La frontiera – Alessandro Leogrande

 

E poi arrivano questi racconti, questi libri e per un momento tutto si ferma, ma si sa che tutto si muove e si va avanti sempre, tutto scorre, si continua lasciandoci alle spalle dolori, emozioni, sofferenze, tragedie, si prosegue con assoluta indifferenza a tutto, si deve andare, ma ripeto poi arrivano questi racconti, questi libri e ci raccontano di una frontiera, di una linea che divide, una linea che anche lei si muove, cambia posizione, ma stacca il mondo in due parti, il mondo diciamo occidentale quello diciamo moderno, diciamo quello ricco, diciamo quello tecnologico e consumistico da un mondo distrutto da guerre, persecuzioni, dittature, povertà senza un benchè minimo di democrazia. Questa linea è la frontiera che si muove a secondo degli eventi geopolitici in corso costituita da puntini da migliaia di puntini che cercano di andare dall’altra parte per salvarsi, per sopravvivere, per illudersi, per trovare una minima dignità, questa frontiera è fatta da uomini, da storie, la maggior parte tragiche, di uomini, donne, anche bambini che scappano che nonostante l’esito sia impossibile loro piuttosto che stare dove stanno provano ad uscire dal tunnel e trovare una luce una speranza, una frontiera che gli possa dare motivo di continuare.

Ci sono ancora oggi segni inequivocabili dei disastri del colonialismo italiano, carceri, e posti usati ai tempi del colonialismo, ora riusati come carceri per i profughi che cercano di scappare. Ci sono storie nelle storie che ti rimandano indietro e al presente, ci sono viaggi incredibili, disumani di persone che spendono migliaia di euro per stare in viaggio mesi e mesi per poi morire o rischiare di morire nel mar mediterraneo, alle coste di Lampedusa, c’è chi ce la fa o meglio chi riesce a sopravvivere a questi interminali viaggi della morte e grazie ai loro racconti si può dare una idea di cosa stia succedendo dall’altra parte del mondo, in Eritrea, in Libia, in Somalia, in Turchia, in Siria e altri ancora.

Si parla di uomini come noi, come me, come voi ma che stanno dall’altra parte, si porta all’attenzione degli ultimi di chi ha tutto contro, di chi ha subito violenze senza avere nessuna colpa si cerca di dare un volto a chi un volto ha paura di mostrare. Non vi chiedete mai che cazzo di fortuna avete avuto a nascere, crescere in paesi liberi ancora democratici(non so dopo il 4 marzo che succederà), cerco solo di capire perchè io si e altri purtroppo no.

Invece mi date del buonista del cazzo che devo ospitarli io a casa mia perchè sono un buonista del cazzo.  Solo quello sapete dire e basta.

 

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I bastardi di pizzofalcone – Maurizio De Giovanni

 

Sono tornato, direi son sopravvissuto, perchè ho passato le ultime due settimane in balia dell’influenza bastarda, con problemi di salute del padre, insomma settimane caotiche in cui non è stato per niente facile fare nulla, per fino leggere mi risultava una fatica enorme o forse avevo cose più urgenti da risolvere che ho tralasciato un pò tutto, anche la fame mi mancava, già son magro con sta cazzo di influenza ho perso 3 kg, sta di fatto che son sopravvissuto e ora sto tornando ad una vita un pò più serena e tranquilla, ma incrocio le dita, perchè la sfiga è sempre dietro l’angolo, e in questo marasma influenzale ho letto un libro di un genere che non amo, il giallo, ma sapete che comunque sia mi ha fatto compagnia? e non mi ha per niente stufato soprattutto perchè i bastardi di Pizzofalcone sono personaggi autentici, umani, ognuno con i propri problemi e ha reso la trama molto più avvincente. Questo è un primo libro di una serie di libri che parlano di questi bastardi di pizzafalcone e quasi quasi ne leggerò un altro..

I bastardi di Pizzafalcone in realtà sono dei poliziotti corrotti che vengono sostituiti da una nuova squadra di uomini e donne che devono tirare su questo commissariato visto male dagli abitanti della zona. I nuovi arrivati si trovano all’inizio con una sensazione di impotenza davanti a questa situazione che si è creata dai loro predecessori, ma poco alla volta, troveranno il modo per riscattarsi e riportare un pò di luce in una zona abbandonata a sè stessa.

E’ una bella squadra quella di Pizzofalcone capitanata dal commissario Palma, attento e vigile, c’è l’ispettore Lojacono che insieme al suo agente Aragona troveranno intuizioni non facili per un delitto passionale, c’è la signorina Alex, un pò aggressiva con la pistola e con una vita al di fuori della polizia non certo regolare, Francesco Romano è un uomo anche lui un pò aggressivo con una vita privata che lo tormenta, Ottavia Calabrese, bella donna, apparentemente con una bella famiglia, ma ahimè solo apparentemente e Giorgio Pisanelli un uomo alle prese con idee non facili da condividere. Ripeto dei bei personaggi che mi hanno convinto che mi hanno tenuto compagnia in questi giorni di malattia, insomma un libro perfetto per quanto non si sta bene, anche per chi non è amante dei gialli come me!

 

I veri pazzi sono fuori! Vento traverso – Anna Pavone

 

Altro non sono che storie, vite, teste che si incanalano in parole, pensieri, poesie, follie, sogni, incubi, a volte dolori e a volte sorrisi tramite un vento traverso che disegna forme strane, ma perfette, crude ma vere, laceranti ma commoventi.

Vento traverso raccoglie tante anime, tanti matti forse, sicuramente tante voci ma non sono numeri ma persone reali che fanno i conti con le proprie paure, i propri dubbi, le proprie idee bizzarre ma assolutamente geniali da dover quasi rileggerle e pensare che  i veri pazzi non stanno in quelle case dove vengono curate ma stanno fuori, si stanno fuori i pazzi e quanti ahimè.

Un libriccino bianco, di piccole dimensioni ma ha una forza dentro da renderlo voluminoso per tutto quello che si legge. A volte non capisci, a volte rimani stupito, a volte ci rimani male, a volte rifiuti, a volte fai come quando sei dentro la proprio vita tra sogni, allucinazioni, realtà che si presentano e tu puoi solo che affrontarle almeno così si dovrebbe.

Molto forte e crea anche un pò di sgomento ma più leggi più ti rendi conto come vengono fuori le anime di questi uomini e donne che danno bellezza anche al dolore.

 

Il diavolo siamo noi! L’estate che sciolse ogni cosa – Tiffany Mc Daniel

 

L’anno inizia con un libro bello, forte, ruvido, intenso ma ho la sensazione di non averlo capito in pieno, cioè appena l’ho finito sono rimasto vuoto di pensieri, ho dovuto raccogliere e riordinare i ricordi del narratore protagonista che racconta la sua storia su due piani temporali, quello del presente o futuro che sia e quello del passato a 13 anni, correva il 1984, era estate e il nostro Fieldings Biss tredicenne incontra il diavolo…

Eh si, Fieldings in quell’estate calda caldissima, incontra un bambino di colore con occhi verdi che dice di essere il diavolo e lì inizia proprio un’estate unica che sciolse per davvero ogni cosa in quella provincia americana dove sembra che tutto il male o caldo che sia, esplode in tutto e per tutto…

Siamo in quel 1984 tanto caro a George Orwell( che dovrò assolutamete leggere, cazzo), siamo a Breathed, Ohio e la famiglia di Fieldings e gli abitanti vicini devono fare fronte a questo bambino diavolo che sembra essere colpevole di tutto quello che accade: Aids, razzismo, omofobia. Ma il diavolo non dovrebbe avere le sembianze di un mostro con le corna, grosso, con il forcone, non so, nel nostro immaginario non è questo? invece ci troviamo di fronte ad un bambino pure dolce con occhi verde, molto profondo, insomma quasi un angelo!

E se invece il diavolo fossimo noi? Quello che siamo, quello che diamo, quello che facciamo? quello che produciamo quello che non facciamo? e ste domande mi hanno lasciato per un istante vuoto e questa sensazione di disorientamento è la conclusione di un libro assolutamente intenso bello, ma ancora adesso faccio fatica a mettere a fuoco il tutto, mi viene da pensare anche alla paura del diverso e per il diverso, molto attuale oggi, si zilly forse il diavolo siamo noi, e questo mi inquieta e non poco!

 

 

Libri, libri, sempre libri, niente classifica ma..

 

Anno appena passato e un’altra pila di libri è andata, è stato un anno in cui per un periodo ho avuto una crisi di lettura, ma non mi ha frenato nel comprare, nel rifugiarmi nelle copertine dei libri e nel conoscere e scoprire nuovi mondi, e aggiungo meno male!

Per combattere la crisi ho seguito un consiglio, leggere un libro ironico, leggero, che facesse sorridere ed è andata bene, per questo uno dei miei libri 2017 uscito proprio nel 2017 è “dente per dente” di Francesco Muzzopappa che attraverso l’infedeltà si crea una trama assolutamente originale e divertente.

Un libro che mi ha commosso è “Appunti per un naufragio” di Davide Enia, si parla di migranti, di un’isola che affronta questa emergenza da sempre senza cadere in polemiche e banalità si respira una realtà, ahimè forte, cruda, ma piena anche di speranza.

Il mare dove non si tocca di Fabio Genovesi è un libro che mi ha colpito come i bambini siano più attenti degli adulti sulla vita ed è una storia di sorrisi e di lacrime.

Un altro libro che mi ha lasciato a bocca aperta è l’arte di essere fragili, sarà che al pensiero di leggere qualcosa su Leopardi mi metteva diffidenza poi invece è stata una scoperta super positiva, soprattutto relazionando le parole di questo intenso poeta ai giorni d’oggi, direi incredibile!

Noto che sto per citare tutti i libri letti, in realtà sarebbe da fare così, anche “Santamma” di Giulio Cavalli, “per questo mi chiamo giovanni” di Luigi Garlando sono storie nelle storie in cui poi mi son trovato nel ricordare parti della mia vita ed è stato bello!

Vorrei solo concludere con il libro dei libri,  se io dovessi fare un nome e solo un nome, non avrei dubbi Furore di Steinbeck, mi ha conquistato il suo modo di scrivere, di descrivere le situazioni, paesaggi naturalistici, come se avessi la percezione di vivere il momento del racconto, è uno di quei libri che da un parte mi convince a lasciare perdere di scrivere un libro perchè non sarò in grado manco lontanamente di avvicinarmi a stile trama ed intensità a furore dall’altra mi stimola a provarci almeno a pensarci!

E ora sotto con i prossimi libri!

 

Un bel regalo di Natale!

 

Un regalo nel regalo, un libro che apre un mondo che non teniamo mai conto, che quasi fa paura, che quasi evitiamo più per mancanza di conoscenza, infatti quello che non conosciamo spaventa di solito, ci intimorisce.

E’ un libro creato da un’associazione che ci svela uno scenario infinito, complicato, difficile, intenso, forte, incantevole che si instaura tra fratelli che devono affrontare una disabilità.

In questo progetto ci sono delle bellissime fotografie di sorrisi, di mani, di oggetti costruiti insieme tra fratelli, ci sono frasi di questi ragazzi con disabilità che parlano del proprio fratello a volte in modo amorevole a volte un pò cattivello, e poi ci sono loro, le loro storie, le loro difficoltà, la loro crescita, la loro maturazione ad affrontare qualcosa  di inaspettato.

“Fratelli a confronto” è un regalo, è una finestra dove ti affacci e vedi cose che possono sembrare cose brutte poi in realtà sono belle bellissime, ma come tutte le cose belle hanno una loro strada da seguire a volte tortuosa, a volte faticosa ma poi insegnano solo a vivere meglio.

I fratelli di chi ha una disabilità sono la testimonianza vivente di quanto si possa imparare da chi non è definito abile come loro, certo con le loro problematiche, ma ti fanno vedere le cose da un punto di vista che non ti sogneresti mai.

Quante volte vorresti gridare, parlare, non aver paura, sentirsi liberi? Queste storie di fratelli nella loro difficoltà danno una grande gioia e speranza!

La simmetria dei desideri – Eshkol Nevo

 

I desideri, già i desideri. Cosa desideriamo? A volte è proprio lì vicino a te, a volte sembra impossibile e a volte è bellissimo solo fantasticare che si avveri un sogno anche se poi magari non si realizza nulla e altre volte invece realizziamo i desideri degli altri come un pò succede in questa storia intensa di questi quattro amici che vivono in Israele con la passione del calcio, si incontrano sempre per vedere i mondiali di calcio, la finale. E tutto inizia lì guardando la finale dei mondiali di calcio, si decide di scrivere su dei bigliettini i desideri da realizzare entro la prossima finale che si svolge tra 4 anni. Ognuno dei quattro amici quindi scrive i propri desideri che vogliono esaudire e parte la storia influenzata anche dalla diatriba eterna, dalla convivenza difficilissima tra ebrei, israeliani, arabi, palestinesi, uno sfondo sociale politico umano che inevitabilmente tocca ogni protagonista di questo libro senza però leggere chi ha colpe chi no, c’è questo scenario e in questo scenario fatto di attentati, di bombe, di morte si svolge a pieno la vita di quattro ragazzi israeliani.

In questi quattro anni la vita scorre e come che scorre, lascia segni, da e toglie ad ognuno di questi amici, amore, amicizia, tradimenti, successi, fallimenti si alternano come si alternano nella vita di ognuno di noi e poi arriva la finale tanto attesa, quattro anni son passati e tutto è ancora possibile…

Invece il mio desiderio lo sanno pure i muri ed è anche per alcuni versi un desiderio di uno dei quattro ragazzi, in realtà lui però sogna di vivere felice con la sua ragazza poi questa simmetria di desideri porterà a pensare di scrivere un libro, ecco a me piacerebbe troppo scrivere un libro, ma non so come si possa fare, partendo dal fatto che non so scrivere, che mica tutti possono scrivere libri, poi non so da dove cominciare, non saprei come poter riempire un tot di pagine bianche.. ma ogni volta che leggo un libro ho sempre quella cosa lì, pensa se un giorno scrivessi io un libro…

 

 

 

Bambini contro il potere di sempre, chi vince? Bacio feroce – Roberto Saviano

 

Si ritorna a quei bambini che col tempo un pò sono anche cresciuti, ma poi neanche così tanto, sono la paranza dei bambini, quella banda che nasce nelle strade di Forcella, in una Napoli sempre segnata e ferita dalla illegalità, dalla corruzione e dalla malavita che (sembra almeno a Napoli)  venga sempre più comandata da ragazzi che non superano la maggiore età.

Questo romanzo chiude, nel primo “la paranza dei bambini” apre, inizia, nasce, in questo bacio feroce sembra finire o morire qualcosa quasi per un ciclo naturale ma poi forse invece tutto ritorna, intanto però questi bambinacci la fanno proprio grossa, comandano quasi tutto, sembrano pronti per gestire tutta Napoli, hanno il controllo della droga e della sua distribuzione, hanno imparato ad organizzarsi, hanno l’istinto del bacio feroce che si prende tutto, non hanno paura di niente, ma poi arriva il momento che a qualcuno non va più bene questa situazione, e i nemici di sempre si alleano per tornare allo status quo di una volta, e i protagonisti di questa storia devono fare i conti forse con qualcosa di più grande di loro e giorno dopo giorno la paranza dei bambini viene decimata mentre la vita quotidiana di Napoli segue la sua strada in modo disinteressato o quasi.

Si dice che in qualche modo attraverso questi libri e serie televisive come gomorra si voglia quasi idealizzare in senso positivo tutto ciò che è la camorra ma in realtà se leggete ogni singola pagina di questo libro o guardate con attenzione le scene della serie tutto si vorrebbe fare tranne che essere parte di una cosa che crea solo morte, dolore, sofferenza e disperazione.  Almeno è quello che suscita in me ogni volta che mi avvicino a questo genere di tema.

 

 

Eureka street – Rober Mcliam Wilson

 

Consiglio di lettura di chi ama tutto quello che è libro e dintorni, e niente sulla fiducia preso, comprato e in un attimo mi sono trovato in una città molto amata dallo scrittore, Belfast, nella quale c’è tutta la vita che puoi respirare, amicizia, amore, violenza, dolore, lavoro, sogni, politica, manifestazioni, bombe, protestanti, cattolici, divisioni politiche sociali ma in tutto questo caos nasce, sopravvive, rimane una storia di amicizia tra due persone completamente diverse forse, essì uno protestante, l’altro cattolico, uno grassottello bruttarello e l’altro un bel figliolo, uno molto chiuso, silenzioso e l’altro più aperto a quello che succede eppure in eureka street quella storia è autentica, vera come quella città dilaniata da bombe rivendicazioni violenze, ma di notte sembra essere ancora più bella con tutte quelle storie di chi la abita perchè in fondo “tutte le storie sono storie d’amore”( il libro inizia proprio così!)

Volevo mettere alcune frasi di questo splendido libro, ma fate prima leggerlo tutto, ci sono 2 capitoli che rimarrete a bocca aperta, lo scoppio di una bomba in un bar e Belfast di notte, rimarrete rapiti da emozioni diverse ma almeno io sono rimasto stupito come la parola possa dare una forma a sensazioni, emozioni che non si possono toccare ma solo sentire!

Che bellissima dichiarazione d’amore per una città e per la vita!

(La mia Eureka Street è il lungotram, un giorno ve lo racconterò ma devo ancora leggere migliaia di libri per poterlo scrivere!)