19 luglio 1992

Pensando a dov’ero quel giorno lì, mi son ricordato che ero nella mia prima vacanza da solo in un paese lontano dall’Italia, ero in un college inglese ad Hastings ad un’oretta da Londra, c’ho passato un mese a provare ad imparare l’inglese in una struttura dove c’erano studenti italiani e spagnoli ed insegnanti madrelingua, mi ricordo i primi giorni di panico perchè non conoscevo nessuno ed in più dovevo arrangiarmi con una lingua che non era l’italiano. Poi piano piano ho fatto amicizie, addirittura un amore veloce estivo e proprio in quei giorni l’Italia veniva sconvolta da una nuova strage.

Io ero un 18enne in piena esplosione di ormoni e di egoismi ludici che non ne sapeva proprio nulla di mafia, di cosa nostra, di magistrati, di giustizia, legalità, e mi fa rabbia un pò non essermi addentrato già ai quei tempi di queste tematiche ma in fondo neanche adesso ne so molto, ma mi informo, leggo, e cerco delle risposte che non trovo, dicevo ero un 18enne spensierato, fortunato e probabilmente ho vissuto l’adolescenza in un clima più sereno grazie anche alla mia famiglia, ma penso sempre se fossi invece nato in una situazione inguaiata con problemi di illegalità, di sopravvivenza come me la sarei cavata, come si può contrappore una forza che non si vede? I libri, la cultura, la diffusione di valori di coscienza civile di legalità possono dare uno stimolo a guardare la realtà per com’è. Ma come dice qualcuno “anche qui dove stiamo a Bresso c’è la mafia cosa credi? cosa credi che un libro possa fermare un mostro infinito invisibile che volente e nolente influenza le nostre scelte anche se ignari?”

Io oggi mi commuovo a sentire parlare Falcone e Borsellino, e mi fa rabbia che dopo 25 anni non siamo andati avanti a combattere questo mostro che sembra essere ancora bene radicato, posso almeno continuare a leggere parlarne e guardare le persone condividendo questi uomini che hanno lasciato tanto in questa maledetta terra??

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Dove cazzo voglio andare?

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Mi sono accorto che sto scrivendo poco, leggendo meno perchè mi è venuta sta strana voglia di andare in bicicletta che non so se è una voglia passeggera o lo spirito di Pantani mi sta chiamando da qualche parte, fatto sta che ogni giorno un’oretta di bici me la sparo. Ma le gambe sono molli e mi faccio battere anche da questa splendida vecchietta che sta impennando in foto. Ma zilly dove vuoi andare??

Già dove cazzo voglio andare?

Intanto pedalo e sfido i sessantenni a furia di scatti assassini in salita di 20 metri!!

Che bellissima iniziativa! L’agenda ritrovata – Sette racconti per Paolo Borsellino

 

 

Non è solo un libro, non sono solo sette racconti di sette scrittori ambientati in sette luoghi d’Italia diversi, non è solo bellezza narrativa, a volte drammatica, a volte spiazzante ma sempre evocativa non è solo il ricordo di un uomo anzi di uomini che hanno dato la propria vita alla lotta contro la mafia, è un progetto bellissimo, ambizioso, forte, è una ciclo staffetta che si porta dietro questa agenda ritrovata; da Milano son partiti con biciclette e carovan e hanno toccato varie parti d’Italia con questa agenda ritrovata rossa ovviamente simbolica con su tutte le testimonianze di chi ha voluto parteciapre mettendo anche solo una semplice firma, ora sono in Sicilia e dopo domani si concluderà in via D’Amelio per testimoniare che il lavoro di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tutti quelli che hanno perso la vita non è andato per niente perso anzi, c’è una volontà, un sentimento di unione e di partecipazione nel voler combattere la mafia che soprattutto ora è da combattere, attraverso la conoscenza, la memoria, la divulgazione delle idee di uomini di una cultura civile fatta di legalità, diffondere la cultura del e nel territorio.

Sì perchè sono 25 anni dalla morte di Paolo Borsellino, e sono 25 anni che quella agenda rossa di Paolo Borsellino non si sa dove diavolo sia potuto finire, e allora con la scusa dei 25 anni si vuole ribadire la voglia di giustizia, di legalità fatta attraverso la bicicletta, la partecipazione dei paesi coinvolti dalla ciclostaffetta e le parole di questi sette racconti che vanno a toccare momenti, ricordi, azioni, idee, sentimenti di un periodo che sembra passato ma che non lo è ancora oggi.

Aiutiamoci, leggiamo questa testimonianza!

Paolo Borsellino e l’agenda rossa

 

 

Sarà tutto collegato ma mi ha preso la voglia di andare in bicicletta anche se ci sono 35 gradi fuori, anche se non ho gambe e non ho fiato (sono da buttare!), anche se non ho nessun motivo apparente mi sono ritrovato su una sella nuova di una bici e via, fatica, sudore, ma anche tanta vita, paesaggi, chi corre, chi cammina, chi chiacchiera, chi mangia, chi dorme, vedi tutti in bici, poi è iniziato pure il tour de france (e qui è doveroso salutare il mio marco pantani!) e soprattutto amava tanto andare in bicicletta un uomo che ha combattutto fino alla fine per la legalità, per scovare i segreti dei segreti che si celano dietro a false facciate, per scoprire legami tra stato e mafia e proprio tra pochi giorni saranno 25 anni dal quel 19 luglio 1992 in cui perse la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Questo libro è una testimonianza di chi ancora oggi non ci sta a pensare che tanti altri colpevoli siano ancora liberi; quella agenda rossa (in cui Paolo Borsellino segnava incontri appuntamenti numeri e chissà altro) che portava sempre con sè non è mai stata più ritrovata. C’è una ricostruzione degli eventi di quella strage in via D’Amelio, ma fin dall’inizio ci sono tante incongruenze su come si siano evolute le cose a riguardo della scoperta della borsa del giudice. Testimonianze di chi arrivò sul posto, di carabinieri che non sono mai uguali, differiscono sempre, foto che creano dubbi, sospetti. Quell’agenda rossa è un mistero che ancora oggi non si riesce a capire dove sia andata a finire ma dalle parole dei famigliari c’è la certezza che Paolo Borsellino in via D’amelio dove era andato a prendere la madre ce l’aveva assolutamente con sè.

Dicevo sono 25 anni e sono 25 anni che non si dimentica anzi proprio in questi giorni il fratello di Paolo assieme ad una associazione e non solo hanno organizzato una mega ciclo staffetta che è partita il 25 giugno da milano e arriverà proprio il 19 luglio a Palermo proprio in via D’Amelio con una agenda rossa denominata agenda ritrovata con tutte le firme di chi vorrà dare un suo contributo nel nome della legalità, della verità e della giustizia. Io ho partecipato con la presenza, con una firma e comprando un libro che assolutamente leggerò nei prossimi giorni! Sono storie da raccontare ai ragazzini, da subito per capire per conoscere per non sbagliare la strada da percorrere!

 

“..Paolo mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere..”

Agnese Borsellino

 

La perfezione non è di questo mondo – Daniela Mattalia

 

La mia consigliatrice di libri mi ha suggerito 2 dolcissimi vecchietti, una ragazza e un ragazzo, due fantasmi e un cane. L’intreccio di questi vite fanno la perfezione non è di questo mondo! Un affresco di scene quotidiane di uomini e donne alle prese con i loro problemi, con i loro ricordi, con i propri fantasmi, con le proprie paure tanto che poi ti affezioni ai personaggi!

Il mondo dei giovani e il mondo degli anziani si incrociano, si aiutano, si completano nonostante una differenza di età grande ma è più forte la sensibilità e la voglia di prendersi cura dell’altro che a volte manca in questa maledetta e bella terra!

Scorrevole, semplice, ironico, strappa sorrisi per me sotto l’ombrellone questo piccolo affresco di vita è perfetto!!

Radio Aut – Peppino e i suoi compagni

 

Ogni tanto è sano leggere o rileggere o quanto meno sapere che ci sono vite belle, non facili, semplici, forti, volenterose, impegnate; danno, almeno a me, un sollievo nel pensare che in questo mondo siamo circondati anche da uomini e donne di una gran forza intellettuale e civile da prendere assolutamente esempio: insomma Peppino Impastato.

E’ un libriccino piccolo che traccia attraverso le testimonianze delle sue parole e dei suoi compagni un impegno politico civile sociale. La radio fu fondamentale negli anni ’77 ’78 perchè era un mezzo che poteva arrivare a molte persone e creare quella controinformazione giusta più bilanciata rispetto a quella cosidetta di regime di governo. Aveva creato questa radio, radio Aut in cui si alternavano notiziari internazionali, nazionali, regionali e quelli di paese come Cinisi a programmi totalmente musicali e programmi a prendere proprio per i fondelli la mafia, si la mafia che a quei tempi era già scandaloso dire mafia, perchè molti non credevano che ci fosse la mafia, era una parola da non dire quasi, beh Peppino Impastato attraverso ricerche, documentazioni, riviste, numeri ha tracciato uno scenario politico e non solo inquietante ma reale, assolutamente veritiero, mostrandolo attraverso mostre fotografiche, manifestazioni e trasmissioni radiofoniche. Non ci stava a vedere il suo paese cadere sotto l’egemonia di organizzazioni criminali che tramavano nel buio, che tramavano con la politica di governo. Era un ragazzo molto motivato soprattutto cercava di coinvolgere più persone possibili nei suoi progetti.

Oggi come oggi avremmo bisogno di Peppino Impastato, del suo coraggio, del suo spirito civile sociale perchè saremo pure nel 2017 ma le cose da cambiare sono tante come negli anni di Peppino nostro!

 

Senza coda – Marco Missiroli

 

 

Un bambino, un gran cacciatore di lucertole e i suoi amici Luigi e il buon vecchio giardiniere Nino che asseconda le fantasie di un bambino che deve affrontare il buio della sua famiglia, un padre violento, autoritario e la mamma vittima del carattere del marito.

Si chiama Pietro, questo bambino, ed ha l’età di chi dovrebbe giocare si con le lucertole correre, giocare con il pallone ma lui prega il Gesù bambino che possa il padre essere più buono e che la madre non abbia più nessun livido e poi prega perchè non vuole andare dall’amico misterioso del padre, Carmine.

Entriamo nell’infanzia di un bambino in modo brutale, netto, c’è l’ombra della mafia, cosa oscura per i bambini, ma pietro che è ancora nell’età di non sapere bene la differenza tra bene e male arriverà a capire il senso della cattiveria, della perdita e del lutto.

Inizio forse lento, forse più che lento delicato e fantasioso per avventurarci nell’infanzia difficile di un bambino poi però prende la narrazione che corre su vari binari, insomma un libro che ti tiene incollato alle pagine fino alle ultime speranze di Pietro!

 

Romanzo criminale – Giancarlo De Cataldo

 

Libanese, Freddo, Dandi, Bufalo, Trentadanari, il nero, il secco, Ricotta, Botola, il nercio, er sorcio, Fierlocchio, Scrocchiazeppi non è una squadra di ragazzini di periferia di calcio, ma è una vera e crudele organizzazione criminale che ambiva letteralmente comandare Roma tra gli anni settanta e ottanta. Insomma la banda della magliana…

Dalle origini fino alla fine di questa banda che percorre anni veramente drammatici per l’Italia come stato democratico alle prese con le brigate rosse, con una politica corrotta e con la mafia siciliana e la camorra napoletana a fare da padroni nel vuoto statale di quegli anni economicamente “brillanti”.

E’ un romanzo ma è storia vera, e nonostante ormai siano passati diversi anni le cose non sembrano cambiate; nel descrivere l’ascesa di questi giovani criminali (che se ne infischiano della politica ma che alla fine verranno inglobati nelle trame losche di palazzo), vengono in risalto gli stretti legami che intercorrono tra stato, criminalità, polizia corrotta, servizi segreti deviati, imprenditoria, è una vera e una continua guerra tra bande per avere il potere e il comando assoluto sulla droga, prostituzione e gioco d’azzardo.

Il Libanese, il Freddo il Dandi sono ragazzi, senza lavoro, senza nessuno stimolo se non quello di rubare, spacciare, che hanno come modello cosa nostra insomma sono giovani senza motivazioni che vogliono tutto e subito e rischiano la vita ogni minuto della loro esistenza; leggendo questo libro a me viene voglia di tutto tranne che organizzare una struttura malavitosa perchè fanno una vita rinchiusa, nascosta, senza poter dormire tranquilli mai, e allora perchè hanno scelto di fare questa vita? Non avevano alternative? Erano stufi? e poi di cosa? Questi libri mi fanno pensare molto, queste storie mi fanno riflettere tantissimo perchè mi fanno capire quanto possa contare la famiglia, la realtà in cui nasci e vivi, le persone che incontri e frequenti e basta un attimo per trovarti nel buio più totale e quanto sia difficile poter affrontare una situazione più grande di te. Mi viene in mente sempre Peppino Impastato, il suo coraggio, la sua determinazione, la sua voglia di cambiare le cose per la giustizia quella giusta per tutti nessuno escluso.

Ora come un italiano medio mi guarderò la serie tv che dicono sia molto bella. Ma in realtà di bello non c’è proprio un cazzo…

 

 

 

 

 

Il bacio più breve della storia – Mathias Malzieu

 

 

Non riesco ancora capire se mi è piaciuto o meno questo bacio più breve della storia o forse distratto da altre cose personali non sono riuscito ad afferrare in pieno il significato di questo che è un piccolo intenso e surreale racconto, anche perchè si legge in pochissimo tempo (106 pagine) e mi sembra di aver ricevuto un’infinità di immagini anche di ricordi che poi alla fine rimani sorpreso e dici e quindi?

L’autore conferma ancora una volta come in La meccanica del cuore – Mathias Malzieu di avere uno stile unico e molto particolare quasi poetico nel descrivere una situazione assolutamente surreale e cioè assaporare un bacio di una ragazza sconosciuta che suscita forti emozioni positive ma che subito dopo il bacio la ragazza scompare, svanisce nel nulla e il desiderio del protagonista è assolutamente ritrovarla…. dovrà avvalersi di un investigatore in pensione anzi del pappagallo dell’investigatore che attraverso i sensi dell’olfatto del sapore riuscirà in qualche modo a rincontrarsi con la ragazza che alla fine è più vicina di quanto uno possa pensare.

Diciamo che si deve immaginare questa favola con la mente libera ed aspettarti cose assolutamente irreali ma può dare alcune interessanti interpretazioni dell’amore e non solo. Voi sapreste dirmi il sapore del vostro bacio ideale? Io facendomi sta domanda mi sono tornati in mente dei flash di baci che non potrò mai dimenticare non tanto per il sapore ma per l’emozione inaspettato che ti crea tra pelle cuore e cervello! Ch bel mix che può darti un bacio!! Zilly alla fine è un sentimentalone mannaggia a me!

 

L’arminuta – Donatella Di Pietrantonio

I bambini sono lo specchio delle verità, delle emozioni e delle sensazioni che solo loro riescono a carpire e ad esternare anche senza parole ma con semplici gesti, atteggiamenti e sguardi. Se poi questi bambini subiscono traumi più o meno grandi siamo di fronte ad una realtà non certo idilliaca anzi drammatica ma capiamo come di esseri così piccoli hanno un’anima ed un cuore grandissimo.

E’ la storia della ritornata ovvero dell’arminuta che dopo aver passato l’infanzia e non solo con chi credeva suoi genitori viene riportata da quelli che sono i suoi veri ed effettivi papà e mamma. Da una situazione di gioia, agiata ad una realtà fatta di povertà e di pochi sentimenti, questa piccola protagonista si troverà affrontare una nuova vita senza perdersi d’animo con una grossa sofferenza ma i due anni della storia la porteranno a crescere ed imparare ad amare credo per sempre la sua sorella più piccola, Adriana, una vera forza della natura.

Mi ha colpito molto il rapporto delle due sorelline ritrovate perchè non si sono giudicate non hanno visto del marcio anzi hanno trovato l’una nell’altra un’ancora di salvezza per una vita che non ha fatto nessuno sconto! Ora mi chiedo come se la sta passando Adriana? Non ci sarà nessuno seguito forse, ma la fantasia l’immaginario è infinito!

” Mia sorella. Come un fiore improbabile, cresciuto su un piccolo grumo di terra attaccato alla roccia. Da lei ho appreso la resistenza. Ora ci somigliamo meno nei tratti, ma è lo stesso il senso che troviamo in questo essere gettate nel mondo. Nella complicità ci siamo salvate.”