Leggo poco?!

 

 

Se avete seguito o meglio letto l’ultimo post prima di questo, le tre teste di cazzo sono state in Sardegna, tra le teste di cazzo ci sono pure io( ma quanta bella pubblicità mi faccio, a volte mi stupisco), e pensavo…davanti ad un mare azzurro, blu scuro, blu chiaro, blu verde che si immischiava con un cielo perfettamente azzurro, si lì si che c’è la perfezione il resto è noia, ma cosa sto scrivendo? alt rewind pensavo davanti a questo mare infinito che sto leggendo poco, ma cazzo ma perchè? ma soprattutto quando sto in vacanza è più forte di me distrarmi da tutto quello che mi circonda che quasi quasi mi ricorda quello che leggo nei libri e cioè la fantasia, l’infinito, le persone, comunque faccio meno il poetico, leggo poco, constato ciò, mi chiedo perchè. e proprio in quel momento uno dei due miei compagni di viaggio mi invita a fare un bagno e allora ditelo, e va bene ora sto a Milano o meglio a Bresso, questa bellissima caldissima cementata cittadina a pochi passi dalla grande metropoli che è poi Milano, non riuscirò a fare un discorso con un senso logico lo sapete? cmq dicevo leggo poco… ma poi non è vero in questi 10 giorni di fancazzismo ho letto questo libriccino del corriere della sera che parla di come si impara a scrivere o meglio come nascono i racconti attraverso i racconti Cechov, e la prima cosa che dovremmo fare anzi che dovrei fare è imparare a leggere, a capire ogni quadro che lo scrittore pone al lettore, saper pesare ogni frase, ogni descrizione, e sapete quale sarebbe un mio grande sogno oltre a diventare la più grande rockstar di tutti i tempi? Assolutamente essere in grado a scrivere un romanzo e viaggiare per l’Italia nostra a presentare il mio cazzutissimo libro, Ok zilly punta la sveglia, 5.00 am che la coop mi aspetta…

 

3 teste di cazzo (il titolo doveva essere W la Sardegna ma poi)

Son stato via e poi neanche tanto, ma tanto per non scrivere in questo cazzo di blog, penso sempre chi lo può leggere (questo cazzo di blog) e chi gliene può fregare di quello che mi passa per ‘sta testa che mi ritrovo, comunque dove sono stato?

ci sono voluti 43 anni (minchia quanti), ma poi arriva, anzi no c’è il problemone, siamo in tre, direi tre teste di cazzo( so già che mia zia mi direbbe ma quante parolacce, ma siamo 3 teste di cazzo, non c’è altra definizione), come ci si arriva a Malpensa? macchina, mezzi, taxi, metro, autobus, taxi no ma meglio il malpensa express, no sono stanco, cazzo facciamo, prima di partire i tre sono quasi alle mani per come arrivare all’aeroporto, vabbè si è scelto di andare in taxi, ve l’ho detto che siamo tre teste di cazzo, imbarco, controlli, io sono stato fermato ispezionato pure nel didietro per non essere volgare, ma non hanno trovato nulla, tiè, si parte, si ma dove? Sardegna, Olbia, San Teodoro, le tre teste di cazzo han preso la macchina e via, ci sistemiamo in casa di una nostra amica in comune, e così si inizia, prima volta in Sardegna, Ichnusa dappertutto, il 21 era pure il compleanno di uno dei 3, che ve lo dico a fare, si mangia si beve in macelleria, ci si innamora di una cameriera che avrà neanche 19 anni, bella è bella ma è pure piccola e no per qualcuno è la ragazza più bella mai vista finora, ve l’ho detto che siamo 3 teste di cazzo, si continua a bere in posta, cioè in un locale chiamato la posta, bello è bello, ma la musica santiddio, deejay cambia musica, eddai cazzo, niente, musica dance house a tutto volume che induce me medesimo alla sonnolenza nonostante 2 cocktails, primo giorno andato, saranno 8 giorni di devasto fisico, alcolico, ma anche di divertimento di tre teste di cazzo che non si erano mai trovati a fare una vacanza insieme e soprattutto non si erano mai trovati a fare una domenica in sardegna con il mare più bello del mondo a fare trekking, si aspetta che lo ripeto trekking, o meglio la domenica si svegliamo e guardando su una cartina vediamo questa zona con il monte nieddu passeggiata, e abbiamo camminato per 20 santissimi chilometri su e giù per sto monte ma che erano poi mille di monti, sotto il sole più caldo dell’anno alle 13.07 senza più acqua, senza cibo ma solo noi le nostre gambe e soprattutto le nostre inossidabili bestemmie alla vista di rampe di salite infinite, ma alla fine ce l’hanno fatta hanno completato il giro e poi dritti ad una spiaggia a bere 12 litri d’acqua senza pausa, ogni giorno una risata, una fatica, una mangiata, una bevuta, una spiaggia, tanti bagni, tanti pensieri, tanti bei ricordi, potrei andare avanti a raccontare le gesta delle tre teste di cazzo( e ce ne sarebbero compreso quella di una scommessa persa per una mancata uscita con 3 ragazze, devo pure pagare una birra, uno smacco) ma mi basta la foto che ho messo, lo zaino, il racchettone, quella ragazza mai conosciuta, il mare colorato che incontra il cielo e il gioco è fatto!

(Ah un saluto alle due teste di cazzo che insieme a me fanno le tre teste di cazzo che hanno riempito questo piccolo forse inutile spazio virtuale!)

19 luglio 1992

Pensando a dov’ero quel giorno lì, mi son ricordato che ero nella mia prima vacanza da solo in un paese lontano dall’Italia, ero in un college inglese ad Hastings ad un’oretta da Londra, c’ho passato un mese a provare ad imparare l’inglese in una struttura dove c’erano studenti italiani e spagnoli ed insegnanti madrelingua, mi ricordo i primi giorni di panico perchè non conoscevo nessuno ed in più dovevo arrangiarmi con una lingua che non era l’italiano. Poi piano piano ho fatto amicizie, addirittura un amore veloce estivo e proprio in quei giorni l’Italia veniva sconvolta da una nuova strage.

Io ero un 18enne in piena esplosione di ormoni e di egoismi ludici che non ne sapeva proprio nulla di mafia, di cosa nostra, di magistrati, di giustizia, legalità, e mi fa rabbia un pò non essermi addentrato già ai quei tempi di queste tematiche ma in fondo neanche adesso ne so molto, ma mi informo, leggo, e cerco delle risposte che non trovo, dicevo ero un 18enne spensierato, fortunato e probabilmente ho vissuto l’adolescenza in un clima più sereno grazie anche alla mia famiglia, ma penso sempre se fossi invece nato in una situazione inguaiata con problemi di illegalità, di sopravvivenza come me la sarei cavata, come si può contrappore una forza che non si vede? I libri, la cultura, la diffusione di valori di coscienza civile di legalità possono dare uno stimolo a guardare la realtà per com’è. Ma come dice qualcuno “anche qui dove stiamo a Bresso c’è la mafia cosa credi? cosa credi che un libro possa fermare un mostro infinito invisibile che volente e nolente influenza le nostre scelte anche se ignari?”

Io oggi mi commuovo a sentire parlare Falcone e Borsellino, e mi fa rabbia che dopo 25 anni non siamo andati avanti a combattere questo mostro che sembra essere ancora bene radicato, posso almeno continuare a leggere parlarne e guardare le persone condividendo questi uomini che hanno lasciato tanto in questa maledetta terra??

30 (uguale ad infinito!)

30, che numero, possono essere gli anni di un bel giovane a caccia di belle ragazze, o sono gli anni di chi ancora non ha trovato il posto in cui stare in questo mondo o gli anni di una ragazza che sta per diventare madre o di chi laureandosi affronta il suo primo vero lavoro oppure semplicemente sono gli anni che manca da quel lontano 1987 e mi sa che sono 30 anni che non sono più cresciuto e vivere un mondo pazzo come il nostro restando indietro 30 anni non è certo facile, ma gli altri non lo sanno, non gliene frega niente e giudicano e chissà cosa c’è da giudicare, forse farà ridere non lo so anzi lo so, ma vivere i 42 anni restando tredicenne a volte è proprio snervante diciamola è una cosa innaturale ma a volte mi sento così, sarà che non parlarne mai, anzi nascondere sempre, rispondere solo non c’è più da quando avevo 13 anni e basta forse pesa, influenza, chiude. Certo ora sono 30 anni che non ci sei più materialmente ma sono 30 anni di un milione di pensieri di te da quel pensiero che saresti tornata da un momento all’altro e chiedersi cosa dirti a quel pensiero che non saresti più tornata e chiedersi come fare, da quel pensiero costante”ora sarei laureato pieno di marmocchi e tu lì a guardarmi” a quel pensiero di sperare che lei stesse accanto a giorni “agitati”, a quel pensiero chissà se mi sta guardando mentre suono o mi bacio una ragazza o sto facendo una cazzata e a quel pensiero eterno dell’ultima volta vista( che poi mi viene anche un pò da ridere per le domande che ti feci!). 30 anni quasi a farci una festa perchè sono ancora qui con una mancanza totale di te, ricordarti però lo faccio sempre, ho tante foto su quella mensola, una volta mi sparavo i mille album fotografici da piccolo in vacanza con te, ora non lo faccio quasi più, a volte lo facevo con la ragazza di turno un pò per intenerire un pò perchè ne avevo bisogno, anche se volevo solo piangere un pò, santo iddio, solo piangere un pò, ma non lo facevo mai. Trenta anni e credo di essermi fermato o forse ho solo cercato di cavarmela, pensando non fosse niente che tanto passa ma non passa mai, forse sarei stato diverso se magari fossi andato da uno psicologo boh forse ma non ci sono mai stato, pensando che me la sarei cavata ugualmente, sbagliavo e ora sono trent’anni di tentativi di dimenticare o di risollevarmi ma ho capito solo una cosa: passerà il doppio dei trenta ma non me la caverò mai, è successa, vero c’è a chi va molto peggio, sarà che però non si può neanche aggiustare una cosa che non c’è più ma certo non ci si deve fermare o sennò veramente sei perduto e forse un pò perduto lo sono. E ora sono qui nella stessa stanza di 30 anni fa ma l’assenza di te è totale o comunque uguale a quel giorno caldo pieno di sole di giugno che tra l’altro tra un pò arriverà puntuale a bussarmi sul cuore che solo tu in fondo conosci.

Non mi lascerà mai questa mancanza e forse giusto così, mi chiedo ancora dopo 30 anni come si faccia a rinascere da una totale mancanza, non me lo devo chiedere più, devo solo guardare avanti, magari forse camminandoci insieme a questa totale mancanza che in fondo è tutto quello che di più prezioso ho, in questa sacrosanta terra maledetta.

(Ero titubante se scrivere queste piccole cose perchè sono fatti miei che non frega a nessuno perchè ho paura di sdiminuire quello che è quello che sento ma poi ascoltando un disco ho capito che non è giusto essere sempre in difesa, coperti, non essere quello che si è, abbiamo solo una cazzo di vita ed è bello anche raccontarla a volte, forse, non lo so, ma 30 è un numero che non può rimanere in silenzio almeno ora, almeno in questi mesi, almeno per me).

 

 

 

 

Son passato

 

 

Sono passato, di sera, su strade con mille pali della luce non accese con tanta natura attorno, qualche casa sparsa qua e là, indicazioni stradali inesistenti, a volte sbagliati, il navigatore non funziona, ma il mare si sente a volte a destra a volte a sinistra, a volte lo vedi lontano dall’alto, sono passato in tanti libri che ho letto, Palermo, Capaci, Cinisi, Trapani, Marsala, Gibellina, sono ripassato nelle storie attraverso l’aria che mi sbatteva in faccia con le pagine di vita che mi tornavo alla mente, sensazioni belle e non, come quella scritta “dio c’è” su uno spiazzo di strada che guarda un mare splendido, dio c’è?, il bene e il male sembrano la stessa cosa o assolutamente due cose distinte ma il confine non sembra esserci, non si vede, tutto scorre, quel sole, quel mare, quel tempio testimoni di una bellezza disarmante, si va in spiaggia, si mangia, si beve poi si balla, poi si scopa, tutto perfetto o quasi.

Avevo solo 6 anni

 

Avevo solo 6 anni, non capisco un cazzo ora, figurati quell’inizio di agosto del 1980, non so neanche dov’ero, se ero al mare o sotto il sole e cemento di Milano, poi quando si è bambini può cadere il mondo ma si deve per forza giocare, sennò è una perdita di tempo colossale, eppure un ricordo ce l’ho, certo è molto offuscato, annebbiato, ma la sensazione di qualcosa di forte accaduta l’ho avvertita, quel parlare in tono “strano” dei miei genitori, quelle telefonate agli zii e cugine di Bologna, quel continuo sentire vedere notizie alla tv; incertezza, sgomento e impotenza. Fascismo, terrorismo, comunismo, cazzo ne so, sono morte persone in una stazione, eppure quel bambino ignaro che ero allora è lo stesso di oggi perchè non si sa niente, non si sa chi siano i colpevoli,un cazzo di vuoto, si fanno le solite ipotesi di sempre, ma niente, sappiamo solo che abbiamo avuto un culo grande non essere lì proprio a bologna proprio in quella stazione, proprio il 2 agosto 1980. La canzone con cui vi lascio, è un quadro che rappresenta le sensazioni che ho avuto pure io.

Quote challenge – Day 3

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Eccoci arrivati alla terza giornata di questo Quote Challange dove farò le mie ultime 3 citazioni di libri che ho letto che ho amato; intanto sto per finire un libro pieno di suspance, di colpi di scena e di narcotraffico!!

1 “Vieni da me. Sarò nel blu tra cielo e mare dove il tempo si ferma e noi siamo l’eternità che scorre come un fiume.” NEL BLU TRA IL CIELO E IL MARE – Susan Abulhawa

2 “Ricordati sta cosa, che la mafia può esistere solo dove la gente vuole che esista. Anzi è sempre una scelta.” ALVEARE – Giuseppe Catozzella

3 “non soffro perchè sono fuori dal mondo, ma perchè ci sono troppo dentro. Dentro nel mio mondo, dentro nel vostro e dentro nel mondo di mezzo.” BACI A TUTTI – Andrea Antonello

Bello questo gioco se si può chiamare così perchè da l’occasione di riprendere anche per un momento in mano dei libri che da un pò non leggi e ti saltano in mente tante cose!

Quote challenge – Day 2

libro-con-prato

Siamo arrivati al secondo giorno del quote challenge e cioè per tre giorni di fila farò citazioni anzi farò tre citazioni di libri letti, che mi piacciono che mi son piaciuti che mi hanno dato qualcosa insomma! ok secondo giorno, guardo i miei libri, le copertine, qualcuno lo sfoglio, a qualcuno gli dico che bello, a qualcun’altro gli dico che tornerò nel suo mondo…ok fatto pronto…

1 “…Paure io non vi mollo. Ma voi non mollate me. Tenetemi per mano. Sennò qui finisce che cado. E cosa succede, se cadi? Succede che magari cambio.” ADESSO – Chiara Gamberale

2 “…che male e bene non hanno distinzioni così nette, che non esistono un noi e un loro, ma solo persone.” LE TARTARUGHE TORNANO SEMPRE – Enzo Gianmaria Napolillo

3 “…perché solo nel disordine dell’amore ogni acrobazia è possibile” L’ULTIMO BALLO DI CHARLOT – Fabio Stassi

Le parrocchie di Regalpetra – Leonardo Sciascia

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E’ sicuramente un caso che io finisca questo libro proprio oggi 9 maggio, si perchè proprio il 9 maggio del 1978 veniva ucciso dalla mafia Peppino Impastato che ha avuto il coraggio attraverso un microfono di una radio, attraverso la sua ironia e grande forza d’animo di denunciare e ridicolizzare quotidianamente un potente capo mafioso che comandava letteralmente il paese Cinisi vicino Palermo.

Regalpetra potrebbe essere Cinisi, solo che Regalpetra di Leonardo Sciascia è un paese di fantasia, un paese che sta al confine con il vero paese di Sciascia, Racalmuto. Siamo in Sicilia, e si racconta le origini storiche politiche sociali di questo paese che tanto inventato non è, è una cronaca molto dettagliata della vita che si respira e che si vive dal 1700 fino al dopo della seconda guerra mondiale.

Si parte dalle origini storiche dai barboni per poi sottolineare come il popolo fosse sottomesso al volere dei proprietari terrieri, entriamo nei circoli dei galantuomini nei loro discorsi politici ed elettorali e gogliardici sulle donne; osserviamo i sindaci e commissari che si son susseguiti uno dopo l’altro salvaguardando una piccola minoranza del paese; arriviamo nei luoghi sacri delle parrocchie anche loro influenzate da chi aveva un potere concreto; ci sciogliamo a seguire le lezioni scolastiche di un maestro che più di tutti capisce quanta povertà ci sia tra le famiglie di Regalpetra dove la fame è prima di tutto, che c’è bisogno di fare dei lavoretti per portare a casa del pane, dove la scuola risulta essere solo una perdita di tempo contro una vita che non sembra regalare gioia; si racconta delle manovre politiche all’interno di un paese allo sbando tra democristiani, comunisti, fascisti, postfascisti e liberali e si parla dei lavoratori, delle condizioni pessime di salute dei lavoratori come i salinari e zolfatari, persone non considerate e non tutelate da chi ha il dovere invece di farlo.

In questo quadro non certo idilliaco dove si denuncia la povertà, uno stato di degrado in quasi tutti i campi della vita sociale e politica non si perde la speranza, una speranza che si basa sull’istruzione, sulla consapevolezza di un potere corrotto, sull’impegno civile di uscire da uno stato di povertà per emergere non seguendo strade di illegalità.

In questo Peppino Impastato è stato un maestro, un ragazzo di un coraggio inaudito, non dobbiamo dimenticare il suo intento il suo volere; Leonardo Sciascia dal canto suo ci racconta con una naturalezza incredibile come la mafia nasce, si sviluppa, cresce e si espande, abbiamo degli esempi più che validi non sprechiamoli.

“Altrove gente che lavora con le braccia ha già conquistato speranza serena fiducia; qui non c’è dignità e non c’è speranza se non si sta seduti dietro ad un tavolo e con la penna in mano. E dopo secoli di oscuri sforzi, basta un piccolo urto per ruzzolare dalle scale del mondo, un vortice di scale, un incubo.”

 

 

19 marzo 2016

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Milano, un treno, un’amica, Roma, Amicizia, ultima birra da celibe per lui, non si dorme niente, stirare camicia, colazione, vestito, prove, musica, si parte, si arriva, chiesa, parenti, amici nuovi inaspettati, lacrime in arrivo?, si sposano, arriva la sposa, lo sposo Sì lo voglio (il tono era quello sì lo voglio cazzo), marito e moglie, testimoni, firma, foto, riso, piccioni, abbracci, parenti che raccontano un amore che vive “solo” da 50 anni, di nuovo in macchina, sole, caldo, sorrisi, aperitivo, cani coccolosi ai piedi, si va al tavolo, vino rosso, si grida poche volte ma buone w gli sposi, si beve, ci si conosce, intanto la giornata va forse anche troppo velocemente, polaroid, foto, risate, siamo ancora al primo, cazzo, camminata per digerire, tempo delizioso, come deliziosi i protagonisti, arriva il secondo, la torta, le foto, arriva pure la stanchezza, arriva un super regalone incredibile, lacrime in arrivo?, niente si torna indietro, scopro una batcaverna, la voglio una pure io e che cazzo, roma inter, c’è chi vuole vedere le foto e chi la partita, si rischia una rissa famigliare, poi letto no anzi no prima c’è posta per te, proprio tutte ma le lacrime? Niente si saluta la batcaverna, ultime cose si torna a casa Milano, inizia il motogp, Valentino Rossi, niente arriva quarto, oggi sono 10 anni che Twitter è tra noi, ed è proprio su Twitter che ho conosciuto quei due di città diverse, lontane, di mondi diversi e oggi splendidamente sposi, si ora le lacrime scendono!!