Appunti per un naufragio – Davide Enia

 

 

C’è tanto odio in giro, si respira violenza fisica e verbale nei social, si ha come l’impressione che ci sia una tendenza suicida di chiudersi senza se e senza ma, stiamo navigando in acque molto pericolose, dove non vedo nessun approdo a niente, se non al fallimento umano, ma basta un libro, bastano delle pagine, dei racconti, delle crude verità, delle assurde tragedie che accadono a pochi chilometri dalle nostre case per capire che la speranza, la luce c’è in questo marasma in cui è caduto l’uomo.

Lampedusa, isola piccola, quasi chiusa ma testimone di quello che sta accadendo in questi anni: uomini, donne, bambini scappano senza niente su barconi sfidando la morte. E chi sta a Lampedusa ha solo il desiderio di salvare più vite umane possibili, perchè te che faresti in riva al mare e vedi all’orizzonte corpi in acqua che chiedono aiuto?

Un reportage di chi ha salvato e di chi viene salvato ed in mezzo l’autore di questo libro che cerca di comprendere questi eventi che travolgono l’animo umano, raccontando la sua vita e i suoi dolori, il rapporto col padre e con lo zio, non sono personaggi del romanzo o come vogliamo chiamarlo, sono persone reali, le senti le tocchi, ti fanno commuovere e ti fanno riflettere. Sono persone che lottano per un nuovo approdo, sono uomini che vivono la vita fino all’ultimo, sfidando la morte.  Un libro crudo, è dura leggerlo, forse, ma sono pagine chiare semplici che descrivono la situazione di adesso, di questo momento storico, sono vite umane come le nostre in un autentico dolore ma c’è e si avverte proprio leggendo, la speranza di chi vuole farcela di chi ci crede ancora nell’essere umano, nell’uomo, in noi!

Mi rendo conto di non aver reso bene l’idea di quanto mi abbia colpito sto libro come quando con il gomito becchi in modo casuale lo spigolo del tavolo e le bestemmie sono un intercalare istintivo! Già neanche così ho reso l’idea. Insomma mi è piaciuto assai punto!

“Non c’è spazio per la finzione narrativa e in queste circostanze la linea dell’azione fa differenza: di fronte alla sofferenza reale, le stesse persone che vomitano veleno sulle persone che arrivano sono le prime a essere generose” Davide Enia

 

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L’incantesimo delle civette – Amedeo La Mattina

Questo è un libro che stupisce per quello che è, per quello che si respira, per quello che trasmette, un libro nel libro, una storia nella storia, arrivano le civette in un mondo chiuso quasi statico dove non succede nulla e poi eccole arrivare queste civette che rappresentano il mondo del cinema con tutto il suo contorno di registi, scenografi, attori, attrici, truccatrici e tanto altro, scuotono un paesino della Sicilia, che stava nella sua noia dove tutto sembra muoversi ma nulla cambia, Partinico, estate del 1967, si decide di girare proprio lì il film, tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia, il giorno della civetta che per la prima volta in letteratura parla di mafia in modo chiaro, dell’esistenza forte della mafia in Sicilia.

Un ragazzino viene proprio sconvolto dall’arrivo della troupe cinematografica, scopre il mondo del cinema, scopre il valore l’importanza di un libro e di leggere, ma sicuramente scopre l’amore folle e forse anche ironico per l’attrice, Claudia Cardinale, si un amore folle perchè sembra che la sua vita sia avere le attenzioni di questa ragazza più grande di lui, e nel starle vicino durante le riprese del film, intuisce ma non capisce fino in fondo la trama del film stesso, al punto tale che prende il libro di Sciascia ed inizia a leggerlo per comprendere l’esistenza della mafia lì proprio dove vive. Fa effetto vedere che intorno a questa rappresentazione cinematografica, la mafia è viva e trama nell’ombra fino a non volere più che si girasse il film.

Partinico si accende, vive di luce propria con l’arrivo del cinema, ma la mafia non vuole questo dinamismo, la mafia vuole la noia, la stasi, il quieto e silenzioso vivere che è molto più facile da controllare, ma questo ragazzino protagonista sfugge alla logica e agli intenti mafiosi, e nonostante claudia cardinale se ne sia andata e la troupe abbia cambiato località per girare, lui è trasformato e pronto a buttarsi in un mondo nuovo con la consapevolezza che al di fuori del suo amato paese c’è una realtà da scoprire, diversa che lo farà crescere ulteriormente.

Bello!

Dente per dente – Francesco Muzzopappa

 

 

La lotta contro la crisi della lettura continua e stavolta attraverso un consiglio di una libraia milanese che mi ha detto ” con Muzzopappa non sbagli mai!” e mi son ritrovato in mano con una copertina raffigurante un pappagallino verde…

Avete presente quando siete convinti di una cosa, che è quella e basta che non ci sono nè se nè ma perchè siete assolutamente certi delle vostre convinzioni e poi con gli stessi vostri occhi capite invece che è tutto l’opposto di quello che avete sempre pensato? Bene al protagonista succede la stessa cosa, scoprendo per caso il tradimento in atto della sua ragazza con la quale vorrebbe tra l’altro sposare…

E’ un libro che aiuta alla mia crisi di lettura perchè è ironico e divertente, scivola via senza intoppi, il sorriso è sempre dietro l’angolo, e soprattutto, credo, ci si immedesima molto con il protagonista con le sue strampalate idee e con il suo modo goffo di fare qualsiasi cosa, perchè dovete sapere che Leo, il protagonista di dente per dente dopo aver scoperto il tradimento inizia una vendetta personale e direi abbastanza particolare infrangere i dieci sacri comandamenti, proprio perchè la sua ormai ex ragazza è molto credente, cattolica almeno così sembra!

Mi viene da ridere solo a ripensarci! Ecco un altro consigliatissimo libro sotto l’ombrellone di questa estate che sta vivendo il suo ultimo quasi mese di vita!

Divorziare con stile – Diego De Silva

 

Quest’estate sembra proprio dura leggere, una personale crisi probabilmente passeggera di lettura, per cercare di combattere questa poca dedizione alla “carta”, ho scelto un libro uscito da poco, un autore e soprattutto un personaggio che mi ha conquistato dalle prime battute del primo libro che lessi l’anno scorso. Eh si sto parlando del buon vecchio avvocato Vincenzo Malinconico.

Divorziare con stile è il quarto episodio di questo protagonista e mi sembra sempre meglio, fin dalle prime pagine ridi ed entri nella vita di Malinconico con il sorriso e ne rimani stupito dalla follia dei personaggi che sono assolutamente reali, chi di noi non ha avuto un amico pazzarello, scansafatiche, con idee bizzarre e assolutamente simpatico? Malinconico si mostra sempre per quello che è, un avvocato maldestro, non abilissimo forse, ma assolutamente coi piedi per terra, molto intelligente nelle sue riflessioni nel lavoro, con i suoi figli, un pò meno nelle relazioni sentimentali che cerca di mantenersi sempre distaccato, molto acuto nelle sue mille battute ironiche che costringe il lettore a ridere e a pensare contemporaneamente!

Un uomo più incline alle sconfitte che alle vittorie ma per questo gli voglio più bene perchè reale, vero, e comunque riesce sempre rialzarsi nonostante le mille cadute, in fondo chi di noi non è soggetto a mille sfighe quotidiane ma continuare a pensare che domani sarà un altro giorno?

Ci voleva questa lettura ironica, divertente e brillante!

Leggo poco?!

 

 

Se avete seguito o meglio letto l’ultimo post prima di questo, le tre teste di cazzo sono state in Sardegna, tra le teste di cazzo ci sono pure io( ma quanta bella pubblicità mi faccio, a volte mi stupisco), e pensavo…davanti ad un mare azzurro, blu scuro, blu chiaro, blu verde che si immischiava con un cielo perfettamente azzurro, si lì si che c’è la perfezione il resto è noia, ma cosa sto scrivendo? alt rewind pensavo davanti a questo mare infinito che sto leggendo poco, ma cazzo ma perchè? ma soprattutto quando sto in vacanza è più forte di me distrarmi da tutto quello che mi circonda che quasi quasi mi ricorda quello che leggo nei libri e cioè la fantasia, l’infinito, le persone, comunque faccio meno il poetico, leggo poco, constato ciò, mi chiedo perchè. e proprio in quel momento uno dei due miei compagni di viaggio mi invita a fare un bagno e allora ditelo, e va bene ora sto a Milano o meglio a Bresso, questa bellissima caldissima cementata cittadina a pochi passi dalla grande metropoli che è poi Milano, non riuscirò a fare un discorso con un senso logico lo sapete? cmq dicevo leggo poco… ma poi non è vero in questi 10 giorni di fancazzismo ho letto questo libriccino del corriere della sera che parla di come si impara a scrivere o meglio come nascono i racconti attraverso i racconti Cechov, e la prima cosa che dovremmo fare anzi che dovrei fare è imparare a leggere, a capire ogni quadro che lo scrittore pone al lettore, saper pesare ogni frase, ogni descrizione, e sapete quale sarebbe un mio grande sogno oltre a diventare la più grande rockstar di tutti i tempi? Assolutamente essere in grado a scrivere un romanzo e viaggiare per l’Italia nostra a presentare il mio cazzutissimo libro, Ok zilly punta la sveglia, 5.00 am che la coop mi aspetta…

 

3 teste di cazzo (il titolo doveva essere W la Sardegna ma poi)

Son stato via e poi neanche tanto, ma tanto per non scrivere in questo cazzo di blog, penso sempre chi lo può leggere (questo cazzo di blog) e chi gliene può fregare di quello che mi passa per ‘sta testa che mi ritrovo, comunque dove sono stato?

ci sono voluti 43 anni (minchia quanti), ma poi arriva, anzi no c’è il problemone, siamo in tre, direi tre teste di cazzo( so già che mia zia mi direbbe ma quante parolacce, ma siamo 3 teste di cazzo, non c’è altra definizione), come ci si arriva a Malpensa? macchina, mezzi, taxi, metro, autobus, taxi no ma meglio il malpensa express, no sono stanco, cazzo facciamo, prima di partire i tre sono quasi alle mani per come arrivare all’aeroporto, vabbè si è scelto di andare in taxi, ve l’ho detto che siamo tre teste di cazzo, imbarco, controlli, io sono stato fermato ispezionato pure nel didietro per non essere volgare, ma non hanno trovato nulla, tiè, si parte, si ma dove? Sardegna, Olbia, San Teodoro, le tre teste di cazzo han preso la macchina e via, ci sistemiamo in casa di una nostra amica in comune, e così si inizia, prima volta in Sardegna, Ichnusa dappertutto, il 21 era pure il compleanno di uno dei 3, che ve lo dico a fare, si mangia si beve in macelleria, ci si innamora di una cameriera che avrà neanche 19 anni, bella è bella ma è pure piccola e no per qualcuno è la ragazza più bella mai vista finora, ve l’ho detto che siamo 3 teste di cazzo, si continua a bere in posta, cioè in un locale chiamato la posta, bello è bello, ma la musica santiddio, deejay cambia musica, eddai cazzo, niente, musica dance house a tutto volume che induce me medesimo alla sonnolenza nonostante 2 cocktails, primo giorno andato, saranno 8 giorni di devasto fisico, alcolico, ma anche di divertimento di tre teste di cazzo che non si erano mai trovati a fare una vacanza insieme e soprattutto non si erano mai trovati a fare una domenica in sardegna con il mare più bello del mondo a fare trekking, si aspetta che lo ripeto trekking, o meglio la domenica si svegliamo e guardando su una cartina vediamo questa zona con il monte nieddu passeggiata, e abbiamo camminato per 20 santissimi chilometri su e giù per sto monte ma che erano poi mille di monti, sotto il sole più caldo dell’anno alle 13.07 senza più acqua, senza cibo ma solo noi le nostre gambe e soprattutto le nostre inossidabili bestemmie alla vista di rampe di salite infinite, ma alla fine ce l’hanno fatta hanno completato il giro e poi dritti ad una spiaggia a bere 12 litri d’acqua senza pausa, ogni giorno una risata, una fatica, una mangiata, una bevuta, una spiaggia, tanti bagni, tanti pensieri, tanti bei ricordi, potrei andare avanti a raccontare le gesta delle tre teste di cazzo( e ce ne sarebbero compreso quella di una scommessa persa per una mancata uscita con 3 ragazze, devo pure pagare una birra, uno smacco) ma mi basta la foto che ho messo, lo zaino, il racchettone, quella ragazza mai conosciuta, il mare colorato che incontra il cielo e il gioco è fatto!

(Ah un saluto alle due teste di cazzo che insieme a me fanno le tre teste di cazzo che hanno riempito questo piccolo forse inutile spazio virtuale!)

19 luglio 1992

Pensando a dov’ero quel giorno lì, mi son ricordato che ero nella mia prima vacanza da solo in un paese lontano dall’Italia, ero in un college inglese ad Hastings ad un’oretta da Londra, c’ho passato un mese a provare ad imparare l’inglese in una struttura dove c’erano studenti italiani e spagnoli ed insegnanti madrelingua, mi ricordo i primi giorni di panico perchè non conoscevo nessuno ed in più dovevo arrangiarmi con una lingua che non era l’italiano. Poi piano piano ho fatto amicizie, addirittura un amore veloce estivo e proprio in quei giorni l’Italia veniva sconvolta da una nuova strage.

Io ero un 18enne in piena esplosione di ormoni e di egoismi ludici che non ne sapeva proprio nulla di mafia, di cosa nostra, di magistrati, di giustizia, legalità, e mi fa rabbia un pò non essermi addentrato già ai quei tempi di queste tematiche ma in fondo neanche adesso ne so molto, ma mi informo, leggo, e cerco delle risposte che non trovo, dicevo ero un 18enne spensierato, fortunato e probabilmente ho vissuto l’adolescenza in un clima più sereno grazie anche alla mia famiglia, ma penso sempre se fossi invece nato in una situazione inguaiata con problemi di illegalità, di sopravvivenza come me la sarei cavata, come si può contrappore una forza che non si vede? I libri, la cultura, la diffusione di valori di coscienza civile di legalità possono dare uno stimolo a guardare la realtà per com’è. Ma come dice qualcuno “anche qui dove stiamo a Bresso c’è la mafia cosa credi? cosa credi che un libro possa fermare un mostro infinito invisibile che volente e nolente influenza le nostre scelte anche se ignari?”

Io oggi mi commuovo a sentire parlare Falcone e Borsellino, e mi fa rabbia che dopo 25 anni non siamo andati avanti a combattere questo mostro che sembra essere ancora bene radicato, posso almeno continuare a leggere parlarne e guardare le persone condividendo questi uomini che hanno lasciato tanto in questa maledetta terra??

Dove cazzo voglio andare?

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Mi sono accorto che sto scrivendo poco, leggendo meno perchè mi è venuta sta strana voglia di andare in bicicletta che non so se è una voglia passeggera o lo spirito di Pantani mi sta chiamando da qualche parte, fatto sta che ogni giorno un’oretta di bici me la sparo. Ma le gambe sono molli e mi faccio battere anche da questa splendida vecchietta che sta impennando in foto. Ma zilly dove vuoi andare??

Già dove cazzo voglio andare?

Intanto pedalo e sfido i sessantenni a furia di scatti assassini in salita di 20 metri!!

Che bellissima iniziativa! L’agenda ritrovata – Sette racconti per Paolo Borsellino

 

 

Non è solo un libro, non sono solo sette racconti di sette scrittori ambientati in sette luoghi d’Italia diversi, non è solo bellezza narrativa, a volte drammatica, a volte spiazzante ma sempre evocativa non è solo il ricordo di un uomo anzi di uomini che hanno dato la propria vita alla lotta contro la mafia, è un progetto bellissimo, ambizioso, forte, è una ciclo staffetta che si porta dietro questa agenda ritrovata; da Milano son partiti con biciclette e carovan e hanno toccato varie parti d’Italia con questa agenda ritrovata rossa ovviamente simbolica con su tutte le testimonianze di chi ha voluto parteciapre mettendo anche solo una semplice firma, ora sono in Sicilia e dopo domani si concluderà in via D’Amelio per testimoniare che il lavoro di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tutti quelli che hanno perso la vita non è andato per niente perso anzi, c’è una volontà, un sentimento di unione e di partecipazione nel voler combattere la mafia che soprattutto ora è da combattere, attraverso la conoscenza, la memoria, la divulgazione delle idee di uomini di una cultura civile fatta di legalità, diffondere la cultura del e nel territorio.

Sì perchè sono 25 anni dalla morte di Paolo Borsellino, e sono 25 anni che quella agenda rossa di Paolo Borsellino non si sa dove diavolo sia potuto finire, e allora con la scusa dei 25 anni si vuole ribadire la voglia di giustizia, di legalità fatta attraverso la bicicletta, la partecipazione dei paesi coinvolti dalla ciclostaffetta e le parole di questi sette racconti che vanno a toccare momenti, ricordi, azioni, idee, sentimenti di un periodo che sembra passato ma che non lo è ancora oggi.

Aiutiamoci, leggiamo questa testimonianza!

Paolo Borsellino e l’agenda rossa

 

 

Sarà tutto collegato ma mi ha preso la voglia di andare in bicicletta anche se ci sono 35 gradi fuori, anche se non ho gambe e non ho fiato (sono da buttare!), anche se non ho nessun motivo apparente mi sono ritrovato su una sella nuova di una bici e via, fatica, sudore, ma anche tanta vita, paesaggi, chi corre, chi cammina, chi chiacchiera, chi mangia, chi dorme, vedi tutti in bici, poi è iniziato pure il tour de france (e qui è doveroso salutare il mio marco pantani!) e soprattutto amava tanto andare in bicicletta un uomo che ha combattutto fino alla fine per la legalità, per scovare i segreti dei segreti che si celano dietro a false facciate, per scoprire legami tra stato e mafia e proprio tra pochi giorni saranno 25 anni dal quel 19 luglio 1992 in cui perse la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Questo libro è una testimonianza di chi ancora oggi non ci sta a pensare che tanti altri colpevoli siano ancora liberi; quella agenda rossa (in cui Paolo Borsellino segnava incontri appuntamenti numeri e chissà altro) che portava sempre con sè non è mai stata più ritrovata. C’è una ricostruzione degli eventi di quella strage in via D’Amelio, ma fin dall’inizio ci sono tante incongruenze su come si siano evolute le cose a riguardo della scoperta della borsa del giudice. Testimonianze di chi arrivò sul posto, di carabinieri che non sono mai uguali, differiscono sempre, foto che creano dubbi, sospetti. Quell’agenda rossa è un mistero che ancora oggi non si riesce a capire dove sia andata a finire ma dalle parole dei famigliari c’è la certezza che Paolo Borsellino in via D’amelio dove era andato a prendere la madre ce l’aveva assolutamente con sè.

Dicevo sono 25 anni e sono 25 anni che non si dimentica anzi proprio in questi giorni il fratello di Paolo assieme ad una associazione e non solo hanno organizzato una mega ciclo staffetta che è partita il 25 giugno da milano e arriverà proprio il 19 luglio a Palermo proprio in via D’Amelio con una agenda rossa denominata agenda ritrovata con tutte le firme di chi vorrà dare un suo contributo nel nome della legalità, della verità e della giustizia. Io ho partecipato con la presenza, con una firma e comprando un libro che assolutamente leggerò nei prossimi giorni! Sono storie da raccontare ai ragazzini, da subito per capire per conoscere per non sbagliare la strada da percorrere!

 

“..Paolo mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere..”

Agnese Borsellino