Lo stupore della notte – Piergiorgio Pulixi

Se non mi fosse stato consigliato, non avrei mai letto questo libro e avrei fatto male, anzi malissimo; Vero è un genere che non mi attira tantissimo, un mix di poliziesco, di thriller, di giallo ma assolutamente sorprendente quanto i colpi di scena, quanto la sua protagonista Rosa Lopez, una poliziotta con le palle che affronta 2 mali immortali come la ndrangheta e il terrorismo. Lei sembra tutta di ferro ma con le pagine che scorrono (che è una meraviglia), la vedremo in una veste meno rigida anzi quasi fragile anzi fragilissima, siamo a Milano, nella stazione, in centro, nell’hinterland, nelle strade di moda, ed incombe il pericolo dei pericoli: un attentato, l’attentato degli attentati ad opera forse dell’ISIS o di quel ramo estremista islamico o forse di chissà chi.

Non mi va tanto di scrivere una sorta di trama, perchè deve essere letto per coinvolgimento, per suspance, per tensione, per tema di attualità, per i personaggi, perchè ogni pagina crea mistero e curiosità. Insomma lo stupore della notte vi porterà in una visione della realtà non tanto diversa da quella che viviamo oggi o che facciamo finta di ignorare…


Annunci

Carnaio – Giulio Cavalli Che schiaffo!

 

Uomini morti catapultati, lanciati, dal mare verso una città chiamata DF, prima li trovi in spiaggia, poi in strada, sui marciapiedi, vicino il parcheggio delle macchine, poi montagne di carcasse umane depositate sulla spiaggia, poi invadono completamente la città intera, uccidendo chi ci vive e te che fai? Te che faresti? Il sindaco e chi governa iniziano a costruire muri su muri per controbattere queste ondate di morti lanciati dal mare( ma dove cazzo provengono? ma chissene frega, stanno distruggendo una città), poi sfruttano questi corpi inanimati per tutto quello che può servire a chi vive: dal mangiare al vestiario, cose dell’altro mondo, cose assurde eppure questa Df prospera, si arricchisce, diventa la città più potente della terra, questi morti diventano la fonte di arricchimento da chiudersi e dividersi dal mondo intero perchè in fondo non hanno bisogno di nessuno se non di questi morti. Ma qualcosa andrà storto, qualcosa romperà questo assurdo incantesimo, questa maledetta illusione di fare a meno degli altri e sarà carnaio…

Una storia inventata ma mica tanto, una storia assurda ma mica tanto, una storia frutto di una mente bacata ma mica tanto, io ci vedo tanto e troppo di quello che succede ora, adesso, in questo istante. Mi son visto i Salvini, i Di Maio, la destra, I Renzi,  la sinistra che non c’è a trovare soluzioni, ho intravisto i Travaglio, i Vespa, I Saviano, ognuno con le loro verità, intanto che questa politica fa danni, si fa bella, perde tempo, c’è chi muore..

Fa male, uno schiaffo, è una storiella… una storiella un cazzo, si muore punto, per cosa poi?

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa – Luis Sepulveda.

Stavolta siamo nel mare, in un mondo marino, dove l’uomo ha dovuto adeguarsi alle leggi della natura con imbarcazioni sempre più evolute, però in questi ambienti c’è chi ci vive da secoli, da sempre, non ha bisogno di niente e queste sono le balene, i delfini, balenotti e via dicendo e c’è una balena enorme bianca che ha avuto un compito preciso di difendere il suo ambiente i suoi simili e ha conosciuto l’uomo, e dire che all’inizio la balena era contenta di incontrare l’uomo lo vedeva meravigliato ma poi ha conosciuto l’avidità la voglia di prendersi tutto e lì la storia prende una brutta piega…

È una favola, è una storia anche e soprattutto per adulti. Fa riflettere, il tema della natura è molto caro all’autore e anche la balena ci dà lezioni di vita…

I ragazzi hanno grandi sogni – Alì Ehsani – Francesco Casolo

 

Afghanistan, Grecia, Turchia, Venezia, Roma, 5 anni in perenne pericolo, anni di viaggi impensabili, di difficoltà estreme, perdendo davanti ai suoi occhi le persone più care, i genitori per la guerra, il fratello per un viaggio in mare andato a male, questa è la vita di Alì Ehsani, un ragazzino afghano lontano dal nostro mondo eppure mi ci sono trovato nei suoi pensieri, nelle sue paure, nelle sue insicurezze davanti ad un mondo totalmente sconosciuto.

Il libro parla della vita che affronta nei centri di accoglienza a Roma, ma si alternano i ricordi, i momenti dei 5 anni passati prima, è un ragazzo che dalla sua sfortuna trova una forza per rinascere, un bell’esempio, riusciamo entrando nella vita di Alì a comprendere i meccanismi che scattano nelle teste dei ragazzi dei centri di accoglienza, un meccanismo è quello del fallimento, del non essere compreso, di non deludere la propria famiglia e quando non ce la fai più si intraprende la strada più facile, quella della illegalità, dei soldi facili, una strada che apparentemente sembra quella giusta ma ti porta dritto in carcere ed entrare in un circolo vizioso in cui anche se non sei un delinquente poi lo vuoi essere perchè sei alla frutta, se no c’è il meccanismo che scatta in Alì ed è quello di ritenersi fortunato, di trovare un modo di rinascere, studiando, lavorando, cercando una indipendenza che sembra non arrivare mai, ma con ostinazione poi piano piano si conquista.

E’ un ragazzino afghano che ci da una lezione di vita a noi stronzi che abbiamo tutto ma che in realtà ci manca tanto di quella forza di quel coraggio, di quel buon senso che ha permesso al protagonista di questa storia di poter uscire dal tunnel della sopravvivenza e riuscire a vivere con dignità.

C’è tanta speranza e positività in questa vita non certo fortunata, certo con le parole siamo capaci tutti, ma lui Alì Ehsani è riuscito coi fatti ad intraprendere un percorso luminoso nonostante il buio pesto!

Grazie!

Heidi – Francesco Muzzopappa

 

Son tornato, son tornato! Mi sa che questo è stato il periodo più lungo quasi 2 mesi senza leggere un libro, incredibile, quanto mi mancava l’odore della carta, le parole scritte, la copertina, sfogliare pagine, e come ogni volta quando ho una crisi di lettura, ho bisogno di un libro, di una storia che in qualche modo mi possa mettere il sorriso, e lui Francesco Muzzopappa è una garanzia di commedia reale tra sorrisi, riflessioni e anche tenerezza, si perchè Heidi è nuovo modo di vedere la realtà di un padre colpito evidentemente da demenza senile e chiama sua figlia, Chiara, la protagonista di questo romanzo, Heidi e quella capretta con lo sfondo verde in copertina è garanzia di una storia che tocca le corde sensibili del lettore!

Siamo a Milano, quella frenetica, quella in cui si lavora e basta, dove si fanno straordinari e si torna a casa dopo 10 ore di lavoro senza aver visto la luce del giorno e Chiara è una direttrice di casting di programmi surreali quasi trash, è al limite della sopportazione di questo ambiente soprattutto dovuto da un capo chiamato Yeti che sembra peggio del miglior Hitler di sempre; in tutto questo trambusto lavorativo c’è una parte non poco importante il padre che viene cacciato dall’istituto in cui stava per comportamenti troppo forti ed è costretta a trovare una soluzione per curare e seguire il suo papà, e qui arriverà Thomas…

Scrittura leggera, coinvolgente che mostrerà questo rapporto padre e figlia alle prese con la vita quotidiana, e quando si tratta di questi temi delicati, profondi Zilly si scioglie sempre e poi se è accompagnato con il sorriso si fa bingo! Bello!

 

 

W l’Umbria! Alla ricerca della verità – Roberto Nini

 

Son partito per le vacanze con un libro da leggere e son tornato senza leggere il libro portato e ho preso e letto questo estasiato quando ero on the road in Umbria con la pioggia fastidiosa e mi sono imbattuto nella piccola e graziosa cittadina di Narni, ma più precisamente mi sono imbattuto nei sotterranei di Narni…

Avete presente quando ci sono quelle giornate in cui col tempo ballerino ti domandi ma cosa facciamo? dove andiamo? Che palle la pioggia? Ecco quel giorno lì, il mood era quello ma non sapevo che da lì a poche ore sarei stato a bocca a aperta ad ascoltare la storia incredibile che si cela sotto Narni…

Infatti appena entrati in Narni con il tempo piovoso chiediamo cosa si può visitare e subito la risposta è stata: “andate a vedere i sotterranei con la guida non ve ne pentirete..” Andiamo e c’era un sacco di gente, complice anche la pioggia ma già così c’era la sensazione che avevamo azzeccato una cosa giusta..

Beh non voglio annoiarvi, ma questo libro racconta tutto ciò che ho visto ed ascoltato quel pomeriggio, e la cosa che più mi ha sorpreso è la passione, la dedizione di queste persone, speleologi, che soprattutto nel loro tempo libero hanno fatto di tutto per scoprire cosa potesse nascondersi dietro a delle piante che casualmente si son trovati lì con una porta con architrave in mattoni ostruita da detriti…

Non è un romanzo, è un viaggio di questi sei speleologi che passo dopo passo entreranno nelle viscere della città scoprendo cose strabilianti come la sala dell’inquisizione voluta dalla chiesa, la prigione della Santa Inquisizione e soprattutto chi ha lasciato testimonianza attraverso simboli, parole e disegni nella cella della prigione situata accanto alla stanza delle torture.

Per arrivare a queste verità che ancora oggi non sono state tutte scoperte, perchè la sensazione è che la storia, il passato ha lasciato tanto tantissimo in quei sotterranei, c’è voluta assoluta dedizione, ma anche coincidenze strane, assoluta fortuna nell’incrociare persone che potevano dare una mano alla ricerca della verità…

L’Umbria è una bellissima regione da andarci per scoprire posti bellissimi, per mangiare e bere divinamente e per sentirsi anche parte di un mondo così tanto bistrattato ma con le sue più incredibili storie!

 

 

 

 

Giaguari invisibili – Rocco Civitarese

 

Non mi ha fatto impazzire questa storia ma mi ha tanto ricordato il mio periodo post liceo scientifico vissuto dai protagonisti di questo libro e ho trovato molto realistico e veritiero gli animi, le attitudini, i pensieri, i desideri di questi personaggi, da Pietro a Davide, da Anna a Giustino e tutti gli altri.

Si entra in quella fase dopo le superiori dove le carte vengono rimescolate e ognuno di noi sceglie una strada per diventare adulti, invece in quel periodo fine maturità a settembre ottobre sei in un limbo in cui vivi tutto in pieno, le vacanze, gli amori, l’estate, le serate, e mi ha fatto ricordare quell’istante esatto in cui esco dall’aula appena finito l’esame orale della maturità e ci sono i miei compagni ad aspettarmi fuori e lancio in aria la cartella con una violenza inaudita che la cartella anzi lo zaino si sfascia! Il pomeriggio stesso con due macchine andammo a Jesolo senza prenotare nulla, alcol ed erba e discoteca, la notte a dormire in spiaggia o meglio a prendere il freddo più assassino che c’era e il giorno dopo subito di ritorno a Milano, spensieratezza, trasgressione, libertà, amore hanno colorato quei due miei mesi estivi!

E grazie a questi giaguari invisibili mi è tornato quel flash indelebile di quei ragazzi che avevano gli artigli ma non sempre li tiravano fuori!

Manhattan Beach – Jennifer Egan

 

L’ho sentito spesso questo titolo nelle ultime settimane e anche l’autrice, poi avevo visto una video recensione del ragazzo fortunato Lorenzo molto entusiasta e alla fine per vie traverse me lo sono ritrovato tra le mani e senza pensarci mi sono buttato in questo romanzo tornando negli anni ’30 ’40 a New York con la seconda guerra mondiale in ebollizione…

Ci sono tanti elementi che compongono questo libro dalle navi ai palombari, dalla mafia alla guerra, tutti accomunati dall’acqua che tiene nascosto e poi scopre i mille segreti di uomini e donne che vivono un momento storico molto forte.

Anna e la sua famiglia sono assolutamente i protagonisti del romanzo, Anna è una donna che vuole diventare palombara,  lavoro rigorosamente maschile, e la sua insistenza e volontà la porterà lontano, Anna ha una sorella con una forte disabilità fisica che crea tensione nella famiglia, il padre, infatti, abbandonerà moglie e figlie e non si saprà più nulla se non verso la fine del romanzo. Anna dovrà affrontare il passato del padre e si imbatterà in un boss malavitoso per il quale il padre lavorò. Insomma sta povera fanciulla dovrà sudare le famose sette camicie per trovare un pò di serenità.

Bello ma non mi ha fatto impazzire come Jovanotti, sarà il caldo, le vacanze che non arrivano più ma in alcuni punti mi sono un pò perso ma rimane un romanzo scritto decisamente bene e l’acqua fa sempre tornare a galla quello che non vuoi più vedere…

 

 

Le ragazze non hanno paura – Alessandro Q. Ferrari

 

Vista di sfuggita la presentazione di questo libro, ho apprezzato il porsi semplice e naturale dell’autore che mi ha convinto ad entrare nel suo mondo, nel mondo di queste ragazze che non hanno paura, tra le quali non ci sono solo ragazze ma c’è anche un certo Mario che ci farà vivere le sensazioni, i pensieri, i sentimenti di ragazze che si affacciano per la prima volta nel mondo adulto adolescenziale.

Mario, vittima di bullismo nella sua scuola, viene mandato da sua madre preoccupatissima, nel periodo delle vacanze estive a Castelnero, paesino del Piemonte nella casa della zia. Ritorna in modo quasi costante nei nuovi romanzi degli ultimi anni il tema dell’estate, dei ragazzi tredicenni, avventure, e soprattutto la scoperta di se stessi attraverso quello che la vita fa capitare.

Si troverà ad innamorarsi, a fare parte di una banda di ragazzine, a scontrarsi con altre bande, a vivere per la prima volta senza la mamma vicino, a guardare in faccia la morte e a ricordarla, ad entrare in un mondo quasi fantasy, sembra di essere ad un certo punto in un bosco magico, sembra che esista un altro mondo, loro lo chiamano il sottomondo, quasi quasi ci credo ma poi ecco che torni alla realtà, alla capacità delle ragazze di aver anche paura ma di affrontarla , di andare avanti, di trovare sempre una luce e si conclude la storia con una lettera di lei che gli scrive:” Il mondo non è di nessuno, lo sapevi? Eppure, proprio per questo, credo possiamo prendercelo noi e farci quello che vogliamo, basta che sia qualcosa di bello. Lei avrebbe saputo che cosa farci, lo so. Ma tocca a noi. Mario. Noi siamo vivi.Credici, io ci credo.”

Finale pieno di forza e di speranza nonostante questa terra maledetta!

 

In fuga con la zia – Miriam Toews

Come può un libro essere così divertente, ironico, tra virgolette sorridente, se nello stesso tempo è di una profondità unica, è di una drammaticità senza respiro, è di una sofferenza reale, la risposta è la storia di questi personaggi bellissimi, tenerissimi, a volte deboli e a volte fortissimi che sono i nipoti Logan, Thebes, la zia Hattie e la mamma Min.

Min è la sorella di Hattie e da quando è nata ha dei disturbi psichiatrici non indifferenti, il marito di Min non ce la fa a combattere e a convivere con questi sali e scendi di lei che l’abbandona, lasciando anche i due figli piccoli. Ma per fortuna c’è la zia, c’è Hattie che non sta passando un buon momento con il suo lui e decide di tornare dalla sorella e nipoti.

Nel ritrovarli Hattie sente l’esigenza di scoprire e trovare il loro padre perchè la situazione a casa non è più gestibile con la mamma che ha sempre bisogno di qualcuno. Ed ecco che si inventa il viaggio con i due nipoti. E’ un viaggio non solo fisico, dal Canada andranno in California e al confine col Messico ma è un viaggio di testa, di spirito, di conoscenza, di vita, di dolore.

Io mi sono letteralmente affezionato alla piccola Thebes, 11 anni, parla in continuazione, si porta dietro un dizionario e ad ogni parola che non sa va a vedere il suo significato, da piccola ha subito un intervento alla testa e sfortuna vuole che un pezzo di bisturi le si è incastrato dentro la testa, e pensa a come potrà toglierselo, un mix di tenerezza, vivacità e naturalezza che travolge in pieno la zia che poco per volta comprende cosa conta di più in questa vita maledetta. Logan il fratello di Thebes ha 15 anni, è più complicato, più aggressivo, più ribelle, si capisce che soffre per la separazione del papà eppure si fa carico di sua sorella e la mamma, ha la fissa del basket, è un ragazzino che si sta affacciando nell’adolescenza e le premesse non sono certo facili.

Si tifa per loro fino alla fine, fino all’ultima pagina e quando finisce l’ultima pagina ci si sente un pò soli senza quei personaggi che mostrano il bello e il brutto della nostra vita..