L’appello – Alessandro D’Avenia

Un libro pieno intenso, a volte troppo da doversi fermare e cercare di raccogliere tutti pensieri e i ricordi che questo romanzo ti genera, tutto per un uomo un insegnante cieco che prova a riprendere l’attività di insegnare e la sua classe composta apparentemente da alunni ripetenti fannulloni.

Ma questi alunni ripetenti e fannulloni attraverso l’appello del loro insegnante fanno conoscere i loro mondi fatti soprattutto di dolori, sofferenze, di passati non facili, fanno conoscere il proprio nome, il proprio io, e si assapora un rapporto insegnante alunno fondamentale per la crescita per entrambe, perché il maestro che insegna la sua materia cresce conoscendo chi ha di fronte. Una semplice rivoluzione pensando alla scuola di oggi, o una semplice utopia ma sicuramente una strada da percorrere per dare un nuovo volto all’insegnamento e alla crescita di ragazzi che si affacciano al mondo adulto.

Crescere è non avere paura di quello che nascondi dentro che sia un dolore, una sofferenza o un segreto inconfessabile , e cercare di tirarlo fuori fidandoti di chi hai di fronte e trasformare questa paura in amore. È quello che proverò a fare io con mille difficoltà, sto libro è una botta al cuore!

La ballata della città eterna- Luca Di Fulvio

Il libro precedente dell’autore di questo romanzo mi aveva letteralmente folgorato per scrittura, trama e quando sai che è uscito il nuovo libro di quello scrittore che ti aveva così coinvolto non puoi fare altro che comprarlo ad occhi chiusi! Le premesse di questo libro non erano delle migliori perché rientra in quel genere di romanzo storico che mai ne sono stato così attratto e se sommiamo a questo le 600 pagine che ne fanno il classico tomo ero un attimo dubbioso ma poi leggo l’inizio del libro e tutto scompare entro completamente nel mondo descritto di una Italia appena unificata tranne Roma guidata governata difesa dal Papà…e proprio lì nella città eterna che si incroceranno i destini di Pietro e Marta accomunati da un passato difficile e da una voglia di riscatto..

In questo viaggio c’è un circo pieno di personaggi affascinanti, c’è una contessa che è più povera di un barbone che dorme nelle strade malfamate di Roma, c’è un soldato francese di nobile animo, c’è l’albanese il cattivo dei cattivi, c’è la mamma di tutte le mamme cinica irriverente cruda ma con tanto cuore e potrei andare avanti all’infinito, sì perché la bellezza di questo romanzo non è solo la storia e l’intreccio in sè ma sono i variegati personaggi che compongono questa storia che si anima in una Roma senza padroni tra luci e ombre…

Diario di una talpa – Paola Mastrocola

Paradossale leggere un libro che parla del lockdown appena stato, mentre in Lombardia inizierà un coprifuoco dalle 23 alle 5 proprio ora, un libro che parla anche di uscita da una situazione di chiusura forzata e proprio in questi giorni entriamo nella seconda famigerata e prevista seconda ondata di corona virus, un libro che raccoglie pensieri, angosce, preoccupazioni, riflessioni della talpa che sta in ognuno di noi, e io sto vivendo in prima persona la quarantena, il virus, il decorso, la mala organizzazione di tutto questo virus che crea senza tanti fronzoli.

Credo sia un bellissimo diario in ogni caso, di una esigenza estrema in una situazione così diversa e unica in cui un essere umano si possa trovare. Come si fa a governare un virus? Un virus che non conosciamo? Come si affronta? È giusto aver chiuso tutto? È giusto poi aver riaperto con il contagocce? E ora dove andremo finire che i contagi sono aumentati così rapidamente? Siamo divisi su tutto, siamo preoccupati, vediamo le nostre piccole certezze fatte di giri al parco uscite con amici, viaggi, svanire per un virus che sembra costringerci a stare a casa, ad isolarci, ripeto fa strano leggere un libro appena uscito in luglio e vivere ora la sensazione di tornare alla chiusura di tutto.

Cara talpa aiutaci tu a stare più sereni e ad affrontare una situazione che si evolve in negativo ahimè giorno dopo giorno.

Il bambino nascosto -Roberto Andò

La mia quarantena controversa si è un po’ addolcita o meglio si è ammorbidita con questa storia ambientata a Napoli, nelle strade belle e malgestite dalle stesse persone che ci vivono. Un maestro di piano, molto criptico, molto sedentario, che attraverso la cultura della poesia cerca di evadere dalla quotidianità fatta di noia, ama un uomo, e cerca di stare lontano dalla sua famiglia di origine, ma la sua vita ben scandita dai suoi ritmi viene stravolta da un bambino, Ciro che proviene, suo malgrado, da una famiglia di camorra, con tutte le sue conseguenze di ragazzino spaccone, cresciuto troppo in fretta e in una delle sue rapine crea un clamoroso intoppo tra famiglie che gestiscono il potere nei quartieri napoletani e l’istinto del bambino è quello di rifugiarsi nella casa del maestro Gabriele…

Questi due personaggi Ciro e Gabriele si scontrano si odiano si conoscono fino ad instaurare quasi un rapporto di padre e figlio, il maestro di piano non ha astuzia abilità e spirito da battagliare contro forze più temibili di lui, ma il suo animo porta Ciro ad essere il bambino che finora non è stato, questo atteggiamento questa sensazione di protezione è vitale per Ciro che cercherà di stare lontano dalla sua famiglia aiutando lo stesso maestro.

Una storia piena di poesia di cultura di musica ma anche contrassegnata da malavita ignoranza furbizia e nonostante il finale va verso il male verso chi abusa di un potere che non dovrebbe esserci, vive la speranza che tutto non è perduto, che quello che è stato può essere da esempio per cambiare lo status delle cose.

Febbre – Jonathan Bazzi

Rieccomi, tra mille cose da inseguire sono riuscito a dedicare del tempo per leggere questa storia vera, cruda, attuale e scritta per me molto bene, alcuni passaggi li ho trovati molto belli soprattutto quando l’autore, protagonista del libro descrive, racconta dove è cresciuto, e cioè a rozzano paese a sud dell’hinterland di Milano, lo fa in modo diretto senza mezze misure, molto negativo a volte ma così realistico che le vedi proprio queste case popolari, il degrado e tutto il resto.

Jonathan Bazzi racconta la sua infanzia e adolescenza, ma tutto parte da quella febbre che nel 2016 sembra non andarsene mai, poca ma costante che lo tormenta a poco a poco, soprattutto perché non si trova la ragione di questa febbre fino alla diagnosi finale che scoprirà la sua sieropositività, qui però c’è solo da prenderne coscienza ed iniziare a curarla, lo scrittore alterna passato burrascoso e presente e del futuro parlandoci di tutto di sentimenti, di omosessualità, di bullismo, di malattia, di paranoie, di famiglia, di litigi, con una chiarezza e semplicità che tocca il lettore fin dalle prime pagine!

Spillover – David Quammen

Ci ho messo tanto forse troppo a finire sto libro, assolutamente interessante, assolutamente attuale, perfino scritto semplice, un reportage minuzioso sulle varie malattie attraverso interviste, resoconti fatti sul posto, e se pensi che è stato scritto 8 anni fa, c’è da mettere le mani nei capelli per alcune intuizioni e conclusioni, ma si c’è un ma cioè dopo un centinaio di pagine la mia attenzione si è persa tra le varie pandemie, tra i vari e variegati accadimenti nel mondo tra scimpanzé, pipistrelli, maiali e l’uomo…

Interessante comunque leggere l’evolversi delle trasmissioni del virus da una specie ed un’altra, soprattutto poi come interagisce il virus nel nostro sistema immunitario, anzi più che interessante è inquietante soprattutto pensando a sto cazz di corona virus, ora c’è chi dice che è tutta una invenzione, per me in ogni caso da questo libro si capisce come l’uomo negli anni ha cambiato i vari sistemi climatici ambientali ha modificato tutto anche il mangiare e ha creato involontariamente delle trasmissioni di virus arrivando a noi, e che se ne dica ora dobbiamo affrontarlo conviverci e cercare di superarlo.

Detto ciò, non vedo l’ora di iniziare un nuovo libro, un romanzo senza virus, che mi coinvolga che sto spillover mi ha rotto quanto il covid!

Le luci della centrale elettrica _vasco brondi

In questi giorni surreali in quarantena, di mancanze, di cambiamenti, questo libro mi ha fatto un sacco di compagnia, non solo dalle parole, ma dalle foto, dagli scritti in penna stampati, da fumetti, copertine, insomma un libro diverso perché non è un romanzo ma è una storia di un progetto artistico musicale chiamato le luci della centrale elettrica che non è un gruppo ma una splendida idea di Vasco Brondi.

Questo album di foto di storie di formazione raccoglie tutto quello che si vuole sapere di come nascono le luci della centrale elettrica, di come Vasco brondi cresca umanamente ed artisticamente sotto il nome del suo stesso progetto, conoscendo scrittori, cantanti, gruppi, disegnatori che ha sempre amato.

Io ho tutti i dischi tranne l’ultimo che in ogni caso in qualche modo nel tempo avrò, e mi ha colpito molto l’uso della parola, descrivendo la realtà quotidiana in una sorta di poesia narrativa che ti rapisce soprattutto ai concerti, ora che questo progetto si è concluso, sono curioso di cosa sarà capace di produrre, nell’attesa mi ascolto a random uno dei suoi dischi, w le luci della centrale elettrica w Vasco brondi

Cadrò, sognando di volare – Fabio Genovesi

È stata una sorpresa, primo non sapevo che fosse uscito un nuovo romanzo di Fabio Genovesi( uno dei miei autori preferiti di oggi), secondo non sapevo che parlasse di pantani anche se dalla copertina qualche spunto poteva e doveva darmelo( la bandiera del pirata che sventola nel cielo aaah che ricordi!), fatto sta che nonostante un momento mio privato e di tutti pieno di ansia, Sono riuscito a leggerlo e ad avere un po’ di stimoli per un futuro non certo roseo..

Tutto è in quell’anno, il 1998, in quell’estate magica anche per chi non è poi così tanto appassionato di ciclismo, il giovane Fabio deve raggiungere i suoi amici a Siviglia per una vacanza di alcol feste ragazze, insomma quelle vacanze che progetti da una vita con grandi sogni ed invece riceve una lettera che deve iniziare a fare l’obiettore in un ex convento sperduto tra i monti dove vivono due preti..diciamo abbastanza stravaganti o quanto meno particolari..

Non volevo scrivere la trama ma vedo che lo sto facendo nonostante ero partito di non scrivere nulla sulla trama, comunque questo Fabio si troverà a fare i conti con questi due preti soprattutto con don basagni il quale ha una grande passione per il ciclismo e si troveranno a seguire insieme in tv con grande entusiasmo le gesta di Marco Pantani al giro d’Italia e al tour de france..

Marco Pantani per me rappresenta una forza che supera l’impossibile, ha avuto un sacco di disavventure ma tornava e ritornava e poi arriva il 1998 e vince i due giri più difficili dell’anno per poi l’anno dopo cadere ancora fermato per un valore più alto del normale nel sangue, ma rimane e rimarrà eterno il suo attaccare, il suo soffrire e farne la sua qualità migliore, il suo ora o mai più, il suo istinto apparentemente suicida ma alla fine vincente, ed in questo romanzo si respira tutto questo e molto di più attraverso due personaggi lontani anni luce ma così vicini nelle loro scelte sbagliate di vita, niente da fare, a me piace sto Fabio sia lo scrittore sia il protagonista che poi sono la stessa cosa forse..

Inutile fare finta di niente, ma il ciclismo quel 1998 quel pantani quel vedere la tv in piedi ad ogni scatto di pantani quel commentare ogni tappa mi ricorda papà, vedeva tutte le tappe che fosse pianura o montagna, a volte si addormentava, a volte mi chiedeva ma domani mica faranno riposo? oppure mi diceva ma Nibali non ce la fa è troppo dura la salita.. quanto cazzo manchi papà!

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Post Office – Charles Bukowski

Un sali e scendi, scanzonato, volgare, crudo, vero, cinico, incoerente, noioso, annoiato, voglioso, pazzo, l’alter ego di Bukowski è uno di noi almeno in un giorno della nostra vita che ci costringe ad affrontare senza volere il tempo che scorre in mezzo a paure, desideri, noie, uomini, donne, lavori come il postino, già perché Henry Chinaski, il protagonista del romanzo, ovvero il Bukowski che sta in ognuno di noi, lavora in una posta a smistare migliaia di lettere, ama e odia questo lavoro, tra sbronze, sesso e noia. Viene licenziato, torna si dimette e poi però è ancora lì a vivere la malinconia della vita…

Chi di noi non è mai stato sbronzo, chi di noi non ha mai mandato a quel paese il lavoro di una vita, chi di noi però il giorno dopo è lì ad affrontare un altro giorno, ecco post office servito!

L’isola dell’abbandono – Chiara Gamberale

Quanto tempo, ragazzi, diciamo 2 mesi, o quasi, mi ero incartato con un librone storico non riuscivo andare avanti, come se fossi annoiato eppure l’argomento storico mi appassiona ma probabilmente non è ancora il momento di leggerlo, e in questi due mesi non ho fatto altro che pensare cosa leggere dopo e poi senza progettare senza stare dietro a recensioni, articoli mi è arrivato questo titolo, questa copertina e soprattutto questa storia e si è rimesso in moto quella curiosità che si era incartata per 2 mesi…

È un romanzo che ha una protagonista che ha una sua storia come tante altre, forse, con i problemi che tutti possiamo avere in un rapporto di coppia, ma in realtà questo romanzo parla di noi, delle nostre paure, dei nostri momenti neri, dei nostri vissuti che salgono su delle montagne russe assurde e ogni volta ci ritroviamo ad affrontare sempre una discesa e una salita, una morte e una nascita, in tutte le sue possibili metafore.

La protagonista ha paura dell’abbandono e sarà abbandonata e a sua volta abbandonerà un’altra persona ma nell’abbandono troverà il percorso che la porterà ad avere un figlio. C’è molta profondità nei pensieri di Arianna la protagonista o direi della scrittrice e ci porterà o meglio mi porterà a riflettere sulla mia di storia che ahimè non mi ha portato ad avere un figlio ma che cmq mi ha portato ad essere quello che sono ora, giusto o sbagliato che sia, e ho rivisto tanti momenti di sconforto e di rinascita, forse non sento l’abbandono come una cosa totalmente negativa la sento come una cicatrice fresca grazie la quale ancora oggi mi sento vivo…

Mi son dilungato sulle mie cazzate, ma vi consiglio di buttarvi in questa isola che poi è Naxos, Isola greca affascinante piena di leggende mitologiche ma neanche così tanto mitologiche se lo chiedete ad Arianna o meglio a Chiara Gamberale..