Wow! Terra -Le luci della centrale elettrica

 

Un disco, un diario, musica, parole, immagini, suoni, mondi lontani, mondi vicini, guardare le costellazioni dalla terra, da qui, il nostro io, i mille io di altri paesi lontani chilometri, e poi internet che rende tutto così “boh”, le storie di altri, le storie nostre, in mezzo ad una terra immensa piena, maledetta, dalla quale non puoi comunque farne a meno, contatto con l’universo che ci rende piccoli e grandi in un attimo, musica che prende forma attraverso i ritmi di paesi così diversi tra loro ma così simili per la sopravvivenza ad una vita strana, bella, incredibile, vuota, complessa, imprevedibile come quegli occhi che mi guardano chiedendomi tutto e niente. Questo è Terra. Almeno per me, che lo sto ascoltando dopo una giornata di lavoro e di vita quotidiana, sento la bellezza, si la bellezza di qualcosa che c’è che abbiamo che a volte dimentichiamo.

Le luci della centrale elettrica è un progetto di Vasco Brondi, un ragazzetto ormai trentenne, con la barbona tutta nera che ogni volta stupisce, anzi che ogni volta mi stupisce, non segue schemi, mode, segue il suo istinto intraprendendo strade che forse neanche lui all’inizio pensava di percorrere e poi esce fuori questo disco di tante ed infinite cose, una musica pop indie pop o forse no, ma chisse ne frega, io direi musica del mondo che attraversa tutto il mondo toccando paesini del Veneto arrivando in Africa guardando gli scafisti del mare più pericoloso. Non voglio sdiminuire un lavoro per me assolutamente riuscito, ero diffidente dopo “costellazioni” album che aveva stupito tutti, pensavo non potesse fare qualcosa di simile invece si è superato, forse unica pecca solo dieci canzoni!

Bravo Vasco, ma quello con la barba nera, quello della sua amata Ferrara!

 

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Forse non è la felicità – Fast animals and slow kids

 

Quando ti aspetti una cosa e poi ti arriva tutt’altro e ti piace e ti piace davvero nonostante senti le ferite di sempre gridare come la prima volta, questa è la sensazione che ho ascoltando questo disco, il loro quarto lavoro, per me il loro primo disco acquistato( gli altri li ho scaricati, o il magico spotify o via dicendo, mica si offenderanno?!) e sono sempre più soddisfatto ad ogni ascolto, ah scusate loro sono i Fast animals and slow kids, sento già i punti interrogativi dire “chiiiiiii??!!?” beh un gruppo italianissimo di Perugia ( cazzo non ci sono mai stato, sarà pure ora di farci una visititina), son di perugia e sono assolutamente ragazzi energetici ma soprattutto nel loro ultimo album sono vivi di ciò che li circonda di ciò che sentono nella loro pelle e sottopelle, di ciò che respirano e lo fanno con tanta semplicità e unicità che rendono ogni canzone una scoperta. Dicevo della sorpresa nel sentire le canzoni che me le aspettavo assolutamente super chitarrose indie punk rock, invece sento non solo questo ma una splendida complessità di suoni con aggiunta di una tastiera che riempono la loro musica in modo quasi perfetto perchè niente è perfetto almeno qui! si sente la malinconia che la vita ti da e musica e parole insieme colorano i pensieri di questi ragazzi che hanno solo una gran voglia di suonare e di resistere in questa maledetta terra! Bravi!

“Forse non è la felicità ciò che voglio, ma un percorso per raggiungerla….”

Classifica Dischi 2016 for zilly

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Ecco arrivati a fine anno con la mia consueta e magari noiosa classifica di dischi che ho ascoltato di più in questo strano anno 2016, una classifica che tiene conto di tante cose come quante volte l’ho ascoltato, quanto mi ha sorpreso, non ho ascoltato tutto quello che è uscito ovviamente, ho ascoltato quello che mi andava e quindi è una classifica assolutamente personale e di parte (forse) ed è una classifica dove il rap non ha avuto spazio, e si è fatta manipolare dal passato dal pop e da qualche novità!

  1. La terza guerra mondiale – The Zen Circus. Mi è piaciuto assai, per i testi, per sonorità per la loro apertura mentale al mondo anche se il mondo va in una direzione opposta al pensiero zen, ma dopo tanti anni di carriera questo disco ha avuto finalmente un riconoscimento nazionale approdando nelle primissime posizioni della famigerata classifica Fimi. Appino Ufo Karim, un trio toscano pisano che fan del rock una loro essenza di vita e si sente in queste nuove canzoni! Bravi!
  2.  Made in Italy – Ligabue. Un disco che ho preso per fiducia dagli anni passati, il liga per zilly è sempre stato una colonna sonora di tanti anni, non ero molto entusiasta nel senso che mi chiedevo cosa avrà ancora da dire Luciano, e poi arrivano queste canzoni una legata all’altra che raccontano una storia, la storia forse dello stesso liga ma in versione non rockstar in versione di un normale cittadino italiano alle prese con le complicazioni della vita e per me esce una cosa ben fatta! Ha già raggiunto il doppio disco di platino in 3 settimane, è ancora super amatissimo quindi sembra ovvio che venda così tanto ma per me lo è, perchè ogni volta fa un disco che tiene botta coi tempi che cambiano e soprattutto in questo in cui sonorità e stile di musica sono diversi!
  3. The white album – Weezer. Gruppo che amo da anni e che da anni spero vengano qui in italia a suonare(cazzo) ma per il momento se ne stanno negli Usa o nel mondo ma non toccano la nostra penisola. Questo è stato un album che ho ascoltato tanto soprattutto nella prima metà dell’anno per questo sound sempre rock pop indie soft che mi hanno sempre affascinato. Col tempo era calato il mio entusiasmo per loro, questo ultimo lavoro hanno riacceso il fuoco!!
  4. Revolution radio – Green Day. Se la sono giocata fino all’ultimo per entrare nell’ambitissimo podio della classifica di zilly, un disco che mi ricorda molto gli anni ’90 e mi hanno riconquistato. Vero che è il solito loro punk rock ma l’ho trovato rivitalizzato o comunque mi è piaciuto!
  5. Aurora – i Cani. Questa è una prima novità 2016 che ho scoperto con grande piacere. Fan parte di una nuova corrente che sta venendo fuori come Calcutta, Cosmo, Thegiornalisti. Sonorità pop, con elettronica e rock che si incontrano, sentimentalismo ma non solo. Bello!
  6. Il lato ruvido – Punkreas. Come dicevo questa classifica parla molto di gruppi che ho amato nel passato e quest’anno sono riusciti con un nuovo album, e direi wow! Bello ruvido, bello punk, non indietreggiano neanche di un metro portando avanti sempre il loro pensiero, li ho trovati assolutamente rinnovati!
  7. Inumani – Tre allegri ragazzi morti. L’ho atteso molto, e all’inizio ascoltato molto anche con la complicità del singolo con Jovanotti, poi col tempo l’ho ascoltato sempre meno, ma rimangono per me nella scena indie rock uno dei gruppi migliori!
  8. Eutòpia – Litfiba. Entrano in classifica a pelo all’ultimo secondo ma la colpa è solo mia. Li ho ascoltati troppo tardi. Altro gruppo storico che cerca di rinnovarsi in questi anni difficili per il nostro rock italiano ma Pelù&Ghigo ce la mettono proprio tutta e lo sto ascoltando di gusto proprio!
  9. The Getaway – Red hot chili peppers. Il primo singolo mi aveva ipnotizzato e quindi era ovvio ascoltare questo ultimo loro lavoro. Non male davvero. Forse non è stato per me troppo longevo avevo altre distrazioni, certo è che nel 2017 suonano a Milano e lì Zilly ci starebbe di brutto!
  10. Black cat – Zucchero. Eh si, a me il Signor Fornaciari è sempre piaciuto, lo ricordo molto in una estate da piccolo dove cantavo “ho bisogno d’amore per dioooo” e questo suo ultimo disco non è malvagio. Lo si ascolta con grande piacere, dai lentoni classici ai suoi blues rock caratteristici! W Zucchero!

Novità 2016:  Francesco Motta, ex cantante dei crimanal jokers, ha fatto un bel lavoro da solista!

Novità non 2016 il gruppo L’orso

Live 2016 va agli zen circus all’alcatraz in questo strano freddo e caldo dicembre. Grande energia e non solo!

Attendo con ansia e senza speranze un nuovo gruppo che possa sostituire la magia che erano sono saranno i Nirvana.

Ligabue e la sua Italia! Made in Italy

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E poi arriva Riko che vive in Italia che sogna fin da bambino una vita bella serena e poi si trova a fare un lavoraccio non certo quello che ha sempre sognato ma per fortuna sua arriva il venerdì e non rompetegli i coglioni che per stasera si pensa ad altro che il lunedì fa presto arrivare. Perchè i pensieri della vita lo mettono sempre all’angolo, e poi arriva Sara, un matrimonio, un figlio, e i problemi si moltiplicano. Il tempo crea ostacoli tra lei e lui, ma saranno più vittime o più complici di una storia prosciugata e che non si riesce al momento a riprendere. A volte si dice meno male con vergona forse che non è toccato a me la sorte di chi si sta vicino, quel meno male un pò egoista che lo fa sentire più vivo e più cosciente in una giungla dove sembra oramai non essersi più regole. Ma in tutto questo marasma, in tutto questo caos che c’è fuori ha la sensazione di avere avuto una illusione di farcela e non solo per lui. Ma in questa bolla di illusione succede che ti ritrovi in una manifestazione e accidentalmente stare in mezzo a scontri tra chi non si capisce neanche poi tanto. E Rico è all’ospedale con 11 punti sulla testa a diventare famoso per poco tempo per una manganellata di un povero giovane poliziotto che chiede scusa. Ma in fin dei conti non è andata poi male perchè dalla botta in testa si è risaliti e la storia con Sara è ripartita piano piano fino a fare una seconda luna di miele in Italia, come in Italia? perchè no, fare un viaggio di nozze per i paesi belli della bella Italia è proprio una gran figata alla fine. C’è bisogno di fare, di non stare fermi di imparare a guardare e vedere un’altra realtà che non sempre è poi così brutta.

Un viaggio di canzoni attraverso un personaggio, un album che racconta una storia, un concept album, un disco che si intreccia intorno alle disavventure e non di un italiano che vive il suo tempo. Questo è il nuovo Liga 2016, ci regala 14 canzoni scritte e registrate senza tanto pensarci troppo( almeno così si dice), con melodie rock raggae pop, non si annoia mica, un album forse non immediato che arriva ascoltandolo poco per volta, per molti sarà un disco troppo pretenzioso che mira chissà dove, credo sia un disco piacevole proprio per la sua varietà, nonostante magari non abbia un singolo di impatto commerciale. ora lo riascolto per la seconda volta magari cambio idea o magari no ma solo il fatto che lo voglio riascoltare forse è un buon segno!

E chi di noi non si è sentito un pò un Riko un pò un antieroe un pò sfigato nella nostra bella e dannata Italia?

La terza guerra mondiale – The Zen Circus

 

 

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“Una guerra mondiale ora per vedere cosa fareste.”
Siamo tutti bravi tra i social, tutti no allo straniero, anzi fanculo al diverso, intolleranti fino al buco del culo almeno su Facebook instagram twitter, mai come in sti giorni impazziti, grandi richiami alla forza alla violenza per chi, forse semplicemente chiede una vita come tutti, sensibilità confusa col buonismo. Il buonismo come il male dei mali, intanto succede che si sta sempre peggio però guai a non fare l’aperitivo, a non fare il selfie, a non scrivere che si sta in ferie nel mare più bello al mondo. Non c’è politica, c’è un disagio umano, una consapevolezza di vivere tempi bui scuri confusi e allora si prendono basso batteria chitarra e si sputa tutto quello che si ha addosso senza vergogna senza paure o forse con tutte le paure di sto mondo perché in fondo siamo essere umani perché in fondo gli zen circus son dei ragazzacci che vivono il proprio tempo sulla loro pelle ruvida leggera scanzonata fragile. Ed esce un disco rock punk pop soft cupo underground commerciale fate voi cosa, ma esce un disco da ascoltare, da godere e fanculo.

Grazie Appino Ufo Karim.

Inumani – Tre Allegri Ragazzi Morti

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Sono 2 giorni che non leggo, mi sembra strano, è domenica, si lavora, c’è stanchezza, c’è la Pasqua che incombe e pressano pure le uova di cioccolato di masha e l’orso, di superman, e di Frozen, poi arriva questo disco, arrivano tre ragazzi, allegri, morti e pure inumani e non so com’è la giornata prende colore, prende ritmo, prende un sacco di sorrisi, sfogli il disco colorato, leggi i testi, leggi le collaborazioni ed intanto la musica va, viaggia, una musica suonata, molto suonata, si articola con testi che rimbombano nella testa.

C’è contaminazione di un sacco di generi che si miscelano bene insieme, c’è sound alla manu chao, punk, jovanotti, rock n roll, amore, reggae, un testo di Vasco Brondi, tre teschi in mezzo a foglie vive, tutto è tranne che morto eppure sono i tre allegri ragazzi morti che hanno dato vita ad un disco pieno di sensazioni positive ed energiche, sono solo al secondo ascolto, forse troppo poco per dare un giudizio su un lavoro, ma sarà questa domenica di marzo senza motivazioni particolari, sarà la Pasqua in arrivo, ma questo “inumani” mi piace e me lo ballo senza un domani senza un perchè!

Classifiche 2015 Dischi, musica e quant’altro!

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Come ogni anno mi guardo indietro e penso ai dischi che ho ascoltato in questo anno che sta per finire, ai cd, agli mp3, su spotify, su itunes, digitali non digitali, concerti, live, quest’anno niente vinili ma ho una gran voglia di vinili, e faccio la mia classifica 2015 dei dischi usciti appunto nel 2015 scoprendo che sto diventando sempre più un cazzone rappettaro pop, non capisco, in fondo sono o non sono un bassista punk rocknroll?? hmm la classifica 2015 è impietosa, dice che sto diventando un pò troppo mieloso, sarà la vecchiaia o meglio la maturità che sta invadendo il corpo di zilly?

1 Lorenzo 2015 cc – Jovanotti ( disco con un sacco di pezzi ascoltato in modo costante, ho avuto mille perplessità sul primo singolo “sabato” per poi ballarlo scatenato a san siro, “gli immortali” su tutti e tutto, “l’estate addosso” con la collaborazione di Vasco Brondi è la mia canzone estiva altro che bangkok roma milano e sta cippa, “ragazza magica ” canzone allegra e sentimentale che mi ha ricordato un raggio di sole, “pieno di vita”, “musica” canzoni da radio, “insieme” è la canzone che secondo il mio odiato Galaxy S5 è la canzone che ho ascoltato di più tra le 680 canzoni che ho dentro,  dopo anni e anni di stima infinita per Lorenzo ecco che mi vince la mia classifica personale per la prima volta e ora è nei palazzetti dopo gli stadi a movimentare la sua tribù che diventa sempre più numerosa, daje lorè!

2 Il bello di essere brutti – JAX (un album che ha spaccato in termini di vendite, dischi di platino come noccioline, e personalmente disco che mi ha subito stregato molto orecchiabile, con una vena rock non perdendo mai il rap, bei suoni, bei testi, si sta sulle montagne russe e via, col tempo forse perde la forza iniziale, ma è un album che ho consumato per bene. Ora spero che jax stia un pò fuori dalle scene, perchè lo vedo dappertutto sempre in tv, che riprenda fiato e faccia un altro album bello carico come questo!

3) Squallor – Fabri Fibra ( dicono il miglior disco rap italiano dell’anno, lo confermo io, album super rap, con basi super stilose e non certo orecchiabili, fan fatica ad entrare in quelle dell’italiano medio che ha poco digerito questo disco, certo uscito senza promozioni, senza radio, senza tv senza avvisare un cane di un cane, ha raggiunto con gran fatica ma con grande merito il disco d’oro, è stato per me il cd più ascoltato in macchina, arriva terzo dopo una lotta infinita per arrivare primo, si è arreso ma forse per me è il vincitore morale di questo 2015!

4) Grande accordo animale – Appino (finalmente un album indie rock, si perchè io arrivo da quella scena lì, ma non so perchè ascolto rap e pop bah, cmq secondo album per appino, cantante degli zen circus, un album più intimo o forse no, più soft o forse no, sta di fatto che mi ha colpito da subito fin dalla prima canzone Ulisse e mi ha convinto ad andarlo vedere suonare ben 2 volte e devo dire che è sempre un piacere sia in veste di solista che in veste del super gruppo indie rock!

5) Tienimi il posto – Erica Mou ( che disco! preso con poca convinzione per poi esserne completamente avvolto dalle noti dolci ma mai banali di erica che si conferma una cantautrice giovane talentuosa che non si piega alle melodie commerciali ma segue la melodia del suo cuore! Lei è la novità più bella del 2015!

6) Pop up – Luca Carboni

7) Andrà tutto bene – Nesli

8) L’abitudine di tornare – Carmen Consoli

9) Endkadenz vol.1 – Verdena

10) De Gregori canta Bob Dylan – Francesco De Gregori

 

Miglior Live – Jovanotti San Siro

Novità non 2015   Nadàr Solo

Dvd musicale e non. Cobain, Montage of neck.

Premio speciale ma anche delusione dell’anno è sicuramente il cd Montage of neck – the home  recording  Kurt Cobain. Unico straniero in tutte queste classifiche del 2015, delusione perchè son registrazioni intime sue personali che forse non era il caso di pubblicarle, ma il ricordo di kurt cobain rimarrà indelebile, quindi w kurt w i Nirvana e mi domando ma ci sarà mai un gruppo straniero che riuscirà a conquistarmi come fecero i Nirvana??

Tienimi il posto – Erica Mou

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Un disco che arriva piano forse timido per “l’essenzialità” ma arriva dentro al cuore che esplode di sentimenti di emozioni di chi vive distacchi fisici e astratti di chi semplicemente vive quello che gli capita.

Ogni canzone ha un mondo suo di parole di temi di melodie che hai solo voglia di riascoltarele tutte, senza avere la sensazione che ti stuferanno mai.

Oggi 17 settembre, una data che mi ricorda un compleanno indelebile sulla mia cara vecchia pelle, questo disco mi accompagna, mi culla, mi accarezza, mi abbraccia, mi stringe tra le sue note profonde di chi ha tanto da dire!
Grazie Erica!

Eh zilly non è solo punk rock rap…per fortuna!

Squallor – Fabri Fibra

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C’era troppo silenzio, forse, c’era troppa monotonia, forse, c’era poca originalità o forse poco rap provocatorio, o forse c’era troppa piacioneria(si può dire?) ma poi arriva quella mattina in cui tutti a parlare è tornato, ha fatto uscire l’album, solo su Itunes, è un pazzo, senza promozione senza niente, dall’oggi al domani senza preavviso, chi se lo caga più, poi leggi la conferma dallo stesso fibra su tutti i suoi social network, Squallor, uscito, 21 tracce su Itunes, album inedito con tante collaborazioni, forse nel mega dissing con vacca c’era già in pentola il disco e dal nulla boom è uscito e ora c’è anche in tutti negozi, non solo virtuali digitali ma anche quelli fisici dove vendono dischi.

L’album mi piace, parte piano poi prende velocità, si ferma, pausa, silenzio si ricomincia, boom esplode, non si sta fermi, si ondeggia, si ascolta, la testa a va a ritmo con i bassi e batteria elettronica che incalza, riempe lo spazio fisico e non solo, belle basi che vanno a pari passo con le mille rime di sfiber castro che si sente rivoluzionario nel fare una canzone in cui il ritornello è praticamente senza parole, “Come Vasco” è così, in radio magari non è molto radiofonico, ma dopo un pò che lo ascolti ti convince, senti le parole, e subito a dire ce l’ha pure con vasco, certo se vuoi fibra ce l’ha anche con i tuoi genitori, in realtà, è un testo forse breve ma chiaro, e proprio negli ultimi giorni i due hanno avuto parole di stima l’uno per l’altro. E’ un album che fa parlare molto di sè, non vuole rimanere nell’anonimato, Il rap nel mio paese è una bella fotografia di quello che non va, e finalmente ha dato una risposta alle infinite provocazioni del rapper milanese Fedez che spopola in classifica nei palazzetti, diciamo pure che è lui Fedez un pò il nuovo numero 1, alleato socio e amico dello zio del rap italiano, J-Ax. Un disco forte per basi ma anche per i testi che a mio parere ha un alone cupo cioè una sensazione di un rapper stanco dello squallore che sta attorno, non si capisce quanto sia felice ma sicuramente grato di essere dove sta, di avero uno studio dove poter registrare quello che vuole e di fare quello che in effetti fa. Sembra di poter leggere inquietudine, insoddisfazione a volte, stanchezza, ma tanta forza, tanta voglia di esprimersi e mettere in gioco tutto sè stesso al cento per cento!

In un momento, tra virgolette, storico per il rap italiano che sembra sdoganato, liberalizzato, riconosciuto dal grande pubblico, Fibra quasi si vuole rinchiudere, vuole essere il meno commerciale possibile, si vuole distinguere, tornando anche su linee underground, non è per niente scontanto e si rinnova in continuazione. Le mie preferite che cambieranno con il tempo ma per ora sono A volte con la collaborazione di Gel, Playboy con Marracash, sento le sirene, Rock that shit, Alieno,come vasco, no tra un pò le cito tutte ok mi fermo. Sono 18 nella copia fisica e ben 21 su Itunes, c’è da ascoltarlo tanto e credo che sarà un disco longevo per musica e rime doppi sensi metafore che faranno incazzare un pò tutti, perchè dice tutto il contrario di tutto, così in apparenza o almeno forse, certo si deve ascoltare e non avere una idea abbozzata, c’è chi lo attacca e chi lo attaccherà, ma Squallor ha la sua strada bene definita sa dove collocarsi, su questo non ho dubbi! Ben tornato! Mo vado prendo la macchina cd già inserito ok si inizia… troie in porsche troie in porsche… ops

Lorenzo 2015 CC. – Jovanotti

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Mi ricordo era l’anno 1992, ero a Riccione, precisamente ero sul letto di una stanza di un hotel a 2 stelle, e nel registratore suonava Lorenzo 1992… e ricordo quella sensazione positiva che cresceva ad ascoltare canzone dopo canzone e ora che mi ritrovo nel 2015 con in mano un nuovo cd doppio 30 canzoni, con una copertina di un supereroe umano, vestito con una camicia hawaiana e corazza sopra, la sensazione positiva autentica del 1992 non si è smaltita, gli anni sono aumentati in modo esponenziale, ma l’entusiasmo per le novità, per l’umanità, per la musica è rimasta più viva che mai!

Trenta canzoni, tanta musica, tanta musica suonata, del rocknroll, della dance music, del sano pop, tanta gratitudine, tanto entusiasmo, tanto caos ma di quello positivo, direi tanto tanto tanto, tanto amore, tante parole dedicate, tanti passi da ballare, tanta fantasia da tuffarci dentro senza pensarci, tanti colori da riempire le giornate intense e monotone della vita, tanta africa, tanta vita, tanta forza, tanta vitalità, tanti suoni dal mondo, tanto ritmo, tanto che poi dici non è che ha esagerato, tanta sperimentazione, innovazione, tanto rumore che fa bene che fa male, tanto che se non ti piaceva prima magari non ti piacerà pure adesso, tanto che lo so che lo ascolterò e lo terrò con cura con tutti gli altri album che ha fatto come fosse il primo o l’ultimo, tanto lo so che anche se non verrà considerato il disco dei dischi, sarà comunque un immenso e multicolore affresco musicale di un giovane ragazzo, ora uomo padre marito e artista che guarda sempre più avanti di tanti altri!