25 giugno 2015 Jovanotti San Siro

2015-06-25 22.19.15

Lo seguo da Go Jovanotti Go, quello di gimme five, quello che saltellava sgangherato all’aquafan, quello con il capello da cowboy al festival di San Remo che cantava “no vasco no vasco…” e poi una tribù che balla e via dicendo conquistava sempre più tutto e tutti, ma a me aveva conquistato da subito per come trasmettava attraverso un suo sorriso, un suo gesto o un suo salto e le sue parole sempre puntuali e boooom eccomi a San Siro 25 giugno 2015 davanti a questo schermo gigantesco che si trasforma in un fulmine e che scende, elettrizzando tutto il prato dello stadio!

E’ un giovedì, il primo giovedì di questa estate, un giovedì di lavoro come un altro ed infatti lo stadio si riempie piano, piano ma le 21 è tutto SOLD OUT, tutto gremito, 21.15 si inizia Lorenzo si carica diventa un supereroe dopo un intro di video si canta penso positivo e il pubblico è già steso, pieno di gioia e lui inizia a correre, a correre e poi a correre e ancora a correre(ma dove cazzo la troverà sta energia!!!) su questo palco che si ramifica in tutto il prato di San Siro, ride, canta, non ci crede che ha lo stadio pieno per 3 sere di fila ma succede che alla seconda canzone della scaletta “tutto acceso” che si presta per i cori per il ritmo a far ballare, il suo microfono smette di funzionare, il pubblico canta e lui non si fa certo cogliere impreparato, inizia a ballare lo stesso, perchè lo spettacolo va avanti poi si avvicina al palco dove suonano i musicisti e un tecnico gli da un microfono nuovo e lui riparte a bomba cantando Milano stavolta ho il microfono tutto acceso! Ormai non lo ferma più nessuno, animale da palco, non ha parole per quanto sia contento e canta, si cambia costume, vestito, da supereroe a uomo da spiaggia cantando L’estate addosso ed Estate, giochi di luci, video pazzeschi, non puoi stare fermo un attimo, certo poi arrivano i momenti più forti più intensi come “le tasche piene di sassi”, “gli immortali”, Ragazzo fortunato” ma la bellezza sta proprio nel suo essere felice di potere fare festa ad una Milano che vuole bene che gli ha dato tanto e lui non si tira mica indietro e da tutto, un bimbo di 49 anni felice di ballare intorno alla sua tribù ed io felice di farne parte!

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16 settembre – le luci della centrale elettrica

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Una sera, cioè ieri sera, Milano, un palco, una festa, un concerto, un gruppo, le luci della centrale elettrica, c’è chi chiederà chi sono?, ma c’era un sacco di gente, un cantante, vasco, ma non il blasco, meglio direi, più giovane, più fantasioso, più speranzoso, più saltellante, ospiti, musicisti, amici, costellazioni, dischi, vinili, ragazze tatuate, telefonini che taggavano, birra, seconda birra, terza birra, foto, sorrisi, grida, cori, microfoni, violini, la terra, la luna, l’emilia, io e te, il carroponte, una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà, i nostri occhi di criptonite, versi, canzoni, che tornano che ritornano, un bellissimo ricordo. buonanotte.

20 giugno 2014 San Siro – PEARL JAM

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Da oggi San Siro è casa anche dei Pearl Jam, hanno accarezzato lo stadio con un primo momento soft tra le quali le bellissime Sirens e Black, poi alla frase biascicata di Eddie “siete pronti” è arrivato l’inferno con canzoni veloci tirate da far saltellare pure me un quarantenne allo sbando (alla fine referto medico: mal di gola e mal di schiena ma felice come un bimbo).

“Ho fatto tanti brutti sogni recentemente, così tanti che ora ho paura di chiudere gli occhi. Penso di aver letto troppi giornali. Ma ora che vedo tutti voi qui a Milano, è un grande sogno” con un italiano sporco quasi incomprensibile, Il frontman Eddie si confessa e si capisce la sua meraviglia nel vedere quanta gente, quanta accoglienza li ha riservati San Siro. E a proposito di confessioni, eddie vedder racconta che 14 anni fa proprio a giugno suonava a Milano e proprio quei giorni a Milano conobbe una donna che poi è diventata sua moglie e madre dei suoi figli, il maxischermo inquadra la moglie lì dietro al palco a lato incredula, le dedica la bellissima “just breath” dicendo “io sono diabolik e tu la mia eva kant” beh ho pianto! Anche nel rock quello sporco quello duro, c’è spazio per un vero e sincero sentimento!

Nel vivere dal prato questo concerto mi sono riafforati tutti i ricordi degli anni 90 nei quali attraverso la loro musica, come quella dei Nirvana, ho imparato a strimpellare la chitarra e il basso, in particolare quando han fatto “Rearview mirror” canzone che facevamo con il mio gruppetto, beh io mica riuscivo a farla, quanta fatica ad impararla con il basso( in fin dei conti sono solo un strimpellatore!) ma quanta soddisfazione ebbi, con il tempo, nell’eseguirla in modo quasi accettabile!

Ovviamente pubblico in estasi per le classiche Better man, not for you, Jeremy, Alive, Daughter, Yellow Ledbetter, Rockin in the free world, quelle dell’ultimo album meno coinvolgenti forse ma in tre ore di musica ci stavano alla grande! Acusticamente parlando, si sentiva un po’ bassino, non so se è per il fatto che ero posizionato a sinistra del palco forse stando più in centro, si sarebbe sentito meglio, ma con tutti quei decibel presi in faccia, in corpo e in testa non posso che essere soddisfatto!

Dicono che San Siro sia la casa di Vasco, di Ligabue, ma da ieri sera per me non c’è storia PEARL JAM FOREVER!!!!!!!!!!!!!

 

Alcatraz 13/03/2014 il circo zen live!

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Dopo una splendida giornata di sole, ci si ritrova alle 20,11 davanti all’Alcatraz (locale di mille avventure, di poghi, di serate, di mille concerti passati  fin dagli inizi del santo 2000).

Panino e birra nel bar a fianco, si parla di calcio (c’era juve fiorentina alle 21!), di prossimi live da vedere, del proprio cane, del lavoro e di ragazze e poi ” dai oh entriamo?”

Entrando, si capisce subito che il mitico Alcatraz sarebbe stato sold out o quanto meno sarebbe stato stracolmo di gente( molti giovani ma noi alzavamo sicuramente la media dell’età!)

Non chiedetemi la scaletta, perché la memoria è quella che è, ma sicuramente Ufo Karim e Appino hanno attraversato con i loro strumenti pieni di energia, tutti i loro dischi in modo scanzonato, irriverente e divertente. Si vedeva nei loro visi voglia di scherzare, di divertirsi, di far divertire, di suonare davanti ad un’Alcatraz strapieno!

Mi è piaciuto un sacco l’esecuzione ” aprirò un bar”, e con “Viva” e “Postumia” ho saltellato dimenticando che i 40 anni sono ahimè arrivati… Il pubblico ha cantato tutte le canzoni come era ovvio che fosse, ma l’ho visto pieno di goduria nell’urlare 20 anni, andate tutti affanculo, l’egoista e figlio di puttana!

Son tornato a casa pieno di adrenalina, contento nonostante la mia sveglia sarebbe suonata alle 5 ma questa è la forza è la magia della musica, della musica live del circo Zen!