniamo molto al valore estetico più che al valore etico…ecco a voi il cerchio…una società di web marketing che attraverso la tecnologia, internet, i social network, cerca di inglobare tutti in unico tutto, tutti devono sapere tutto di tutti e del mondo intero nelle sue più variabili trasformazioni, un tema molto attuale che affronta mille altri temi che fanno riflettere, fanno disperare, fanno sorridere, fanno soprattutto pensare a quale futuro potrebbe incontrare l’uomo di oggi.

Un libro che mi ha colpito nella sua scorrevolezza con temi che come dicevo stuzzicano e in automatico ci danno un’idea di come va il mondo oggi, ed inizi, almeno io, a immedesimarsi nella protagonista Mae che diventa poco per volta punto di riferimento totale di questo cerchio, e pensi come ti saresti comportato tu al posto di Mae, diciamo che la fine mi lascia perplesso, mi viene da dire no cazzo, rivoglio il telefono coi fili e tanti saluti al mondo super moderno tecnologico ma poi però in fondo siamo tutti dentro ad un cazzo di smartphone o no?????

 

Tatiana e Alexander – Paullina Simons

 

Troppo tempo o poco tempo non lo so, ma ho finito il libro! Non è un bell’inizio di presentazione di un libro ma diciamo che sono state 670 pagine nelle quali in alcune parti l’ho trovato un pò ripetitivo, allora questo romanzo fa parte di una trilogia e questo è il secondo( il primo l’ho letto più di un anno fa) e diciamo che per chi come me non si ricordava nulla quelle pagine in più servono per fare mente locale sul tutto però non so mi ha un pò snervato tra virgolette! In ogni caso una gran bella storia d’amore che nasce, cresce muore e rinasce con l’inizio della seconda guerra mondiale, ci spostiamo dall’America alla Russia per passare in Polonia e Germania. Passiamo da Stalin ad Hitler, una storia travagliata che non si fa mancare neanche di quell’amore che manco davanti a perdite di cari, sofferenze di guerra, di prigionia, di maltrattamenti, di lontanza riuscirà a dissolversi!

Una storia nella storia, le vicende storiche che hanno segnato la vita di tutti gli uomini di ieri di oggi e di domani sono fondamentali sempre e comunque. Adesso che ci penso forse è un libro che mi è piaciuto proprio perchè ha percorso un periodo importante da non dimenticare mai.

Ora mi toccherà leggere l’ultimo capitolo, ma cari Tatiana e Alexander, ora mi faccio una lunga pausa ma vi riprenderò sicuramente, o miei piccioncini!